Disponibile il numero 101 di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 101 (del giorno 25 febbraio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.  Continua a leggere

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Il vero problema delle Ong? Politico, non (solo) morale

DA DOMANI, MERCOLEDI 21 FEBBRAIO A SABATO 24 FEBBRAIO 2018 IL SITO WWW.AGERECONTRA.IT  SARA’ OFF-LINE PER LA SECONDA MANUTENZIONE PREVISTA. CI SCUSIAMO CON I NOSTRI LETTORI PER IL DISAGIO. TORNEREMO LUNEDI 26/02 

di Fulvio Scaglione
Il vero problema delle Ong?  Politico, non (solo) morale
Fonte: Gli occhi della guerra
Io ero e resto convinto che nei primissimi anni Novanta Willy Huber, che allora dirigeva l’ospedale di Save the Children a Mogadiscio, in Somalia, mi abbia salvato la vita. In più, ho avuto decine di contatti, e in qualche caso rapporti profondi, con esponenti di Ong in varie parti del mondo. Figuriamoci quindi se posso avere una posizione preconcetta nei confronti del cosiddetto “volontariato”.
Però una crisi è una crisi. E quella attuale è assai profonda, e non riguarda solo i colossi travolti dallo scandalo come Oxfam o quelli che si stanno autodenunciando perché avevano già preso provvedimenti e non vogliono finire nel tritacarne come Save the Children o Medici senza Frontiere. Tanto profonda che la Charity Commission, l’ente che per conto del governo inglese sorveglia le Ong, denuncia di ricevere ogni anno oltre mille segnalazioni di abusi sessuali, che riguardano organizzazioni grandi, piccole e minuscole. Ed è chiaro che il cittadino di buona volontà, il cittadino-donatore ma anche il cittadino che paga le tasse e vede il proprio governo affidare decine di milioni alle Ong, fa in fretta a farsi una domanda: se questi, ad Haiti o altrove, usavano l’organizzazione come sede per le orge, chissà che fine facevano i miei soldi.

Per questo paiono molto ingenui, quando non ipocriti, gli inviti che ora compaiono sulla stampa nazionale e internazionale a non confondere i pochi che sbagliano con i tanti che agiscono onestamente, perché si rischia di cancellare risorse che vanno comunque a favore di popolazioni colpite da calamità naturali, guerre, carestie e così via. È vero, verissimo. Ma succederà comunque. Quando saltò fuori che i loro uomini rubavano, grandi e storici partiti che avevano fatto la storia d’Italia finirono a pezzi. E a nessuno venne in mente di risparmiarli perché avevano contribuito a costruire il Paese e a dare benessere agli italiani.

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Catone: La saggezza romana del vivere, la virtù, il lavoro e l'equilibrio

di Daniele Palmieri
Catone: La saggezza romana del vivere
Fonte: Nero d’Inchiostro

Contadino, politico, soldato, letterato; non è semplice definire Catone sotto l’ala di un’unica categoria.
Di origini rustiche, figlio a sua volta di contadini, Catone amava definirsi un “homo novus”, ossia un uomo che dal nulla aveva costruito la sua fortuna esclusivamente con il lavoro e con la virtù.
Conosciuto ai più o come strenuo oppositore di Cartagine o come tra i fondatori della letteratura latina, Catone fu una figura poliedrica, non esente da limiti, difetti e contraddizioni, ma nei confronti del quale è difficile non provare una forma di rispetto reverenziale.
Ne rimasero ammaliati pensatori come Cicerone, Livio, Seneca, Plutarco, che ne elevarono l’incorruttibile morale a modello ideale. La sua stessa progenie vantò nobili discendenti, tra i quali Catone detto l’Uticense, filosofo stoico e martire per la libertà nel tentativo di fermare l’ascesa di Cesare.
Catone è dunque una figura dai mille volti e non vi è nulla di meglio dei suoi scritti per ricostruire le diverse sfaccettature proprie di questa variegata personalità.
La saggezza romana del vivere raccoglie i suoi aforismi, le sue sentenze e i suoi detti memorabili più incisivi, tramandati sia dall’unica opera intera a noi pervenutaci, il De Agricoultura, e dai frammenti, diretti o indiretti, tramandati dagli autori antichi. Il testo contiene inoltre la prima traduzione italiana dei Monosticha Catonis, delle “regole auree” del buon vivere tramandate sotto il nome di Catone, che ebbero grande diffusione nel medioevo latino, proprio per il loro capacità di delineare una morale semplice, pratica e allo stesso tempo incisiva.
Ma perché si dovrebbe recuperare il pensiero di questo uomo pratico, per nulla incline alla speculazione filosofica?
Anzitutto, vi è un motivo se gli scritti e il pensiero di Catone ebbero così tanto successo nell’occidente antico e medievale. Questo perché, per quanto accennato in precedenza, pur non contenendo raffinate speculazioni filosofiche, testimoniano tuttavia una saggezza pratica del vivere, tratta dall’esperienza quotidiana, che ben si adatta alle esigenze etiche della vita di ogni giorno.
Catone è una delle più alte testimonianze della Sapienza romana, volta all’azione piuttosto che alla contemplazione, ma non per questo meno profonda poiché l’azione stessa diviene una via per vivere e assaporare una forma di conoscenza divina, raggiungibile soltanto tramite il lavoro e il sudore della fronte.

