La Cina si sta comprando l’Italia (e noi glielo lasciamo fare, perché siamo nei guai)

Segnalazione Linkiesta

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La Cina si sta comprando l’Italia (e noi glielo lasciamo fare, perché siamo nei guai)

Qualche settimana fa, il vertice Conte-Trump, ora quello tra Tria e Xi Jinping. Con l’obiettivo di cercare sponde potenti, in vista di una possibile tempesta finanziaria. In cambio di qualunque cosa. (di Alberto NegriLEGGI)

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I Ponti…dall’ Eternità allo S-fascio

Segnalazione Agenzia Consul Press
di , 24 agosto 2018
Dal  CROLLO dei MURI … al  COLLASSO dei PONTI 

UN’ ANALISI DI FILIPPO ORTENZI, con un commento di Giuliano Marchetti, dopo 10 giorni dalla tragedia di Genova 
I soloni della demoplutocrazia radical chic – ed i media con loro conniventi – dopo averci narrato per decenni balle inverosimili sulla presunta (e presuntuosa) eternità delle opere in cemento armato, oggi ci dicono che, al contrario, sono stati forse sperperati i soldi dei contribuenti …. perché tali opere hanno una durata massima di 50 (cinquanta) anni.
Come è possibile se a Pechino sono ancora utilizzabili i ponti illustrati da Marco Polo nel suo famoso libro “Il Milione” risalenti a parecchi secoli fa? E perché ancora resistono i numerosi ponti costruiti in epoca romana e medioevale ? Come mai le nuove tecnologie si sono dimostrate meno efficienti di quelle antiche?
ponte morandiSono domande che tutti noi ci poniamo dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, presentato per decenni come una delle opere ingegneristiche all’avanguardia del genio architettonico italiano.
Per doverosa informazione bisogna ricordare che i ponti costruiti durante il Regno d’Italia, compresi quelli del vituperato Regime Fascista, risultano ancora tutti ben funzionanti mentre, al contrario, quelli edificati nella Repubblica (ovviamente “democratica ed antifascista”, nata dalla Resistenza) non resistono al tempo e si sbriciolano come castelli di sabbia, mettendo a rischio la vita sia dei nostri Concittadini, sia dei visitatori provenienti dall’ Estero. Si è passati da un Governo Dirigista che con l’I.R.I. aveva salvato l’economia italiana durante la recessione del 1929, portando la disoccupazione a zero e la £ira a quota 90, ad un regime partitocratico. L’interesse nazionale che era il principio fondante del pensiero precedente è stato sostituito dalla logica del profitto, logica che ha pervaso ogni settore della società, compresi quelli che moralmente e spiritualmente dovrebbero esserne immuni, come ad esempio la Chiesa Cattolica che non si impegna più in battaglie a difesa dei valori cristiani, della morale o della famiglia ma unicamente in difesa del business “pro immigrazione clandestina” che le rende fior di miliardi. E’ nel nome della nuova divinità, che non è il Dio Uno e Trino della cristianità, ma il dio uno e quattrino del mondialismo capitalista, del liberismo cosmopolita, del catto-comunismo, della lotta ad ogni principio di sovranità e di identità dei popoli. Questa azione in Italia è stata favorita dai Governi di Sinistra che hanno, con Prodi e D’Alema, privatizzato le partecipazioni statali, smantellato l’IRI e svenduto il patrimonio pubblico a favore delle “Leggi di Mercato” e della Finanza Apolide.
Il 30 aprile del 1933 il principe Umberto di Savoia e la consorte Maria Josè del Belgio, unitamente al  cavalier Benito Mussolini, Duce del Fascismo e  Capo del Governo, inaugurò a Venezia il Ponte del Littorio (ribattezzato successivamente, nel nome dell’antifascismo, Ponte della Libertà) ed il suddetto Ponte garantisce la percorrenza del traffico sia automobilistico, sia ferroviario, congiungendo Venezia alla terraferma, consentendone un successivo ampliamento nel 1970, portando i binari da 2 a 4.
https://www.youtube.com/watch?v=4hLrHxIIdx4
Questo ponte, al pari di tutti gli altri costruiti durante il periodo monarchico,  con tecnologia meno avveniristica e più arcaica dei quelli del dopoguerra, sta ancora in piedi. Come mai allora i ponti costruiti nel dopoguerra, con cemento armato (che ci dicevano garantisse l’eternità) hanno tutti delle criticità?
Forse perché nel nome del profitto si sono utilizzati materiali scadenti, perché si dovevano finanziare anche i partiti repubblican-costituzionali e pagare tangenti? La cosa non è da escludere. Questo anche alla luce delle inchieste sulla corruzione che agli inizi degli anni novanta del secolo scorso hanno spazzato via un’intera classe dirigente, poi purtroppo riciclatasi nella seconda attraverso soprattutto il PDS-PPI-DS-Margherita-PD e Forza Italia-PDL  ….
