L’eterno comunismo

Segnalazione Arianna editrice
di Marcello Veneziani 
L’eterno comunismo
Fonte: Marcello Veneziani
Neanche il più ottuso e fanatico dei neofascisti si è mai spinto a parlare del fascismo eterno. Lo ha fatto invece il più acuto e fanatico degli antifascisti perenni, Umberto Eco. Che vent’anni fa, di fronte alla solita menata del fascismo tornante (che tornava dunque venti, trenta, quarant’anni, cinquant’anni fa, e venti, trenta, quaranta, cinquanta giorni fa) scrisse un testo sull’Ur-fascismo che la Sgarbi rilancia ancora una volta, sperando di sfruttare la sindrome antifascista, altrimenti nota come boldrinite o fianorragia.
Visto che la storia e la cultura qui non c’entrano, ma solo la psicosi, la paranoia e la loro speculazione, ci siamo divertiti ad applicare il discorso di Eco al comunismo. Echeggiando il suo testo, non fa una grinza in versione ur-comunismo. Ossia il comunismo è eterno, non è finito col Muro di Berlino, con la caduta dell’Urss o con la mutazione del Pci in Pd, ma è vivo e lotta insieme a noi.
Il proletario si chiama oggi migrante, la rivoluzione si denomina accoglienza, le classi da riscattare sono oggi le femministe, i neri, gli omosessuali e i rom. E chi non la pensa come noi, ur-comunisti, va bandito dalla società civile, va criminalizzato ed eliminato da tutti i consessi e insieme a loro tutti quelli che fanno il gioco delle forze reazionarie in agguato. Continua a leggere

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Tirannide a Norimberga

Segnalazione Arianna Editrice
di Paul Craig Roberts – 14/01/2018
Tirannide a Norimberga
Fonte: Come Don Chisciotte
Il  simulacro di processo in Norimberga contro un gruppo in qualche modo arbitrario di 21 nazisti superstiti nel 1945-46 è stato uno spettacolo orchestrato dal giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Robert Jackson, che era il procuratore capo. Poiché sono stato per lungo tempo ammiratore di Jackson, ho sempre pensato che avesse fatto un buon lavoro.
La mia ammirazione per Jackson viene dalla sua difesa della legge come scudo del Popolo piuttosto che come arma nelle mani del governo e dal suo sostegno al principio giuridico conosciuto come “Mens Rea”; ovvero un delitto (per essere considerato tale-N.d.T.) richiede la volontarietà. Cito sovente  Jackson per la sua difesa di questi principi giuridici che sono il fondamento stesso della libertà. In effetti ho citato Jackson nella mia recente cronaca del 31 luglio. La sua difesa della legge come controllo sui poteri del governo gioca un ruolo centrale nel libro che ho scritto con Lawrence Stratton, “La tirannia delle buone intenzioni”. Continua a leggere

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Spia USA in Russia: meglio non toccarli affatto i russi

George Friedman il fondatore di una delle più grandi e famose società di intelligence private del mondo, la Statfor, ha deciso di raccontare le sue impressioni dopo un viaggio in Russia.
A seguito della sua visita, Friedman si è reso conto che gli Stati Uniti non comprendere appieno la Russia ed è improbabile che lo facciano in futuro.
Allo stesso tempo, egli ammette che le azioni americane contro la Russia sono ora troppo inefficaci e non portano l’effetto desiderato.

“I russi a livello di geni sono più duri degli americani”, ha detto l’esperto.

Inoltre, Friedman sottolinea che in questo momento le sanzioni occidentali contro la Russia sono quasi inutili e non hanno alcun effetto sulla Russia ma agiscono negativamente sugli Stati Uniti e l’Europa.In conclusione egli ha osservato che nel caso di azione militare degli Stati Uniti contro la Russia ai soldati americani sarà fornito un solo preciso piano d’azione: o uccidere immediatamente i russi o non toccarli affatto. E dato che è molto difficile uccidere i russi, Fridman consiglia vivamente di non cercare lo scontro con loro.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201801165522879-racconto-viaggio-agente-russia/ Continua a leggere

