
Segnalazione ProVita
Notizia sconvolgente: il giorno delle elezioni in Italia sono stati uccisi almeno 232 bambini.
Hai letto la notizia sui giornali? No?!
Nemmeno io. E questo è un grande problema, perché questa “notizia” è purtroppo realtà di tutti i giorni, non solo del giorno delle elezioni.
Domenica scorsa in Italia, come tutti gli altri giorni, almeno circa 232 bambini hanno perso la vita nel grembo materno a causa dell’aborto volontario (contando solo quello chirurgico!), perché la legge, la cultura, le scelte individuali, negano loro il diritto di vivere.
Sono stati smembrati, aspirati, avvelenati.
Scusami per la durezza ma mi sento in dovere di parlare così perché molti si sono abituati a questo male dilagante. Noi non ci stiamo e credo che nemmeno tu.
ProVita ha iniziato una grande campagna in difesa dei bambini nel grembo materno. Soltanto nell’ultimo mesecirca, abbiamo:
– sostenuto l’attività di medicina prenatale e perinatalerealizzata dal prof. Noia e dalla sua Fondazione, in favore dei nascituri e delle loro famiglie; Continua a leggere
Il simbolo della svolta elettorale: la fine di Tosi (che prende meno del Psiup)

Il simbolo della svolta elettorale: la fine di Tosi (che prende meno del Psiup) | Vvox
I partiti anti-establishment saranno ostacolati dalle forze extraparlamentari. Ma il Paese (e il Veneto) hanno bisogno di cambiare strada
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https://www.vvox.it/2018/03/06/il-simbolo-della-svolta-elettorale-la-fine-di-tosi-che-prende-meno-del-psiup/ Continua a leggere
Rabbia, rancore, rivincita: così l’Italia dei borghi e dei distretti si è ribellata a Matteo Renzi
Segnalazione Linkiesta

Piccole imprese, capitalismo di relazione, banche popolari: i territori della Terza Italia che vanno dal Veneto all’Abruzzo sono l’architrave economica dell’Italia, ma la crisi ha dato loro un colpo micidiale. Per capire il tracollo di Renzi e il boom di Salvini e Di Maio bisogna partire da qui. (di Stefano Cingolani, LEGGI)
"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"
La UE ha il dittatore. E non vi hanno avvertito
di Maurizio Blondet
Ancor prima di inaugurare il suo quarto mandato, Angela Merkel ha messo a segno un altro colpo decisivo per l’assoluto potere tedesco in Europa: la nomina di Martin Selmayr, suo uomo, del CDU, feroce anti-italiano, a Segretario Generale della Commissione Europea. Una elevazione per mezzo di trucchi all’apice della burocrazia burocratica insindacabile, vero governo e “deep state” della UE: Selmayr ha sotto di sé 33 mila dipendenti; “duro, invasivo, autoritario, prevaricatore”, per le sue mani passano obbligatoriamente tutti i dossier che contano; ovviamente è anche lui che fa le pulci ai bilanci nazionali, e il nostro non gli piace. Sua caratteristica, l’arrogante e continua ingerenza e sconfinamento nella politica propriamente detta: basta dire che questo burocrate da nessuno eletto sta imponendo come capolista del PPE (Partito Popolare Europeo) il politico francese Michel Barnier, di cui lui stesso ha favorito l’ascesa (facendone il negoziatore della Brexit), con la scusa che Barnier è Macron-compatibile, ma in realtà perché è un burattino nelle sue mani.

Come sempre quando il potere tedesco sconfina nell’illegalità, anche in questo caso la Merkel non si è sporcata le mani direttamente; ha fatto “promuovere” Selmayr da Juncker. L’illegalità sta nel fatto che Juncker dovrebbe nominare il segretario generale scegliendolo fra i direttori generali o aggiunti; invece Selmayr era il suo capo di gabinetto, non aveva titolo di direttore. Un caso di nepotismo, ma in qualche modo a rovescio: Juncker, deve alle trame di Selmayr la sua ascesa a capo della Commissione, il “governo” della UE; lo ha letteralmente “inventato” come candidato nel 2014. In cambio, Juncker – che sappiamo spesso ubriaco – ha sempre lasciato dirigere al suo servo-padrone l’istituzione: infatti Juncker “non ha mai presieduto una sola volta le riunioni di gabinetto”, ha rivelato Libération: “e tutti quelli che vogliono accedere al presidente, compresi i capi di Stato e di governo, devono passare per Selmayr” . Continua a leggere
Fake News: l'indagine di Enrica Perucchietti
Segnalazione Arianna Editrice
DALLA MANIPOLAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA
ALLA POST-VERITA’: come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso
Dopo i successi di Governo Globale, La Fabbrica della Manipolazione e Unisex, Enrica Perucchietti torna ad analizzare il rapporto tra i mezzi di comunicazione, il potere e le strategie del controllo sociale, mostrando come i primi a mentire all’opinione pubblica siano proprio i media mainstream.
