Abbiamo un problema coi nigeriani…

ABBIAMO UN PROBLEMA COI NIGERIANI….

‏ @IAmJamesTheBond SeguiSegui @IAmJamesTheBond Altro Nigeriano violenta una 13enne. Poi massacra il cuginetto che la difende. Orrore a Battipaglia. L’immigrato con regolare permesso di soggiorno si è abbassato i pantaloni e ha palpeggiato una 13enne. Poi ha picchiato il cuginetto che ora è in ospedale. 10:39 – 2 ago 2018 Il presidente nigeriano: “Troppi di noi in cella, difficile farsi accettare” L’ammissione …
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Disponibili i numeri 124, 125 e 126 di Sursum Corda – Dal 5 al 19 agosto 2018

Sul sito sono disponibili in formato ridotto i   numeri 124, 125 e 126 (5 al 19 agosto 2018)  di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download   dedicata ai soli Associati. Il libro sull’Inferno di Mons. de Ségur si può richiedere cliccando qui .
Numero 124 :
– Comunicato numero 124. Il Discorso della montagna (parte 1);
– Preghiera a San Domenico di Guzman, Confessore;
– Gli anatemi del Concilio Laterano IV, numero 1.
Numero 125 :
– Comunicato numero 125. Il Discorso della montagna (parte 2);
– Preghiera a Sant’Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa;
– Gli anatemi del Concilio Laterano IV, numero 2.
Numero 126 :
– Comunicato numero 126. Il Discorso della montagna (parte 3 ed ultima);
– Preghiera per San Pietro in Vincoli;
– Gli anatemi del Concilio Laterano IV, numero 3;
– Dizionario di teologia dommatica. Il Peccato personale .
Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per la gioventù, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di san Giovanni di Dio .
Ossequi, Carlo Di Pietro. Continua a leggere

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Fontana: 'Abolire la legge Mancino'

‘Legge usata da globalisti per coprire loro razzismo anti- Italia’. Marcucci (PD) : ‘Governo sempre più nero’

“Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”. Lo propone il Ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, in un post su Facebook.
“I fatti degli ultimi giorni – scrive il ministro Lorenzo Fontana su Facebook – rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra. Se c’è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani. La ragione? Un popolo – aggiunge il ministro leghista – che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile. Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico – conclude – se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”.
“E’ un governo sempre più nero. Il ministro della Famiglia (sic) Fontana ora propone di abolire la legge #Mancino che vieta l’apologia di fascismo. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po’ strambo”. Così su twitter il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci

ANSA | 03-08-2018 12:29

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Ecco un esempio di "cardinale" della Contro-Chiesa conciliare…

Il cardinale,  fasullo della falsa Chiesa Vaticanoisecondista, Francesco Coccopalmerio, 80, pro-gay, il cui segretario è stato trovato nel 2017 in un festino omosessuale con droga, supporta l’inter-comunione.
Parlando la giornalista di corte di Francesco, Andrea Tornielli, su Vatican Insider (August 1), Coccopalmerio ha definito un documento eretico dei vescovi tedeschi che “permette” la Comunione ai Protestanti “importante” e “scritto con grande cura”. 
Secondo Coccopalmerio, I Protestanti sposati con Cattolici dovrebbero ricevere la Comunione “ogni volta” che partecipano alla Santa Messa per non “dividere” la coppia [anche se alla coppia non interessa non condividere la stessa fede].
Per lui, “non è una condizione necessaria” credere nella dottrina Cattolica della transustanziazione per poter ricevere la Santa Comunione, ma è “sufficiente credere” che pane e vino consacrati nella Santa Messa rappresentino corpo e sangue di Gesù Cristo.
Questa eresia è stata condannata dal Concilio di Trento: “Se qualcuno dice che la fede da sola è una preparazione sufficiente per ricevere il Sacramento della Santissima Eucarestia, anatema su lui” – Sessione XIII, Canone XI.

Fonte: http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.com/2018/08/cardinale-satanico-della-falsa-chiesa.html Continua a leggere

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Sinistri, era meglio non esistere

sinistri, era meglio non insistere.

sinistri, era meglio non insistere.