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Leader abortista olandese, premiata dalla "Santa Sede" con la medaglia di San Gregorio Magno

di Marco Tosatti
Secondo notizie rimbalzate sui social media, e un video in cui la protagonista conferma il fatto, Lilianne Ploumen avrebbe ricevuto la medaglia di cavaliere dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno.
La notizia è stata data ufficialmente prima da questo sito, il LepantoInstitute, e poi rilanciata su altre piattaforme. Lilianne Ploumen, già ministro olandese per il commercio e lo sviluppo alla cooperazione, è particolarmente attiva nella diffusione a livello mondiale dell’aborto, e dei diritti delle associazioni LGBT.  Nel video afferma che la medaglia “è un’alta distinzione dal Vaticano, dal Papa”. Un anno fa, dopo che Donald Trump aveva deciso di sospendere i fondi destinati alle organizzazioni che promuovono l’aborto all’estero, Ploumen ha creato una nuova ONG, chiamata “She decides” (Lei decide) raccogliendo oltre 300 milioni di dollari. Nell’ottobre in un articolo sul Financial Times aveva scritto che “la politica regressiva dell’America sull’aborto è una calamità per i diritti delle donne e delle ragazze che il resto del mondo deve contrastare”.
Ploumen è stata direttrice dei programmi di Cordaid, un’agenzia di aiuti cattolica olandese dal 2004 al 2007, che fu accusata di fornire fondi a Planned Parenthood, la multinazionale americana degli aborti, e fornire contraccettivi.
Nel settembre 2017 Ploumen faceva parte del gruppo centrale LGBTI delle Nazioni Unite. Nel febbraio 2010 aveva incitato attivisti LGBT a intervenire e interreompere una messa nella cattedrale di San Giovanni Battista, recando triangoli rosa e cartelli con la scritta “Gesù non esclude nessuno”. Era contraria all’insegnamento morale della Chiesa sull’omosessualità.
L’ordine equestre di San Gregorio fu stabilito nel settembre 1831, e viene conferito a persone per il loro servizio personale alla Santa Sede e alla Chesa cattolica romana, tramite uno sforzo inusuale, il loro appoggio alla Santa Sede e i loro eccellenti esempi offerti nelle loro comunità e Paesi.
Fonte: http://www.marcotosatti.com/2018/01/13/ploumen-leader-abortista-olandese-premiata-con-la-medaglia-di-san-gregorio-magno-dalla-santa-sede/ Continua a leggere

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Meno immigrati e meno tasse. Ecco le priorità degli italiani

di Francesco Curridori
I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti
Gli sbarchi sembrano essere diminuiti ma la preoccupazione degli italiani verso i migranti continua.
I sondaggisti concordano che una linea più dura nei confronti dell’immigrazione, in questa campagna elettorale, sia dirimente per il 25-30% dei votanti.
Per il 20% dell’ elettorato di centro-sinistra (circa due milioni di italiani orientati a sinistra) vedono con allarme la condivisione con famiglie di immigrati di strumenti di welfare come la sanità pubblica e gli alloggi popolari. “L’ immigrazione è il secondo tema più sentito dagli italiani dopo quello del lavoro che tuttavia lo distanzia nettamente. Si tratta di un argomento trasversale che tocca soprattutto le fasce medio-basse della popolazione”, spiega al Messaggero Enzo Risso, direttore dell’ istituto demoscopico triestino SWG. Se il lavoro è considerato la prima emergenza dal 54% degli italiani, un freno all’immigrazione è gradito al 28% degli elettori. Non solo. Il tema delle tasse è considerato il più importante (58%) ma “Pensare prima agli italiani” è il secondo per ordine di importanza (48%) e contribuisce a determinare la scelta di voto del 30% degli italiani. “Una linea più dura come quella rappresentata dallo slogan Fermare gli immigrati raccoglie un consenso inferiore del 5% circa rispetto al più morbido Pensare prima gli italiani”, aggiunge Risso. Secondo Antonio Noto, direttore di Ipr, “il contrasto all’ immigrazione piace moltissimo agli italiani ed è una molla più forte al Nord che al Sud e molto robusta nelle periferie dei grandi centri urbani. Sarà certamente uno dei temi che determinerà il risultato delle elezioni del 4 marzo”. Continua a leggere

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Presentata la mappa con i Paesi più e meno religiosi del mondo

Il britannico Telegraph ha presentato la mappa del livello di religiosità nei vari Paesi del mondo.
La mappa è stata redatta sulla base di tre sondaggi di WIN/Gallup International condotti nel 2008, 2009 e 2015. Ciascuno degli intervistati ha risposto “sì” o “no” alla domanda se si considera religioso.
Come mostra la mappa, le regioni più religiose sono l’Africa e il Medio Oriente, anche se il Sud-Est Asiatico e l’America Latina non sono molto staccate
Il Paese in assoluto più religioso è l’Etiopia, dove il 99% degli abitanti si considera credente; va notato che nel Paese ci sono sia cristiani sia musulmani. Hanno la stessa percentuale di persone che si dichiarano credenti il Malawi, il Niger, lo Sri Lanka e lo Yemen. In Somalia i credenti sono il 98%, in Afghanistan il 97%.

