L'euro fa male alla salute (degli italiani)

di Roberto PECCHIOLI La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, cantava Giorgio Gaber. La libertà è partecipazione, concludeva, ma è anche, sottolineiamo noi, informazione. Quella che manca in Italia e in Europa e quando arriva viene nascosta come polvere sotto il tappeto. E’ il destino toccato, per colpa della “grande” stampa …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/leuro-fa-male-alla-salute-degli-italiani/

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…A totale carico del Servizio Sanitario

MB: Se non vi ribellate nemmeno a “questo”, italiani, tutto è inutile)”Il #Ministro della #Sanità autorizza la somministrazione, a carico del servizio sanitario nazionale, del farmaco che blocca la #pubertà nei #bambini. Il Governo del cambiamento. Di sesso”   https://www.osservatoriogender.it/farmaco-blocca-puberta-via-libera-con-il-si-dei-cattolici/ C’e` qualcosa di terribilmente sbagliato nella linea di abbigliamento per bambini di Caroline Bosmans   <https://neovitruvian.wordpress.com/2019/02/27/ce-qualcosa-di-terribilmente- sbagliato-nella-linea-di-abbigliamento-per-bambini-di-caroline-bosmans/> FEB 27 Pubblicato …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2614&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2EtdG90YWxlLWNhcmljby1kZWwtc2Vydml6aW8tc2FuaXRhcmlvLw&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

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Globalizzazione e liberalismo sono sull'orlo del collasso, ma chi e cosa verrà dopo?

di Alexandr Dugin
Fonte: controinformazione
Il liberalismo e la globalizzazione hanno decisamente fallito. La situazione mi ricorda gli ultimi anni dell’URSS. A quel tempo, il vero potere era ancora totalmente nelle mani del Partito Comunista che controllava quasi tutto, ma allo stesso tempo l’intero sistema era finito. E chiunque potrebbe avvertirlo.
Oggi ci troviamo nella stessa identica situazione con il dominio globale delle élite liberali. Controllano ancora tutto, ma sono già nella fase terminale. Scompariranno alla stessa velocità del comunismo nell’Europa orientale. La mobilitazione anti-populista (anti-Putin, anti-Assad, anti-Cina, anti-Brexit, anti-Iran, anti-Salvini e così via) di Bernard-Henri Lévy, di E. Macron, di G.Soros, dei Rothschild o dei Clintons mostra di essere in uno stato di pura sofferenza. È finita per loro ma non ne sono consapevoli.
Le elite liberals non potranno più governare. Sono condannati al declino ed alla scomparsa dalla scena.. Persevereranno e potranno guadagnare un po ‘di tempo prima del collasso definitivo e irreversibile, ma i loro giorni saranno contati. Continua a leggere

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Macron e la Malizia che scambia l’Antisionismo con l’Antisemitismo


di Jonathan Cook
Fonte: Comedonchisciotte
Fino a che punto l’approccio della comunità internazionale verso Israele abbia invertito la sua strada nell’ultimo mezzo secolo, lo si può misurare  guardando semplicemente le sorti che ha seguito una sola parola: Sionismo. Nel 1975 all’assemblea generale delle Nazioni Unite, gran parte del mondo si mise contro Stati Uniti ed Europa dichiarando che il sionismo, l’ideologia alla base di Israele,  “è una forma di razzismo e di discriminazione razziale”.
Gli occidentali in genere restarono scioccati. Il Sionismo, che gli avevano raccontato fino a quel momento, era un movimento di liberazione che serviva al popolo ebraico per liberarsi, dopo secoli di oppressioni e di massacri subiti. Con la sua creazione, di Israele, si erano semplicemente risarciti i terribili torti subiti e culminati negli orrori dell’Olocausto. Ma il sionismo sembrava molto diverso agli occhi di quei paesi che, in tutto il mondo, avevano vissuto secoli di colonialismo europeo e poi, più recentemente, di imperialismo USA. La lunga storia dei crimini contro gli ebrei che hanno portato alla creazione di Israele ha avuto luogo principalmente in Europa. Continua a leggere

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Gli intellettuali sovranisti? Sono gli esclusi dall'élite precedente