Come per il filmato precedente,  qui di seguito riportiamo la testimonianza della giornalista Milena Gabanelli in un’inchiesta di Report sulla gestione della Autostrade a Benetton nel lontano 2004, poi i politici non dicano che erano all’oscuro…
https://int.search.tb.ask.com/search/video.jhtml?  enc=0&n=783a6395&p2=%5ECQJ%5Exdm379%5ELMITIT%5Eit&pg=video&pn=1&ptb=E8436575-024F-4C6A-BF9D-5402A18FE6CF&qs=&searchfor=Gabanelli+autostrade+benetton+2004&si=adwords-b883f162247c1aaec22951fa903d9bd4&ss=sub&st=sb&tpr=sbt
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Lo scrittore Maurizio Blondet (*1), nel suo sito personale si domanda: “Ma ‘Segreto di Stato’ può voler dire ‘Tangenti’? (Domanda alla Procura)”. E questo perché i governi di Sinistra hanno messo il segreto di Stato sui contratti di concessione alle autostrade: cosa c’è da nascondere e che il popolo non deve sapere?”–  Conclude quindi il giornalista: “E’ una domanda  che vorrei porre, da povero cittadino, a giudici, procuratori: quale altro motivo riescono a immaginare  per questo segreto – di Stato! – se non occulti scambi e benefici tra i politici che hanno concesso, e quelli che godono della concessione di un monopolio lucrosissimo?  Domando sinceramente: perché  io non riesco a immaginare altro.  Magari i giudici e procuratori, invece sì.”
Sempre in tema di Autostrade per l’Italia, delle quali è proprietaria la società Atlantia del Gruppo Benetton (i cui componenti risultano “elettivamente affini” ad un tal Mr. George Soros) e che – tramite Oliviero ToscaniGuru della comunicazione – promuove “campagne arcobaleno” a favore sia della negazione identitaria dei popoli, sia del meticciato e dell’invasione afro-islamica del nostro Paese. Tale vicenda così è stata sintetizzata dal giornalista Emidio Novi (*2): “Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra … Fantasiosi questi Benetton. – Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s’erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l’IRI. Massimo D’Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell’IRI e quindi dello Stato. … Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semi-falliti come imprenditori del tessile-abbigliamento … hanno incassato tanti di quei soldi da diventare investitori globali.  … Con una redditività del 25% decidono di tagliare le spese di manutenzione. Per loro le Autostrade ex IRI sono una miniera d’oro inesauribile. Aumma aumma nel 2016 ottengono una proroga quarantennale con un emendamento aggiunto all’ultimo minuto alla legge Finanziaria. Una vergogna, la banda Renzi è capace di tutto. … I contratti che riguardano i concessionari delle autostrade vengono secretati. … Questa banda di malavitosi merita un decreto che spazzi via la benevolenza di TAR e magistratura civile corrotta. E che faccia capire a opposizioni e potere mediatico che la fortuna sta abbandonando i Benetton e quelli come loro”.
La sensibilità di Autostrade per l’Italia e della famiglia Benetton è tale che per le vittime della tragedia del Ponte Morandi non hanno detto una parola, anzi lucrandoci ….  se è vero come ha detto l’on. Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, hanno addirittura preteso il pedaggio dalle autoambulanze e dai mezzi di soccorso.
Che ci sia stato qualcosa che non funzionava nella privatizzazione delle Autostrade avrebbe dovuto accorgersi anche la magistratura, forse anche laPres IRI stampa se fosse stata veramente libera e non asservita alle Lobby Confindustriali, di cui la famiglia Benetton è una delle massime rappresentanti, se è vero, come è vero che Gian Maria Gros-Pietro, ultimo  Presidente delle Autostrade pubbliche dell’IRI è stato successivamente promosso Presidente delle Autostrade private del Gruppo Benetton.
A nostro modesto parere il “Governo grillo-leghista del cambiamento” dovrebbe istituire una Commissione d’Inchiesta sulle privatizzazioni riconducibili ai governi di una certa Sinistra (stanziante in Capalbio) ed istituire – come fecero i governi antifascisti non appena conquistato il potere – un Tribunale Speciale sugli illeciti arricchimenti di Regime (constatando come i politici fascisti, a cominciare da Mussolini, pur governando con modalità probabilmente discutibili, furono prevalentemente onesti) e far pagare alle classi politiche predatorie attuali il danno erariale da loro causato alle casse dello Stato, favorendo l’indebitamento pubblico e la pauperizzazione del nostro popolo.
Filippo Ortenzi
Rettore costituenda Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

