Siamo schiavi senza catene? Huxley la chiamava 'dittatura dolce', una manipolazione invisibile e capillare

di Enrica Perucchietti
Siamo schiavi senza catene? Huxley la chiamava 'dittatura dolce', una manipolazione invisibile e capillare
Fonte: unoeditori

La lezione di Aldous Huxley sul futuro

In una lettera del 21 ottobre 1949, lo scrittore Aldous Huxley ringraziava l’ex allievo dell’Eton College, George Orwell, per avergli spedito una copia del suo nuovo romanzo, 1984. Huxley si mostrava entusiasta del manoscritto ma si permetteva di notare la differenza sostanziale tra il modello di dittatura “dolce” immaginato da lui 17 anni prima nel romanzo distopico Il mondo nuovo, e quello invece cupo e “sadico” descritto da Orwell, spiegando cosa, secondo lui, sarebbe avvenuto nel prossimo futuro:
«Credo che le oligarchie troveranno forme più efficienti di governare e soddisfare la loro sete di potere e saranno simili a quelle descritte in Il mondo nuovo».
Huxley si mostrava convinto che i governanti avrebbero assunto la forma della dittatura “dolce”, in quantoavrebbero trovato nell’ipnotismo, nel condizionamento infantile e nei metodi farmacologici della psichiatria un’arma decisiva per piegare le menti e il volere delle masse.
Un’ipotesi che il romanziere inglese avrebbe confermato nel 1958 nel suo saggio Ritorno al mondo nuovo. In estrema sintesi, il potere si sarebbe presto convinto a ricorrere all’ipnosi e alle tecniche di condizionamento farmacologico per controllare e manipolare le masse, in modo da attuare quella che Huxley definiva «the ultimate revolution»:
«Entro la prossima generazione chi tiene le redini del mondo scoprirà che […] la sete di potere può essere soddisfatta nella sua pienezza inducendo le persone ad amare il loro stato di schiavitù, piuttosto che ridurle all’obbedienza a suon di frustate e calci. Insomma, penso che l’incubo descritto in 1984 sia destinato a evolversi in quello descritto in Il mondo nuovo, se non altro come esito di una necessità di maggiore efficienza».

La manipolazione dolce: schiavi senza catene

Ai metodi repressivi oggi si preferisce (ancora) affiancare la manipolazione “dolce” volta a far credere ai cittadini, secondo la lezione di Huxley, che costoro siano liberi di scegliere quando invece tutte le loro decisioni vengono decise e orientate dall’alto. In entrambi i modelli di totalitarismo, cupo e dolce, è però fondamentale la propaganda di cui i media mainstream si fanno docile cassa di risonanza. Nessun regime può infatti sostenersi senza di essa, così come, paradossalmente, le democrazie occidentali fanno ricorso proprio alla manipolazione capillare dell’opinione pubblica.
Nella società democratica le opinioni, le abitudini e le scelte delle masse vengono cioè indirizzate, come spiegava nel 1928 Edward Bernays – considerato il fondatore delle Pubbliche Relazioni −, da un «potere invisibile che dirige veramente il Paese». Secondo Bernays la propaganda è fondamentale per “dare forma al caos”. Le tecniche usate dal potere per plasmare l’opinione pubblica sono state inventate e sviluppate negli anni, spiegava Bernays, «via via che la società diventava più complessa e l’esigenza di un governo invisibile si rivelava sempre più necessaria».

La sorveglianza tecnologica invisibile e capillare

Quello che cambia nell’attuale società rispetto a quella immaginata da Orwell o dal sistema di controllo panottico, è che il controllo sociale, grazie da un lato alla sorveglianza tecnologica (ne abbiamo avuto qualche assaggio con lo scandalo di Cambridge Analytica) e dall’altro a tecniche di propaganda sempre più sofisticate, si è reso invisibile, permanente e capillare e investe tutti in quello che il sociologo Marshall McLuhan ha denominato il “villaggio globale”. Oggi, grazie a una fitta rete di controllo che avviene anche grazie al web, ogni individuo può spiare il prossimo arrivando persino a “segnalarlo” e a tradirlo schierandosi di fatto col potere invisibile (come nei regimi). Tutti controllano tutti e di fatto si mantiene l’ordine anche grazie all’omologazione dei cittadini che non si rendono conto di essere solo le pedine di uno schema di controllo più grande di loro.

Il governo invisibile e la manipolazione di massa

Con l’avvento della moderna società di massa il potere ha dovuto esercitarsi su un numero sempre maggiore di persone. L’arte del controllo ha finito per divenire scienza delle Pubbliche Relazioni o, meglio, una “scienza della manipolazione” di sconcertante raffinatezza che riesce a influenzare comportamenti e modi di essere, a volte senza nemmeno dover fare uso della coercizione fisica (pensiamo al fenomeno degli spin doctors).
Come anticipato, Bernays parlava di «tecniche usate per inquadrare l’opinione pubblica» portate avanti da un “governo invisibile”, facendo eco a quanto aveva già dichiarato nel 1884 il primo ministro britannico Benjamin Disraeli:
«Il mondo è governato da tutt’altri personaggi che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte».
Il potere oggi, per risultare maggiormente efficace, preferisce infatti rimanere “nell’ombra”, palesandosi il meno possibile.
Un potere nascosto, ha l’indubbio “pregio” di rimanere praticamente inattaccabile e nascosto. Può anche, se vuole, favorire ora l’uno ora l’altro dei “poteri visibili” e persino, se lo ritiene necessario, favorire contemporaneamente due schieramenti apparentemente opposti che potranno così, più o meno incoscientemente, perseguire in maniera diversa l’unico fine a cui mira tale Potere (il metodo del Divide et Impera).
Infine, un potere nascosto (o comunque non immediatamente identificabile dai più) ha la possibilità di fare quello che nessun governo o potere visibile può compiere fino in fondo: manipolare quasi alla perfezione i sentimenti e la mentalità di massa senza dare l’impressione di farlo; controllare i popoli entrando nel loro immaginario, plasmando cioè le menti, le coscienze degli individui.

Fake news: dividere per… censurare

La questione del controllo attraverso la manipolazione dell’immaginario e dell’emotività delle masse di cui parlo in Fake news (Arianna Editrice) è fondamentale per comprendere gli attuali attacchi alla libertà individuale di cui siamo testimoni in quest’epoca.
In questo scenario si inserisce infatti l’attuale battaglia mainstream contro le cosiddette fake news che sembra riecheggiare l’operato del Miniver orwelliano e sembra riproporre una nuova forma di Maccartismo 2.0: si tratta cioè di una articolata caccia alla streghe che ha come obiettivo la repressione del dissenso.Essa strumentalizza la questione del cyber bullismo da una parte e il dilagare di bufale sul web per portare all’approvazione di una censura della Rete arrivando a ipotizzare l’introduzione del reato d’opinione, una forma moderna di psicoreato.
Lo scopo è quello di continuare a manipolare l’opinione pubblica e in particolare coloro che sono considerati “semplici spettatori”, ossia quel gregge (noi, il popolo) che va orientato nelle proprie scelte in modo che non si svegli e soprattutto che non esprima il proprio pensiero in modo libero e critico. Lo scopo, citando ancora Chomsky, è che «il gregge disorientato continui a non orientarsi» .

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Le tre fasi dell’immigrazione

di Enrico Marino
Le tre fasi dell’immigrazione
Fonte: Ereticamente

L’immigrazione in Italia è cominciata come una bufala.
Ci dicevano che il fenomeno era epocale, che non poteva essere fermato ma solo controllato. Non si poteva impedire a masse africane giovani, esuberanti e in continua espansione di approdare in un’Italia pigra, pingue e in crisi demografica. Questi nuovi italiani sarebbero stati il futuro, sarebbero stati loro che col loro lavoro avrebbero risanato le casse dello Stato, pagato le nostre pensioni e salvata l’economia del Paese. Inoltre, ci spiegavano che erano arrivi praticamente a costo zero, perché quei miseri 35 euro che costava il loro mantenimento giornaliero erano forniti dall’Europa che avrebbe dovuto provvedere ad accogliere anche le eccedenze dei flussi, perché tutti quei migranti erano solo in transito ma, in realtà, avrebbero voluto spingersi a nord per cercare lavoro e ricongiungersi con parenti e amici. S’è poi visto come sono andate le cose e come l’Europa abbia chiuso tutte le frontiere di terra, lasciando che il nostro Paese si trasformasse in un gigantesco campo profughi, accollandocene anche i costi.
L’immigrazione in Italia è continuata come una truffa. Continua a leggere

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La guerra americana in Siria? Sarà il disastro definitivo dell’Occidente in Medio Oriente

Segnalazione Linkiesta

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La guerra americana in Siria? Sarà il disastro definitivo dell’Occidente in Medio Oriente