di Paolo Mossetti
Fonte: Esquire
Non è vero che il sovranismo non ha intellettuali. Anzi, conta su parecchi eruditi che hanno avuto poca fortuna con l’élite precedente.
Un’alleanza culturalmente reazionaria, ammiccante all’estremismo di destra e agli incolti. Un’espressione perfetta delle campagne, delle periferie e dei piccoli centri urbani. Un forza che privilegia la semplicità di pensiero, la praticità e la comunicazione alla pancia degli elettori, anche a discapito dei fatti, della logica e della verità. Una casa politica per razzisti, provinciali e superstiziosi. Il governo Lega-5 stelle viene abitualmente descritto, insomma, come anti-intellettuale.
Da parte loro, i nazional-populisti ce la mettono tutta per confermare questa immagine. “Salvini contro gli intellettuali” è il titolo di una trasmissione televisiva del marzo del 2016, in cui il futuro ministro dell’Interno si confrontava con il filosofo Umberto Galimberti e con lo scrittore Antonio Pennacchi. Nell’estate del 2018 lo stesso Salvini rispondeva dileggiando, in un post su Facebook, “gli intellettuali anti-razzisti e anti-Salvini” che avevano firmato un appello per aprire i porti ai migranti. Sulla sponda 5 stelle, Alessandro Di Battista aveva parlato di intellettuali “falce e cachemire” per rispondere alle critiche di chi gli rinfacciava la decisione di formare un governo con la Lega. Cinque anni prima, quando si era affacciata l’ipotesi remota di un governo tra 5 stelle e Pd, il suo capo e garante politico, Beppe Grillo, aveva reagito parodiando sul blog una vecchia canzone di Giorgio Gaber, che recita: “Gli intellettuali sono razionali / lucidi imparziali sempre concettuali / sono esistenziali molto sostanziali / sovrastrutturali e decisionali”. Continua a leggere

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NOBILE: IL POLITICALLY CORRECT CONTRO LA REALTÀ E IL CRISTIANESIMO. : STILUM CURIAE

Cari amici di Stilum Curiae, Agostino Nobile ha voluto condividere con noi una sua interessante riflessione sull’uso della lingua, e di come essa venga utilizzata, nelle sue forme “moderne” in funzione anti cristiana. Buona lettura.
Neologismi ammazza cristianesimo
La Treccani, notoriamente incrollabile laicista, definisce l’espressione politicamente corretto come “un calco dalla locuzione angloamericana politically correct, con cui ci si riferiva in origine al movimento politico statunitense che rivendicava il riconoscimento delle minoranze etniche, di genere ecc. e una maggiore giustizia sociale, anche attraverso un uso più rispettoso del linguaggio.”
Sembra convincente. In realtà, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi appare chiaro che il politicamente corretto sta destabilizzando gli equilibri antropologici e sociali.
Hannah Arendt, testimone delle atrocità del secolo scorso, identifica in poche parole la principale caratteristica delle ideologie: «Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.»
Il politically correct è stato coniato, come i neologismi interruzione di gravidanza, dolce morte, omofobia e islamofobia, per aggirare la realtà e il buon senso. Le locuzioni anticristiane sono frutti avvelenati creati dagli ideologi per darle in pasto agli oppositori perché le usino come mantra che danno un aspetto di novità/attualità al disumanesimo più putrido. Un po’ come i giacobini della Rivoluzione francese che col motto Liberté, Égalité, Fraternité, in un paese di 27 milioni di abitanti qual’era allora la Francia, hanno sterminato oltre due milioni e cinquantamila francesi. Senza contare i morti causati dalle due ideologie socialiste del XX secolo, figlie di pensiero e di sangue della Rivoluzione: il Socialismo e Social-Nazionalismo. Continua a leggere

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Il nuovo piano che regala la Rai alla Lega: Foa strappa lo scettro a Salini ed è solo al comando

Dunque la Rai si avvia a cambiare volto. Anzi, a mutare la sua anima a dire il vero. Secondo le linee tracciate dalla coppia Foa-Salini ( presidente e amministratore delegato) con il loro piano editoriale, approvato a maggioranza dal consiglio di amministrazione, l’emittente pubblica avrà una pletora di controllori a guardia di un esercito di controllati. Con un unico grande risultato: il pluralismo sarà solo una mera finzione. Viale Mazzini, come mai è avvenuto in passato, farà da cassa di risonanza alla maggioranza di governo, superando addirittura il concetto della narrazione positiva evocata, e richiesta, a suo tempo da Renzi. Oggi il fantasma del pensiero unico sembra essersi messo all’opera, al punto da far rimpiangere la lottizzazione. Con le quote almeno un margine per la meritocrazia c’era. Ora è stato azzerato pure quello. Contro il piano editoriale solo due no, quello della consigliera d’amministrazione Rita Borioni (in quota progressista), ma anche quello del consigliere eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà. Il Piano manda in pensione i direttori dei canali televisivi (come RaiUno, RaiDue, RaiTre). Questi direttori – che avranno sopra di loro un Direttore della distribuzione – diventeranno dei semplici coordinatori di palinsesto. Non avranno le risorse per comprare e produrre le trasmissioni. Nel nuovo assetto, i programmi li dovranno pescare dentro 9 nuove Direzioni di Contenuto. Queste avranno il budget economico e il potere decisionale – saranno dedicate all’intrattenimento (di prime time, day time e culturale), alle serie tv, alle fiction, ai documentari, ai ragazzi, ai format sperimentali, ai contenuti giornalistici di approfondimento. In un’intervista a Repubblica, la consigliera Rita Borioni ha denunciato che le 9 nuove Direzioni di Contenuto porteranno a una moltiplicazione degli incarichi. E non solo. Intere filiere di prodotto (dalle serie tv ai contenuti giornalistici di approfondimento) saranno sotto il controllo di una sola persona, con potenziale danno per il pluralismo. Continua a leggere

