Misteriosa morte di un giornalista che investigava sui finanziamenti di Soros ai gruppi antifa in Europa

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Sembra ormai sulla via dell’archiviazione la morte del giornalista investigativo Bechir Rabani, che si era infiltrato nei gruppi violenti di sinistra come gli antifa ed era  stato trovato morto nel dicembre 2017, poco dopo aver presentato delle denunce sui finaziamenti occulti del finanziere globalista George Soros a queste organizzazioni.
Bechir Rabani, 33 anni, di origine palestinese, con passaporto svedese, era un giornalista indipendente e blogger molto conosciuto in Svezia per le sue inchieste e per le sue rivelazioni circa le collusioni fra i settori dell’alta finanza e le organizzazioni pro immigrazione che operano in Europa. Alcune delle sue inchieste avevano suscitato reazioni ed attacchi dagli ambienti della sinistra mondialista e dai media ufficiali che lo accusavano di “complottismo”.
I sui amici avevano scritto di lui “”Bechir era un combattente caparbio che ha sperato nella giustizia e che senza esitazione ha difeso tutti quelli che non potevano o non osavano. Ricorderemo Bechir per la sua energia, la sua forza trainante e non da ultimo per il suo lavoro”. Continua a leggere

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Il mondo Lgbt trema: 12 esposti sui patrocini ai Gay pride

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di Teresa Moro
Nella giornata martedì 10 luglio, l’Associazione Difesa dei Valori, guidata dal presidente Filippo Fiani, ha tenuto una conferenza stampa presso la Camera dei deputati per illustrare ben 11 esposti presentati alla Procura della Corte dei conti per chiedere una verifica rispetto ai patrocini dati da diverse amministrazioni locali ai Gay Pride, e dunque al mondo associativo Lgbt.
Un primo esposto pilota era stato presentato già un mese fa in Toscana – la regione in assoluto con più enti patrocinatori del Gay Pride – e aveva portato come risultato concreto, seppur la causalità non sia verificabile, il mancato finanziamento del comune al Toscana Pride.
Presenti all’evento di ieri alla Camera anche l’onorevole Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia e il senatore Simone Pillon, della Lega.
ProVita ha contattato Filippo Fiani per un breve scambio di battute.

Presidente, potrebbe innanzitutto spiegarci la genesi e lo sviluppo della vostra iniziativa?

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A settembre la II edizione della Scuola di bioetica

Bollettino informativo 07/2018
Venerdì 13 luglio 2018

A settembre la II edizione della Scuola di bioetica

Incoraggiati dal grande successo dello scorso anno, anche per il 2018 ProVita promuove la Scuola di bioetica, che quest’anno si terrà sabato 29 e domenica 30 settembre a Roma: un fine settimana intensivo con professori universitari, magistrati e medici per approfondire la scienza della vita e della famiglia.

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La Scuola di bioetica di ProVita si rivolge a chiunque desideri acquisire una migliore e più approfondita conoscenza interdisciplinare delle tematiche di bioetica attuali.
Scopri il programma… e iscriviti: fino al 31 luglio il contributo di partecipazione è agevolato! 

 

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La Madonna del Carmelo, che promette la salvezza a chiunque si farà «suo»

Risultati immagini per La Vergine del Carmelodi Cristina Siccardi 

Il 16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.
Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima. Continua a leggere

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Disponibile il numero 121 di Sursum Corda

Sul sito è disponibile il numero 121 (del giorno 15 luglio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 121. L’elezione dei quattro;
– Orazioni a Sant’Elisabetta, Regina di Portogallo;
– Esposizione della dottrina cristiana sulle migrazioni;
– Gli anatemi del Concilio Laterano I, numeri 1, 2 e 3;
– Orazioni a Santa Veronica Giuliani, Vergine;
– Altre tre raccolte di prodotti per i poveri 2018;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Giuseppe di Panefisi (parte 1);
– Preghiera ai Martiri Gorcumiensi; Continua a leggere

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E nun ce vonno sta’

di Raffaele Pengue
E nun ce vonno sta’
Fonte: byebyeunclesam
Succedono tante cose in questo strano Paese. Forse sarà il caldo che rende tutti un po’ nervosi, ma siamo tutti concentrati, con rabbia, angoscia, curiosità e tifo. E il punto non è la paura del ritorno al fascismo (una colossale sciocchezza) e al razzismo e altri concetti propri del caldo e dell’assenza di un pensiero. Non sono neanche le magliette rosse (oramai i colori iniziano a scarseggiare…), hanno già annoiato. Non sono i digiunatori. Il borghese da centro storico, il “radical chic con il Rolex e l’attico a New York”. La duecentesima “reunion” del PD all’Ergife. L’ennesimo scoop sulla Raggi: “Chi di buca ferisce di buca perisce: Virginia Raggi inciampa e rischia di cadere”. La fine dell’era degli Emilio Fede e delle meteorine, perché comincia finalmente la stagione della tivù di qualità e perciò, colpo di scena: in tivù Matteo Renzi. No. Il problema dei problemi d’Italia, è ‘sto fatto che un mondo sia ormai fuori dai giochi. Un mondo che per non dissolversi del tutto confida nella zizzania e così separare i gialli dai verdi. Diventati, negli ultimi mesi, il parafulmine e i responsabili principali di ogni disumanità internazionale. Continua a leggere

