Veneto, le maestre cancellano il nome di Gesù dalla canzoncina di Natale: bimba si ribella e vince


Unʼalunna di 10 anni ha lanciato una petizione, sottoscritta dalla quasi totalità dei bimbi in aula, costringendo le maestre alla retromarcia

Per non offendere la sensibilità degli alunni non cattolici, le maestre di una scuola elementare della Riviera del Brenta, al confine tra le province di Venezia e Padova, avevano cancellato il nome di Gesù da una canzoncina di Natale imparata per la recita. Ma una bambina di 10 anni si è ribellata e, dopo aver raccolto le “firme” tra i compagni di classe, ha vinto la sua battaglia: Gesù ha così ripreso il suo posto nella canzone.
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Siria: i terroristi confiscano i beni dei cristiani

Il progetto di stati come Israele e l’Arabia Saudita, attuato con la complicità dell’Occidente, è risaputo: cancellare la presenza cristiana nel Vicino Oriente. L’articolo che segnaliamo denuncia l’ennesimo tassello di questo progetto criminale: le bande dei terroristi (“moderati”) confiscano i beni dei cristiani in Siria, come è già successo nei villaggi cristiani della Palestina nel 1948.
 Idlib, Al Nusra confisca i beni dei cristiani fuggiti
Da giorni il gruppo sorto da Al Qaeda ha diramato avvisi secondo cui “tutti i beni dei cristiani sono considerati bottino di guerra e di conseguenza verranno sequestrati”. L’esproprio non riguarda i pochi cristiani – tutti anziani – presenti nella città. La provincia è per la quasi totalità in mano a gruppi terroristi islamici o gruppi fondamentalisti. Solo una piccola parte è sotto l’Esercito siriano libero.
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Salvini, occhio al rischio-Berlusconi (imitarlo)

di Maurizio Blondet

Poiché mi siete testimoni che ho lodato apertamente Salvini  per aver scelto “persone migliori di lui”, adesso mi riconoscerete il diritto di dirgli   che non credevo fosse così peggiore di se stesso. Devo avvertirlo per il suo bene. Che sta scivolando pericolosamente   verso la macchietta comica nota come “el baùscia milanès”,  che si vanta “ghe pensi mi”,   si agita in …
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FONTE: https://www.maurizioblondet.it/salvini-occhio-al-rischio-berlusconi-imitarlo/

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Paradisi fiscali per Google e Facebook.Sanzioni per l'Italia

Ecofin UE, paradisi fiscali per Google e Facebook. Sanzioni per l'Italia

Ecofin UE, paradisi fiscali per Google e Facebook. Sanzioni per l’Italia

L’Italia deve morire con le storture Ue. L’Ecofin che ci sanzionerà sul bilancio ha facilitato i paradisi fiscali europei. Una manna per Google, Facebook, Apple

di Antonio Amorosi

Alla presentazione del bilancio italiano in Europa il coro dei Paesi UE è stato unanime: “L’Italia non può fare debito. Le regole valgono per tutti”. Si, vabbé, ma non proprio per tutti tutti.
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FONTE: http://www.affaritaliani.it/economia/ecofin-ue-paradisi-fiscali-per-google-facebook-sanzioni-per-italia-574912.html?refresh_ce

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Rav Scarpe Rosse

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzaPAPA: GENNAIO 2010, BENEDETTO XVI IN SINAGOGA A ROMA
Comunicato n. 90/18 del 29 novembre 2018, San Saturnino
Rav Scarpe Rosse
Benedetto XVI: non ho scritto di “missione” agli ebrei
Il Papa emerito interviene pubblicamente su Herder Korrespondenz per contestare un articolo del teologo tedesco Michael Böhnke che criticava un suo precedente contributo su Communio
CITTÀ DEL VATICANO – Non «missione» agli ebrei ma «dialogo» con gli ebrei: Benedetto XVI torna ad affacciarsi in pubblico con una lettera – «correzione» – inviata alla rivista cattolica tedesca Herder Korrespondenz tesa a confutare un articolo di settembre con il quale il teologo di Wuppertal Michael Böhnke criticava uno scritto del Papa emerito riguardo il rapporto tra ebrei e cristiani comparso questa estate sulla rivista Communio .
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Presidente di municipio dirige blitz contro sede di Pro Vita! Chiediamo le dimissioni!

blitz_Pro-Vita_Alfonsi_femministe
Il presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi del PD, insieme ad alcune consigliere e cittadine, ha diretto un “blitz” contro la sede di Pro Vita a Roma per coprire un manifesto regolarmente affisso in vetrina, raffigurante un bimbo di 11 settimane nel grembo materno.
Firma, compilando il modulo, per chiedere le dimissioni del presidente del I Municipio di Roma!
Hanno così imbrattato la sede con cartelli abusivi in favore dell’aborto. In altre parole, un presidente di Municipio, che – in teoria – dovrebbe lavorare per tutti i cittadini, si fa portavoce di una minoranza di abortiste per censurare un manifesto raffigurante un bimbo nel grembo affisso regolarmente all’interno della sede di Pro Vita…
Ormai gli abortisti non tollerano che si possa manifestare in favore della vita nemmeno nel proprio domicilio!
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Ritorno al futurismo

di Lucia Rezzonico

Il Circolo Proudhon e’ un nutrito gruppo di studenti universitari veronesi amanti della cultura e dell’approfindimento.
Alcuni di loro sono attratti dalla Tradizione Cattolica e si sono avvicinati all’argomento durante una presentazione del libro di Matteo Castagna “Cattolici tra europeismo e populismo. La sfida al nichilismo”.

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Decreto sicurezza, l'Anpi si copre di ridicolo: «Faremo resistenza civile»

Decreto sicurezza, l’Anpi si copre di ridicolo: «Faremo resistenza civile» 
Sempre di “resistenza” si tratta , ma stavolta, per l’Anpi, è civile. In modo o nell’altro, l’associazione partigiani si copre di ridicolo minacciando fuoco e fiamme contro il decreto sicurezza  recentemente approvato dal Parlamento. L “Stravolge la Costituzione”, tuona Carla Nespolo, nuovo presidente dell’ampi,  accusando il governo gialloverde di spingere l’Italia “nell’incubo dell’apartheid giuridico”.
La Nespolo è furibonda. “È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia statosferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all’accoglienza, all’integrazione. A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo”.
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Foibe, il sottile boicottaggio del film Red Land. Gli esuli: lo trasmetta la Rai

A Torino un solo cinema ha in programmazione il film Red Land-Rosso Istria, che racconta il dramma delle foibe e la storia di Norma Cossetto. Anche a Milano un solo cinema. A Genova nessuno, a Perugia nessuno, in Emilia Romagna è possibile vederlo solo in una multisala di Cesena, in Campania per vederlo bisogna andare ad Avellino. A Cagliari non c’è. Nulla in Sicilia. Possibile sia solo un problema di distribuzione? No, non è possibile.
E tra l’altro nei cinema dove il film viene proiettato il pienone è assicurato. Tanto che nei due cinema di Roma che ospitano la pellicola le proiezioni sono state prolungate. C’è dunque un problema culturale, di rimozione, di sottile boicottaggio, che accompagna ancora oggi il tema-tabù delle foibe. “In Italia – ha scritto Fausto Biloslavo – ci sono circa 4500 schermi, ma il film sulla tragedia delle foibe, dopo 70 anni, ha trovato spazio nella prima settimana appena in 30 sale e nella seconda in altre 40.” Continua a leggere

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