Feltri, ecco perché nessuno vincerà le elezioni e tornare a votare non servirà a nulla

Feltri, ecco perché nessuno vincerà le elezioni e tornare a votare non servirà a nulladi Vittorio Feltri
Paolo Mieli sul Corriere della Sera ha scritto un ponderoso articolo per dimostrare che probabilmente le prossime elezioni politiche non forniranno al Paese una maggioranza stabile capace di esprimere un governo duraturo. Ha ragione. A meno che dalle urne non esca un miracolo che dia a un partito voti a sufficienza per menare il torrone. Non sarà così, almeno esaminando gli attuali sondaggi. Che spesso sbagliano previsioni, ma sono indicativi delle tendenze in atto. Ciò che sorprende è che, nonostante le incertezze a cui siamo di fronte, ogni coalizione e ogni singola forza si esprimono con la sicumera di chi ha già vinto le consultazioni. Il Pd di Renzi non ha dubbi: crede di avere in tasca il primato.
Il centrodestra idem: i berlusconiani, vedendo Silvio spadroneggiare sulle Tv, sono persuasi di rinascere e pensano addirittura di essere pronti ad entrare a Palazzo Chigi. Non parliamo dei Cinque Stelle dello spocchioso Di Maio, che predica tutti i dì come fosse De Gaulle e si immagina investito della carica di presidente del Consiglio, una sorta di redentore proveniente dalle scuole serali frequentate male. Poi rimangono le terze e quarte gambe nonché alcune zampe, tra cui spiccano gli illusi di Grasso ossia Liberi e Uguali, talmente presuntuosi da puntare alla rinascita del Rosso Antico, un comunismo straccione e sbracato esistente solo nelle menti allucinate della sinistra di risulta.
La specialità dei leader e dei leaderini è fare i conti senza l’ oste. Avanzano lancia in resta e non sanno dove andare né con chi. Il Pd si è autodistrutto per volere dei nostalgici di Botteghe Oscure, che hanno demolito i democratici in odio al giovane fiorentino. Invece di aiutare il segretario a fare meno cazzate hanno commesso la grande cazzata di seppellirlo insieme con l’ intera compagnia progressista. Quelli di Forza Italia si sono rinvigoriti grazie all’ immortale Cavaliere, però non hanno realizzato che privi di Salvini e della Meloni valgono meno del 20 per cento, pertanto sono tributari della Lega e dei Fratelli d’ Italia, in assenza dei quali valgono poco. Continua a leggere

Condividi

Si prospetta vero motivo del conflitto tra Israele e Libano:giacimenti gas in mare

Segnalazione di F.F.

Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, sostiene che il gas del Mediterraneo orientale appartiene a loro, Israele, non al Libano.
Il giacimento di gas del Mediterraneo orientale che è stato messo in licitazione (gara) dal Libano e che dovrebbe essere appaltato da un consorzio internazionale di società energetiche, secondo Liberman, appartiene ad Israele, lo ha dichiarato mercoledì lo stesso ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman.

“Loro [il Libano] stanno annunciando un bando sull’assegnazione del giacimento del gas, compreso il Blocco 9, che è nostro per qualsiasi definizione”, ha detto Lieberman in una conferenza a Tel Aviv.

Il ministro israeliano ha affermato che le aziende rispettabili che partecipano alla gara di appalto hanno commesso un grave errore, poiché il loro coinvolgimento nel progetto contraddice qualsiasi regola e pratica.

A dicembre, il governo libanese ha approvato le disposizioni per il diritto di esplorare due blocchi energetici, ovvero Block 4 e Block 9, in Libano, al consorzio del produttore russo di gas naturale Novatek con France’s Total e l’Eni dell’Italia.Il Libano ha lanciato la sua prima asta di licitazione per la produzione di petrolio e gas a gennaio 2017, aprendo cinque dei dieci blocchi del Mediterraneo per le offerte internazionali.
Il Libano, insieme a Israele, Cipro ed Egitto, si trova nel bacino del Levante nel Mediterraneo orientale, dove sono stati rivelati nuovi giacimenti di gas nel 2009. Due blocchi offshore dalle coste libanesi si trovano ora in un triangolo di territorio marittimo rivendicato anche da Israele.

Una parte del giacimento spetterebbe alla Palestina ma rimane certo che sarà Israele a pretenderne lo sfruttamento così come abitualmente fatto per tutto quello che appartiene alla Palestina, come fonti d’acqua, risorse agricole e territorio.Adesso la pretesa di Israele è quella di assegnarsi l’intero giacimento e di escludere il Libano. Questo spiega anche la rinnovata ostilità del governo israeliano nei confronti del Libano, di cui fra l’altro Israele occupa una porzione di territori che non ha mai voluto restituire alla sovranità libanese.
Fonte: www.controinformazione.info
L’opinione dell’autore può non coincidere totalmente con la posizione della redazione.

Continua a leggere

Condividi

Febbraio 1945: i 30 frati massacrati dai comunisti in Bosnia

Segnalazione del Centro Studi Federici

Bosnia Erzegovina: i 30 martiri di Široki Brijeg nel ricordo di Fr. Jozo Zovko
 
Durante la dominazione turca della Bosnia-Erzegovina, dodici francescani originari dell’Erzegovina e provenienti da Kresevo in Bosnia, decisero di costruire un monastero nella loro terra d’origine, come segno della fede, e scelsero la località di Široki Brijeg. Si sistemarono in questo piccolo villaggio e, dopo aver comprato a caro prezzo un grande appezzamento di terreno, iniziarono a costruire la chiesa dedicandola alla Madonna Assunta in Cielo. Subito iniziarono anche i lavori per edificare il monastero e successivamente un edificio da adibire a seminario.
Nelle vicinanze edificarono un centro scolastico che comprendeva anche una scuola ginnasiale ove i frati insegnavano alle giovani generazioni della Bosnia-Erzegovina. Venne pure costruita una casa per tutti quelli che venivano da lontano per frequentare la scuola. Così il luogo divenne un centro culturale cristiano ed il santuario si trasformò in un simbolo per l’Erzegovina. Esattamente cento anni dopo il monastero veniva distrutto e devastato.
E’ successo così: il 7 febbraio 1945, i partigiani comunisti decisero di distruggere dalle fondamenta il simbolo cristiano e sradicare dal cuore del popolo la fede cattolica e la benevolenza e la riconoscenza verso i frati francescani.

Continua a leggere

Condividi

Verona, Bacciga sui fatti di Macerata: "Criminale è lo stato"

Sul caso di Macerata, il consigliere comunale Avv. Andrea Bacciga ha scritto un post su Facebook, che non è sfuggito a L’Arena ed agli avversari politici. Ad attaccarlo in questo articolo odierno però non è il Pd, non i centri sociali, non LEU, ma…i tosiani, che nell’articolo accanto a quello sotto riportato attaccano pure per la locandina pro “tutti i matrimoni” tolta dall’Arsenale dopo che era stato fatto presente da parte dell’Assessore al patrimonio Edi Maria Neri che la linea di questa maggioranza è solo per il matrimonio tra persone di sesso diverso, come prevedono, peraltro, anche la Costituzione, il diritto e la legge Cirinnà, che non parifica le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio.
Continua a leggere

Condividi

Camion per la Vita, medicina prenatale e …. il prossimo tour di Gianna Jessen in Italia!

di Toni Brandi
Qualche giorno fa è finito il tour del nostro “camion per la vita”: ha sensibilizzato migliaia di persone sulle conseguenze dell’aborto (in particolare sulle donne), portando in giro per Roma durante dieci giorni il seguente manifesto:
Ecco una foto del camion davanti a S. Pietro:

La settimana scorsa inoltre ha avuto luogo la nostra conferenza stampa con il prof. Giuseppe Noia della Fondazione il Cuore in una goccia onlus, nella quale abbiamo presentato una alternativa portatrice di speranza per molte madri tentate dall’aborto: la medicina prenatale e perinatale.
In quell’occasione ProVita (grazie a voi sostenitori!) ha potuto offrire il suo contributo concreto ad iniziative di diagnosi, di terapia e di cura in favore di bambini nel grembo materno.
Se guardiamo invece a questo mese di febbraio, abbiamo davanti a noi eventi molto importanti…
Il 16 febbraio comincia un altro tour di ProVita con Gianna Jessen, testimone prolife di fama internazionale, sopravvissuta all’aborto.

