Oggi si incontrano i parenti delle vittime di Battisti: ricordiamo i nostri cari 40 anni dopo
Adriano Sabbadin, Alberto Torreggiani e Maurizio Campagna si riuniranno oggi a Caltana, frazione di Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, a 40 anni dagli omicidi di Lino Sabbadin, Pierluigi Torreggiani e Andrea Campagna, per i quali è stato condannato Cesare Battisti.
E’ la prima volta che i familiari delle tre vittime degli anni di piombo si incontrano dopo l’arresto dell’ex terrorista. Sarà un “momento di riflessione”, anche “per fare il punto sulla storia italiana di questi anni”, ha detto Maurizio Campagna, fratello di Andrea, anche perché “vogliamo capire chi lo ha protetto in Italia”. In base all’esito delle condanne nell’omicidio dell’agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, Cesare Battisti sparò materialmente mentre nell’uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre il 16 febbraio del ’79, l’ex terrorista fece da copertura armata al killer Diego Giacomini. Infine nel caso dell’omicidio del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del ’79, Battisti venne condannato come coideatore e coorganizzatore.
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fonte – http://www.secoloditalia.it/2019/02/oggi-si-incontrano-i-parenti-delle-vittime-battisti-ricordiamo-i-nostri-cari-40-anni-dopo/

“Cerimonia in tono minore per Porzus”, titola oggi un’agenzia di stampa. La nuova retorica dell’antifascismo sta oscurando anche le pagine di storia più scomode. Come ieri per le foibe, costrette a cercarsi uno spazio mediatico tra le “casuali” manifestazioni della sinistra contro le destre, oggi per Porzus.
L’Italia non ha «bisogno di odio, ma di verità e giustizia». Per questo è ora che le istituzioni pensino «seriamente a sciogliere l’Anpi». A puntare l’indice contro l’associazione partigiani è stata Elena Donazzan, assessore veneto all’Istruzione, che si è rivolta prima di tutto a Sergio Mattarella. Il ragionamento di Donazzan parte dalle ripetute manifestazioni di negazionismo sulle foibe firmate dall’Anpi e arriva all’unica conclusione possibile: «È ora di dire basta alla tolleranza dei “compagni che sbagliano”». «Chi nega le foibe, il dramma degli italiani di Istria Fiume e Dalmazia e la pulizia etnica di cui furono vittime non può avere cittadinanza. Se l’Anpi pensa si cavarsela con un comunicato stampa – ha sottolineato Donazzan – non ha capito la gravità della cosa». 