(MB: Lo sapete già, ma  la si riporta qui per  invitare la sinistre a qualche cautela  nel lanciare le loro campagne di odio Nè i lanciatori di uova sono razzisto-fascisti, anzi uno è figlio di un consigliere comunale del PD; né la cara Daisy, atleta italiana, vieneda una   famiglia  modello d’integrazione. Padre di Daisy Osakue arrestato per prostituzione? Cresce la …
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Nave italiana soccorre e riporta in Libia gli immigrati. E' la prima volta

Risultati immagini per Asso Ventotto Napoli
di Adolfo Spezzaferro
Per la prima volta, una nave italiana, dopo aver soccorso degli immigratiin mare, li ha riportati in Libia. Si tratta della Asso Ventotto, un’imbarcazione di sostegno a una piattaforma petrolifera, che, in applicazione di quanto stabilito dal governo italiano, si è coordinata con la Guardia costiera di Tripoli che è competente in quelle acque per la gestione delle operazioni Sar di ricerca e soccorso.
L’imbarcazione, riporta La Stampa, “pare abbia seguito le indicazioni della centrale operativa della Guardia Costiera che via radio da Roma avrebbe ordinato al comandante di Asso 28 di coordinarsi con la Guardia Costiera di Tripoli. In sostanza l’ordine è stato quello di riportare quei migranti in Libia”.
“Abbiamo appreso che uno dei gommoni segnalati oggi dalla Guardia Costiera italiana con 108 persone a bordo nel Mediterraneo è stato soccorso dalla Nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che si sta dirigendo verso Tripoli. Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l’Italia ed il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale“, ha detto Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali, a bordo della Open Arms. “Il diritto internazionale – aggiunge – prevede che le persone salvate in mare debbano essere portate in un porto sicuro e quelli libici, nonostante la mistificazione della realtà da parte del governo italiano, non possono essere considerati tali”. Continua a leggere

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"Anche io colpita dalle uova". Ma nessuno protesta per Brunella

NEL MONDO IN CUI PER I “GRANDI DELL’ANTIRAZZISMO” ANCHE LE UOVA DIVENTANO RAZZISTE…
Parla una delle tre donne bianche aggredite dalla “banda dell’uovo”. Smontata così la tesi sulla presunta “onda” razzista
di Giovanna Stella
Non solo Daisy Osakue è stata presa di mira da quella che ormai viene definita la “banda dell’uovo”: anche altre donne (bianche) hanno ricevuto il suo stesso trattamento, ma nessuno è sceso in campo per loro.
Per la discobola è stato sollevato un vero e proprio polverone che dal piano della mera cronaca è arrivato a quello della politica. La sinistra, infatti, non ci ha messo tanto ad accusare Matteo Salvini di essere il fautore “di una propaganda di stampo razzistico” oppure di nutrire “ogni giorno il razzismo con il tuo linguaggio di odio”. Insomma (ancora una volta) per la sinistra la colpa di tutta questa violenza ingiustificata è da rintracciare nel ministro dell’Interno e nella sua politica.
Dal canto suo, dopo il fatto di Daisy, Matteo Salvini ha prima condananto “ogni aggressione, sono e sarò sempre a fianco di chi subisce violenza”, poi si è difeso dagli attacchi – campati per aria – con un tweet di poche ma chiarissime parole: “La sinistra, sconfitta dagli italiani, usa ogni mezzo pur di attaccarmi e non mollare il potere”.
Ma lasciate da parte le polemiche di circostanza, a dare un quadro ancora più chiaro di quello che è successo a Daisy nella notte fra domenica 29 e lunedì 30 luglio a Moncalieri (Torino) è una delle tre donne che, in passato, è stata aggredita dalla “banda dell’uovo”. La vittima si chiama Brunella Gambino, ha 48 anni e abita nella stessa via della discobola italiana. Intervistata dal Corriere della Sera, la donna ha raccontato la sua disavventura e quella delle sue amiche che sono state prese di mira dalla maledetta banda il 25 luglio scorso. Tre donne, tutte bianche. Che con un semplice racconto fanno cadere tutte le polemiche della sinistra legate al “razzismo salviniano”. Continua a leggere

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Noi razzisti, voi con "Innocent". Che aprirà un ristorante

NOI RAZZISTI, VOI CON "INNOCENT". CHE APRIRà UN RISTORANTE.