Riprendendo e attualizzando le tematiche portanti del capolavoro di George Orwell, 1984, l’autrice mostra come la battaglia contro le fake news intenda reprimere il dissenso e censurare l’informazione indipendente, introducendo – di fatto – lo psicoreato e impedendo alle persone non solo di esprimersi, ma persino di pensare.
Edward Bernays
Perché questo libro? Come autrice affermata, quali sono le esigenze che l’hanno portata a scrivere questo nuovo saggio critico?
Negli ultimi anni ho approfondito sempre di più il tema della manipolazione e del controllo sociale. L’attuale battaglia globale contro le fake news si inserisce in questo ambito: ritengo infatti che sia una forma di strumentalizzazione per convincere l’opinione pubblica a introdurre il reato d’opinione e soprattutto censurare l’informazione alternativa che si svolge soprattutto sul web. Il potere oggi, come il Grande Fratello orwelliano, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà” e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo. Il potere, cioè svuota le menti dei cittadini per riempirle con i propri contenuti: chi si oppone, chi dissente viene accusato di “psicoreato”. Nel libro, mostro come molte tematiche affrontate da Orwell in 1984 si sono o si stanno concretizzando.
Oggi chi non si allinea al pensiero unico e al politicamente corretto viene infatti perseguitato, rischia la censura e in futuro, grazie alle proposte politiche di cui parlo ampiamente nel libro, verrà punito con sanzioni se non addirittura con l’arresto.
"Strategia del carciofo" Il lavoro del Quirinale e lo scudo a Gentiloni
Come aveva previsto Matteo Castagna, nell’intervista di ieri, il Presidente Mattarella prende tempo, in attesa che il centrodestra cerchi alleati, tra i singoli deputati e senatori, per avere una maggioranza in Parlamento. Intanto, c’è Gentiloni che continua l’ordinaria amministrazione…(n.d.r.)
Per trovare la maggioranza si va per esclusione «Ora non muoverà un dito». Un premier già c’è…
di Massimiliano Scafi
L’Europa lo invoca: «Abbiamo fiducia nel presidente». Il centrodestra, da Salvini a Tajani, lo incoraggia: «Contiamo sulla sua saggezza e la sua capacità».
Pure Di Maio lo blandisce: «Il capo dello Stato agirà con autorevolezza». Tutti lo guardano, tutti lo cercano, tutti aspettano un suo cenno, un coniglio dal cilindro, e lui che fa? Nulla, perché nulla è esattamente la cosa migliore da fare adesso. «In questa fase non muoverà un dito», dicono dal Colle, perché così saranno i partiti a muoversi. Mattarella non ha «chiusure pregiudiziali», è neutrale e vuole rispettare le indicazioni dei cittadini, dirà la sua al momento giusto.
La dirà ad aprile, quando i gruppi che saliranno al Quirinale dovranno presentarsi con una proposta concreta, fatta di programmi e numeri. Lì, dopo la decantazione post-elettorale, si vedrà se si riuscirà ad estrarre da due non-maggioranze un governo da dare al Paese. Essere subito troppo attivi può solo far precipitare la situazione. Continua a leggere
Viktor Orban: “Stop Soros!” (Sulla nuova iniziativa legislativa del governo ungherese)
di Dmitrij Sedov

Fonte: Comedonchisciotte
Il governo ungherese ha presentato al parlamento un pacchetto di tre progetti legge contro l’immigrazione clandestina con denominazione generale «Stop Soros», ha riferito il 21 febbraio l’agenzia di stampa ungherese MTI. L’iniziativa di Budapest ha già causato preoccupazione negli ambienti governativi europei. Il significato generale di questa preoccupazione è stato espresso dal Frankfurter Allgemeine Zeitung tedesco: «Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban si considera l’ultimo baluardo dell’Europa di fronte alla vittoriosa marcia dell’Islam».
