Disciplina del digiuno e dell’astinenza
Poichè la Costituzione “Poenitemini” del 1966 di Paolo VI e il “Nuovo Diritto Canonico” del 1983 di Giovanni Paolo II non hanno nessun valore giuridico, è ancora in vigore la disciplina osservata sotto il pontificato di Pio XII (secondo i Canoni 1250-1254 del Diritto Canonico piano-benedettino del 1917, modificati dal Decreto dalla S. Congregazione dei Riti del 16 settembre 1955 e dalla S. Congregazione Concilio del 25 luglio 1957).L’attuale legge per i fedeli di rito latino è quindi la seguente:
– LA LEGGE DEL DIGIUNO obbliga tutti i fedeli che hanno compiuto i 21 anni e non hanno ancora iniziato il 60° anno.
– LA LEGGE DELL’ASTINENZA dalla carne obbliga tutti i fedeli a partire dai 7 anni compiuti.
IL DIGIUNO consiste nel fare un solo pasto al giorno e due piccole refezioni nel corso della giornata (i moralisti quantificano in 60 grammi al mattino e 250 grammi alla sera; la refezione serale è sempre di magro).
L’ASTINENZA vieta l’uso della carne, di estratto o brodo di carne, ma non quello delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento di grasso animale. Continua a leggere
Dalla padella (Bergoglio) alla brace (FSSPX) ?
Segnalazione di Pietro Ferrari
Il “semitradizionalismo” della FSSPX
Ho avuto modo di leggere ed apprezzare (nella pars destruens) il “Catechismo della crisi nella Chiesa” scritto da Don Matthias Gaudron, un sacerdote della FSSPX, che così viene presentato nella prefazione di don P. M. Petrucci: “…per mettere in guardia i fedeli dagli errori penetrati nel Corpo mistico di Cristo e diffusi persino dalla più alta gerarchìa ecclesiastica.”. Già a Pag. 15/16 però vi è qualcosa che stona rispetto alla prefazione, in quanto per l’autore:
“…tutti i papi hanno riconosciuto, in un modo o nell’altro, l’esistenza di una grave crisi nella Chiesa”.
Una gerarchìa che diffonde errori (in contrasto con quanto definisce la Pastor Aeternus) ma che ammette pure di diffonderli o favorirli?!? Pertanto le trattative tra la FSSPX e Roma sono dirette a convertire la “Chiesa errante” o a trovare un compromesso? E’ un punto ancora tutto da chiarire. Il motto ambiguo: “Riconosci e resisti” provoca il contraccolpo paradossale della “comunione imperfetta” tra Roma e FSSPX (dottrina condannata dalla Chiesa e a parole dalla stessa FSSPX!), ponendo le trattative in corso come uno dei capitoli di quell’ecumenismo ecclesiale postconciliare, da sempre condannato dalla Chiesa (ed a parole condannato dalla stessa FSSPX). Mons. Guido Pozzo (6/3/2016 Isola di Patmos) infatti sostiene come: “I membri della FSSPX sono cattolici in cammino verso la piena comunione con la Santa Sede”, e in un’altra occasione: ( https://www.cath.ch/newsf/certains-textes-conciliaires-discutes-fsspx/ ) : “ Le difficoltà sollevate dalla Fraternità San Pio X … non sono un ostacolo al riconoscimento canonico e giuridico della Fraternità San Pio X”.
La scelta di Sara: "Ho lasciato le Femen e adesso credo in Dio"
Una conversione totale, che ha portato l’ex attivista brasiliana anti religiosa a chiedere scusa. Oggi aiuta il presidente Bolsonaro.
Nel 2012 ha fondato il gruppo Femen del Brasile, il movimento nato in Ucraina e diventato famoso in tutto il mondo per le proteste a seno nudo delle sue attiviste, che in diverse occasioni hanno preso di mira le chiese cattoliche ed ortodosse, fino a Piazza San Pietro. Con altre 4 a seno nudo si è poi scatenata a Rio de Janeiro, baciando una collega seminuda sullo sfondo di una croce davanti la chiesa di Nostra Signora di Candelaria. Ma le Femen non le bastavano (“un business”) e nel 2013 dà vita al gruppo femminista Bastardxs, nemico di ogni valore e soprattutto di ogni vestito.
Parliamo di Sara Fernanda Giromini, in arte “Sara Winter” , tutta piercing e tatuaggi, che però è mamma dal 2015 (dopo avere regolarmente abortito il primo figlio). Proprio questa nuova gravidanza ha aperto la strada della conversione: «Il dolore per l’aborto era devastante, non credevo certamente in Dio, ma lui credeva in me…Ero di nuovo incinta e all’improvviso ho capito che Dio mi stava dando una seconda possibilità». Scrive nel libro Cagna, no! Le sette volte in cui sono stata tradita dal femminismo: “Mi sono pentita di aver abortito e oggi chiedo perdono”. “Ieri mio figlio [il secondo] ha compiuto un mese e la mia vita ha assunto un nuovo significato. Mentre scrivo, lui dorme serenamente nel mio grembo. È la sensazione più bella del mondo”. E aggiunge: «Per favore, donne che volete disperatamente abortire, riflettere attentamente su questo: io ho sofferto profondamente per averlo fatto, non voglio lo stesso per voi». Rinnegando il suo passato spiega: «Ho visto il movimento femminista fare da scudo ai pedofili…Per loro le donne sono oggetti utili per aizzare l’odio contro la religione cristiana, l’odio contro gli uomini, l’odio contro la bellezza delle donne, l’odio contro l’equilibrio delle famiglie». Continua a leggere
IL LUPO TRAVESTITO DA AGNELLO
È come se avessimo perso una guerra: il 25% delle nostre industrie sono andatel, grazie all’Euro e all’Europa. Ogni italiano ha perso 73 mila euro in opere pubbliche, cioè in mancate modernizzazioni del Paese. Ma non è finita qui: i grani che arrivano per nave sono pieni di muffe, ciononostante lo compriamo e lo consumiamo. Siamo autosufficienti dal punto di vista alimentare?