NOI RAZZISTI, VOI CON “INNOCENT”. CHE APRIRà UN RISTORANTE.

Poiché un altro articolo sulla doppia morale e il doppio standard usato dagli oligarchi risulterebbe ripetitivo, mi limito a postare qualche immagine. trovata qua e là sui social, di cui i telegiornali non hanno dato notizia.  Né i presidenti, vescovi, giornalisti e politici pieni di “umanità”  hanno versato lacrime.   https://twitter.com/RogerHalsted/status/1024598110956339201     Ah, ed ovviamente l’egiziano che l’ha rovinata …
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I truffatori dell’antirazzismo

di Sebastiano Caputo
I truffatori dell’antirazzismo
Fonte: L’intellettuale dissidente
L’Italia è mediterranea, ospitale, genuina. E’ un non-modello di integrazione connaturato alla nostra storia che non va intellettualizzato dai nuovi chierici dell’anti-sovranismo.
Una bravata di alcuni ragazzotti nel notturno torinese che ha preso di mira diverse donne tra cui Daisy Osuake, atleta italiana di origine africana, si è trasformata nella punta dell’iceberg di un presunto odio razziale che sta divorando il Paese. I carabinieri per ora stano escludendo il movente xenofobo eppure la recuperazione politica è già in atto per colpire il governo giallo-verde, ritenuto complice e mandante di questa artificiosa ricostruzione dei fatti.
Il razzismo che si traduce in azioni concrete esiste, ma è nella testa e nelle gesta degli piscolabili, che sono pochissimi in Italia, e di certo non rappresentano l’anima profonda del nostro popolo. Il razzismo reale non ci appartiene. Per storia, cultura, geografia. Noi italiani siamo mediterranei, persone semplici, ospitali, a modo nostro, verso tutti gli stranieri, che non abbiamo mai amati né disprezzati, ma rispettati sulla base della decenza comune, quelle regole non scritte di convivenza che hanno caratterizzato una terra di passaggio, un crocevia straordinario di popoli, clan e tribù. Quel fatto di cronaca a Isola Capo Rizzuto che ha visto i bagnanti calabresi soccorrere 56 migranti in spiaggia, racconta perfettamente lo spirito descritto sopra. Del resto anche alla base della crescita elettorale di Lega e del Movimento 5 Stelle non c’è l’emergenza immigrazione (o addirittura “sostituzione etnica” paventata da alcuni) ma la paura di un ulteriore impoverimento della classe media, i cosiddetti sconfitti dalla globalizzazione.  Continua a leggere

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Il fisico contro le patrie

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Anche il fisico Carlo Rovelli ha voluto allinearsi al Tema Permanente: attaccare il patriottismo perché si tramuta in veleno nazionalista, nazista e razzista, e cantare le lodi all’umanità senza frontiere. Ha scritto ieri un lungo articolo sul Corriere della sera intitolato “L’unica nazione è l’umanità”.
Ma perché dobbiamo tradurre l’amor patrio con la sua degenerazione violenta e razzista, non è possibile amare e tutelare la propria nazione, la propria civiltà senza degradare in xenofobia e razzismo? Quando parliamo di religione, la riduciamo forse al fanatismo e alla persecuzione religiosa? Quando parliamo di famiglia, di amore paterno, filiale o materno, dobbiamo necessariamente ridurla agli abusi e ai soprusi compiuti talvolta in suo nome? E cambiando versante, perché quando parliamo di uguaglianza non l’associamo subito al ricordo del Terrore giacobino o agli orrori del comunismo in tutti i suoi regimi? O quando parliamo di libertà la riduciamo forse agli abusi di libertà che conducono alla violenza, alla droga, alla sopraffazione e all’arbitrio?
L’amor patrio, il legame naturale e culturale con la propria nazione e le sue tradizioni, è un bisogno fondamentale dell’animo umano e appartiene ad ogni epoca e a ogni civiltà. Ci sono vari modi di intendere quel legame. Oggi, il modo più coerente non è chiudersi nelle tribù l’un contro l’altra armate, ma integrare le nazioni in contesti più ampi, come l’Europa, e riconoscere reciproca legittimità e valore alle nazioni, la tua come la mia. Ma si può amare l’umanità a partire dalla propria città, dalla propria terra, dalla propria nazione. Sentire la solidarietà a partire da chi è più vicino verso chi è più lontano. Continua a leggere

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Problemi nell’enclave spagnola: si sta avverando la profezia di Gheddafi?