I progetti di legge intendono rafforzare il controllo statale sulle organizzazioni non governative con finanziamenti esteri che ricevono denaro dall’estero per oltre 24 mila euro. Tali ONG, secondo il documento, devono registrarsi come «organizzazioni che ricevono finanziamenti esteri» e ogni anno fornire rapporti dettagliati sul movimento dei loro fondi. In caso di mancato rispetto di questi requisiti, l’organizzazione è soggetta a chiusura.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di organizzazioni non governative che forniscono assistenza ai rifugiati del Medio Oriente e del Nord Africa o che fanno propaganda per l’allentamento legislativo, relativo al loro ingresso in Ungheria. Le nuove regole prevedono per le ONG una tassazione del 25% su tutte le sovvenzioni pervenute dall’estero. I loro collaboratori non saranno ammessi alla zona di frontiera [per la detenzione di immigrati istituita] a 8 km dal confine [ungherese]. La restrizione imposta temporaneamente prevede per l’accesso l’ottenimento di un’autorizzazione speciale, rilasciata dopo che il richiedente è stato controllato dai servizi speciali ungheresi.
Secondo il Primo Ministro ungherese Viktor Orban, George Soros sta corrompendo le ONG locali, affinché sia indebolita la situazione interna nel Paese (e in altri Paesi europei) mediante l’afflusso di immigrati dai Paesi dell’Islam. Anche se in realtà non si tratta solo dell’attività di quest’anziano miliardario. Continua a leggere
Elezioni 2018: il chiodo fisso
di Marcello Veneziani

Fonte: Marcello Veneziani
Ora che si è chiusa la campagna elettorale, anziché metterci a fare i conti della serva sul voto, preferiamo tirare un bilancio diverso e chiederci se c’è stata una battaglia sui valori, un conflitto su temi ideali, storici e politici.
Non c’è stato alcuno scontro tra progressisti e conservatori, tra destra e sinistra, tra culture politiche, tra idee liberali e idee sociali o addirittura socialiste. È sparito ogni riferimento al voto cattolico.
L’unico scontro è stato su fascismo e antifascismo. Per riprendere il tormentone della campagna elettorale, la Repubblica ha affidato allo psicanalista Massimo Recalcati il chiodo fisso antifascista, riassunto in un titolo che sembra scritto dalla scuola di mistica fascista: “L’immortale desiderio del fascismo”.
Un titolo apologetico all’apparenza, che sembra scritto da un invasato del fascismo come categoria dello spirito e valore perenne. In realtà Recalcati – come dice il suo cognome – ricalcava lo schema del fascismo eterno, fissato dall’ideologo Umberto Eco; un tema che ai tempi di Stalin si chiamava “l’eterna reazione in agguato”.
Il fascismo immortale come alibi per l’antifascismo immorale. Continua a leggere
Tempora et mores
Segnalazione di Radioromalibera.org
di Lorenzo Benedetti
Trento, dicembre 1545: si apre, nella solenne cornice della cattedrale di san Vigilio, il diciannovesimo Concilio ecumenico della Chiesa cattolica, destinato a divenire un caposaldo nella storia del mondo e a definire con chiarezza e rigore aspetti dottrinali, teologici, disciplinari, gerarchici all’alba dell’Età moderna. L’assemblea dei vescovi, convocata da Paolo III e riunitasi per quasi vent’anni, definì la teoria della giustificazione, ribadì la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia, creò i seminari, condannò le tesi eretiche dei riformati, regolò i Sacramenti istituiti da Gesù stesso come insegna la Tradizione: un momento epocale nella vicenda del Cristianesimo, che vide convergere proprio in Trentino le menti più illuminate del tempo «a lode e gloria di Dio, ad accrescimento della fede e religione cristiana», come scrisse Joseph Hergenröther.
Trento ed il suo territorio sono da sempre stati un crocevia di uomini, eserciti, culture, idee, ma la regione ha incessantemente mantenuto integre le proprie tradizioni e la propria identità: per questo fu scelta, ad esempio, come sede del concilio deputato a ricomporre lo scisma luterano, in virtù della posizione intermedia tra l’Italia e la Mitteleuropa, centro equidistante dai Paesi coinvolti nell’assise, nonché per la sua provata fedeltà al papato. Continua a leggere
Brescello sciolto per mafia. Scrutatrice imparentata a boss
Favino accusato di “omofobia”, vittima della realtà e del “gender diktat”
Segnalazione di Osservatorio Gender
di Rodolfo de Mattei
Dalle stelle alle stalle per una “inopportuna” battuta “omofoba”? Questa sembra essere la surreale parabola di Pierfrancesco Favino, rivelazione (nei panni dello showman) e autentico mattatore della 68° edizione del Festival di Sanremo, che rischia di veder vanificata la sua, fin qui, applauditissima conduzione della kermesse canora per via di una divertente gag in cui, nei panni di Steve Jobs, ha osato ironizzare su un “mostro sacro” del pantheon LGBT come Conchita Wurst.