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Breve storia di sette anni infami

di Marcello Veneziani
Breve storia di sette anni infami
Fonte: Marcello Veneziani
Nel pieno di una deprimente schermaglia elettorale, guardiamoci indietro per capire come siamo arrivati a questo punto. Ricostruiamo la storia degli ultimi sette anni.
In principio fu la fine di Berlusconi. Messo fuori gioco da un mezzo golpe interno e internazionale, nel nome di una parola magica chiamata spread, cominciò per l’Italia il settennato più assurdo della nostra pur anomala storia.
Nell’arco di questi sette anni abbiamo assistito nell’ordine al suicidio della destra, al suicidio della sinistra, all’avvento sciagurato dei tecnici, alla crescita abnorme dell’antipolitica, alla morte e resurrezione di Berlusconi.
Il suicidio della destra ha un nome principale: Fini. Il suicidio della sinistra ha un nome principale: Renzi. E due sciami di complici.
Il fallimento dei tecnici ha il nome di Monti (e magari la faccia della Fornero), la crescita abnorme dell’antipolitica ha la chioma di Grillo e il faccino di Di Maio. E il vuoto che resta, la sedia vacante, ha il nome di Mattarella.
Il collasso della politica rispecchia il collasso della società; anzi è l’unico punto che congiunge il degrado della politica alla decadenza della società. Sullo sfondo c’è il tragico sorpasso dei decessi sulle nascite, dei vecchi sui giovani, più la fuga all’estero dei ragazzi più svegli, rimpiazzati dall’arrivo di clandestini. La società di massa si è fatta molecolare, sempre connessa e sempre più solitaria, abitata da narcisi astiosi. Continua a leggere

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Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso

Segnalazione Arianna Editrice
di Enrica Perucchietti
Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso
Fonte: luogocomune
Federico Dal Cortivo per Italiasociale.net intervista Enrica Perucchietti autrice del saggio «Fake News. Dalla manipolazione dell’opinione pubblica alla post-verità. Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso»  uscito ieri, 19 marzo, per Arianna Editrice.
D: Dott.ssa Perucchietti, il suo saggio esce quasi in concomitanza con l’annuncio del Viminale che in vista delle elezioni politiche partirà il nuovo servizio in rete di segnalazione di notizie false ( fake news), basterà al cittadino entrare nel nuovo sito della Polizia Postale, e fare clic su un pulsante rosso virtuale e «denunciare le notizie che a nostro parere sembrano bufale». Una sua prima impressione su come funzionerà il «nuovo servizio pubblico» e se avrà una ricaduta sulle imminenti elezioni politiche, dalla pubblicazione dei memoriali contro gli avversari alle fake news si potrebbe dire…
R: Il discorso è molto delicato. In estrema sintesi, però possiamo pensare che possa in futuro valere come una raccolta dati e dall’altro come un sistema di censura per imbavagliare il web puntando progressivamente a censurare i siti scomodi e l’informazione alternativa. Credo che questo servizio rientri all’interno di una campagna sempre più agguerrita contro le fake news che ha però come obiettivo non la tutela dell’opinione pubblica, quanto il controllo sociale.
Una volta ricevute le segnalazioni, un team dedicato del Cnaipic, un organismo specializzato della Polizia postale verificherà attentamente attraverso l’impiego di tecniche e software specifici e, in caso di accertata infondatezza, pubblicherà una smentita. In che modo, mi chiedo, si deciderà quali contenuti sono veri e quali falsi? Fino a che punto si spingerà questo sistema? Non lo sappiamo. Sappiamo però che in Europa la guerra alle fake news si sta facendo sempre più accesa e ancora pochi ricercatori, intellettuali e giornalisti si stanno opponendo a tutto ciò. Qualcosa di simile, infatti, sta avvenendo anche in Francia: nella conferenza stampa di inizio anno, Macron ha annunciato un progetto di legge per combattere le fake news e rafforzare il controllo dei contenuti su internet in periodo elettorale. Continua a leggere