Immagine correlataSegnalazione di R.G.

Giovedì più di 500 migranti africani hanno oltrepassato le barriere di separazione dell’enclave spagnola di Ceuta e si sono introdotti illegalmente in UE. Già nel 2011 quando sembrava che niente facesse presagire una crisi tanto grave, il leader libico Gheddafi quasi fu in grado di prevedere qualcosa di simile prima del suo assassinio.
Questo è riecheggiato nelle pagine dei giornali di tutto il mondo: di mattina presto la guardia civile spagnola e quella marocchina hanno tentato di impedire a centinaia di migranti con un temperamento aggressivo di oltrepassare il confine tra il Marocco e l’UE. Durante quello che sembra un attacco premeditato le forze dell’ordine sono state attaccate con lanciafiamme, escrementi e sostanze corrosive.
Le forze dell’ordine erano smarrite poiché, sebbene si fossero verificati attacchi a Ceuta anche in passato, i migranti non avevano mai avuto reazioni tanto violente. Nell’area circostante l’enclave spagnola aspettano la loro possibilità di entrare in Europa ancora decine di migliaia di poveri africani.

Sebbene il numero delle nuove richieste di asilo all’UE sia diminuito quest’anno, la crisi migratoria al momento sembra aver raggiunto il suo punto più alto. Centinaia di migranti hanno dimostrato di essere decisi ad entrare in UE e nessuno potrà fermarli.Spinti dalla disperazione e dalla fame sono pronti a mettere a repentaglio la loro stessa vita e la vita degli agenti di frontiera per entrare in Europa. Non accettano i “no”.
La violenza che impiegano contro la polizia è impressionante e dev’essere un segnale d’allarme per Bruxelles. Fino ad ora l’UE non ha risposto a questo incidente, ma, se a breve non sarà elaborato un concreto piano d’azione, vi è il rischio che la violenza e l’anarchia arrivino anche al cuore dell’Europa.
Ancor prima dell’inizio della guerra civile del 2011 il dittatore libico Gheddafi così ammoniva:

“Ascoltatemi bene. Se mi volete soffocare e destabilizzare, farete solo il gioco di Bin Laden e aiuterete i gruppi armati di rivoltosi. Succederà quanto segue. Verrete aggrediti da un’ondata migratoria proveniente dall’Africa che si riverserà in Europa dalla Libia. Qui non ci sarà più nessuno a fermarli”.

Al tempo Gheddafi probabilmente non avrebbe mai immaginato che solo 6 mesi dopo sarebbe stato ucciso dai rivoltosi per la strada dopo l’intervento della NATO. Ma col suo ammonimento Gheddafi aveva ragione sebbene questo non intende giustificare in alcun modo l’operato del despota libico.Fino al 2011 la Libia era il Paese africano più ricco e la meta agognata per le popolazioni eritree e nigeriane che facevano la fame.
Quanto alla popolazione la Libia rientrava fra i Paesi con più immigranti al mondo. Oggi la Libia è unо stato fallito nel quale vi è un doppio governo ma non vi è alcun ordine. Il fallimento di questo stato ha destabilizzato anche i Paesi vicini. Situazioni difficili si osservano praticamente dalla Nigeria alla Somalia. Durante la guerra civile la Francia e gli USA hanno attivamente rifornito di armi i ribelli libici che naturalmente dopo la fine della guerra non le hanno restituite. Le attrezzature militari degli arsenali di Gheddafi furono depredate. Così il Libia si venne a formare un vero e proprio “mercato delle armi”. L’organizzazione Humans Rights Watch ha così ammonito dopo la fine della guerra civile: “È la maggiore distribuzione di armi che abbiamo mai visto. Negli prossimi decenni sarà una minaccia per la regione”. Un simile sviluppo si poté osservare anche in seguito agli interventi americani in Iraq, Afghanistan e, prima dell’intervento russo, anche in Siria.

