Facebook, bufale e media italiani confondono privacy con fake
Ezra Pound e la Teosofia
Ci viene segnalato questo articolo che da cattolici non si può che condividere. Ovviamente non è nostro intento quello di dire che Ezra Pound non abbia scritto belle poesie o altre cose buone in merito alla politica. Certamente, come per tanti altri scrittori, che potremmo definire “di area” occorre usare un certo discernimento. Nel caso di specie, attenzione al retroterra indicato, che non è compatibile con la Fede. (n.d.r.)
Segnalazione del Centro Studi Federici
Trapianti con il virus HIV – Cade il veto
Segnalazione Lega Nazionale Antipredazione degli Organi
www.antipredazione.org
11/04/18 Comunicato n. 6
TRAPIANTI CONDITI CON IL VIRUS HIV
CADE IL VETO
PER DECRETO DELLA MINISTRA LORENZIN
Il 2 agosto 2002 l’ex ministro Sirchia decretava “Per la trasmissibilità conclamata del virus HIV attraverso un trapianto d’organo, sono in ogni caso vietati i trapianti da un donatore positivo per HIV”. Con Decreto 1° febbraio 2018 la ministra Lorenzin, in tempi non leciti (caduta del governo) ha sostituito il diktat di Sirchia col suo: “E’ consentita la donazione di organi da donatore positivo per HIV…a favore di riceventi HIV positivi…”
Ad annunciarlo è il direttore del Centro nazionale trapianti e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 56. Nanni Costa ha spiegato l’importanza di questo protocollo che a suo dire “toglie un fattore di discriminazione al soggetto donatore HIV”. Bontà sua! Un alibi perfetto nella società dei buonisti. Vuoi creare un complesso di inferiorità ad un povero donatore HIV positivo che vuol salvare le vite? Gli neghi il privilegio di essere squartato a fin di bene? Non sia mai, meglio, molto meglio aggravare la situazione del ricevente che oltre al suo HIV si addossa l’HIV del donatore. Così siamo sicuri che ne muoiono due. Ma dare organi infetti a certi malati non è, questa sì, vera discriminazione? Attenzione, da cosa nasce cosa. Il successivo passo sarà HIV per tutti. La prova? L’altroieri è stato eseguito anche il primo trapianto di rene da donatore dializzato.
Non sanno più cosa fare per aumentare il numero dei trapianti e far muovere le mani ai chirurghi. Continua a leggere
Conciliari in Brasile: diventati folli!
Segnalazione di www.unavox.it
di Francesca de Villasmundo

Nella parrocchia di San Gerardo Magela dell’arcidiocesi di Sorocoba, nello Stato di San Paolo, [alla vigilia di Pasqua] l’ostensorio contenente il Santissimo Sacramento è arrivato sulla «tavola» portato da un “drone”, mosso da un ragazzo con l’aiuto di una ragazza, tra gli evviva e gli applausi della folla dei fedeli in delirio.
Il parroco che permette un tale sacrilegio, crede nella Presenza Reale? Ha consacrato le specie del pane e del vino?
E’ più che concepibile che si abbiano dei seri dubbi sulla validità di tali cerimonie Novus Ordo, avvilenti spettacoli di un mondo conciliare diventato folle!
Il Concilio ha voluto aprire la Chiesa cattolica al mondo, adattare la fede ai «fratelli separati», parlare il linguaggio contemporaneo… il risultato è un’apostasia per niente silenziosa, ma rumorosa e volgare, sacrilega e blasfema.
Report di lunedì 16/4 ore 21.00 su Rai3: "I signori delle autostrade". Da non perdere!
Sempre sul Corriere di Verona di oggi anche la notizia per cui dopo l’inchiesta di Report sulle antenne abusive sulla Torricella Massimiliana, il Demanio ha ordinato lo sgombero delle antenne rimaste. Evidente l’utilità del sequestro disposto qualche mese fa dal pm Ottaviano, che ha velocizzato una situazione a dir poco stagnante… (n.d.r.)

«I signori delle autostrade» andrà in onda lunedì e si preannunciano polemiche
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https://corrieredelveneto.corriere.it/verona/politica/18_aprile_12/venezia-02-03-b7corriereveneto-web-veneto-442b65b2-3e23-11e8-a8dd-46d02be0458a.shtml Continua a leggere
Quarantenni di oggi: una generazione di precari
di Massimo Caruso

Fonte: Il Faro sul Mondo
La vita comincia a quarant’anni. Quelli della mia generazione se lo sentivano dire spesso da bambini, magari dai quarantenni di allora che, già a quell’età, profumavano di pensione. La stessa pensione che la mia generazione, una generazione di precari a vita, vedrà molto tardi o forse non vedrà mai.
Non si vuol fare invettiva, ma dati alla mano, la fascia d’età dai 35 ai 49 anni si è di fatto trovata invischiata in una situazione drammatica dalla quale sarà duro uscire senza affrontarne le conseguenze e le relative spese. Le profonde ferite provocate da questa terribile macelleria sociale hanno già un costo ed il conto che arriverà negli anni a venire sarà ancora più salato.
I costi che già si affrontano sono di tipo economico, sociale e sanitario. I costi che si affronteranno saranno prevalentemente di tipo politico, perché quella stessa politica che ha creato questa immane trappola e che non è riuscita tuttora a disinnescarla, dovrà fare in modo di mettere assieme i cocci di una generazione mandata in frantumi già dalla sua prima sortita nel mondo del lavoro. Appunto, una generazione di precari.
I numeri sono impietosi: in Italia, da dicembre 2016 a dicembre 2017, gli occupati di età compresa tra 35 e 49 anni sono calati del 2,1%, per un totale di circa 204mila persone. Il risultato peggiore tra le varie fasce d’età, se si considera che, nello stesso periodo, la fascia tra 25 e 34 anni, ha registrato perdite per lo 0,7%. Continua a leggere
Fiction e geopolitica, come lo storytelling racconta il reale
di Carlo Freccero