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Chicco, dove c’è un cretino (che vede “fasci” ovunque)

di Alessio Mannino
Chicco, dove c’è un cretino (che vede “fasci” ovunque)Dare del “fascista” allo spot pro-figli dell’azienda di prodotti per l’infanzia dimostra che si è perso il senso del limite. E dell’essere genitori
A riprova di quanto la pubblicità sia il vero Intellettuale Collettivo della società dei consumi, lo spot televisivo della Chicco che invita a farlo approfittando dell’assenza degli azzurri ai Mondiali, tornando a figliare di gusto in un’Italia che procrea poco, ha scatenato l’indignazione sul web perennemente mestruato, manco fosse un messaggio istituzionale promosso dal nuovo governo populista e sovranista. “All’armi, son fascisti”: pure i copywriter dell’azienda di carrozzine e articoli per neonati? Sì, secondo chi ha sbroccato sui social network, che poi sono i fascio-onnivedenti, quelli che vede la gente fascia ovunque – la prossima volta, che ne sappiamo noi, potrebbe capitare alla Nutella (troppo scura, quasi nera), o alle associazioni di categoria agricole che invitano a comprare italiano (autarchia, autarchia!) o a chi dovesse mai rievocare in termini non diffamatori opere come la bonifica dell’Agro Pontino (ah no, l’ha già fatto Antonio Pennacchi, comunista duro e puro, col suo – bellissimo – “Canale Mussolini”). Continua a leggere

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Immigrazione: quanti falsi miti da sfatare!

Risultati immagini per stop immigrazionedi Tatiana Santi

“Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, “pagano le pensioni agli italiani”, “solo loro fanno figli in un Paese morente”. Il presidente dell’Inps Boeri vede proprio nell’arrivo di nuovi immigrati la soluzione a tutti i problemi italiani. Gli immigrati sono davvero così indispensabili?
Mentre i giovani italiani scappano all’estero in cerca di un lavoro e mentre le famiglie rinunciano a fare figli per mancanza di sicurezze, secondo il presidente dell’Inps Tito Boeri l’Italia ha bisogno di immigrati. Sarebbe curioso capire se Boeri si riferisce ad altri immigrati ancora che finirebbero a lavorare sui campi senza contratto, quindi sottopagati e senza alcun diritto. Il cosiddetto lavoro che gli italiani non farebbero più.
Per quanto riguarda il calo demografico, fenomeno preoccupante per il Paese, i dati Istat hanno mostrato come a fare meno figli siano tutti, italiani e immigrati. A mancare sono le sicurezze e il lavoro per poter mantenere una famiglia con i bimbi. Al di là della propaganda e delle dichiarazioni politiche del presidente dell’Inps, quali sono i miti legati all’immigrazione ancora da sfatare? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Laura Tecce, giornalista e sociologa.
Laura Tecce, qual è il suo punto di vista sulla dichiarazione di Boeri in merito alla necessità di una maggiore immigrazione per pagare le pensioni ai contribuenti?

Questo è lo slogan di tutti gli immigrazionisti, di chi è pro immigrazione e pro sostituzione della popolazione italiana, perché di questo si tratta. Boeri, che è il presidente dell’Inps, messo a capo dell’ente previdenziale da Renzi nel 2015, ha fatto dichiarazioni assolutamente opinabili. Ha affermato che l’invecchiamento della popolazione, il declino demografico e la fuga dei giovani all’estero possono essere compensati solo dagli immigrati.

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Aiutarli a casa loro?

Risultati immagini per stop immigrazioneSegnalazione del Blog di Maurizio Blondet
di Ilaria Bifarini
Dove sono finiti i miliardi di dollari degli aiuti all’Africa?
Ingenti prestiti da parte delle organizzazioni finanziari internazionali, consistenti sgravi del debito statale, fondi raccolti da iniziative private, che hanno mobilitato tutti, dai singoli cittadini occidentali attraverso forme organizzate di beneficenza alle star dello spettacolo, che si sono spese per i diritti dei più deboli attraverso concerti ed esibizioni.
Fiumi di miliardi di dollari che non sembrano aver intaccato per nulla il problema del sottosviluppo e della povertà endemica del Terzo Mondo. Anzi. E’ stato riscontrato che, dalla metà degli anni Novanta, circa 60 paesi in via di sviluppo siano diventati più poveri in termini di reddito pro-capite rispetto a 15 anni prima. Entro il 2030 i due terzi dei poveri di tutto il mondo proveranno dall’Africa.
L’Africa dunque è sempre più povera, ma di una povertà nuova rispetto a quella del passato coloniale. Il continente africano annovera infatti i paesi con i più alti livelli di disuguaglianza al mondo, in cui il divario tra una ristretta élite dedita al lusso e il resto della popolazione che vive in uno stato di miseria è abissale.
Dunque, cosa non ha funzionato? Dove sono finiti i fiumi di miliardi di dollari? Continua a leggere

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