Oggi la maggior parte delle domande di asilo in Germania è presentata da profughi provenienti dai Paesi di cui sopra. Partono dall’Africa diretti in Europa soprattutto abitanti di Nigeria, Eritrea, Somalia e Chad. Più del 75% dei profughi che arrivano in Europa via mare partono dai porti libici.

La politica della cancelliera tedesca del “in qualche modo ce la faremo” ricorda l’impotenza dell’Impero romano poco prima della sua caduta. I romani non riuscirono a gestire la crisi migratoria quando i Goti erano alle porte e entrarono nell’Impero durante l’attacco degli Unni. Inizialmente i Goti furono accolti pacificamente, venne fornito loro del cibo, ma quando il flusso divenne troppo importante, i romani cominciarono una guerra per fermare i Goti.

Inoltre, le autorità romane corrotte tenevano per loro il cibo e, quando i Goti che abitavano a Roma si accorsero di questo trattamento ingiusto nei loro confronti, scoppiò un’insurrezione. Il celebre storico Alexandr Demandr ha elencato anche altre cause della caduta dell’Impero romano: “Decadenza, ingordigia, modo di pensare antiquato, immobilità e perdita della identità nazionale”. E oggi in Europa pare che molti cittadini dell’Unione ritengano che tutto sia a posto finché hanno un tetto sulla testa, possono andare a mangiare fuori e a farsi le vacanze. La caduta dell’Impero romano cominciò prima della crisi migratoria, dunque i parallelismi sono agghiaccianti. E la leggendaria citazione di Cicerone: “Quousque tandem abutere patientia nostra?” si rivela più attuale che mai se indirizzata alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al ministro degli Interni Horst Seehofer.

La politica di sicurezza della Merkel nei confronti dei migranti si distacca dalla politica del suo predecessore, l’ex cancelliere Willy Brandt: “Nella nostra società lavorano circa 2,5 milioni di persone che rappresentano altre nazioni. Siamo arrivati al punto di dover attentamente valutare dove si trovi il limite ultimo al di là del quale non possiamo più accogliere altre persone e la nostra responsabilità sociale finisce”.

Helmut Schmidt dieci anni dopo ammoniva:”Più di 4 milioni di stranieri sono il numero massimo per la società tedesca se non vogliamo avere seri problemi. Non saremo in grado di integrare più di 4,5 milioni di stranieri senza che si presentino conseguenze negative”. Oggi in Germania vivono 10,6 milioni di stranieri e non si parla più da tempo di confini sicuri. Horst Seehofer ha tentato insieme al cancelliere austriaco Sebastian Kurz e ai Paesi del gruppo di Visengrad di presentare un programma alternativo per la risoluzione della crisi migratoria. “I clandestini devono essere espulsi, la difesa dei confini va rafforzata. In Paesi terzi bisogna costruire centri di raccolta dei migranti a cui è stata rifiutata la domanda di asilo e l’agenzia Frontex deve essere convertita in una polizia frontaliera”.

Il punto principale di questo programma è la possibilità di presentare domanda di asilo nel Paese di origine. Dunque, dopo le insurrezioni di Ceuta sorge la domanda: cosa dovrebbero fare questi centri e come andrebbero difesi? La popolazione africana cresce molto velocemente ed entro il 2050 raddoppierà fino a raggiungere 2,5 miliardi. Il flusso di profughi spinti dalla fame, dai problemi economici, dalla corruzione e dalla mancanza di prospettive potrebbe aumentare. È molto probabile che i profughi non accettino il rifiuto della propria domanda di asilo e partano comunque per l’Europa.

In Siria vi è un barlume di speranza perché è lì che al momento si dirige buona parte dei profughi “europei”. Grazie al sostegno russo al presidente Bashar al-Assad è stato possibile scacciare in buona parte l’ISIS dalla Siria e interrompere la guerra civile. Dopo la visita della delegazione russa il presidente siriano ha confermato che a tutti i profughi “sarà garantito un rimpatrio sicuro”. Si sta già lavorando attivamente al rimpatrio dei profughi siriani dai Paesi vicini (Turchia, Libano e Giordania) affinché possano essere parte integrante della ripresa del Paese. Probabilmente in futuro sarà possibile dialogare con Assad per concludere accordi simile per il rimpatrio dei profughi.

