Anche il Missouri è pro life: stop all'aborto oltre l'ottava settimana

Un altro stato americano sceglie di seguire la linea di Donard Trump.
Il Senato del Missouri ha votato favorevolmente a un progetto di legge che istituisce il divieto di aborto, a partire dall’ottava settimana di gravidanza. Si tratta di un primo step, avvenuto nella giornata di ieri, verso l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della nuova legge.  La proposta include eccezioni per situazioni mediche di emergenza (ad es. rischi di vita per la madre), ma non nel caso di gravidanze causate da incesto o stupri.
Con l’avvallo della maggioranza repubblicana e del governatore Mike Parson, il Missouri si aggiunge alla lunga lista di stati conservatori che stanno seguendo la linea politica dettata dal presidente Usa Donald Trump. Da quando il capo della Casa Bianca ha dato il via a un programma politico di restrizioni all’aborto, in America si è riscoperta una coscienza pro life.
Soltanto alcuni giorni fa, ha fatto discutere la decisione della governatrice repubblicana dell’Alabama Kay Ivey, che ha completamente riformulato il diritto all’aborto, anche per le donne che hanno subito stupro o incesto
fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-il-missouri-e-pro-life-stop-allaborto-oltre-lottava-settimana/

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Usa, è bufera per un matrimonio gay nella serie "Arthur"

 
Cristiani e conservatori Usa sul piede di guerra per l’ultima puntata di un celebre cartone trasmesso in 83 Paesi del mondo.
Negli Stati Uniti e in Canada cristiani e politici conservatori sono sul piede di guerra per quanto avvenuto durante l’ultima puntata di un celebre cartone animato destinato agli under 8 anni anglofoni.

 E la protesta si sta allargando anche agli 83 paesi del mondo dove la serie è trasmessa (come il Regno Unito e l’Australia).

Arthur“, la serie animata educativa canadese-americana, pensata per bambini dai 4 agli 8 anni (che dovrebbero essere spinti alla lettura, visto che il cartoon è basato sui libri di avventura di Marc Brown), la più longeva in assoluto degli Stati Uniti, dopo i Simpson, ha iniziato la sua ventiduesima stagione con il “matrimonio” a sorpresa del maestro Ratburn con un altro maschio.
La serie della Pbs (Public Broadcasting Service), ambientata nella città Usa immaginaria di Elwood City, ruota attorno alle vite di Arthur Read, un oritteropo antropomorfo di otto anni, i suoi amici, la sua famiglia e le loro interazioni quotidiane e, dal suo debutto (il 7 ottobre 1996), il cartoon ha trasmesso 239 episodi di mezz’ora (ogni episodio racconta due storie di 11 minuti completamente autonome l’una dall’altra).
La serie animata (seguita solo negli Usa da 10 milioni di spettatori settimanali) ha proposto nel suo ultimo episodio lo sdoganamento del matrimonio omosessuale per i bimbi di questa fascia d’età. Infatti nel corso dell’episodio si vedono Arthur, Francine, Buster e Muffy che scoprono che il loro insegnante di terza fascia, il signor Ratburn, si è fidanzato. Ma gli amici animali sono sorpresi di scoprire che il giorno del matrimonio, il signor Ratburn cammina lungo il corridoio a braccetto con un altro oritteropo maschio, Patrick, un cioccolatiere locale. Mentre le due creature animate percorrono il corridoio, tutti gli ospiti sorridono per celebrare il matrimonio omosessuale. In seguito, gli studenti mangiano la torta, che è stata mostrata in precedenza nell’episodio, con due toppers che assomigliano a Mr. Ratburn e Patrick. Continua a leggere

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Le toghe rosse a caccia di Salvini: “Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”

Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”.
Matteo Salvini, nel corso della presentazione del libro di Carlo Nordio La stagione dell’indulgenza e i suoi frutti avvelenati, avvisa: “Processo più processo meno… rischio 15 anni e li rischierò un’altra volta ma non cambio idea”.
Le toghe rosse vogliono tentare la spallata prima delle elezioni europee.
E, mentre la Sea Watch 3 e la Mare Jonio sono già tornata a solcare il Mediterraneo, il gip Sarpietro ha accolto la richiesta della procura archiviando sul team della Open Arms. Ma solo per le difficoltà nel provare l’associazione a delinquere.
L’inchiesta era stata coordinata dal procuratore distrettuale Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Andrea Bonomo che avevano disposto il sequestro dell’imbarcazione. L’ong spagnola era stata accusata di aver prelevato i clandestini per “portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente”.
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fonte – https://voxnews.info/2019/05/15/le-toghe-rosse-a-caccia-di-salvini-vi-anticipo-che-nelle-prossime-ore-ricomincera-il-balletto-sulle-navi-sequestrate/

