Combattete con me. Io sono la vostra voce.
Queste frasi vi ripugnano? Trovate sbagliato che un circolo che riceve denaro dallo stato sia intitolato all’autore di queste frasi? Bene : io sono a vostra voce. Per aver alzato la mia contro tutto questo sto subendo due processi. I miei processi sono un enorme vantaggio da un lato, perché permettono alle mie parole di rimbalzare e anche l’enorme esercito di giornali nemici è costretto a riportarli, ma hanno lo svantaggio di costarmi fiumi di denaro.
Chiedo aiuto. Io sono la vostra voce. Perché questa voce non sia azzittita, sostenetemi!
L’affermazione che Mario Mieli era un pedofilo è vera e inoppugnabile. Mario Mieli afferma la sua pedofilia nel testo Elementi di critica omosessuale.
Il significato corretto della parola “pedofilo” è: persona attratta eroticamente da minori. La pedofilia è una condizione mentale caratterizzata dall’attrazione erotica per i minori, condizione ritenuta da alcuni una parafilia o una perversione, dall’ultimo DSM è considerata un orientamento sessuale. Chiunque si dichiari attratto eroticamente dai bambini, indipendentemente dal fatto che abbia o meno compiuto atti pedofili, non può che essere dichiarato pedofilo.
Mario Mieli dichiara in maniera inequivocabile la sua attrazione erotica per i bambini, per persone cioè di età inferiore alla pubertà, nel suo libro Elementi di critica omosessuale, edito inizialmente da Einaudi, nell’ultima edizione da Feltrinelli.
“Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica” (Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, pag 55 PDF http://www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf).
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È un dogma di fede proclamato dal IV Concilio Lateranense sotto Innocenzo III che «È unica la Chiesa universale dei fedeli e al di fuori di essa assolutamente nessuno può essere salvato». Come diavolo gli è venuto in mente a Innocenzo III di essere così scortesemente poco inclusivo, così platealmente di parte, così ottusamente certo che esista un vero e un falso, che esistano il bene e il male e che lui li conosca? Il concetto che il bene e il male esistano e come stabilirli in effetti dovrebbe essere l’ABC di qualsiasi religione, senza il quale tanto vale lasciar perdere. Il pilastro su cui si basa la religione si chiama dogma, tutto quello che si costruisce sopra questo pilastro iniziale. Contrariamente alla nuova Chiesa 2.0, tutta panna montata e zucchero filato, il Cristianesimo ha un pilastro iniziale che è fatto di granito, questo pilastro è la figura di Gesù Cristo, che non è opinabile e non è discutibile e non può essere contraddetto. In effetti il Cristianesimo, prima di essere una religione, è stato un evento storico. Cristo, il terzo giorno, è risorto sì o no. Se è risorto abbiamo ragione noi e gli altri hanno torto, se non è risorto gli altri hanno ragione e quelli che hanno preso la cantonata siamo noi. Che possiamo avere ragione tutti e due su un evento che o c’è stato o non c’è stato è contrario al principio di realtà, che è una maniera molto colta per dire che è una corbelleria.
Il 73% degli italiani sarebbe favorevole all’eutanasia. Ad affermarlo è una recente ricerca dell’Eurispes. Se però si va a discernere i criteri di ricerca e i contenuti specifici delle singole domande, si scopre una realtà un po’ diversa. Almeno il 60% degli italiani, ad esempio, si dichiarano contrari al suicidio assistito, diverso dall’eutanasia soltanto nella modalità ma non certo nella sostanza. Senza contare le innumerevoli riserve espresse da quel 73% di favorevoli, vi è addirittura un 77,5% di intervistati che ammetterebbe l’eutanasia soltanto in caso di «coma irreversibile», ovvero di morte cerebrale, considerata dalla maggior parte della letteratura scientifica come morte tout court.
Sono stata assolta per le “offese alle persone omosessuali” perché è stato riconosciuto che parlare come ho parlato è stato un mio diritto, anzi è un mio dovere di medico. Quello che ho detto su questi argomenti si può dire! Evviva! Sono stata condannata per le frasi sul movimento Lgbt che ho accusato di rapporti ambigui con il movimento pedofilo e di tentativi di limitare la libertà di parola». Questo l’esito del
Segnalazione di Redazione BastaBugie
A 8 e mezzo su La7 la dottoressa cita il gay Mario Mieli che esaltava la pedofilia… Lilli Gruber rimane spiazzata e senza parole (VIDEO: Silvana De Mari e Lilli Gruber)
La Rai coproduce un film su Mario Mieli. I contributi stanziati dal precedente governo. Ma la leghista Borgonzoni blocca tutto. Nel mirino i contenuti pro pedofilia
Segnalazione di Redazione BastaBugie
Oggi a Torino si svolge il processo alla dott.ssa e amica Silvana De Mari, cui abbiamo fornito e forniamo tutto il sostegno del “Circolo Christus Rex-Traditio”: