La verità sul debito italiano

di Ilaria Bifarini
Ma quando si è creato il fardello del debito pubblico italiano? Tutto parte nel 1981, in cui accade un evento epocale, che fa da spartiacque nella storia della sovranità economica italiana: il famoso divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Con un atto quasi univoco, cioè una semplice missiva all’allora governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, Andreatta mette fine alla possibilità del governo di finanziare monetariamente il proprio disavanzo. Rimuovendo l’obbligo allora vigente da parte di Palazzo Koch di acquistare i titoli di Stato emessi sul mercato primario, la Banca d’Italia dismette il ruolo di prestatrice di ultima istanza.

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IL LIMBO DEI NON BATTEZZATI

Il Limbo dei bambini non battezzati, ovvero di coloro i quali sono morti senza il battesimo e prima di avere l’uso di ragione, o di tutti i non nati. Stiamo parlando di chi non ha ricevuto il battesimo né lo ha potuto (incolpevolmente) desiderare. Di questo argomento ho dissertato davvero tanto in passato, dunque quest’oggi si tratta solo di riepilogare. Già avevo scritto:
La pena per il peccato originale è la mancanza della visione di Dio (1. Denz. 184 219; 2. Denz. 780); non c’è alcun luogo intermedio nel senso pelagiano fra il regno di Dio e la dannazione (3. Denz. 184; 4. Denz. 224; 5. Denz. 2626); viene condannata la proposizione: [le anime dei bambini che sono nati da genitori cristiani e che muoiono senza battesimo giungono ad un paradiso terrestre, le anime dei bambini invece che sono nati da genitori non cristiani e che muoiono senza battesimo giungono nel luogo dove sono le anime dei genitori] (6. Denz. 1008).
Le anime di coloro che muoiono solo con il peccato originale scendono nell’inferno dove vengono punite con pene ed in luoghi diversi (7. Denz. 858; 8. Denz. 926; 9. Denz. 1306), in seguito approfondiremo; vengono punite con la pena della dannazione senza la pena del fuoco (10. Denz. 2626); il luogo in cui essi si trovano viene chiamato comunemente Limbo (11. Denz. 2626); viene condannata la proposizione: [un bambino che muore senza battesimo odierà Dio] (12. Denz. 1949). Continua a leggere

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Il caso di Filippo il Bello (prima parte)

Tra breve tempo, in voluto contrasto con le prossime imminenti celebrazioni della repubblica italiana, nata dalle ceneri di quella guerra cosmica che sancì la fine della grande civiltà europea, con Evola torneremo sul tema della Monarchia. Vediamone, anticipatamente, un esempio rovesciato e sovversivo: quello di Filippo IV di Francia, detto il Bello (1268-1314), che proprio durante il ventennio fu, da qualcuno, considerato una sorta di “re fascista” ante litteram, o avant la lettre, come ci dice Evola nella lingua d’oltralpe. Uno dei tanti equivoci ed errori marchiani cui, anche in quegli anni, la mancanza di una corretta impostazione e preparazione di fondo in senso tradizionale esponeva molte personalità, talvolta anche di rilievo. Evola ci mostra la funzione sovvertitrice di Filippo il Bello, in questo mini-saggio che dividiamo in due parti. Dalla disgregazione della civiltà medievale alla laicizzazione e secolarizzazione dello Stato; dalla centralizzazione burocratica alla trasformazione in senso plutocratico dell’economia, la storia del sovrano capetingio in questa prima parte è la descrizione di un crollo verso il baratro, di un’azione antitradizionale ed antiaristocratica che doveva aprire la via alla rivoluzione francese ed all’avvento della civiltà moderna, “nel senso deteriore della parola, cioè come sinonimo di civiltà dell’antitradizione e dell’uomo sconsacrato e materializzato“.

***

di Julius Evola

tratto da “Vita Italiana”, XXIX, 341, agosto 1941

È una cosa curiosa, ma pertanto non priva di un suo significato, che la figura di Filippo il Bello oggi sia stata rievocata in varie occasioni, talvolta in relazione alla campagna antigiudaica, tal’altra nel trattare delle origini dello Stato moderno. È perfino accaduto che qualcuno abbia chiamato Filippo il Bello un «re prefascista», intendendo dire fascista avant la lettre, precursore cioè di alcuni aspetti del Fascismo. In tutto ciò si ha, pertanto, a nostro parere, una prova della mancanza di principî propria a certi ambienti, delle confusioni che derivano dal cattivo vezzo di riprendere, per dei fini contingenti, motivi sporadici, trascurando di procurarsi serie conoscenze sugli argomenti e di approfondire il vero significato delle epoche o degli uomini a cui ci si riferisce. Non crediamo privo di interesse esaminare, qui, appunto, il caso di Filippo il Bello, che è molto utile per chiarire tali equivoci e per farci comprendere un assai tragico e triste punto di svolta della storia europea, le conseguenze del quale sono lungi dall’essersi ormai esaurite.

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Il caso dei fratelli che diventano sorelle

Uno dei loro cinque bambini, a soli sette anni aveva già iniziato il percorso di transizione, a 13 era diventato a tutti gli effetti e per la legge una ragazza. Un altro ha manifestato importanti «problemi con l’identità di genere». Un terzo, che oggi ha sei anni, fin da quando ne aveva tre veniva vestito e chiamato col nome di una bambina. Non c’è giornale del Regno Unito che non si stia occupando del caso dei «fratelli che diventano ragazze».
Tutte le domande scatenate dall’inchiesta del Times sulle attività che fanno capo alla Tavistock & Portman (la controversa clinica del National Health Service inglese che si occupa di “curare” i minori che soffrono di disforia di genere e da cui si sono licenziati 18 medici in tre anni), sono emerse prepotenti ora che a esprimersi su una vicenda accaduta nella Contea di Lancashire è stato un giudice dell’Alta Corte inglese.
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fonte – https://www.tempi.it/il-caso-dei-fratelli-che-diventano-sorelle/

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Calano gli stranieri in accoglienza -25,5% a Verona

Il centro di accoglienza di Costagrande

Nel primo trimestre 2019, rispetto un anno fa, i reati in Veneto sono calati del 5,7% e sono scesi del 34,15% gli stranieri in accoglienza. E anche a Verona il calo di reati e di stranieri accolti è significativo.
Lo rileva il Viminale nell’analisi del bilancio del Decreto Sicurezza. In particolare, a Belluno -4,2% di reati, -5,6% a Padova, -0,3% a Rovigo, -11,6% a Treviso, -7,9% a Venezia, -2,4% a Verona, -2,8% a Vicenza.
 
Si sono ridotti anche gli stranieri ospiti delle strutture di accoglienza. In tutta la regione erano 11.959 al 13 maggio 2018, diventati 7.875 al 13 maggio 2019 (-34,15%): a Belluno -45,44%, -23,68% a Padova, -36,61% a Rovigo, -36,11% a Treviso, -46,04% a Venezia, -25,53% a Verona, -40,47% a Vicenza.

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fonte – https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/calano-gli-stranieri-in-accoglienza-25-5-a-verona-1.733457

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I giudici in campagna elettorale

 

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
Governo Lega-M5S, Marcello Veneziani analizza in un’intervista ad Affaritaliani.it la situazione della maggioranza

“Stando alla temperatura dello scontro continuo e quotidiano, il governo Conte dovrebbe cadere subito dopo le elezioni europee. Stando però al quadro generale e alle convenienze è davvero difficile dirlo. Il problema non è solo l’atto della crisi ma anche e soprattutto che cosa succederà dopo. Uno scenario che potrebbe spaventare gli attori protagonisti, cioè M5S e Lega”. Lo scrittore e politologo Marcello Veneziani analizza in un’intervista ad Affaritaliani.it la situazione della maggioranza, alla luce delle tensioni sempre più forti, e che cosa potrebbe accadere dopo il 26 maggio. Continua a leggere