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La Ue contro Zingaretti che "discrimina gli zingari"…

Zingaretti discrimina gli zingari. Sembra la legge del contrappasso, ma è quanto rimprovera l’Unione Europa al presidente del Lazio e segretario del Pd. E vorremmo tanto essere solidali con lui e il suo assessore al bilancio, l’ottima Alessandra Sartore, costretta a difendere l’istituzione da una legge di Badaloni…
In pratica, da Bruxelles si svegliano vent’anni dopo per offrire alloggi nostri al popolo rom, che lamenta di venire discriminato. Le case popolari, però, seguono criteri assolutamente normali, come ha ricordato l’assessore alla Pisana, con requisiti necessari come la residenza e lo sfratto. I nomadi non li hanno, nella maggior parte dei casi.
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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/zingaretti-discrimina-gli-zingari-leuropa-decide-sulle-nostre-case-popolari/

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Bannon: "Le elezioni europee provocheranno un terremoto a Bruxelles"

Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump, è convinto di un successo delle forze sovraniste che conquisteranno almeno un terzo dei seggi. Un risultato, questo, che cambierà gli scenari politici del Vecchio Continente
Steve Bannon torna a far sentire la propria voce. Questa volta, l’ex capo stratega di Donald Trump, si sofferma sulle imminenti elezioni europee dicendosi sicuro di una grande affermazione delle forze sovraniste e populiste che cambierà gli equilibri politici a Bruxelles.

Bannon, infatti, è convinto che i partiti della galassia “eurocritica” possano conquistare un terzo dei seggi del nuovo Europarlamento. Ci sarà un “supergruppo di populisti e nazionalisti europei” che potrebbe contare “tra il 33 per cento e il 35 per cento” dei seggi. E questa affermazione “provocherà un terremoto a Bruxelles”. Una scossa che cambierà gli scenari politici del Vecchio Continente.
In un’intervista all’agenzia Dpa, Bannon dice di viaggiare spesso in Europa ma solo in veste di “osservatore”. L’ex consigliere del presidente Usa ribadisce, infatti, di non avere esercitato alcun ruolo in questa avanzata del populismo in Europa.
I leader di questi partiti, spiega, “non avevano bisogno di alcun aiuto. Sanno esattamente cosa fare. Sanno esattamente come motivare la loro base e sono molto concentrati su questo”. Se confermato dalle urne, il risultato sarà ancora più significativo, considerando che solo due anni fa, con la vittoria in Francia di Emmanuel Macron, il populismo era considerato “morto”. A riportarlo in auge, spiega Bannon, hanno contribuito anche i movimenti di protesta come quello dei Gilet Gialli.
L’ex stratega di Trump ha incontrato in Germania il capolista alle elezioni europee di Alternative fur Deutschland (AfD), Joerg Meuthen, del quale è rimasto entusiasta. Ha un “grande talento”, dice Bannon. Quest’ultimo è certo che sarà proprio il partito di destra uno degli astri nascenti della politica europea, nonostante le difficoltà a liberarsi di rigurgiti razzisti e xenofobi.
“Credo che siamo solo all’inizio dell’ascesa di AfD”. Ma il partito deve concentrarsi sul “pericolo cinese” perché quel Paese “sarà un grosso problema in Germania, come lo è già in America”.
fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/bannon-elezioni-europee-provocheranno-terremoto-bruxelles-1696173.html?mobile_detect=false

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Zingaretti chiede una legge per l'eutanasia, ma crescono i malumori nel Pd

La posizione del segretario non piace a tutti
“Penso e spero che si faccia una legge sul fine vita, che preveda anche l’eutanasia“. Nicola Zingaretti prende posizione sui temi etici. Il segretario del Pd, intervistato dal “Corriere Live”, parla a ruota libera su molti temi e arriva a toccare anche quelli relativi al “fine vita”.
Il governatore del Lazio guarda favorevolmente alla proposta di legge, attualmente al vaglio della Camera, presentata mesi fa a Montecitorio dai Radicali di Marco Cappato. Ma il prevalere di posizioni estremamente laiciste, rischia di riportare in superficie storiche spaccature all’interno del Partito Democratico.
Così, a mettere le mani avanti sono i dem più vicini al mondo cristiano: Alfredo Bazoli, Enrico Borghi, Stefano Lepri, Camillo D’Alessandro sono solo alcuni dei deputati Pd, che potrebbero ostacolare la legge in sede parlamentare. Per loro “una legge sul fine vita c’è già, è stata approvata grazie al lavoro del Pd nella scorsa legislatura ed è universalmente considerata un’ottima legge”. “L’eutanasia – sostengono i quattro parlamentari, in replica al segretario – è un tema molto delicato e complesso, su cui anche nel Pd ci sono posizioni differenti, per cui non ci paiono utili forzature”.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/zingaretti-chiede-una-legge-per-leutanasia-ma-crescono-i-malumori-nel-pd/

