L'elettore medio di sinistra: tre caratteristiche
6 Marzo 2019
da
admin
L’elettore medio di “sinistra” presenta svariate caratteristiche. Tra tutte, credo che tre spicchino in particolar modo:1. Nella migliore delle ipotesi, è una sorta di “apolitico” non necessariamente legato al PD, ma che di fatto vota tutti i partiti che in qualche maniera ne fanno il gioco politico (tra passato e presente: Di Pietro e IDV, LeU, SEL, per citare le formazioni, mentre Luigi De Magistris può essere il valido esempio di un contesto locale). In virtù di ciò, è straconvinto di valutare le persone e non le idee, di essere de-ideologizzato e di conseguenza libero, a differenza di noi poveri mortali. Il Movimento 5 Stelle ha un solo merito: ha un po’ “rotto le scatole” a questo giochino che laggiù facevano da una vita. Certo, lo ha fatto per circostanze casuali. I pentastellati, infatti, stavano per finirvi allo stesso modo. Poi l’eterogeneità, oltre a una serie di eventi imprevedibili, hanno deviato un percorso che si era già osservato con tutti i partiti precedenti, ufficialmente sempre proposizioni “alternative” di un’alternativa che non è mai esistita.
2. Odia i leader o le personalità di rilievo come se fossero la peste bubbonica. Ciò a causa della sua stramba concezione della storia: detesta anche solo sentir nominare Mussolini o Hitler, ma stranamente ha una riverenza per Napoleone Bonaparte. Ufficialmente parla male di Stalin, ma lo considera meno peggio, perché poi Stalin ha liberato l’Europa dal Nazismo. In compenso nelle fasi adolescenziali ha portato le magliette di Che Guevara.
Continua a leggere

Emma Bonino è anti-militarista e pacifista, ma ogni volta che gli USA, nell’era unipolare, hanno condotto aggressioni imperialiste e neocoloniali contro quelle Nazioni non prone ad obbedire ai loro diktat – da Cuba, all’Afghanistan, finendo con la Jugoslavia, l’Iraq, la Libia e la Siria – lei c’era, sì, ma per sostenerle e caldeggiarle ampiamente.
«Se io amo le persone che arrivano all’altra parte del mondo però mi dimentico del disabile, della persona in difficoltà o al mio vicino di casa non parlo nemmeno, sono un ipocrita».
Magistratura democratica processa il governo: “Segnale di oscurantismo e violazioni senza precedenti”. Attacchi a testa bassa a dl Sicurezza e legittima difesa
Al centro il punto economico dell’agenda. C’è soddisfazione al termine dell’incontro “cordiale” tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, riferiscono fonti di Palazzo Chigi.
I giornali pro-governo sono stati contenti per un giorno che Fitsch non ci ha declassato del tutto. Non ancora. Possiamo indebitarsi sui mercati a tassi d’interesse da paese del terzo mondo (alla faccia dell’ “euro che ci protegge”); ma Fitch ci dà previsione di peggioramento – il che significa che i mercati, per prestarci i soldi, ci chiederanno tassi più …
Il ministro veronese della Famiglia Lorenzo Fontana intervenendo a Pisa ha affrontato la questione migranti in relazione a uno slogan tipico del leader della Lega Matteo Salvini, cioè “prima gli italiani“. «Migranti? Ci dicono che siamo cattivi cristiani. Però bisognerebbe anche guardare un po’ il catechismo – ha detto Fontana -. C’è un passaggio da tener conto: “ama il prossimo tuo“, cioè quello in tua prossimità. Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità. Se abbiamo 4-5 milioni di poveri – ha aggiunto -, non possiamo andare a occuparci dei poveri del resto del mondo, perché chi governa ha innanzitutto il dovere di far stare bene la comunità che, appunto, governa». (t.d.b.)
Il movimento “Cara Italia” lotta contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Il loro sogno? “Un’Italia multiculturale”
Mancano 100 giorni dalle europee che dovranno tenersi fra il 23 e il 26 maggio 2019, saranno le elezioni più cruciali dall’istituzione del Parlamento Europeo nel 1979.
In questi giorni stavo sfogliando i quotidiani degli anni Ottanta. È cambiato quasi tutto, tranne una cosa: la potenza della magistratura nel dettare l’agenda politica o agenda setting, come dicono gli «esperti». Certo, allora si trattava solo di qualche arresto di amministratori locali (ovviamente dei partiti di governo) il giorno prima delle elezioni o di scontri tra il presidente Cossiga e il Csm. Niente rispetto a quello che sarebbe accaduto dopo. Ma era già visibile il disegno e già percepibile la tentazione.