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NOTE A MARGINE  – Se possibile, vorrei ampliare l’analisi di Filippo Ortenzi coinvolgendo anche ben altre e diverse responsabilità di questo scellerato Stato (repubblicano, democratico, pluripartitocratico, diffusamente ed ampiamente corrotto) per una assoluta mancanza d’una politica economica/industriale e manageriale, nonché per l’incapacità di valutare, proporre ed “imporre” – qualora necessario – scelte più opportune per la Nazione (o per il Popolo, o per la Comunità) che il medesimo Stato avrebbe dovuto rappresentare o guidare.  A mio giudizio, risultano infatti criticabili e condannabili le dissennate scelte con cui, dalla fine degli anni ’50, è stato privilegiato lo sviluppo delle reti autostradali nei confronti di quelle ferroviarie e, quindi, la sudditanza di questo scellerato Stato in particolare nei confronti della “Dinastia Agnelli” ed in generale nei confronti delle lobby automobilistiche, delle compagnie petrolifere, ecc. ecc.  D’altra parte, così come è giusto riconoscere i meriti acquisiti della Fiat nello sviluppo del “Paese Italia”, va anche evidenziato come la Fiat S.p.A. – in sede approvazione bilanci d’impresa – abbia spesso privatizzato i profitti (distribuendo utili ai propri Azionisti) e parimenti socializzato le perdite a carico dell’Italia (ricorrendo alla Cassa Integrazione per le retribuzioni dei propri dipendenti).  E sul “Caso FIAT” più volte la Consul Press ha preso posizione, ospitando e pubblicando anche ponderosi interventi del Prof. Gaetano Rasi, eminente studioso e già Presidente del CESI – Centro Nazionale Studi Politici ed Iniziative Culturali.

