Storico russo documenta le stragi di Stalin. Rischia il manicomio come ai tempi dell'Urss

Perizia psichiatrica per Yuri Dmitriev: potrebbero condannarlo a 15 anni
di Luigi Guelpa
Sarà pur vero che morto uno Stalin se ne fa un altro, ma metterlo in discussione è come toccare un cavo scoperto dell’alta tensione.
Vladimir Bechterev, lo psichiatra che il 22 dicembre 1927, dopo averlo visitato al Cremlino, accertò la presunta paranoia del dittatore, venne ucciso pochi giorni dopo.
Lo avvelenarono al buffet del Bolshoi, tra le musiche del teatro e la folla ignara che spingeva nel foyer. Novant’anni dopo è lo storico di fama internazionale Yuri Dmitriev a rischiare la pelle dopo aver reso pubbliche alcune scoperte sui crimini commessi dal leader sovietico. La vicenda è a dir poco surreale: il 61enne docente è accusato dalla procura di Stato di essere malato di mente e pedofilo e per queste ragioni nei prossimi giorni verrà sottoposto a una perizia psichiatrica, l’ennesima in pochi mesi. I magistrati di Mosca sostengono che abbia coinvolto sua figlia di 11 anni in pedo-pornografia, che sia in possesso illegalmente di armi da fuoco e che abbia compiuto atti di depravazione con il coinvolgimento di un minore. Continua a leggere

Condividi

Democrats Expand 'Dreamer' Amnesty Plan to Include Millions of Parents

Segnalazione Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2017/12/GettyImages-819606862.jpg

‘It is the only game in town. There is no other bill,’ says GOP amnesty proponent, Sen. Jeff Flake

TO BE CONTINNUED:
http://www.breitbart.com/big-government/2018/01/11/democrats-extend-dreamer-amnesty-plan-include-millions-parents/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180111 Continua a leggere

Condividi

L’Europa senza radici ora abbatte anche le chiese

Segnalazione di F.F.
La ruspa entra in azione, si muove inesorabile e colpisce con la durezza dell’acciaio il muro della chiesa di San Lamberto, piccolo tempio cattolico della cittadina di Immerath nella Renania Settentrionale-Vestfalia.In due giorni, la chiesa si è trasformata in un cumulo di macerie. Al suo posto nient’altro che uno spazio vuoto, che servirà per espandere la vicina miniera di carbone di Garzweiler. Alcuni dicono che servirà per un nuovo deposito, altri per allargare le vie di accesso. Ed è questo il motivo della demolizione, decisa già dal 2013, quando il tribunale federale decise che le ragioni della popolazione locale, degli ecologisti e di coloro che lottavano per mantenere in piedi una vecchia chiesa (sconsacrata ma nel cuore dei fedeli locali), fossero meno importanti dell’interesse pubblico ad aumentare la capacità estrattiva di quella miniera di carbone. Oggi, quella chiesa costruita dalla comunità cattolica locale nel 1893 già non esiste più.
E con essa, va detto, se ne va anche un pezzetto di Europa che si sta lentamente facendo parte per cedere all’impeto della modernità, della produzione, dei ritmi frenetici del mercato. Un’Europa che preferisce allargare un deposito di carbone piuttosto che mantenere in piedi una struttura che, dopo più di un secolo, rimaneva lì, a ricordare che una tradizione religiosa, ma prima ancora culturale, esisteva e dovrebbe continuare ad esistere.

Purtroppo questo non è il primo caso di vecchie chiese sconsacrate e abbattute per le leggi del mercato. E in questo, è la Chiesa, quella con la “c” maiuscola, ad esserne in qualche modo complice. Se si rendono i templi dei luoghi soggetti alle più fredde leggi del mercato, è chiaro che una chiesetta di paese, sempre meno frequentata e con pochi sacerdoti a disposizione, diventa un costo e non una risorsa. Ma può un tempio, di qualunque fede, così come un monumento civile, diventare oggetto di mercato e trasformarsi in una mera questione di convenienza? A questa domanda, purtroppo, l’Europa sta già rispondendo positivamente. La Francia in questo è purtroppo all’avanguardia. Nonostante la presenza del cristianesimo da circa 1500 anni, molte chiese, specialmente quelle più piccole e periferiche, sono lasciate all’incuria e all’abbandono. Continua a leggere

Condividi

Vaticano, lettera anonima sullo Ior: "Complotto contro Bergoglio"

In Vaticano è arrivata una lettera anonima. Il contenuto riguarderebbe lo Ior. Per alcuni ambienti vaticani è in atto un “complotto contro Bergoglio”
Una lettera anonima è stata inviata per mail a diciassette dipendenti del Governatorato del Vaticano e a due diocesi della città di Roma.
di Giuseppe Aloisi