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FMI ammette: Grecia sacrificata per salvare l'Euro

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FMI AMMETTE: LA GRECIA è STATA SACRIFICATA PER SALVARE L’EURO

MB. Posto qui questo importantissimo articolo di Evans-Pritchard perché dimostra le conseguenze disumane della dittatura tecnocratica –  ossia della perdita di sovranità su economia e moneta .  Gli Stati hanno ceduto potere e sovranità alle tecnocrazie non elette (autoselezionatesi) , in base   alla mitica credenza che i politici sbagliano per ignoranza o perché sono corrotti mentre i tecnocrati sono “scientifici”, …
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Bergoglio abolisce la "pena di morte", contro tutta la Tradizione della Chiesa

Segnalazione Zenit 

CONTRO LA TRADIZIONE DELLA CHIESA, CONTRO I DOTTORI DELLA CHIESA, CONTRO LA CORRETTA INTERPRETAZIONE DEL COMANDAMENTO “NON AMMAZZARE”, CONTRO S. TOMMASO D’AQUINO, BERGOGLIO INVENTA UN’ALTRA AMENITA’ PER LA SUA CHIESA, SEMPRE PIU’ LONTANA DAI DIRITTI DI DIO E SEMPRE PIU’ VICINA AD UN ASSURDO ANTROPOCENTRISMO DAL SAPORE LIBERAL-MASSONICO (N.D.R.)

“La pena di morte è inammissibile”

Nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica (conciliare, n.d.r.) sulla pena di morte Rescriptum “ex Audentia SS.mi”

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Luoghi comuni, falsi, bufale

del Prof. Luciano Pranzetti
“Luoghi comuni, falsi, bufale”, edizione in proprio, 2018, pp. 155, si può richiedere all’autore: lucianopranzetti@alice.it
E’ sorprendente come in un piccolo libro possano trovarsi raccolti così tante osservazioni di carattere linguistico, letterario, storico e di costume.
E’ quello che si constata nel leggere l’ultimo lavoro che il Prof. Luciano Pranzetti ha dato alle stampe col titolo Luoghi comuni, Falsi, Bufale, in cui sono presentati in maniera magistrale considerazioni, commenti e documentate precisazioni che costituiscono altrettanti spunti per dare il via a riflessioni e ad approfondimenti che potrebbero di riempire interi volumi.
Il libro è presentato con una pregevole prefazione del Prof. Ferdinando Bianchi, che introduce il lettore alla prosa ricercata e caustica di Pranzetti, evidenziando che questi «con il suo spirito guascone, i formidabili cromatismi del suo esclusivo codice comunicativo, i paradigmi, i contrappunti, i simboli, le tautologie, il vigore del suo frasario, la seduzione – ad se ducere – e il fascino del suo singolare, antonomastico vocabolario, la esemplare efficacia e il rigore semantico del suo periodare, pagina dopo pagina demoliva, frantumava l’inconsulto e già poco solido edificio di una supponente, fiacca, spocchiosa, ripetitiva e talvolta acritica e conformistica comunicazione, i simulacri stolti di una convenzionale storiografia, l’implosione di un senso storico privo di vere fondamenta scientifiche, di una letteratura sovente incolta, persino insolente e povera, mercificata e gravida di balle mediatiche e di significati reconditi, estemporanei e sovente anche incomprensibili: anteprima di un suo nuovo profluvio di genialità. Gli appunti sono diventati volume…»
Da parte sua, l’Autore, nella sua nota introduttiva, delinea lo scopo a cui mira il suo relativamente piccolo – per quantità e non per qualità – componimento:

«Con questo lavoro di semplice svago, non accademico e certamente non nuovo nel suo genere letterario ma utile all’intelletto, intendiamo smentire e/o chiarire alcuni stereotipi e luoghi comuni, falsi integrali, bufale, comportamenti che, per essersi da tempo consolidati, tanto nel parlar quotidiano che negli templi della cultura – accademie, scuole, massmedia – come l’essenza della sapienza stessa, passano per inconcussa e conclamata verità.»
Il libro si legge tutto d’un fiato, e ne vale la pena: come si coglie dai seguenti esempii.
Di “luoghi comuni”

“Alpinista morto per colpa di una valanga – Perde la vita per colpa di un’onda anomala – ennesimo grave incidente sulla curva maledetta”, e via incolpando. E’ ormai, simile linguaggio, di frequenza quotidiana, praticato nei tg i cui cronisti, nel dare la notizia, poggiano anche tono e accento su “colpa”. Bischerrima operazione semantica che applica alle cose inanimate i criteri etici esclusivi  dell’uomo e pertinenti la sua condotta, la sua coscienza, la sua responsabilità.