http://www.consulpress.net/il-caso-fiat/
Per quanto riguarda invece il pesante “J’Accuse” dell’amico Filippo contro la Chiesa Cattolica, desidero esprimere un mio parziale dissenso.  Infatti ritengo sia giusto ricordare come l’attuale Pontefice (nonostante le sue luci ed ombre) abbia più volte lanciato il proprio giusto monito contro le leggi di un mercato iper-liberista, contro una finanza apolide, contro un capitalismo selvaggio ed incontrollato, rievocando forse inconsciamente i “Valori” dell’ Umanesimo del Lavoro, che è ben presente sia nei nostri cuori, sia nella nostra Linea Redazionale.  Ciò premesso, personalmente, non posso non condividere la Filippica Ortenziana contro il “business dell’ immigrazione clandestina” e, d’altra parte,  personalmente mi sono sempre schierato contro lo “Jus Soli”stoltamente auspicato dallo Stato Vaticano, giuridicamente uno “Stato Estero”, che è giunto a richiedere specifici provvedimenti legislativi allo Stato Italiano tramite indebite pressioni ed ingerenze delle proprie Gerarchie e del proprio apparato mediatico-comunicativo … vds. Avvenire, Famiglia Cristiana, Giornalini parrocchiali, ecc.  – D’altra parte, sia lo stesso Pontefice, sia le alte od intermedie Gerarchie Ecclesiastiche, sia i numerosi Parroci e Sacerdoti, avrebbero già da tempo dovuto riflettere con maggior attenzione sulle conseguenze geo-politiche e sociali che queste trasmigrazioni di massa comporteranno in misura sempre più devastante, se non opportunamente bloccate e regolarizzate.  Con un’accoglienza globalizzata ed incontrollata – aperta a tutti, sempre e comunque – in ossequio ad un distorto ed inapplicabile ecumenismo Verso il Diverso – senza l’intervento illuminato di Vladimir Putin in aiuto del Popolo Siriano  e del legittimo Presidente della Siria – la Curia dello Stato Città del Vaticano avrebbe potuto osservare (qualora ne avesse avuto tempo !) i cammelli ed i cavalli del bellicoso “Califfato Islamico” abbeverarsi nelle fontane davanti al Colonnato di Piazza San Pietro.
A mio giudizio, la Chiesa Cattolica dovrebbe invece maggiormente impegnarsi sia nella “Nostra Italia”, sia nei territori d’oltre mare, per migliorare ed assistere in loco le condizioni di vita spirituali e materiali delle relative popolazioni e/o comunità, evitando loro un brutale e forzoso sradicamento dai propri territori, adempiendo così ad una “Missione” Pastorale, Spirituale e Vocazionale, da troppo tempo caduta in oblio e senza farsi irretire da interessi pseudo-politici, immobiliar-imprenditoriali e/o lobbistici.  Pertanto, quale Cattolico Ghibellino ed appartenente all’ ORDO SANCTI SEPULCHRI –  CAVALIERI BIANCHI DI SEBORGA, mi piace concludere queste mie note con il nostro motto: Non Nobis Domine, Non Nobis, sed Domini Tuo da Gloriam”
Giuliano  Marchetti 
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(*1) Maurizio Blondet – Noto e brillante giornalista, nonché scrittore, saggista e blogger (www.maurizioblondet.it) – Più volte sulla nostra Agenzia Giornalistica sono stati ripresi suoi articoli e sue conferenze. Il testo qui riportato, pubblicato in data 16 agosto (2 giorni dopo l’avvenuto crollo del Ponte Morandi) è stato tratto dal sito “Christus Rex”, a cui si può accedere direttamente anche tramite il banner presente nella homepage della Consul Press.   
(*2) Emiddio Novi – Giornalista e Scrittore, collaboratore delle “Edizioni ControCorrente” ed autore di vari libri, tra cui “La Dittatura dei Banchieri” a suo tempo recensita su questa Testata, nell’agosto del 2014, a cura di Ivan Guidone. Lo stralcio del presente articolo riguardante i Benetton, riportato sulla nostra Agenzia è stato ripreso da “Affari Italiani”, il I° Quotidiano Italiano online, ivi pubblicato il 18 agosto. Purtroppo, apprendiamo in questo momento – tramite una @ delle Edizioni ControCorrente – della sua tragica morte oggi avvenuta in un incidente stradale, travolto da un camioncino in una manovra di retromarcia…. Che Dio lo accolga in Cielo, meritatamente !_____________G.M.
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"Papa" Muto Primo. E la sua corte parlante

Papa Muto Primo. E la sua corte parlante.

Papa Muto Primo. E la sua corte parlante.

“Francesco”, sulle accuse di Monsignor Venegoni – che lui era al corrente dei casi di cardinali  omosessuali e li ha promossi e favoriti – ha reagito: “Non dirò una sola parola”. L’ha fatto  sempre.  Non ha detto una parola sul perché ha voluto distruggere  i Francescani dell’Immacolata, un ordine fiorente di vocazioni.   Una distruzione senza motivazione, extragiudiziale,  e persino senza …
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La polveriera Libia: rischiamo di perdere anche Tripoli. E il traffico di migranti è diventato una industria