L’Europa occidentale, settentrionale e centrale sono in maggioranza atee, anche se la Polonia si mostra fuori tendenza con l’86% di persone che si considerano religiose.

La religione è importante in molti Paesi dell’Europa meridionale: il 74% degli italiani e il 71% dei greci si considerano persone religiose.
D’altra parte i Paesi meno religiosi includono il Giappone (13%), l’Estonia (16%), la Svezia (19%), la Norvegia (21%) e la Repubblica Ceca (23%), tuttavia la Cina supera tutti con solo il 7% di credenti.
In Russia il 70% dei cittadini si considera religioso. In Ucraina questa cifra è pari al 73%, mentre per la vicina Bielorussia i dati mostrano una netta discrepanza: solo il 34% si dichiara credente. Negli Stati Uniti si considerano religiosi il 56% degli abitanti.

Fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201801165523289-Telegraph-religione-fede-ateismo/ Continua a leggere

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POLEMICA dei compagni sodomiti sul convegno di domani di Costanza Miriano

di Redazione

Il Consigliere Comunale di Verona Andrea Bacciga e “Christus Rex – Traditio” ironizzavano su Facebook nei giorni scorsi, usando il titolo di un libro presentato all’Università di Verona,  ovvero“Dillo tu a mammà”, organizzato da una sottosezione dell’Arcigay, aggiungendo la frase “che per ogni vostro convegno noi ne faremo 100!”.
Il Corriere di Verona, inserto del Corriere della Sera, che non era presente alla conferenza stampa di presentazione a Palazzo Barbieri, ha preso a pretesto quello scambio di battute social per aizzare la polemica (come da articolo sopra riportato). E che polemica sia!
L’Amministrazione Comunale patrocina e sostiene le nostre idee sulla Famiglia, non quelle dei diversamente etero. Di più, con il suo programma il Sindaco Federico Sboarina ha, di fatto, riportato d’attualità le mozioni pro famiglia tradizionale già votate dal Consiglio Comunale scaligero nel lontano 1995, grazie al supporto ed all’opera d’influencers dei tradizionalisti cattolici.
Stabilito questo, va detto che in merito la città di Romeo e Giulietta è tornata isola felice, pur in un contesto generale, nazionale e internazionale ove la sovversione dell’ordine divino e naturale è stata legittimata. Sebbene a fruire di questa sorta di legalizzazione, stando ai dati, sia stata una grande operazione propagandistica, ma solo una minoranza della minoranza sodomita ne abbia approfittato. Altre sarebbero state le priorità, in primis le famiglie numerose. Quindi noi sosteniamo il Consigliere Comunale Andrea Bacciga che intende portare anche in Università la voce della famiglia come sancita dal diritto naturale e dalla Costituzione italiana. Già Pio XII ne elogiava l’art. 31 nel suo discorso ai rappresentanti delle famiglie numerose del 20/01/1958. Del resto, ci siamo, aumentiamo il proselitismo, non vorranno avere l’esclusiva e propinare soltanto l’ideologia gender… Continua a leggere

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Il ’68, quell’anno che pesa ancora

di Marcello Veneziani
Il ’68, quell’anno che pesa ancora
Fonte: Marcello Veneziani
Cinquant’anni fa, di questi tempi, prendeva corpo e aria la Contestazione globale, che poi diventò più semplicemente il ’68. Sarà il tormentone di quest’anno, ani è già iniziato.
Il ’68 fu l’ultima rivoluzione in Occidente anche se non fu cruenta, non buttò giù stati, poteri e regimi e non cambiò il sistema che voleva abbattere. Ma mutò radicalmente i costumi e il linguaggio, la scuola e l’università, la famiglia e il rapporto tra le generazioni, il sesso e il ruolo femminile.
Tutto questo non avvenne nel 1968, ma quell’anno fu considerato l’apice, il punto d’avvio, benché segnali lo avessero preceduto. Il ’68 fu un evento che designò poi un’epoca. Cambiò il mondo.
Se credete alle coincidenze simboliche, nel ’68 morirono tre simboli della vecchia Italia che credeva in Dio, nella patria e nella famiglia: Padre Pio, il santo da Pietrelcina, Giovannino Guareschi, il cantore del mondo piccolo di don Camillo e di Peppone, e Vittorio Pozzo, il mitico commissario della nazionale che vinse due campionati mondiali e faceva cantare ai calciatori prima di giocare gli inni patriottici. Era il loro doping, come le stimmate di Padre Pio e il Candido di Guareschi. Continua a leggere

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