Pressato da sauditi e Pentagono molto più che dalle armi chimiche, Trump minaccia l’intervento. Ora ha due opzioni: o raid limitati o una (rischiosa) operazione su larga scala. Ma più che una nuova guerra servirebbe capire i problemi del Medio Oriente. (di Alberto NegriLEGGI)

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12 Aprile: San Zeno, Patrono di Verona

San Zeno di VeronaErroneamente a quanto qualcuno strumentalmente dice, in epoca di buonismo ed accoglienza indiscriminata, San Zeno non era nero, sebbene alcune raffigurazioni lo rappresentino come tale. Originario dell’Africa settentrionale (di qui il nomignolo “Vescovo moro”) non era di carnagione nera. Nella raffigurazione accanto, infatti, si vede come probabilmente era realmente l’immagine del Patrono di Verona (n.d.r.)
La chiesa abbaziale di San Zenone, o, come dicono i Veronesi, di San Zeno Maggiore è uno dei monumenti più antichi e più gloriosi di Verona. Accade spesso che sul corpo di un Martire o di un Santo, come su un terreno particolarmente fertile, germogli una grande chiesa o ributti uno svelto campanile.
A Verona, sul corpo miracoloso di San Zenone è fiorita la più bella chiesa italiana dell’epoca romanica, con il boccio di pietra rosea dell’elegante campanile. La vita di San Zenone, Santo veronese, è avvolta nella leggenda.
Zeno nacque in Africa e visse intorno al IV secolo. Non si sa come e quando, dalle sabbie africane, sia giunto sui dolci colli in riva all’Adige, spinto dalla sua vocazione apostolica. In quei tempi, l’imperatore Giuliano, detto l’Apostata, cercava di ristabilire il culto degli dei pagani, combattendo il Cristianesimo, da lui rinnegato. I primi barbari invasori dell’Impero erano poi ariani, cioè cristiani eretici, fieramente avversi al Cattolicesimo.
Correvano quindi tempi brutti per la Chiesa e per il decimato gregge dei fedeli. Ma la sua predicazione e il suo esempio furono più forti delle imposizioni politiche e delle opposizioni settarie. I pagani convertiti, gli eretici ravveduti, furono presto legione, e di San Zenone si poté dire che « predicando condusse Verona al Battesimo ».
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Tre incontri ProVita con Gabriele Kuby a Rovigo, Bolzano e Verona!

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Rettifichiamo un errore presente nella comunicazione di stamattina sul tour di ProVita con Gabriele Kuby…
In particolare, la conferenza a Rovigo in realtà avrà luogo sabato 14 aprile (non il 13 come precedentemente affermato).
I riferimenti corretti per gli eventi nelle diverse città in cui parlerà Gabriele Kuby sono dunque:
– sabato 14 aprile, a Rovigo, ore 10:00, Aula magna Seminario San Pio X, via Pascoli 51, per la conferenza Diritti civili: una questione antropologica. Interverranno anche il magistrato Pino Morandini e Francesca Romana Poleggi di ProVita.
– sabato 14 aprile, a Bolzano, ore 20:45, Teatro Rainerum Institut, piazza dei Domenicani 15, per la conferenza Uomo nuovo globale. Interverrà anche Francesca Romana Poleggi di ProVita.
– domenica 15 aprile, a Verona, ore 17:00, Circolo Ufficiali di Castelvecchio, in Corso Castelvecchio 4, per la conferenza 1968 – 2018. Dal sessantotto alla dissoluzione della famiglia attraverso l’ideologia gender. Interverrà anche Francesca Romana Poleggi, direttore editoriale di Notizie ProVita, e modererà Alberto Zelger.
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Hai chiesto informazioni all'Asl? Obbligo vaccino sospeso

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Hai chiesto informazioni all’Asl?
L’obbligo del vaccino è sospeso

Una sentenza fa riesplodere il caso

di Antonio Amorosi x Affaritaliani
SVOLTA SUI VACCINI/ Una sentenza del Tar di Brescia fa esplodere il caso. L’Asl per legge deve informare i genitori sui problemi. Se non avviene il bambino è reintegrato all’asilo….