di Alberto Negri
La polveriera Libia: rischiamo di perdere anche Tripoli. E il traffico di migranti è diventato una industria
Fonte: Alberto Negri
L’Italia rischia di perdere anche Tripoli? Il governo di Fayez Sarraj, appoggiato dalla brigate islamiste ma sotto attacco costante delle altre milizie _ nonostante l’ennesima e fragile tregua _ appare sempre più debole, il generale Khalifa Haftar in Cirenaica è sempre più minaccioso nei confronti dell’Italia, la Francia di Macron sempre più determinata a perseguire la sua agenda per convocare elezioni entro la fine dell’anno.
Ma qual è la politica italiana in Libia? Nessuno è in grado davvero di rispondere nonostante le visite di Salvini e Moavero a Tripoli. Anzi l’Italia sembra quasi isolata, nonostante il governo di Tripoli sia quello riconosciuto dalla comunità internazionale in contrapposizione al potere di Haftar, spalleggiato da Francia, Egitto, Russia ed Emirati Arabi Uniti. In realtà anche l’appoggio americano alle posizioni italiane appare assai evanescente: l’impressione è che sulla Libia Trump abbia raccontato al premier Conte le stesse fesserie che Obama raccontava a Renzi, quello di un nostro ruolo preminente nelle faccende libiche che in concreto le altre potenze non ci riconoscono se non a parole. Anche la pubblicizzata conferenza sulla Libia a Roma, da tenersi in ottobre, appare incongruente se prevalesse la posizione francese e di Haftar per andare a nuove elezioni, anche solo presidenziali (senza le legislative e riforma costituzionale).  Continua a leggere

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Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? L'idiosincrasia della oligarchia con la democrazia

di Carlo Formenti
Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? L'idiosincrasia della oligarchia con la democrazia
Fonte: Carlo Formenti
Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? Così si interroga Paolo Mieli in un articolo di fondo sul Corriere di oggi (29 agosto). I barbari, ovviamente, sono i populisti che siedono oggi nella stanza dei bottoni senza averne ottenuto il permesso dalle vecchie élite. La metafora è un vezzo da aspirante storico? (povero Montanelli: guarda chi occupa oggi il ruolo che tu ti eri meritato al di là delle tue idee politiche…). No, questa volta Mieli ruba l’idea a due politologi – Giovanni Orsina e Angelo Panebianco – che vi hanno fatto ricorso per discutere se convenga “civilizzare” i barbari, come avevano tentato di fare i romani con Odoacre (versione Orsina) oppure scacciarli (versione Panebianco). Metafora inquietante, commenta Mieli, per il solo fatto che la durezza dell’oggi evoca la tenebrosa epoca della caduta dell’Impero. Ma inquietante per chi? Direi soprattutto per noi cittadini, visto che siamo di fronte all’ennesima conferma (l’ultima ce la diede Mattarella con il veto anticostituzionale su Savona) che le vecchie caste non possono accettare certi spiacevoli effetti collaterali della democrazia: quando il “popolo bue” vota su questioni per cui non ha la competenza, bisogna correggerne l’errore con le buone (Orsina) o con le cattive (Panebianco). Le cattive auspicate da Panebianco chiamano in causa l’Europa e le cure alla Greca che si è dimostrata capace di applicare in caso di “errore grave” dell’elettorato. Del resto il nostro è un fedele allievo del neoliberalismo alla Hayek (oggi canonizzato dagli ordoliberisti che governano l’Europa) il quale aveva esplicitamente dichiarato che un regime totalitario ma liberista (alla Pinochet per intenderci) era preferibile a un regime ultrademocratico ma “statalista”. E le sinistre “radicali” (del PD non vale più la pena parlare)?. Purtroppo, invece di incalzare il governo sui temi su cui ha fatto qualche timido passo positivo (nazionalizzazioni contro eventi in stile Genova, politiche ridistributive, riforma Fornero, grandi opere, tensioni con la Ue), senza ovviamente rinunciare ad attaccarlo duramente sulle paranoie securitarie alla Salvini, sembrano sempre più disponibili a svolgere il ruolo di utile idiota, a fare cioè da ruota di scorta di un fronte antipopulista che, se riuscisse a rovesciare il governo, imporrebbe il ritorno a una “normalità” fatta di sacrifici ancora più feroci per le classi subalterne, in modo che capiscano che quando si sbaglia voto la si paga cara… Continua a leggere

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Se aboliamo il Sacro, non vale la pena vivere