Fonte: Formiche.net
“Le serie sono una forma di geopolitica, riescono a far capire il reale più del reale” e se a dirlo e Carlo Freccero non si può che credergli. Autore televisivo, scrittore, massmediologo ed esperto di comunicazione politica, in una conversazione con Formiche.net approfondisce un tema a lui caro, lo storytelling politico, partendo dalla fiction americana, capace, spiega Freccero, di anticipare i tempi più di qualsiasi altra forma di comunicazione, anche l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Mentre in Italia…
Ha detto che la fiction è più vera del vero, cosa significa?
È molto semplice, si deve intendere la fiction come storytelling critico del reale. Per questo, in qualche modo è capace di anticipare questo reale, perché sa afferrare lo spirito del tempo. Se io penso e leggo Hause of Cards, che era il ritratto perfetto del clintonismo nelle sue declinazioni, era inevitabile che poi Trump arrivasse. E non solo. Un altro esempio clamoroso di come le serie abbiano riscritto il potere è 24, che aveva anticipato già l’11 settembre, quello che viene chiamato lo stato d’eccezione, e potrei continuare. Ma c’è un dato di fatto molto importante, ossia che la politica degli Usa si può capire attraverso la visione critica della serialità americana, che smaschera, fa un debunking feroce della realtà che i giornali mainstream non sono capaci di fare. Continua a leggere
Attacchi sulla Siria: le fallite bugie americane sulle armi di distruzione di massa e “l’approccio israeliano”
di Tony Cartalucci

Fonte: Comedonchisciotte
Gli Stati Uniti non sono riusciti ad ottenere il sostegno pubblico per un attacco in Siria come risposta ad un presunto attacco con armi chimiche a Douma, nord-est di Damasco. Sembra quindi che abbiano immediatamente aggirato l’ONU ed il diritto internazionale, dando il compito ai propri delegati a Tel Aviv di svolgere per proprio conto gli attacchi iniziali contro la base aerea siriana T-4.
La CBS, nel suo articolo “Gli Stati Uniti negano l’attacco missilistico in Siria, la Russia dice che è stata Israele“, afferma:
I missili hanno colpito una base aerea nella Siria centrale lunedì mattina. Il Pentagono ha però sùbito smentito le affermazioni dei media siriani, secondo i quali gli attacchi sono stati “un’aggressione americana”. Dopo che un gruppo di monitoraggio sulla guerra ha dichiarato che negli attacchi sono stati uccisi dei miliziani sostenuti dall’Iran, la Russia ha accusato i jet israeliani.
Un attacco israeliano è comunque un attacco americano
Indipendentemente da chi abbia effettivamente condotto l’attacco, questo è stato ordinato dagli Stati Uniti. Continua a leggere
Il vaso di coccio israeliano tra i vasi di ferro occidentale ed eurasiatico
Questo sito aderisce agli ashtag #iostoconassad e #iostoconputin
di Alastair Crooke

Fonte: Aurora sito
La recente serie di eventi porta Israele a ripiegarsi; o almeno, a una profonda riflessione esistenziale, nel settantesimo anniversario della fondazione. La profondità di questa introspezione piuttosto ansiosa è diventata esplicita nella discussione ospitata da Yediot Ahronoth, il più importante giornale israeliano, tra sei ex-capi del Mossad, il servizio d’intelligence israeliano. L’irruzione più diretta in questo stato d’animo cupo era la dichiarazione alla Knesset(parlamento) secondo cui la popolazione tra Giordania e mare era esattamente bilanciata, 6,5 milioni per parte, tra israeliani e palestinesi. Certo, l’uguaglianza demografica si sarebbe verificata a un certo punto, lo sapevano tutti. Non è quindi una sorpresa; ma è uno schiaffo della realtà, nondimeno. Queste cifre furono pubblicate dalle IDF e sono quindi difficili da contestare. Questo momento di realtà riduce così la capacità di certi israeliani di persistere col pio desiderio che i palestinesi sia assai di meno. Questa svolta enormemente simbolica è qui, è arrivata. La domanda su quale tipo di Stato sarà Israele non è più teorica. Uno dei sei ex-direttori del Mossad, Pardo, rispondeva alla domanda qual è, secondo lei, la peggiore minaccia alla sicurezza nazionale israeliana?: “La peggiore minaccia, è il fatto che tra il mare e il fiume Giordano c’è un numero quasi identico di ebrei e non ebrei. Il problema centrale dal 1967 ad oggi è che Israele, per l’intera dirigenza politica, non ha deciso che Paese essere. Siamo l’unico Paese al mondo che non ha definito i propri confini. Tutti i governi vi si sono sottratti… Se lo Stato d’Israele non decide ciò che vuole, alla fine ci sarà uno Stato unico tra mare e Giordano. Questa è la fine della visione sionista“. Continua a leggere