Ha scritto al riguardo Massimo Franco sul Corriere della Sera che la missiva “…vuole essere un atto di accusa contro il direttore dello Ior, Gianfranco Mammì. E ancora che:”La forma, riferisce chi ha avuto modo di scorrere la lettera, sarebbe quella di una «confessione» nella quale il dirigente bancario si scuserebbe per una serie di episodi, alcuni pubblici e altri molto privati, avvenuti durante la sua carriera: molti dei quali riguardano proprio la sua attività presso l’Istituto per le Opere di religione”. Mammì, nel frattempo, avrebbe negato l’esistenza di qualsiasi legame tra la sua persona e la lettera anonima. La faccenda, quindi, potrebbe risultare più complicata del previsto. Lo Ior, peraltro, è stato recentemente interessato da due allontanamenti. Il direttore generale aggiunto Mattietti, che era stato nominato contemporaneamente a Mammì, è stato allontanato a causa di “violazioni amministrative”, ragioni che non sono state ulteriormente specificate. Il 17 giugno del 2017, poi, si era dimesso il supervisore generale Libero Milone. La causa? Secondo Milone sarebbero avvenute “minacce di arresto”.
L’autore della missivia, però, non sarebbe ancora stato rintracciato né si conoscerebbe il computer dal quale sarebbe partito il testo in questione. L’ombra dell’ipotesi di un complotto contro Bergoglio, quindi, si allunga su tutta questa storia: “I collaboratori di Francesco – ha scritto sempre Massimo Franco nell’articolo citato – sostengono che si tratta di un’ operazione tesa a screditare il suo papato; e a mostrarlo caotico e inquinato da veleni e faide interne come nell’ultima fase di quello di Benedetto XVI, che si dimise, esasperato, nel febbraio del 2013. E ancora:”Il problema è che la confusione è difficile da ignorare. In un anno, i vertici finanziari ai quali erano state affidate le riforme sono stati decapitati. Il 19 giugno del 2017 si dimise il supervisore generale Libero Milone, che era stato scelto personalmente da Jorge Mario Bergoglio due anni prima per fare pulizia nei conti vaticani; e tre mesi dopo Milone rivelò che le sue non erano state dimissioni consensuali, ma provocate da minacce di arresto. E nello spazio dell’ ultimo mese è saltato Mattietti e ora si muove un “corvo” per colpire Mammì, che col suo vice avrebbe avuto seri contrasti a causa di una gestione definita troppo «personalistica» dello Ior”. Un’eminenza di “lungo corso”, poi, sosterrebbe che alla base di tutto ci sia un disegno messo in atto da certi ambienti americani. Il Papa sarebbe finito per essere “attenzionato” da questi poteri oscuri a causa delle sue prese di posizione nei confronti del modello economico capitalista. Complotto o no le finanze vaticane continuano a rimanere centrali nelle cronache giornalistiche: il C9, il minidirettorio cardinalizio istituito da Papa Francesco per riformare la Curia romana, è stato accusato di non aver ancora riformato quanto promesso. George Pell, invece, il prefetto della Segreteria per l’economia del Vaticano, si trova attualmente in Australia dove deve difendersi da accuse di abusi sui minori e da quelle di aver coperto altri casi di questo tipo. La confusione, in ogni caso, sembra lungi dall’essere indimostrabile.

Continua a leggere

Condividi

Europa: prospettive nel 2018, tre possibilità per il cambiamento

L'outlook per l'Europa di ArtemisSegnalazione Wall Street italia
di Paul Casson (Artemis)
Nel 2017 ha cominciato a manifestarsi un mutamento dei fondamentali a livello globale. La crescita è accelerata in tutte le regioni dell’economia globale. I segnali di inflazione nell’eurozona erano tali da indurre la BCE a considerare la possibilità di ridurre gradatamente gli acquisti di titoli.
In molti casi però è parso che gli investitori avessero passato buona parte del 2017 a rimanere ancorati ai timori deflazionistici del passato anziché prendere atto della nuova realtà economica. Infatti, ci sono stati lunghi periodi in cui il valore delle azioni costose con una crescita più lenta (ma meno sensibile al ciclo economico) degli utili è salito più di quello di azioni con prezzi convenienti ma con una crescita più rapida degli utili.
Quando i tassi di interesse scendevano, l’acquisto di azioni di crescita secolare o simil-obbligazionarie funzionava, grazie appunto a bassi tassi di interesse e ad un basso tasso di inflazione. Tali azioni in genere non rendono bene quando i tassi di interesse invece salgono. Quindi, se il 2017 è stato l’anno in cui le condizioni economiche hanno cominciato a cambiare, è possibile che il 2018 sia l’anno in cui gli investitori in Europa cominciano a adeguarsi alla nuova realtà macroeconomica? E quali altri cambiamentipotrebbe avere in serbo il 2018? Continua a leggere