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Non è colpa dei nazionalismi

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
C’era una volta il nazionalismo. Poi dopo la Seconda guerra mondiale anche i nazionalisti mutarono. Venne fuori il mito dell’Europa Nazione (lanciato da Filippo Anfuso), che fu la bandiera di noi ragazzi dei primi anni Settanta, Adriano Romualdi scrisse un breve pamphlet sul nazionalismo europeo, Maurice Bardéche fu cofondatore del Movimento Sociale Europeo, la destra nazionale si ispirò all’Europa delle patrie di De Gaulle, la destra rivoluzionaria seguì Jean Thiriart della Nazione europea che fondò la Giovane Europa, come Mazzini.
Insomma, il nazionalismo per la destra era acqua passata, glorioso ricordo per taluni, momento storico per altri. Poi è venuta l’Unione europea che dopo gli iniziali entusiasmi ha creato disagi, mortificazioni e rigetto. E ha alimentato, soprattutto nell’est uscito dal comunismo il desiderio di rinazionalizzare. Identità, sovranità, patria. Ma sarebbe un errore diventare anti-europeisti solo perché detestiamo questa specie di Non-Europa. Prima ancora che la destra europea sulla scia del Front National francese, è stata l’Europa stessa ad agitare il fantasma del ritorno dei nazionalismi. Anzi a sentire il racconto dominante di media, partiti e poteri europei, l’Europa corre solo un pericolo: che si riaffaccino i nazionalismi.
Ora vorrei ripercorrere i problemi che patisce l’Europa di oggi. Per cominciare, che c’entra la crisi economica mondiale e nazionale che viviamo da anni, l’espansione del debito, il buco nero della finanza, la disoccupazione e le nuove povertà, col nazionalismo tramontato da tanti decenni o che si affaccia oggi all’opposizione? Non sono piuttosto il frutto di governi, politiche, scelte economiche globali e mercati transnazionali? E poi, la corruzione delle classi dirigenti, la loro diffusa inadeguatezza, la loro cecità e incapacità di guidare e rappresentare gli interessi reali dei popoli, l’abisso tra governati e governanti, tra le istituzioni e i cittadini, sono causati dal nazionalismo o piuttosto nascono dai partiti, regimi, poteri, establishment, modelli politici opposti imperanti in Italia, in Europa e nella globalizzazione? E il presente degrado della vita pubblica, dei nostri centri storici, della cultura e dell’educazione dei popoli, le emergenze ambientali, strutturali, la crisi delle famiglie, del lavoro e del sud, le violenze sessuali, le ingiustizie sociali sono frutti del nazionalismo o piuttosto di processi, mentalità, governi, ideologie, modelli permissivi che sono ai suoi antipodi? Continua a leggere
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Mahmood stupisce tutti: 'Quale Ramadan, io sono cristiano'

Il cantante rappresenta l’Italia all’Eurovision song contest di Tel Aviv.
Che Alessandro Mahmood non fosse una persona facilmente inquadrabile lo si era capito, ma ieri è arrivata l’ennesima conferma. Già in passato avevano fatto discutere le sue affermazioni sulla presenza di razzismo nel nostro paese (“Ma quale razzismo, c’è rispetto in Italia”). Ma in questi giorni, il giovane vincitore dell’ultima edizione del “Festival di Sanremo” ha preso posizioni destinate sicuramente a far discutere.
Impegnato a Tel Aviv, in Israele, dove sabato rappresenterà l’Italia nella finale dell’Eurovision song contest (con buone probabilità di vittoria), Mahmood ha risposto alle domande dei giornalisti stranieri, che gli chiedevano lumi sulla sua identità e sulla sua vita religiosa.
Abbozzando un simpatico “inglese maccheronico”, Alessandro (nato e cresciuto tra Milano e la Sardegna, da madre italiana e padre egiziano, con il quale non ha più rapporti da anni) ha affermato di essere “italiano al 100%”. Ma la risposta più esaustiva è stata data alla domanda “Adesso c’è il Ramadan. Mi domando se anche tu partecipi al Ramadan e come fai?“. Secca la replica di Mahmood che ha affermato con convinzione: “No, non partecipo. Sono cristiano”.
In un mondo in cui la parola “cristiano” è diventata impronunciabile per molti, c’è ancora chi, nonostante la giovane età, ha ancora voglia di definirsi tale davanti agli occhi del mondo
fonte – https://vocecontrocorrente.it/mahmood-stupisce-tutti-quale-ramadan-io-sono-cristiano/

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