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Bergoglio contro Salvini: non vuole riceverlo e fa sponda col M5S

Ecco perché Salvini e con lui la politica sovranista e identitaria hanno bisogno degli “anti-Bergoglio”. I globalisti l’hanno capito. Nel centro-destra molti sono ancora intrappolati in vecchie logiche superate dai tempi e dalla realtà: tanti fedeli simpatizzano, a vario titolo e in diverse forme con gli “anti-Bergoglio”

Papa Francesco contro Salvini – Matteo Salvini avrebbe cercato a più riprese un incontro con Papa Francesco. Quest’ultimo, però, non solo glielo avrebbe negato, ma starebbe intessendo una tela per fermare l’ascesa della Lega, una strategia che prevede anche un impegno politico dei cattolici contro il Carroccio.
A riportalo è il Fatto Quotidiano, in un retroscena a firma di Carlo Tecce.
Secondo quanto riferisce il giornale diretto da Marco Travaglio, Salvini avrebbe avviato colloqui per un incontro con Bergoglio, ma quest’ultimo gli avrebbe chiuso la porta in faccia con queste motivazioni: “Finché non cambia linguaggio e politiche, io non posso e non voglio stringergli la mano”.

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La campagna elettorale? Tutti contro Salvini

Queste ultime settimane di campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee del 26 maggio sono contraddistinte da una sola cosa: la caccia a Salvini. Una caccia che vede in campo tutti, ma proprio tutti, contro il leader della Lega la cui colpa, fino ad un mese fa, era quella (udite, udite) di aver conquistato la fiducia degli italiani e di essere arrivato in alcuni sondaggi addirittura al 36%.
Una crescita costante che andava fermata. Per primo dal collega di Governo, Di Maio, che in quei sondaggi veniva schiacciato al 20%, se non addirittura sotto, e che allora ha cambiato linea politica e di comunicazione.
A ruota si sono aggiunte Procure, conduttori tv, gente comune (a cui viene dato spazio e visibilità mai viste). Inutile fare considerazioni. Più utile invece preparare un semplice elenco che, meglio di ogni ragionamento, può raccontare in che situazione stiamo andando a votare.
– guerra M5S-Lega
– Caso Siri
– Inchiesta sulle Tangenti in Lombardia (e questa è la più divertente dato che a finire in manette o indagati c’è di fatto lo stato maggiore di Forza Italia in Lombardia, ma si è parlato solo di Fontana, che figura per una cosa minore nelle carte ma che essendo leghista diventa il cattivo numero 1)
 
 
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fonte – https://www.panorama.it/news/politica/la-campagna-elettorale-tutti-salvini/

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LA PORTATA STRATEGICA DEL CONFLITTO LIBICO di F.s.

La Guerra civile libica continuazione di quella Yemenita
Haftar, ospite l’altro ieri a Roma del premier Giuseppe Conte, ha manifestato la volontà di voler continuare l’azione militare contro il Governo di unità nazionale nazionale guidato da Fayez al-Sarraj. 

I testimoni parlano di un comportamento insolente e sfacciato verso il premier italiano, tanto Haftar è solitamente deferente verso i leader di Egitto e Arabia Saudita. Va comunque considerato che mentre il premier Conte si stava intrattenendo con Haftar, l’ambasciatore italiano a Tripoli Giuseppe Buccino Grimaldi si confrontava con il Ministro degli interni del governo di Tripoli sotto attacco, Fathi Bashagha, storico esponente della Fratellanza musulmana e pragmatico consigliere del premier Sarraj.

fonte – https://sollevazione.blogspot.com/2019/05/la-portata-strategica-del-conflitto.html

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