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Giuseppe Conte, il vertice segreto con il governatore di Bankitalia: Bechis svela il retroscena

 
Alle 13.30 del 5 marzo dall’ingresso posteriore di palazzo Chigi è stato avvistato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. A scovarlo, come riporta Franco Bechis, è stato Manolo Lanaro del Fatto quotidiano che ha notato l’auto blu, uscita solo due ore dopo. Al vertice con Giuseppe Conte però non ha partecipato il ministro dell’Economia, Giovani Tria, alimentando i sospetti degli osservatori. Sull’incontro attorno al premier Conte ci sono state solo bocche cucite. Come quella del suo portavoce, Rocco Casalino, che si è trincerato dietro un “non posso dire nulla.”
Di incontri tra Conte e Visco ce ne sono di norma uno al mese. Questo però ha di particolare la durata, piuttosto prolungata. Sul tavolo ci sarebbe stato il nodo dell’autonomia della banca centrale, quindi la composizione del direttorio, visto che la decisione del governo sulla conferma del vicedirettore Luigi Federico Signorini tarda ad arrivare. Visco avrebbe sperato fino all’ultimo di trovare un quadra sulle nomine, ma sembra che lo stallo non si sia ancora sbloccato
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fonte – https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13437416/giuseppe-conte-il-vertice-segreto-con-il-governatore-di-bankitalia-bechis-svela-il-retroscena.html

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Sanzioni alla Russia, grave danno alla nostra agricoltura

Roma, 6 mar – Le sanzioni alla Russia fanno male. Eccome se fanno male. Lo sanno bene anche i contadini italiani, le cui esportazioni verso il paese del presidente Putin hanno subìto un duro colpo dopo che il governo russo, per reagire alla sciagurate misure adottate anche dalla Ue in risposta alla crisi Ucraina, ha stabilito, nel 2014, il divieto di importazione di un gran numero di prodotti agroalimentari da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.

Il risultato, meglio dire la fotografia dei danni causati alla nostra agricoltura da un provvedimento, quello delle sanzioni alla Russia occidentali sulla carta della durata di un anno e invece ancora in vigore, è riassunto nei numeri forniti in questi giorni dal Centro Studi di Confagricoltura. Numeri davvero pesanti: cinque anni di sanzioni invocate, benedette, ratificate dai vari Macron e Merkel di turno e supinamente accettate dai nostri governi nazionali, sono costate (ogni anno) molto caro. Dall’entrata in vigore del divieto di importazione di molti prodotti agricoli e dell’industria alimentare dai Paesi dell’Ue, il valore annuo dell’esportazioni italiane di settore (confrontando il 2018 sul 2013) risulta infatti ridotto di 153 milioni di euro. Continua a leggere

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I campioni della fede: don Paolo De Töth

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 20/19 del 7 marzo 2019, San Tommaso d’Aquino
 
I campioni della fede: don Paolo De Töth 
Nel giorno di san Tommaso d’Aquino del 1881 nacque a Udine don Paolo De Töth (morì a Maiano, frazione di Fiesole, il 25/12/1965), uno dei principali esponenti del cattolicesimo integrale, fondatore e direttore della rivista antimodernista “Fede e Ragione”. Nel centenario della fondazione della rivista, è nato il Centro Studi “don Paolo De Töth”, che abbiamo il piacere di presentare attraverso il sito del sodalizio.
Chi siamo 
Analogicamente ad iniziative simili (il C.S. Giuseppe Federici a Rimini, il C. S. Davide Albertario a MiIano ed il C. S. Giacomo Margotti a Torino), ed in collaborazione con l’Istituto “Mater Boni Consilii”,  il Centro Studi “don Paolo De Töth” nasce ispirandosi, già dal nome, a questo sacerdote autenticamente ed integralmente cattolico: sicuramente uno dei principali esponenti dei cosiddetti “Cattolici Integrali” che per tutta la vita combatté il Modernismo, smascherandolo e attaccandolo in ogni sua implicazione nei vari ambiti della vita religiosa e civile, consapevole che detta eresia (o meglio, ‘coacervo di tutte le eresie’ secondo la celebre definizione che dette san Pio X del Modernismo nell’Enc. Pascendi), non poteva essere sottovalutata o considerata addirittura superata, come purtroppo la ritenne una stragrande maggioranza fra i cattolici del tempo, lasciando così che sopravvivesse e si diffondesse ovunque.

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