Continua a leggere
USA: niente più fondi dei contribuenti a Planned Parenthood
Con l’amministrazione Trump è vita sempre più dura per Planned Parenthood. Il presidente degli Stati Uniti ha firmato nei giorni scorsi un decreto che definanzia parzialmente la catena di cliniche abortiste, privandola di 60 milioni di dollari dei contribuenti. Finora Planned Parenthood ha ricevuto dai 50 ai 60 milioni annui grazie al Titolo X (programma federale che sovvenziona i servizi di pianificazione familiare per le famiglie a basso reddito) ma da oggi le cose cambieranno drasticamente. Continua a leggere
"Carcere preventivo per richiedenti asilo pericolosi"

Il ministero dell’Interno austriaco ha presentato una serie di misure per scoraggiare l’arrivo di migranti. Una, in particolare, sta facendo discutere: la possibilità di incarcerare preventivamente, e per decisione amministrativa, i richiedenti asilo ritenuti pericolosi.
A ispirare questo inasprimento della politica d’asilo è anche un fatto di sangue, che si è verificato non lontano dai confini svizzeri. A Dornbirn, lo scorso 6 febbraio, un 34enne turco ha ucciso un alto funzionario dell’ufficio sociale.
La vittima, dieci anni prima, aveva deciso di espellere il giovane turco dall’Austria poiché si era macchinato di alcuni reati. A inizio 2019, però, l’aggressore è rientrato illegalmente nel Paese e ha chiesto asilo, ottenendo di restare.
“Nelle direttive europee sull’accoglienza in materia d’asilo”, osserva il ministro degli interni austriaco Herbert Kickl a proposito della discussa misura preventiva, “questa carcerazione è contemplata se serve alla sicurezza nazionale e a difesa dell’ordine pubblico”. Continua a leggere
PD: L'affluenza ci conforta. Grazie.
Italia paese da record, ci si sposa sempre più tardi
Il nostro paese condivide il primato con Spagna e paesi scandinavi.
In Italia ci si sposa sempre più tardi. A dirlo è un rapporto europeo che fotografa la situazione dei matrimoni in tutta l’Europa. Sia che si parli di rito civile, sia che si faccia riferimento a quelle religiose, le nozze nel vecchio continente avvengono sempre più tardi. Di conseguenza, aumenta l’età media del primo concepimento e la differenza di età tra genitori e figli.
L’Italia si trova in coda alle classifiche di tutta l’Europa. Gli uomini del nostro paese convolano a nozze solitamente intorno al trentacinquesimo anno di età. Poco più bassa l’età media delle spose, che sono solite unirsi in matrimonio a 32,2 anni.
Si tratta delle cifre più alte, battute per anzianità soltanto dalla Spagna e dai paesi scandinavi.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/italia-da-record-ci-si-sposa-sempre-piu-tardi/
Paura del futuro

Quarant’anni fa, di questi tempi, finiva la storia, finiva la modernità e cessava di battere il novecento, come l’avevamo conosciuto fino allora. Il nome che indicava questo congedo o questo collasso, diventò presto virale: postmodernità. Si intitolava La condizione postmoderna il libro-segnaepoca di Jean-Francois Lyotard, uscito nel 1979 che aprì le danze e la fuga dalla storia e dall’ideologia del progresso. Il postmoderno non designava solo una concezione artistica, ma segnava la liquidazione del secolo furioso, delle ideologie e dei grandi racconti, la fine dello spirito pubblico, il ritorno del privato che allora si chiamò Riflusso, che oggi ha solo un significato gastro-esofageo. Nel postmoderno tornava sotto false spoglie l’antico, come un nonno travestito da nipote, era il cortocircuito della storia, il comunismo si faceva catarroso per poi mostrare il segno della sua disfatta, il terrorismo politico finiva la sua stagione aurea che poi concise con gli anni di piombo. Era ormai sepolto il Novecento di due guerre mondiali, grandi rivoluzioni e guerre civili, irruzione delle masse e genocidi. “Con la storia mi accendo la pipa” annunciava Roland Barthes. Poi fu Gianni Vattimo a certificare nel pensiero “la fine della modernità”.
Esplosero le tv commerciali e le radio private, lo spirito ribelle del sessantotto virò sul sesso, i costumi e i consumi. Continua a leggere


