24 marzo 1999, iniziava il crimine della Nato contro la Jugoslavia e la più grande infamia della Repubblica italiana

https://www.lantidiplomatico.it/resizer/resiz/public/dalema-clinton-italia-usa-1999.jpg/526x275c50.jpg

CONTINUA SU:
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-24_marzo_1999_iniziava_il_crimine_della_nato_contro_la_jugoslavia_e_la_pi_grande_infamia_della_repubblica_italiana/82_23493/ Continua a leggere

Condividi

"In Emilia spesi 12 milioni di euro per l'accoglienza dei profughi"

Secondo la Corte dei Conti, nel 2016, gli immigrati alloggiati nelle strutture dell’Emilia-Romagna erano 12.259 e quindi, secondo il consigliere leghista Alan Fabbri ogni mese mediamente “sono stati spesi oltre 12 milioni di euro per sedicenti profughi”
di Francesco Curridori
“Più di 55 euro al giorno per ogni richiedente asilo, in pratica 1.600 euro in un mese, come uno stipendio di un lavoratore qualificato.
Tanto è arrivata a costare l’accoglienza dei sedicenti profughi nel nostro territorio, tra i più esosi d’Italia nel business immigrazione”. Sono queste le cifre snocciolate da Alan Fabbri, capogruppo della Lega Emilia-Romagna, e di cui si parla nella delibera della Corte dei conti dello scorso 7 marzo relativa alla gestione della ‘Prima accoglienza per gli immigrati’.
“Cifre sproporzionate a cui va aggiunta la gestione delle domande d’asilo costate in media 200 euro l’una. Tutto ovviamente pagato con i soldi dei contribuenti. La Corte dei conti, adesso, boccia la gestione Pd dell’invasione: peccato che questi dati non siano usciti prima delle elezioni”, sottolinea Fabbri. Negli ultimi tre anni l’Emilia ha speso più di 55 euro al giorno nel 2013, ben 40,71 euro nel 2014 e 33,38 euro nel 2015 per ciascun migrante ospitato. “Cifre esorbitanti – attacca il leghista – che certificano la folle gestione del governo Renzi e Gentiloni, appoggiato in toto dal governatore Stefano Bonaccini, dell’immigrazione forzata in Italia: dai 1000 ai 1500 euro al mese, presi dalle tasche dei cittadini e spesi per mantenere sul nostro territorio clandestini che sostengono, nella grande maggioranza dei casi falsamente, di fuggire dalla guerra, mentre i nostri cittadini sono lasciati soli anche davanti a situazioni difficili che, negli ultimi anni, non sono mancate, come il terremoto, le alluvioni e le crisi economiche”. Nel 2016, sempre secondo la Corte dei Conti, gli immigrati alloggiati nelle strutture regionali erano 12.259 e ciò “significa che mensilmente per difetto sono stati spesi oltre 12 milioni di euro per sedicenti profughi di cui solo il 13,5% ha poi ottenuto lo status di rifugiato”, spiega Fabbri. Davanti a questi numeri “è la stessa Corte dei Conti a bocciare la gestione Pd dell’invasione: un business poco trasparente, senza adeguati controlli che spesso non ha nemmeno garantito standard dignitosi di vita”, aggiunge l’esponente leghista. Continua a leggere

Condividi

Guerra commerciale Trump: le amare lezioni del protezionismo

Protezionismo: ne parla Paolo Raimondi, ex sottosgretario dell'Economia
Segnalazione Wall Street Italia
A cura di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**
Se gli Stati Uniti, la prima potenza economica e militare mondiale, lanciano una politica protezionistica imponendo alti dazi sulle importazioni, evidentemente intendono iniziare una vera e propria guerra commerciale. Le recenti dichiarazioni di Trump nei confronti della Cina e dell’Unione europea ne sono la prova.
Eppure Washington sa che, quando in passato sono state introdotte simili politiche, esse hanno soltanto esacerbato le crisi in corso aggravando le tensioni politiche internazionali.
Ciò avvenne dopo il crollo di Wall Street del 1929 con la conseguente Grande Depressione. Nel 1930 il presidente Herbert Hoover e, più ancora, il Congresso americano, allora dominato dal Partito Repubblicano, approvarono la legge Smoot-Hawley Tarif Act (dai nomi dei due parlamentari che la presentarono) che impose pesanti dazi su oltre 20.000 prodotti d’importazione.
Si trattò di una specie di “America First” che avrebbe dovuto rilanciare produzioni, consumi e occupazione, sbarrando la strada ai prodotti provenienti da altri paesi. Fu la risposta negativa all’appello generale fatto in precedenza, nel 1927, dalla Lega della Nazioni, precursore dell’ONU, che, al contrario, chiedeva di “porre fine alla politica dei dazi e di andare nella direzione opposta”.
Fino allora gli Usa avevano avuto una bilancia commerciale positiva, con un surplus delle esportazioni. I dazi imposti sui beni inclusi nella lista, che mediamente erano del 40,1% nel 1929, raggiunsero il livello di 59,1% nel 1932, con un aumento del 19%. Ovviamente su tali politiche restrittive sono stati fatti molti studi. Però nessuno mette in discussione l’effetto recessivo e depressivo provocato dai dazi. Continua a leggere

Condividi

Mosca. I bambini russi potranno essere adottati solo da coppie eterosessuali: sì all’unanimità della Duma

Segnalazione di S.R.

https://www.aibi.it/ita/images/duma.jpg

I bambini russi potranno essere adottati solo da coppie eterosessuali. Lo ha stabilito il parlamento di Mosca che a fine agosto ha approvato all’unanimità una legge che concede l’esclusività dell’accoglienza dei minori provenienti dalla Federazione Russa alle sole coppie composte da coniugi di sesso diverso.