A scatenare le ire della comunità omosessuale è stato infatti lo sketch, inscenato insieme alla spalla Rolando Ravello, in cui Favino / Jobs, presentando un nuovo prodotto tecnologico, BaglionONE, ha mostrato una foto della drag queen barbuta Tom Neuwirth, in arte Conchita Wurst, vincitrice del’Eurovision Song Contest 2014, commentando così:
“Molti si lamentano del Festival di Sanremo, ma devo dire che da quando sono andato all’Eurovision ho scoperto che c’è di peggio“.
Lo University College Dublin (ex Catholic University of Ireland) adotta l’agenda gender
Segnalazione Osservatorio Gender
di Rodolfo De Mattei
Lo University College Dublin (UCD) la più grande università della Repubblica d’Irlanda, con oltre 1.300 docenti e quasi 32.000 studenti, si piega al “gender diktat” globale adottando una serie di misure rivoluzionarie al fine di rendere l’ambiente universitario più “inclusivo” ed “accogliente” nei confronti degli studenti transgender e genderqueer.
Tra le novità previste dalla gender policy appena introdotta vi sono la riclassificazione di 170 bagni del campus come “gender neutral”, l’adozione di uno spogliatoio genderless all’interno del proprio centro sportivo di Belfield e, dulcis in fundo, l’introduzione della possibilità per gli studenti trans di cambiare il proprio nome sui documenti universitari ufficiali senza l’obbligo di presentare certificati di riconoscimento di genere.
Intervistato al programma radiofonico “Ray D’Arcy Show”, Sam Brophy, studente di informatica e segretario della società LGBTQ (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Queer) che si identifica come “non-binario”, ha chiarito agli ascoltatori che cosa si intende con tale termine: “Sono non binario in quanto non mi identifico né come maschio né come femmina, ci riferiamo a questi generi come sessi binari: sono le uniche due opzioni che ti vengono date, quando sei nato o sei maschio o sei femmina”. Continua a leggere
Goldman Sachs: ‘Good Chance’ Trump Tariffs Lead to NAFTA Withdrawal
Segnalazione Breitbart

Goldman Sachs suggested on Friday that Trump’s proposed steel tariffs might lead to the U.S. withdrawing from NAFTA.
Elezioni 2018, Matteo Castagna: "il centrodestra cercherà una maggioranza in Parlamento"
A cura di Nicola Pasqualato
Ho realizzato e messo in rete alcune interviste sull’esito del voto di domenica 4 Marzo ad esponenti politici, giornalisti, opinionisti, politologi. Ho ritenuto opportuno chiedere un commento a caldo anche a Matteo Castagna, che ieri pomeriggio mi ha risposto e rilasciato queste dichiarazioni, interessanti perché si comprende, anche tra le righe, che si tratta di persona che sa di cosa parla. Poi, si può essere o meno d’accordo con lui, ma di certo non si può dire che non sia chiaro. E’ l’opinione di un “addetto ai lavori”, con esperienza:
Disponibile il numero 102 di Sursum Corda
E’ possibile rinnovare la tessera annuale come Socio o come Sostenitore. Il link per effettuare il rinnovo della tessera è il seguente: clicca qui. Sono finalmente disponibili le nuove felpe e magliette 2018 dedicate a San Giuseppe: Sancte Joseph, Patrone S. Ecclesiae, ora pro nobis! Dio benedica tutti i benefattori.
Sul sito è disponibile il numero 102 (del giorno 4 marzo 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 102. I razionalisti e la vita di Gesù (Quinta parte);
– Eccelso capo della Santa Famiglia;
– Dizionario di teologia dommatica. Il Baianismo;
– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 131, 132 e 133;
– Atto di dolore;
– Sant’Alfonso: Il prezzo del tempo. Parte sette ed ultima;
– Dizionario di teologia dommatica. Il Calvinismo;
– Preghiera a San Gabriele dell’Addolorata;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Teodoro di Ferme (Parte 2);
– Orazione a San Gabriele dell’Addolorata;
– Dizionario di teologia dommatica. Gli Avventisti;
– Teologia Politica 92. L’elettore diviene corresponsabile nell’azione dello Stato stesso;
– Racconti miracolosi n° 50. San Francesco d’Assisi cambia l’acqua in vino.
Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di san Giovanni di Dio.
Ossequi, Carlo Di Pietro.
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Provincia di Potenza (ITALIA)
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