Hai chiesto informazioni all'Asl? L'obbligo del vaccino è sospeso Una sentenza fa riesplodere il caso   Continua a leggere

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Gaza e Siria: crimini veri e crimini presunti

A boy waves a Palestinian flag, at the Israel-Gaza border, during clashes with Israeli troops, at a protest where Palestinians demand the right to return to their homeland, east of Gaza City April 1, 2018. REUTERS/Mohammed Salem TPX IMAGES OF THE DAY
Segnalazione del Centro Studi Federici

Mentre l’amministrazione Trump cerca pretesti per colpire il legittimo governo siriano, gli Usa in particolare e l’Occidente in generale chiudono gli occhi davanti  ai crimini di chi da 70 anni occupa la Terra Santa.
 
Gaza: il duro j’accuse di B’tselem
La leadership di Israele sta gradualmente ammettendo una questione basilare di vita e di morte: il controllo permanente di Israele su milioni di palestinesi è impossibile senza commettere crimini di guerra. Questo il senso profondo del dominio su un altro popolo: non è “semplicemente” una questione di depredarlo della sua terra, di imporre un regime fatto di padroni e subordinati, di negare i diritti politici, o di dispiegare un labirinto infinito di norme burocratiche oppressive. È anche un problema di uccisioni reiterate.
Quando il leader di Bayit Yehudi, Naftali Bennett, nell’estate del 2014, allorché centinaia di palestinesi furono uccisi nella Striscia di Gaza dalle bombe “chirurgiche” israeliane, ha dichiarato in un’intervista alla CNN che “Hamas sta commettendo un auto-genocidio di massa”, argomentando in tal modo le effettive implicazioni di politiche fondate sull’uso della forza militare da parte di Israele. Tentò di rendere accettabile il crimine incolpando la vittima, ma il suo riconoscimento delle dimensioni del massacro – e ancor più il suo profondo significato – rifletteva un’interiorizzazione della realtà.

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In Siria si continua a morire. Firma la petizione on-line!

Segnalazione di Anna

In Siria l’emergenza continua!

Da 6 anni in Siria una terribile guerra distrugge la vita di donne, uomini, bambini e anziani.
Bombardamenti su case e ospedali sono all’ordine del giorno. Il numero di morti, feriti e sfollati è drammatico e c’è un disperato bisogno di cure mediche.
Strutture sanitarie sotto attacco, medici uccisi, feriti o fuggiti dal paese, persone che non vanno in ospedale per paura di essere colpite. Malattie che si possono prevenire o curare, ora portano alla morte. Siamo preoccupati perché a causa dell’intensificarsi del conflitto la maggior parte dei bambini non è stata vaccinata ed è a rischio per malattie come morbillo, rosolia, tetano o polmonite.
Nonostante i limiti di accesso al paese, curiamo feriti di guerra e chi ha subito gravi traumi psicologici, assistiamo chi è affetto da malattie croniche e vacciniamo i bambini per prevenire la diffusione di epidemie.
Aiuta Medici Senza Frontiere ad intensificare i propri sforzi, firma la petizione!

Vuoi darci una mano ancora più grande? Diffondi il più possibile questa petizione, inviando la mail ai tuoi amici o condividendo i link sui tuoi account social.

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Il paradosso dei Cinque Stelle (e non solo): per governare bisogna tradire gli elettori

Segnalazione Linkiesta

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Il paradosso dei Cinque Stelle (e non solo): per governare bisogna tradire gli elettori

Il ritornello della campagna elettorale: “Avere un premier eletto dal popolo”. Bene, allo stato attuale i partiti devono rassegnarsi a cercare un premier frutto di alchimie politiche, invece. In certi casi governare significa tradire i propri elettori. (di Flavia PerinaLEGGI)

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ULTIMISSIME – Cattolici olandesi in rivolta chiedono ai "vescovi" di ammonire Francesco

https://image-media.gloria.tv/placidus/g/vc/i33vhm0detsy1pwm0lj2vyns21pwm0lj2vynw.jpg

Il 9 aprile, alcuni importanti Cattolici olandesi hanno inviato una petizione ai loro vescovi contro le “politiche distruttive” di papa Francesco, come riferisce Radio Maria Nederland. Intellettuali e sacerdoti hanno sottoscritto la petizione, tra loro il famoso psichiatra Gerard Aardweg e il professore emerito Wilhelmus Witteman della Technical University di Twente. La petizione elenca i principali scandali di Francesco, tra cui l’Amoris Laetitia, il suo supporto alle politiche pro-morte Emma…

CONTINUA SU:
https://gloria.tv/article/PRC9RzDPbsKo4zQHwVzL3VEcJ Continua a leggere

