La Francia attacca l'Italia sulla Cina. Ma è la prima a farci affari
Si rischia una nuova crisi diplomatica fra Italia e Francia. E questa volta riguarda la Cina, o meglio, la Nuova Via della Seta. La possibile firma del Memorandum of Understanding fra il governo italiano e quello cinese ha sollevato un polverone che non riguarda solo i rapporti fra Stati Uniti e Italia, ma anche fra Italia e partner europei. Ed è come al solito Parigi a fare la “parte del leone” di coloro che colpiscono (o vogliono colpire) gli interessi italiani.
Come riporta da Il Foglio, lo stesso quotidiano “è venuto in possesso della bozza del discorso che il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha pronunciato all’apertura della Global Market Conference della banca Jp Morgan a Parigi, corredata delle note del suo gabinetto” In questo discorso, nel mirino è finita proprio l’Italia, colpevole, a detta del ministro, di essere un elemento di destabilizzazione dell’Unione europea e del sistema economico occidentale.

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi
di Roberto PECCHIOLI La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, cantava Giorgio Gaber. La libertà è partecipazione, concludeva, ma è anche, sottolineiamo noi, informazione. Quella che manca in Italia e in Europa e quando arriva viene nascosta come polvere sotto il tappeto. E’ il destino toccato, per colpa della “grande” stampa …
Roma, 6 mar – Le sanzioni alla Russia fanno male. Eccome se fanno male. Lo sanno bene anche i contadini italiani, le cui esportazioni verso il paese del presidente Putin hanno subìto un duro colpo dopo che il governo russo, per reagire alla sciagurate misure adottate anche dalla Ue in risposta alla crisi Ucraina, ha stabilito, nel 2014, il divieto di importazione di un gran numero di prodotti agroalimentari da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.
″Al momento dell’introduzione del bail-in in Italia erano tutti contrari. Il ministro di allora era Saccomanni che fu praticamente ricattato dal ministro delle Finanze tedesco con la minaccia che se l’Italia non avesse accettato il nuovo sistema si sarebbe diffusa la notizia che il nostro sistema bancario era prossimo al fallimento». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria intervenendo in audizione presso la Commissione Finanze del Senato. «Non vedo la possibilità che in tempi brevi possa essere abolito», ha chiarito Tria, spiegando di aver usato un’espressione «evocativa ma infelice». Il bail-in prevede che, in caso di grave crisi bancaria, la Banca d’Italia possa attivare misure per un salvataggio interno, ossia chiamando in causa gli azionisti, gli obbligazionisti e addirittura i correntisti della banca stessa. In pratica usando i soldi dei contribuenti e limitando le possibilità di intervento dello Stato. Il filosofo Paolo Becchi ha pubblicato recentemente il suo ultimo libro, Italia Sovrana, che racconta proprio di come l’Italia abbia gradualmente perso la propria sovranità in favore delle burocrazie europee. Lo Speciale lo ha intervistato.
Ormai la notizia l’ha data persino lo Huffington Post, che è “europeista” Grazie alla moneta unica in 20 anni ogni tedesco ha guadagnato 23 mila euro, ogni italiano ne ha persi 75 mila È quanto emerge dal rapporto “20 anni di Euro: vincitori e vinti”, del think tank Cep (Centre for European Policy) di Friburgo. Secondo lo studio, il problema della …
«Stiamo attenti perché c’è una crisi di democrazia in tutto il mondo». Parla proprio lui. Romano Prodi,
Lisbona, 23 feb – Dopo la grande crisi del 2008 che ha portato le economie del mondo occidentale sull’orlo del collasso, ci è stato detto che l’unica possibile risposta, inevitabile e necessaria, era quella di intraprendere la strada dei tagli alla spesa pubblica e dei sacrifici, in una sola parola austerità.