Segnalazione di Redazione BastaBugie
Sto per fondare la brigata ”due più due fa quattro”, dove combatteremo fino alla morte per difendere l’ovvio (VIDEO: due più due fa quattro)

di Silvana De Mari

(LETTURA AUTOMATICA)
Tra i doni chiesti otto mesi fa a Natale a Gesù Bambino: la pace per i cristiani perseguitati, una casa per i terremotati nel gelo, nel gelo più totale, più assoluto, nel gelo di governo che di certo non li ha amati, e per noi il coraggio, un coraggio infinito, perché è quello che adesso ci vuole per non essere travolti.
Molti pastori hanno abbandonato, hanno tradito, si sono venduti, le pecore sono sole davanti ai lupi.
Chiediamo il coraggio a Cristo di diventare i cani da pastore, quelli che difendono il gregge dalle menzogne più totali, la prima delle quali è la perdita del sacro, la perdita dello sguardo di Dio, la riduzione del messaggio di Cristo a un molto selettivo pauperismo.
Perso il senso del sacro si spampana la distinzione tra bene e male, giusto e sbagliato, vero e falso. La perdita del sacro è la perdita della via che Cristo è venuto ad aprire.
Il senso del sacro vuol dire svegliarsi e sapere che Dio sa che ci sei, camminare, scrivere, mettere in ordine la cucina e sapere che sei nello sguardo di Dio. Continua a leggere

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In Israele: rifugiati africani vittime di razzismo, internamento, deportazione

In Israele: I rifugiati africani vittime di razzismo, internamento, deportazione

(MB. Immaginate la mia sorpresa: nell’unica demokrazia razzista del MO) 6.8.2018 di Mesloub Khider.    Su:  http://www.les7duquebec.com/7-au-front/en-israel-les-refugies-africains-victimes-de-racisme-dinternement-de-deportation/ Avvertenza: questo testo l’ho scritto prima dell’adozione della Legge fondamentale sullo stato nazione ebraico che definisce il carattere ebraico dello stato sionista. Si tratta della questione della politica xenofoba dello stato sionista contro gli africani. Il parlamento israeliano ha approvato il 19 luglio 2018 una legge …
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Soros si arrende a Orbán La fondazione e la ong abbandonano Budapest

Il motivo è una legge ad hoc che vuole tassare chi si occupa dei migranti nel Paese magiaro
di Manuela Gatti
«Capirete che non mi metto a piangere», ha commentato Viktor Orbán. Come se ci fossero dubbi a riguardo.
Probabilmente il primo ministro ungherese, rieletto lo scorso 8 aprile per il quarto mandato, avrà festeggiato alla notizia che la fondazione del miliardario e filantropo George Soros chiuderà i suoi uffici di Budapest per trasferirsi a Berlino nel corso dell’estate. Dalla Ong non confermano, ma parlano della necessità di tutelare «la sicurezza dello staff e l’integrità del lavoro». Il presidente Patrick Gaspard sarebbe però già volato di persona nella capitale ungherese per informare i circa 100 dipendenti della decisione.
La battaglia a distanza tra Orbán e Soros va avanti da tempo. Il casus belli che ora ha fatto precipitare la situazione ha un soprannome piuttosto esplicito: «Stop Soros». Si tratta della legge che sarà discussa dal parlamento ungherese la prossima settimana e che il governo si è impegnato a far passare che imporrebbe una tassa del 25% su tutte le donazioni straniere a organizzazioni non governative che supportano i migranti nel Paese. Proprio come la «Open Society Foundations» del filantropo ebreo statunitense di origini ungheresi, la terza organizzazione umanitaria al mondo per patrimonio (18 miliardi di dollari). Una scorciatoia particolarmente comoda per il leader della destra populista e conservatrice di Budapest, che in questo modo riuscirebbe a eliminare una buona parte dell’attività del nemico all’interno dei suoi confini nazionali. Continua a leggere

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Corteo contro Salvini e Orban: "Siamo 15mila". Ma la polizia smentisce i buonisti