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Il retroscena economico dietro l’avvelenamento di Skripal

di Michael HudsonMichael Palmieri
Il retroscena economico dietro l’avvelenamento di Skripal.
Fonte: Comedonchisciotte
Left Out, un podcast prodotto da Paul Sliker, Michael Palmieri e Dante Dallavalle, ospita conversazioni approfondite con i più interessanti pensatori politici ed eterodossi economisti di sinistra.
The Hudson Report è una nuova serie settimanale, con il leggendario economista Michael Hudson. In ogni episodio affrontiamo un problema economico o politico che è stato ignorato – o molto dibattuto – sulla stampa in quella settimana.
In questa puntata discutiamo delle implicazioni economiche e politiche del tentato omicidio dell’ex doppio agente russo Sergei Skripal. Facciamo anche un accenno alla lunga storia di collaborazione tra gli oligarchi russi e le banche occidentali, e a come questo si inserisca nel più ampio progetto neoliberista perseguito dopo il crollo dell’Unione Sovietica.
Michael Palmieri: Professor Hudson, bentornato al terzo episodio del The Hudson Report. È un piacere averla qui.
Michael Hudson: Grazie dell’invito.
Michael Palmieri: Allora, nell’ultima settimana si è letto molto del caso di Sergei Skripal e sua figlia. Si dice che i servizi russi abbiano tentato di avvelenarlo, lui che era un doppio agente dell’intelligence britannica. Sebbene gran parte dei media abbia già condannato la Russia, lei ha una prospettiva diversa. Potrebbe dunque spiegarci cosa sta accadendo? Continua a leggere

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FMI e Italia

di Nicola Di Cesare
FMI e Italia
Fonte: Appello al Popolo
In base al pensiero dei manovratori del Fondo Monetario Internazionale, mai interpellato da nessuno (e che nulla ha a che fare con l’Italia se non per il fatto che il nostro paese lo finanzia per il 3,21 % delle sue quote), al fine di risollevare la crescita del proprio PIL, l’Italia dovrebbe eliminare la quattordicesima da tutti i contratti di lavoro, eliminare la tredicesima delle pensioni, eliminare de facto le pensioni di reversibilità e innalzare l’aliquota al 27% per i lavoratori autonomi, reintrodurre l’IMU sulla prima casa. La prima domanda che un lettore mediamente dotato di intelletto dovrebbe porsi è: ma chi sono costoro e perché vorrebbero affamare milioni di italiani? Che ci guadagnano? Prima di addentrarci nel merito di tali affermazioni e formulare delle risposte alle suddette domande, cerchiamo di capire innanzitutto a cosa serve e chi sta al comando del FMI. In base all’articolo 1 dello Statuto (accordo istitutivo tra stati) il FMI è stato creato per:  promuovere la cooperazione monetaria internazionale; facilitare l’espansione e del commercio internazionale; promuovere la stabilità monetaria delle valute e la costanza dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive; fornire prestiti, dietro adeguate garanzie (ingerenze politiche e istituzionali), attraverso le risorse generali del fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti; ridurre il grado di squilibrio delle bilance dei pagamenti degli Stati membri evitando che questi ultimi ricorrano a misure di svalutazione della propria valuta; regolare la crescita economica nei paesi in via di sviluppo. Continua a leggere

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Ora Gentiloni farà tante scuse a Putin?

di Maurizio Blondet
Ora Gentiloni farà tante scuse a Putin?
 
Fonte: Maurizio Blondet
L’accusa del governo May a Mosca, di aver avvelenato l’ex spia Skripal e la figlia, si sta sgretolando. Rivelandosi per quella che è: una immane “fake news” di Stato, e  magari un false flag  mal riuscito. Ieri la notizia che il direttore  di Porton Down (i laboratori militari britannici per le armi chimico-batteriologiche) ha ammesso: non   abbiamo la prova che il Novichock usato (o che sarebbe stato usato) contro Skripal sia di origine russa.
Il punto è che il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson  aveva assicurato, in un tweet del 22 marzo e subito diffuso nel mondo, che “analisi  condotte al  laboratorio di Scienza e Tecnologia Bellica di Porton Down  da esperti di livello mondiale hanno appurato che si tratta dell’agente nervino militare Novichok  prodotto in Russia”.  Insomma il governo aveva impegnato la parola dei suoi scienziati di  fama mondiale senza averli interpellati, e prima che conducessero le indagini.
 
 
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