CONTINUA SU:
https://www.aibi.it/ita/mosca-i-bambini-russi-potranno-essere-adottati-solo-da-coppie-eterosessuali-si-allunanimita-della-duma/ Continua a leggere

Condividi

Disponibile il numero 105 di Sursum Corda

E’ possibile rinnovare la tessera annuale come Socio o come Sostenitore. Il link per effettuare il rinnovo della tessera è il seguente: clicca qui . Sono disponibili le nuove felpe e magliette 2018 dedicate a San Giuseppe: Sancte Joseph, Patrone S. Ecclesiae, ora pro nobis! Dio benedica tutti i benefattori.
Sul sito è disponibile il numero 105 (del giorno 25 marzo 2018)  di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download  dedicata ai soli Soci e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 105. Nascita del Battista e breve su San Giuseppe;
– Preghiera a San Gabriele Arcangelo;
– I Sette Dolori della Beata Vergine Maria;
– Nozioni sulla vicenda e sul culto di San Simonino da Trento;
– Preghiera a San Simonino da Trento;
– Gli anatemi del Concilio I di Costantinopoli;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Teodoro di Ferme (Parte 5 ed ultima);
– San Tommaso: la società è retta attraverso la ragione di un solo uomo, il re;
– Preghiera a San Benedetto, Abate;
Continua a leggere

Condividi

Non solo politica, Berlusconi ha paura per le sue aziende (e non vuole uscire dal gioco)

Segnalazione Linkiesta

Image

Non solo politica, Berlusconi ha paura per le sue aziende (e non vuole uscire dal gioco)

In parallelo alla questione politica, i veri problemi del Cav sono nel destino delle sue aziende. Dall’affare Mediaset-Vivendi, al destino di Telecom, ecco perché Berlusconi non vuole mollare l’osso. (di Stefano CingolaniLEGGI)

Continua a leggere

Condividi

Yitzhak Yosef, rabbino capo d'Israele, ha chiamato i neri "scimmie"

La Lega Antidiffamazione: “Assolutamente inaccetabile”. Non è la prima volta che le sue parole finiscono al centro di polemiche

Il rabbino capo d’Israele ha chiamato i neri “scimmie” durante il suo sermone settimanale. I commenti di Yitzhak Yosef sono stati definiti “assolutamente inaccettabili” dalla Lega Antidiffamazione, un’organizzazione di New York dedicata alla lotta contro l’antisemitismo e il razzismo.
Il rabbino ha usato un termine ebraico spregiativo per definire le persone di colore, prima di utilizzare la parola “scimmia”, secondo le riprese pubblicate dal sito Ynet.
Yosef rappresenta gli ebrei sefarditi di Israele di origine mediorientale e nordafricana. Non è la prima volta che le sue parole finiscono al centro di polemiche. In passato, riporta l’Independent, aveva affermato che le donne si comportano come animali, quando vestono in maniera succinta.
Fonte: https://m.huffingtonpost.it/2018/03/22/yitzhak-yosef-rabbino-capo-disraele-ha-chiamato-i-neri-scimmie_a_23392358/?utm_hp_ref=it-homepage Continua a leggere

Condividi

La dittatura del presente

di Roberto Pecchioli
La dittatura del presente
Fonte: Ereticamente
La nostra è un’epoca di falsa democrazia, astratte libertà e concrete dittature. Una di queste, la più sorprendente, è la supremazia del presente, una vera e propria dittatura del tempo presente. Il pensiero unico materialista conosce e idolatra esclusivamente ciò che appartiene all’oggi, ed è quindi moderno. In altre occasioni, abbiamo rilevato come il vocabolo modernità altro non significhi che “al modo odierno”. E’ un termine utilizzato da sempre con riferimento al presente, ma senza l’enfatizzazione, la carica positiva e idolatrica da cui è circondato da ormai mezzo secolo. La superiorità programmatica di oggi su ieri, postulata e sottintesa come evidente è infatti uno dei mille frutti avvelenati della stagione tossica che chiamiamo Sessantotto.  Da allora, tutto si ridusse all’attualità, all’attimo, trascinando ogni cultura, credenza, costume, storia davanti al tribunale grottesco dell’Eterno Presente. Strano tribunale davvero, privo di una giurisdizionale spaziale o territoriale, ma esclusivamente temporale con scadenza prestabilita alla fine del giorno corrente. L’indomani trascina inevitabilmente il presente nel passato, destituendolo d’importanza; un incantesimo che si scioglie allo scoccare della mezzanotte, come quello di Cenerentola. Una dittatura che rinasce continuamente al nuovo giorno, una Fenice che si rigenera dalle proprie ceneri: post fata resurgo, giacché è moderno ciò che vale oggi e il sole sorge ogni mattina. La vittima più evidente è il passato, gravato dal pregiudizio negativo, tacciato di oscurità e arretratezza, ma il presente, nonostante l’altro mito vigente, quello del progresso, distrugge anche il futuro. Continua a leggere

Condividi
1 242 243 244 245 246 247 248 293