Secondo gli organizzatori oltre 15mila persone in piazza. Ma per la polizia sono cinque volte di meno, non più di 3mila
di Claudio Cartaldo
Quelli in piazza san Babila a manifestare contro l’incontro tra Salvini e Orban si dicono certi di aver raggiunto cifre astronomiche sulla partecipazione al corteo “antirazzista” e anti sovranista.
Come spesso accade differiscono di molto le cifre sulle presenze in piazze diffuse dagli organizzatori e quelle certificate dalla questura. Al presidio “Europa senza Muri” le varie organizzazioni che, tra le altre cose, hanno portato in piazza pure l’odio contro Salvini, dicono di essere arrivati a toccare quota 15mila. Esatto: 15mila. Quanti erano invece secondo la polizia. Cinque volte di meno, non più di 3 mila. Una bella differenza.
Dopo il presidio, la piazza si è svuotata ma un migliaio di persone si è staccato per marciare in corteo lungo corso Venezia. Intonando cori del tipo: “Salvini e Orban assassini”
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/28/corteo-contro-salvini-e-orban-siamo-15mila-ma-la-polizia-smentisce-i-b/1569095/ Continua a leggere

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Orban: "Salvini è il mio eroe, il mio compagno di destino"

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini (S) ed il il primo ministro ungherese Viktor Orban © ANSAIl vicepremier e ministro dell’Interno: la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti

Con il ministro dell’Interno Matteo Salvini “vorrei fare una conoscenza personale. Lui è il mio eroe”. Lo ha detto il primo ministro ungherese, Viktor Orbàn, uscendo dal ristorante in cui ha pranzato a Milano. “È un mio compagno di destino – ha aggiunto – sono molto curioso di conoscere la sua personalità. Sono un grande estimatore e ho alcune esperienze che forse potrei condividere con lui. Ho questa sensazione”, ha concluso Orbàn.
“Ormai – scrive il vicepremier e ministro dell’Interno – la sinistra esiste solo per insultarmi, per difendere Ue dei banchieri e immigrazione senza limiti. P.S. In Ungheria disoccupazione è sotto il 5%, Flat Tax per le imprese è al 9% e per le persone al 15%, immigrazione è sotto controllo e economia cresce del 4%”. Lo scrive il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista del suo incontro nel pomeriggio con il presidente ungherese Viktor Orban.
E’ un “incontro importante” quello di oggi a Milano fra il vicepremier Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orban. L’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni lo ha scritto su Twitter spiegando che “può essere davvero l’inizio della svolta verso un’Europa che si fa finalmente carico del problema immigrazione”. La conclusione dello storico esponente leghista è un augurio di “buon lavoro”.
CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/08/28/migranti-oggi-a-milano-incontro-salvini-orban_e64f1a6e-1aac-48ec-8d8d-f8a3a6431c35.html Continua a leggere

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Lo so come andrà a finire

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Lo so come andrà a finire. Lo so perché conosco la storia, conosco la gente, conosco i potentati, conosco gli immigrati. Li conosco come li conoscete voi, per esperienza, precedenti, realismo e uso di mondo. Fino a ieri la scena era la seguente: non ho sentito un italiano che non fosse d’accordo con Salvini, che non giudicasse assurdo incriminare un ministro dell’interno che fa il suo dovere, oltre che il suo mandato elettorale, di salvaguardare i confini della nazione, come è previsto dalla Costituzione, e tutelare gli italiani, respingere gli arrivi clandestini e ribadire che i migranti non sbarcano in Italia ma in Europa. È assurdo che dobbiamo ricordarci dell’Europa quando si tratta di pagare i debiti o di non sfondare i bilanci. E invece dobbiamo scordarci dell’Europa quando arrivano i migranti perché allora, d’un tratto, diventiamo nazione e ce la dobbiamo sbattere noi. La nostra sovranità consiste nell’obbligo di accoglierli, anche se tutti gli altri non li vogliono. Fino a ieri non c’era una persona con cui ho parlato che in un modo o nell’altro non fosse di questa idea.
Viceversa non ho sentito un tg, un programma, un commentatore, un uomo di potere o un giornale che non fosse schierato contro l’Italia, contro gli italiani, contro Salvini e dalla parte dell’Europa che se ne frega dei migranti, dalla parte dei giudici che incriminano i ministri nel nome della legge, dalla parte dei migranti che sbarcano illegalmente. Una partita secca, il popolo compatto da una parte, il potere compatto dall’altra. In compagnia di Salvini quasi nessuno, la Lega c’è ma non si vede, c’è solo lui, c’è la Meloni e poi giù il deserto. I grillini, quando non sono appesi al Fico, e dunque pendono a sinistra, fanno i furbetti come di Maio che pur di galleggiare e di restare dove sta, e giocare a fare il superministro, è pronto a rimangiarsi tutto e a scaricare l’Alleato su cui sono puntati i cannoni mediatico-giudiziari del Palazzo, dai catto-bergogliosi alla sinistra sparsa. Continua a leggere