  • Verona, 16 / 17 febbraio: la prima tappa di Gianna sarà proprio al Palazzo della Gran Guardia, in Piazza Bra, a Verona, e darà la sua testimonianza tra gli interventi degli altri relatori della prima giornata del Festival della Vita (che ti abbiamo annunciato nei giorni scorsi: clicca qui per il programma). Dopodiché il tour continuerà nei seguenti luoghi…
  • Genova, 18 febbraio: Sala Quadrivium, Piazza Santa Marta 2, ore 18:00;
  • Prato, 21 febbraio: Auditorium Camera di Commercio, via Pelagatti 17, ore 21:00;
  • Padova, 22 febbraio: Piccolo Teatro Don Bosco, via Asolo 2, ore 21:00;
  • San Zenone degli Ezzelini (TV), 25 febbraio: Centro Polivalente “La Roggia”, via Caozocco 10, ore 20:00.

E’ la quinta volta che Gianna Jessen viene con ProVita in Italia a dare la sua testimonianza per la vita. In ogni occasione le sale sono stracolme di persone desiderose di ascoltarla e di parlarle.
Ci auguriamo, in occasione del triste 40° anniversario della legge 194 sull’aborto, di rendere – insieme a te –  il 2018 un anno di riscossa nella lotta per la Vita! Continua a leggere

Condividi

La Vera Vita è la Vita Cristiana, questa vita non è la vera vita

Questo sito è cattolico, sedevacantista e identitario. Qualora vengano pubblicati scritti di persone che non aderiscono alla nostra posizione dottrinale, significa che ciò che scrivono nel tale specifico pezzo è interessante o condivisibile dal punto di vista cattolico, teologico-dottrinale o morale o di mera notizia. Non siamo manichei né settari. Non entriamo nelle dispute di altri, se non espressamente interpellati o chiamati in causa direttamente o indirettamente. Vale per ogni articolo, conferenza o atto pubblico del Circolo Christus Rex – Traditio. Questa precisazione è di carattere assolutamente generale. Nessuno la senta rivolta a se stesso.

Scritto e segnalato da don Curzio Nitoglia
Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla.
L’uomo ha anche un’anima spirituale, dotata di intelligenza per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, ma oltre alla vita umana naturale vi è anche una vita soprannaturale, dono gratuito di Dio, che perfeziona la vita naturale e la fa partecipare mediante la grazia santificante, in maniera finita e limitata, alla vita stessa di Dio, per cui “questa vita non è la vera vita”, essa è una preparazione alla vera vita che è quella eterna la quale ci attende nell’aldilà… … … Continua a leggere  Continua a leggere

