Quando Aquarius collaborava coi boss del traffico di esseri umani

Aquarius e Al-Bija

La cordiale cooperazione tra alcune ONG e la Milizia di Zawiya è durata per ben due anni, fino agli accordi presi tra il governo italiano e il Presidente del Governo di Accordo Nazionale della Libia, al-Serraj, che ha portato anche all’arresto dei membri di Al-Bija

Pubblicato da Antonio Schiavone
Sta facendo tanto scalpore in queste ore il blocco dei porti italiani ad opera del governo nei confronti della nave Aquarius. Con una lettera alle autorità di Malta il titolare del Viminale Matteo Salvini (LEGA) ha chiesto di far approdare alla Valletta l’imbarcazione con 629 migranti a bordo essendo quello il «porto più sicuro» e, con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli (M5S), ha negato all’imbarcazione, di proprietà dell’ONG Sos Mediterranée, l’autorizzazione ad approdare in Italia.
Subito le solite accuse di razzismo, xenofobia, fascismo hanno fatto la loro comparsa sui giornali e sulla bocca delle anime belle dell’accoglienza ad ogni costo (che fa girare tanti miliardi in quello che è diventato un vero e proprio business).
Da parte nostra, ricordiamo ancora una volta come siano spesso proprio le ONG a mettere a rischio l’incolumità dei migranti e come quest’ultime spesso abbiano rapporti diretti con i trafficanti di esseri umani. Continua a leggere

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Migranti, la svolta dell'Italia: chiusi tutti i porti

Alla nave della Ong non sarà autorizzato lo sbarco. La lettera a Malta per costringerla a farsi carico dei migranti
di Giuseppe De Lorenzo
Molti si attendevano una svolta. E, forse, è quello che davvero sta per accadere. Matteo Salvini ha deciso infatti di chiudere tutti i porti italiani alle navi delle Ong cariche di migranti.
L’imbarcazione che sta trasportando i 600 naufraghi soccorsi in queste difficili ore non è stata non essere autorizzata ad attraccare nel Belpaese.
Il natante (battente bandiera di Gibilterra) dopo le operazioni di soccorso è arrivato in acque di Malta. Salvini ha spedito una lettera al governo maltese per spiegare che il “porto sicuro più vicino” è proprio l’isola-Stato e che se La Valletta non vorrà farsi carico dei migranti, questa volta non sarà l’Italia a farne le veci. La svolta senza precedenti ha avuto il via libera anche del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli (responsabile sul fronte delle autorizzazioni agli sbarchi).
Mille salvati nel Mediterraneo
Le acque del Mediterraneo tornano dunque ad essere il principale scenario politico nazionale e internazionale. Oggi sono stati salvati 627 migranti in sei diverse operazioni di soccorso. Ben 123 di questi sono minori, 11 bambini e 7 donne incinte. Un boom di partenze che desta qualche sospetto. Secondo alcuni analisti, infatti, la Libia starebbe inviando messaggi al nuovo esecutivo per testare la tenuta degli accordi presi da Marco Minniti. E, forse, per cercare di ottenere qualche concessione (e soldi) in più. Continua a leggere

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Il patto con Malta che ci rifila gli immigrati

Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 25/05/2017


Mentre continuano gli sbarchi di migranti sulle coste italiane e infuriano le polemiche sulle responsabilità delle Ong riguardo alla loro presunta collaborazione con gli scafisti, più di qualche osservatore si è chiesto perché alle navi delle Ong non passa nemmeno per la mente di portare i migranti a Malta. La piccola isola nel mezzo del Mediterraneo oggi non è più sfiorata dal problema, eppure si trova più vicino alle coste libiche rispetto alla Sicilia, e secondo le regole del diritto internazionale i migranti andrebbero accompagnati al porto di destinazione più vicino e sicuro per la loro incolumità. Malta ha tutte le caratteristiche richieste dal caso, ma le navi Ong non considerano minimamente di accostarsi ai porti maltesi. La questione riapre un dibattito iniziato lo scorso anno, quando il leader dell’opposizione e del partito nazionalista maltese, Simon Musuttil, in una dichiarazione ripresa da The Independent, accusò apertamente di tradimento il governo maltese per aver sottoscritto un tacito accordo con Roma.
A quale accordo fa riferimento il politico maltese? Per Musutti Roma e La Valletta avrebbero raggiunto un’intesa che prevede l’interruzione dell’arrivo dei migranti sulle coste maltesi in cambio della concessione dei diritti di sfruttamento petroliferi nel tratto di mare a sud-est della Sicilia, a metà strada tra questa e Malta. Su questo punto c’è stato un aspro contenzioso tra i due paesi che ha raggiunto l’apice nel 2012. In quel periodo infatti il governo di Roma estese il tratto di mare dove venivano eseguite delle trivellazioni petrolifere fino a giungere, secondo La Valletta, nelle acque territoriali maltesi. Secondo uno studio indipendente realizzato dalla società Erc Equipoise, il tratto di mare in questione potrebbe fruttare una quantità di petrolio pari a circa 260 milioni di barili. Da qui nacque lo scontro tra Roma e La Valletta. Continua a leggere

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Nel vortice di autodistruzione dell’Occidente-Mondo

Incapaci di leadership, sempre in ritardo politico.

di Maurizio Blondet
“La Russia deve essere al G7, piaccia o no, dobbiamo avere la Russia al tavolo negoziale”, vibra Trump in una non certo improvvisata uscita, e i salotti tv  anti-governativi scoprono che il primo ministro Giuseppe Conte, quello da loro dipinto come uno sciocco re travicello di una alleanza populista velleitaria, impreparata e scema, può dire  al suo primo vertice in Canada, per nulla intimidito: “Sono d’accordo con il presidente Donald Trump, la Russia dovrebbe tornare al G8. Nell’interesse di tutti”.
Non è che ci sia  qui una qualche alleanza.  Quella cui assistiamo è la disintegrazione dell’ordine occidentale, che comporta inaspettate ricomposizioni, forse temporanee. Le centrali pensanti inglesi, nel travaglio di  un Brexit che Merkel-Juncker vogliono sempre più ostile e punitivo, ha  colto l’occasione per  appoggiare il ben fondato malcontento italiano, spiegando in diversi articoli come sia la Germania la sola che  ci ha guadagnato dall’euro, e quella che ha più da perdere facendo della UE “un nemico invece che un alleato” dell’Italia.  E in altri articoli,  hanno spiegato a fondo la crisi di Deutsche Bank. E un articolo del Financial Times ha non poco poter nel mondo  della finanza internazionale. Continua a leggere

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Sorpasso titoli greci, parla Becchi: “Vogliono creare un altro 2011”

Intervista al Prof. Paolo Becchi su Lo Speciale, 08/06/2018
Italia superata da Grecia sui titoli di Stato, a maggio 38 miliardi sono usciti dal Paese. Di chi è colpa? Dei no euro? Il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale una sua idea sembra essersela fatta. Almeno sulle scadenze a breve termine, i titoli di Stato greci hanno iniziato a offrire un rendimento più basso di quelli italiani. Inevitabile la caccia al colpevole. Imputato numero uno? Il Governo Conte e la sua politica economica bollata dai media “confusa e contraddittoria”.

→LEGGI L’INTERVISTA←
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La confessione del tunisino appena sbarcato: ha ragione Salvini “siamo ex detenuti”

di Maurizio Blondet
Scontro tra Salvini e il governo tunisino sulle parole del ministro dell’Interno.
Peccato siano gli stessi clandestini tunisini a confessare di essere ex detenuti ‘graziati’ e caricati sui barconi:

I detenuti tunisini pagano 1.000 euro per imbarcarsi verlo l’Italia. Lo racconta un giovane testimone che da Ventimiglia sta aspettando un passeur che lo porti in Francia. Perché sono già a Ventimiglia.
All’inviato di Matrix mostra i video del suo viaggio, poi quelli della nave inglese che l’ha salvato e portato a Messina. Alla domanda se sia vera la storia dell’indulto che ha aperto le carceri nel suo Paese permettendo a molti criminali di arrivare in Italia, risponde di sì. Almeno 2700 i detenuti scarcerati negli ultimi tre mesi in Tunisia. Continua a leggere