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"Mons". Schneider interviene sul documento dell’arcivescovo Viganò

CHI SOSTIENE IL DOCUMENTO DI VIGANO’
Anche in questo caso si tenga presente che i titoli ecclesiastici sono da intendersi come riferiti alla “Contro-Chiesa” conciliare, non alla Chiesa cattolica. In questo caso c’è divisione nella Contro-Chiesa. Esce allo scoperto un conservatore a difesa di Viganò. Grave l’attacco alla Chiesa, come se non fosse SANTA, ma fa parte del fallibilismo tipico pure dei conservatori consiliari. (N.d.R.)
Segnalazione di Corrispondenza Romana

Pubblichiamo in anteprima in Italia il testo che S. E. Mons. Schneider, vescovo ausiliare di Santa Maria in Astana, ha scritto in sostegno al documento di S. E. Mons. Carlo Maria Viganò, pubblicato il 26 agosto scorso sul quotidiano La Verità e dai blog di Marco Tosatti e Aldo Maria Valli.

Riflessione sulla “testimonianza” dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò pubblicata il 22 agosto 2018

È un fatto raro ed estremamente grave nella storia della Chiesa che un vescovo accusi pubblicamente e specificamente un Papa regnante. In un documento pubblicato recentemente (il 22 agosto 2018), l’arcivescovo Carlo Maria Viganò assicura che da cinque anni papa Francesco era a conoscenza di due fatti: che il cardinale Theodor McCarrick aveva commesso reati sessuali con suoi seminaristi e con suoi sottoposti, e che vi erano sanzioni nei suoi confronti imposte da papa Benedetto XVI.

L’arcivescovo Viganò ha inoltre confermato la sua dichiarazione con un giuramento sacro fatto in nome di Dio. Non c’è, quindi, nessun motivo ragionevole e plausibile per dubitare del contenuto veritiero del documento dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Continua a leggere

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Befera? Da Equitalia a United Colors, anche lui

Ricordate Attilio Befera? Da Equitalia a United Colors, anche lui.

Attilio Befera, per un decennio e fino al 2014 capo dell’Agenzia delle Entrate ed Equitalia. E che poi, abbandonate le tasse, è diventato uno dei dirigenti più alti in grado di Atlantia, holding del gruppo Benetton da cui dipende Autostrade per l’Italia. Il fatto in questione è del 2012, riguarda proprio faccende tributarie ed è stato rivelato dall’Espresso: Benetton pagò 12 milioni di euro al fisco e rimpatriò Sintonia, …
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"Cardinale" pro-gay Farrell mostra i suoi legami gay al Meeting Mondiale delle Famiglie

I titoli ecclesiastici sono da intendersi della Contro-Chiesa conciliare, non della Chiesa cattolica, n.d.r.
Ray Dever di Tampa, Florida, un attivista omosessuale e diacono cattolico (conciliare, n.d.r.), ha assistito il cardinale pro-gay Kevin Farrell a una Messa durante il Meeting Mondiale delle Famiglie (24 agosto) a Dublino.
Farrell è uno degli organizzatori dell’evento. Era amico e protetto del molestatore omosessuale, cardinale (conciliare, n.d.r.) Theodore McCarrick, I cui abusi avrebbe nascosto.
Il suo diacono Dever pubblica regolarmente propaganda gay, per esempio, su suo figlio, un travestito che si fa chiamare “Lexi” e che ha avuto in passato problemi di salute mentale e depressione.
Dever è arrivato a Dublino con sua figlia Emily, che si definisce bisessuale e che si è laureata da poco in una università gesuita.
Fonte: https://gloria.tv/article/A8SS1AmfPNb63RvhBQNdzV2cc Continua a leggere

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