Di “falsi”

“Ferdinando II di Borbone: Re Bomba – Vittorio Emanuele II di Savoia: Re Galantuomo”.
In Sicilia, […] sotto la regia dell’Inghilterra che vuole accaparrasi il monopolio dello zolfo isolano… gli insorti hanno occupato Palermo e Messina. Il re Ferdinando II ordina e dirige le operazioni di recupero […] la flotta, appoggiata da 4 compagnie di “pionieri” […] comincia a bombardare la postazione… fuori Messina, fornita di 12 cannoni [occupata la postazione] 6400 soldati si mettono in marcia verso Messina, occupano il porto scontrandosi con le truppe dei rivoltosi […] l’8 settembre la città è liberata.
Pertanto, niente bombardamenti e niente città devastata come i gazzettieri della propaganda liberale e inglese si affrettarono a pubblicizzare.
[…]
Di contro a un falso ‘Re Bomba’ … sta un altrettanto falso ‘Re Galantuomo’ – Vittorio Emanuele II – ma vero ‘bombarolo’ […] non ci attarderemo […] sulle stragi di GaetaCivitella del Tronto (ottobre 1860/marzo 1861), di Palermo (settembre 1866) […] [de] l’orrore di Pontelandolfo e di Calsaduni dati alle fiamme, [de] l’abiezione dei campi di prigionìa sabaudi quali San Maurizio e Savona, quale il forte di Fenestrelle (To), nella Val Chisone dove, […] migliaia di meridionali, soldati, civili e soldati pontifici trovarono la morte e la ‘damnatio memoriae’ – perdita dell’identità – dacché i loro cadaveri vennero sciolti nella calce viva.
[…] Ricordiamo, di passaggio, la strage, comandata dal ‘galantuomo’, di circa 80 torinesi, uccisi dall’esercito e dai carabinieri durante le giornate dei moti popolari – 21-22 settembre 1864…
[…] Non diremo a lungo dei sequestri di giovani donne a scopo di libidine che il ‘galantuomo’, assecondato da Cavour, affidava al commissario di Polizia, Filippo Curletti…
[…] Parleremo invece, come esempio paradigmatico di nuda verità, dei fattacci di Genova – aprile 1849 – e delle brigantesche e sporche gesta dei bersaglieri di Alfonso La Marmora (1804-1878) ivi commesse…

Di “Bufale”

Il pittore Picasso era un appassionato frequentatore di corride … il 16 maggio 1920… il toro colpì mortalmente … il torero ‘Joselito’ […] Picasso, sconvolto dalla tragica morte del giovane idolatrato toreador, ne celebrò la memoria allestendo, immediatamente, una tela [7,77 metri per 3,49] zeppa di figure sghembe, dure, spigolose e asimmetriche… Terminata, la intitolò ‘Enmuerte del torero Joselito’.
[…] Nel 1937 infuriava, in Spagna, la guerra civile e il governo anarco-social-comunista chiese a Picasso di avere una sua opera da collocare nel padiglione repubblicano dell’Esposizione Universale che si sarebbe tenuta a Parigi nel 1938.
Picasso ebbe una trovata eccezionalmente scaltra: tirò fuori dal magazzino la vecchia tela, vi apportò qualche lieve variante, cancellandone l’originario nome, per uno più adatto alla richiesta governativa. E fu ‘Guernica’ – nome della cittadina basca bombardata il 26 aprile 1937 dall’aviazione italo-tedesca – tela che fu venduta al governo per l’astronomica cifra di 300.000 pesetas, corrispondente, più o meno, a circa un milione e mezzo di euri.
[…] Cuore a sinistra, portafoglio a destra.
Ed ecco l’elenco degli argomenti trattati dall’Autore.

LUOGHI COMUNI

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