Condividi

Le false libertà del '68

di Marcello Veneziani
Le false libertà del '68
Fonte: In Terris
l 1968 non è una data come tante. È come una lapide fissata sul percorso della storia. Che sancisce un prima e un dopo. Ma una lapide significa anche altro. È una pietra tombale su un mondo, su una serie di valori e di costumi, di linguaggi e di sistemi, messi in discussione e in parte estirpati dal vortice rivoluzionario innescato da un irrefrenabile impulso di contestazione verso tutto ciò che rappresentava autorità, disciplina, identità.
In Terris ha intervistato sul tema lo scrittore e filosofo Marcello Veneziani, che dieci anni fa diede alle stampe un libro dall’eloquente titolo “Rovesciare il ‘68” (ed. Mondadori).
Su quale forma di libertà si poggiava ideologicamente il ’68?
“La libertà assume nel ’68 il significato globale di liberazione. Liberazione del soggetto, della sessualità repressa, dei popoli oppressi, degli istinti e degli impulsi incatenati. Liberazione dallo Stato e dalla Norma, dalla Famiglia e dai suoi obblighi e rituali, liberazione dai vincoli di ogni tipo, elogio dell’infedeltà e del camaleontismo come mutazione permanente. È la passione per l’illimitato, la libertà come vietato vietare, come desiderio di creazione e di autocreazione permanente, senza alcun confine. Ma dietro la promessa della liberazione da tutto, dietro la marcusiana denuncia della tolleranza repressiva (proprio quel Marcuse che aveva scritto un saggio sulla liberazione), si celava nel ’68 anche il suo rovescio arrogante, l’intolleranza permissiva; ovvero permissivismo estremo ma guai a chi non accetta il nuovo comandamento della liberazione e della contestazione. Quel fondo di intolleranza dette vita poi all’estremismo politico, alla violenza del radicalismo, alla giustificazione di regimi come quello di Mao e di Pol Pot, che nel nome della rivoluzione culturale e della liberazione da ogni passato, compirono stermini che nemmeno Hitler e Stalin insieme hanno compiuto”. Continua a leggere

Condividi

Polonia: premier difende 'legge Shoah'

 © EPAA museo famiglia polacca uccisa da nazisti perchè nascose ebrei

(ANSA) – VARSAVIA, 2 FEB – Continua la battaglia del governo polacco in difesa della cosiddetta legge della Shoah approvata da Varsavia con la quale si può condannare coloro che attribuiscono alla nazione o allo stato polacco la corresponsabilità per i crimini nazisti.
CONTINUA SU  http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/02/02/polonia-premier-difende-legge-shoah_974cc9d5-7957-4553-959c-3884ee31c555.html Continua a leggere

Condividi

Il nigeriano e il buonista

di Giampaolo Rossi
ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.
Il primo è un criminale. 
Il secondo è un idiota.
Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile. Continua a leggere

Condividi

Italia invasa da delinquenti

Venerdì 2 febbraio 2018 – Festa della Candelora (Presentazione del Signore Gesù al Tempio) 
di Nino Spirlì
1Omicidio_PamelaMastropietro_ViaSpalato_FF-4Innocent Oseghale, nigeriano
Innocent Oseghale, nigeriano. Permesso di soggiorno scaduto. Immondo spacciatore e feroce assassino.
Uno per tutti!
… Per tutti i delinquenti che abbiamo importato negli ultimi cinque anni da ogni latrina del globo. Impastate a pochi poveracci (usati come specchietto per le allodole), sono sbarcate da pittoreschi barconi, che fanno tanto “fuga dalla povertà”, e da comode navi, modello “ventre di mamma ong”, decine, centinaia di migliaia di farabutti e assassini africani, mediorientali e asiatici. Brutti ceffi, spesso terroristi, che NON scappano da guerre e pestilenze, ma da mandati di arresto stampati nei Paesi dove sono nati e dove hanno commesso chissà quale sorta di lurido delitto, chissà quale reato, chissà quale atrocità. Di questi stronzi non sappiamo nulla. Né il vero nome, né il vero luogo di nascita, né la fedina penale. Sappiamo solo che vengono bene in foto di gruppo, piangenti e imploranti mentre sono stipati su improbabili natanti salpati dalle coste libiche e diretti nel Paese di Bengodi, l’Italia puttana del terzo millennio. Questo residuo di Bel Paese, ormai ridotto ad un letamaio, nel quale ognuno fa legge a sé.
Tutti, tranne gli Italiani, ai quali non è consentito altro che sopravvivere in silenzio. Ai quali, anzi, è VIETATO anche sopravvivere. Qui, gli Italiani devono morire e basta. E se non lo fanno spontaneamente, ci pensano i Kabobo, gli Oseghale, le centinaia di clandestini delinquenti clandestini, privi della pur minima possibilità di essere veramente individuati,  identificati, rispediti nelle (loro) patrie galere. Sicuramente più galere delle nostre. Continua a leggere

Condividi
1 268 269 270 271 272 273 274 293