Condividi

Quelli che ‘la disoccupazione è tornata ai livelli del ‘77’

di Maurizio Blondet

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/01/bagnai-disoccupazione.png

Alberto Bagnai il Secolo d’Italia, ma anche il sito di SEL (trovate le differenze), ma anche l’Unione Sarda, ma anche l’AGI, ma anche Milano Finanza, ma anche tanti altri, hanno diffuso pochi giorni fa …

CONTINUA SU:
https://www.maurizioblondet.it/la-disoccupazione-tornata-ai-livelli-del-77/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjcw%3D%3D&refsrc=email&iid=babd2296762e4409a911d2ce7c98e569&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

Condividi

Sempre più pesante la censura nella Cina comunista


Segnalazione di Corrispondenza Romana
Pesante nel 2017 la censura esercitata dalle autorità di controllo in Cina, ancor più che in passato: 128mila i siti oscurati perché ritenuti «pericolosi», altri sono stati multati, 30.900.000 le pubblicazioni ed i libri confiscati, 1.900 sono state le persone arrestate. A comunicarlo, è stata l’agenzia statale Xinhua. Per cadere sotto la scure del regime, basta diffondere notizie non autorizzate o critiche più o meno velate al partito comunista. L’avvento al potere di Xi Jinping, cinque anni fa, ha peggiorato la situazione. Continua a leggere

Condividi

La “sedazione profonda”: forma mascherata di suicidio assistito?


del Prof. Roberto de Mattei

Marina Ripa di Meana, la provocatoria esponente del jet set italiano morta a Roma il 6 gennaio 2018, ha scelto per morire la sedazione palliativa profonda, manifestando le sue ultime volontà in un video-testamento: «Dopo Natale le mie condizioni di salute sono precipitate. Il respiro, la parola, il mangiare, alzarmi: tutto, ormai, mi è difficile, mi procura dolore insopportabile: il tumore ormai si è impossessato del mio corpo. Ma non della mia mente, della mia coscienza. Ho chiamato Maria Antonietta Farina Coscioni, persona di cui mi fido e stimo per la sua storia personale, per comunicarle che il momento della fine è davvero giunto. Le ho chiesto di parlarle, lei è venuta. Le ho manifestato l’idea del suicidio assistito in Svizzera. Lei mi ha detto che potevo percorrere la via italiana delle cure palliative con la sedazione profonda. Io che ho viaggiato con la mente e con il corpo per tutta la mia vita, non sapevo, non conoscevo questa via. Voglio lanciare questo messaggio per dire che anche a casa propria, o in ospedale, con un tumore, una persona deve sapere che può scegliere di tornare alla terra senza ulteriori e inutili sofferenze. Fallo sapere. Fatelo sapere».

La scelta della sedazione profonda è stata suggerita dunque a Marina Ripa di Meana da Maria Antonietta Coscioni, una parlamentare di sinistra, fondatrice dell’Istituto Luca Coscioni, che si batte da anni per l’eutanasia e il suicidio assistito. Tra le due forme di fine vita, ha affermato la stessa Coscioni, in un’intervista a la Repubblica, esiste «una discriminante precisa». Nella sedazione profonda «non si somministra un farmaco che porta alla morte in un tempo ben preciso, che nel suicidio assistito può essere cronometrato. Il tempo di sedazione profonda, invece, dipende dalle condizioni del malato, che passa le sue ultime ore in un sonno profondo». Continua a leggere

Condividi

La befana dei migranti discrimina gli italiani

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Gli italiani sono sempre più disprezzati, sfruttati e resi sudditi dei poteri stranieri (con la complicità della nostra classe politica)
di Antonio Socci

Ormai da tutte le parti arrivano sberle sugli italiani. Perfino all’incolpevole Befana hanno fatto discriminare i poveri italiani. E’ accaduto ieri a Napoli dove il vescovo […] Crescenzio Sepe, aderendo a un’iniziativa del MCL, ha consegnato regali a 500 bambini immigrati delle varie etnie presenti a Napoli per – appunto – la Befana dei migranti.
E gli italiani? Esclusi. A Napoli non esistono famiglie italiane povere i cui fanciulli meritano quei regali? Strano, perché i dati Istat ci dicono il contrario: i nostri poveri assoluti in Italia, dal 2006 al 2016, sono passati da 2,3 milioni a 4,7 milioni. E i “poveri relativi” sono più di 8 milioni. Ma evidentemente loro – essendo italiani – non meritano attenzione.
Quello napoletano è solo l’ultimo episodio di una tendenza alla penalizzazione o addirittura alla discriminazione degli italiani, che […] ha raggiunto livelli tragicomici.
Continua a leggere

Condividi
1 281 282 283 284 285 286 287 293