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Nasce l'asse Salvini-Orban: ​"Così cambieremo l'Europa"

Il ministro dell’Interno e il premier ungherese si sono sentiti al telefono. Salvini: “Al lavoro per modificare le regole Ue”
di Claudio Cartaldo
Matteo Salvini e Viktor Orban. I due leader definiti “populisti” oggi si sono sentiti al telefono. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno da un comizio a Fiumicino.
Per Salvini il governo Conte non rischia l’isolamento all’estero. Certo, oggi c’è stato la dura polemica con Tunisi per quelle parole sull'”esportazione di galeotti” che non sono piaciute all’ambasciatore tunisino. Ma il segretario del Carroccio è certo che c’è “tanto apprezzamento all’estero” per la maggioranza giallo-verde. E se dalla Germania e dalla Francia sono arrivati segnali di disgelo (ma da qui all’apprezzamento ce ne passa), di sicuro il leghista non avrà difficoltà a trovare intese con l’Unghera del premier Orban.
Oggi ho avuto una telefonata lunga e cordiale con il primo ministro ungherese – ha detto Salvini – che ci ha fatto gli auguri di buon lavoro e con cui lavoreremo per cambiare le regole di questa Unione europea“. Ecco, l’Ue. Nel discorso di domani al Senato in occasione del voto di fiducia, il presidente del Consiglio italiano dovrebbe cercare di rassicurare i partner Ue e al tempo stesso segnare la strada per le riforme che i grilloleghisti vorrebbero imporre a Bruxelles. E non è da escludere che per mettere i paesi del Nord europa il governo Conte, o almeno Salvini, possa tentare di stringere un forte legame con i Paesi governati da presidenti euroscettici. E in cima all’elenco non c’è proprio l’Ungheria di Orban, che da tempo si scaglia contro quel Soros (e le sue Ong) che in questi giorni – guarda caso – è in polemica proprio con Lega e M5S. Ma non solo. “Parlerò probabilmente già domani con il ministro degli Interni francese, austriaco – ha fatto sapere il leghista – oggi ho contattato l’ambasciatore tunisino, ho incontrato poco fa l’ambasciatore israeliano, l’ambasciatore statunitense. Stiamo cercando di costruire una rete della tranquillità e della sicurezza, della pace e della lotta al terrorismo“. Continua a leggere

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“Se la gente sapesse che cos’è lo spread, scoppierebbe la violenza nelle strade”

di Roberta Dejana
Un Grande Nando Ioppolo “Che cos’e li spread… io penso che se la gente lo sapesse scoppierebbe la guerra nelle strade da oggi a domani “ SPREAD, LA TRAPPOLA MORTALE In una recente intervista il Professor Nando Ioppolo (avvocato ed Economista, recentemente scomparso), sostiene che lo SPREAD é una cosa che se la gente sapesse cos’é, molto probabilmente scoppierebbe la violenza nelle strade perché sullo SPREAD é stata fatta una campagna mediatica vergognosa basata sulla bugia.

Ioppolo spiega che il gioco inizia dalla BCE ( Banca Centrale Europea) che presta alle banche private allo 0,75% tutti gli euro che gli richiedono per qualunque motivo glieli richiedono. Dopodiché la banca (UNICREDIT nell’ esempio del Professore), con questo 0,75 ci compra i BTP che tecnicamente dovrebbero essere allo 0,76. Perché allora al 5 %? Perché così la Banca ci può speculare. Continua a leggere

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Questa è la crisi peggiore della storia della Repubblica. E ora l'Italia è davvero nei guai

Segnalazione Linkiesta

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Questa è la crisi peggiore della storia della Repubblica. E ora l’Italia è davvero nei guai

Un crisi diversa dalle altre, che comporterà conseguenze diverse dalle altre. La posizione Lega-M5S che contrasta la legittimità dei poteri nazionali e internazionali gode di un forte consenso popolare. (di Flavia PerinaLEGGI)

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