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Giappone, 10mila richieste d'asilo nel 2016: accettate solo 28 (PRENDERE ESEMPIO!)

http://img2.tgcom24.mediaset.it/binary/articolo/ansa/91.$plit/C_2_articolo_3123975_upiFoto1F.jpg?20180218123713

Le nazionalità d’origine più ricorrenti: sette afghani, quattro etiopi, tre eritrei e due del Bangladesh

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http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/giappone-10mila-richieste-d-asilo-nel-2016-accettate-solo-28_3123975-201802a.shtml Continua a leggere

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Imbroglio e ipocrisia: le due narrazioni (farlocche) di Iran e Israele

Segnalazione Linkiesta

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Imbroglio e ipocrisia: le due narrazioni (farlocche) di Iran e Israele

Netanyahu a Monaco dice che l’Iran è la maggiore minaccia al mondo (bum!). E gli Israeliani da sempre si dipingono come un piccolo paese indifeso. Falso. D’altra parte l’Iran ha le sue ipocrisie, la sua voglia di egemonia. E la sua visione (perdente) sulla questione palestinese. (di Fulvio ScaglioneLEGGI)

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UN TENTATIVO RUSSO DI SEDARE LO STRESS PRE-TRAUMATICO DI BIBI

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/02/netanyahu-dron.jpg

Diversi lettori sono allarmatissimi  per il titolo apparso su SputnikNews: “La Russia sarà al fianco di Israele in caso di attacco da parte dell’Iran”.  Cosa succede? Un rovesciamento di alleanze? …

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https://www.maurizioblondet.it/estremo-un-tentativo-russo-sedare-lo-stress-pre-traumatico-bibi/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjcw%3D%3D&refsrc=email&iid=4f01498333ec43f9bb6f20e61ac9981e&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

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Rivista americana svela “l'arma più potente” della Corea del Nord

Kim Jong-un (foto d'archivio)
I servizi segreti possono essere uno strumento efficace nelle mani di Pyongyang in caso di conflitto armato nella penisola coreana, scrive The National Interest.
Come osservato dalla rivista con riferimento ad un rapporto del Pentagono, la Corea del Nord ha due strutture di servizi segreti responsabili delle attività di intelligence. La prima è impegnata nelle operazioni di ricognizione e segrete all’estero. La seconda agenzia è responsabile del controspionaggio. Tuttavia ci sono altre due agenzie che operano in Corea del Sud.

Secondo gli analisti, la divisione dello Stato Maggiore dell’esercito nordcoreano, l’organo principale per lo spionaggio all’estero, è stata creata a immagine dei servizi segreti delle forze armate dell’Unione Sovietica. Questo dipartimento è composto da sei unità incaricate di condurre operazioni segrete, attività nel cyberspazio, raccolta di informazioni all’estero nel dialogo intercoreano.

La rivista sottolinea che i servizi segreti sono uno dei pilastri fondamentali delle forze della Corea del Nord. Gli esperti ritengono che gli agenti nordcoreani siano in grado di operare con successo all’estero. Ad esempio i servizi segreti di Pyongyang sono dietro l’omicidio di Kim Jong-nam, fratello maggiore di Kim Jong-un.

Riassumendo The National Interest definisce spietati i servizi segreti della Corea del Nord e osserva che possono essere utilizzati con successo in caso di conflitto nella penisola coreana.

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