L’eterno comunismo
Segnalazione Arianna editrice
di Marcello Veneziani

Fonte: Marcello Veneziani
Neanche il più ottuso e fanatico dei neofascisti si è mai spinto a parlare del fascismo eterno. Lo ha fatto invece il più acuto e fanatico degli antifascisti perenni, Umberto Eco. Che vent’anni fa, di fronte alla solita menata del fascismo tornante (che tornava dunque venti, trenta, quarant’anni, cinquant’anni fa, e venti, trenta, quaranta, cinquanta giorni fa) scrisse un testo sull’Ur-fascismo che la Sgarbi rilancia ancora una volta, sperando di sfruttare la sindrome antifascista, altrimenti nota come boldrinite o fianorragia.
Visto che la storia e la cultura qui non c’entrano, ma solo la psicosi, la paranoia e la loro speculazione, ci siamo divertiti ad applicare il discorso di Eco al comunismo. Echeggiando il suo testo, non fa una grinza in versione ur-comunismo. Ossia il comunismo è eterno, non è finito col Muro di Berlino, con la caduta dell’Urss o con la mutazione del Pci in Pd, ma è vivo e lotta insieme a noi.
Il proletario si chiama oggi migrante, la rivoluzione si denomina accoglienza, le classi da riscattare sono oggi le femministe, i neri, gli omosessuali e i rom. E chi non la pensa come noi, ur-comunisti, va bandito dalla società civile, va criminalizzato ed eliminato da tutti i consessi e insieme a loro tutti quelli che fanno il gioco delle forze reazionarie in agguato. Continua a leggere




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