Il "cardinale" Parolin alla Lega: noi insisteremo a predicare a favore dei migranti

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – Il giorno dopo l’exploit elettorale della Lega che ha impostato la campagna elettorale contro i migranti, il Segretario di Stato vaticano ha fatto sapere che la Santa Sede continuerà a predicare come ha sempre fatto a favore dell’accoglienza e delle porte aperte dell’Europa ai migranti. «La Santa Sede sa che deve lavorare nelle condizioni che si presentano. Noi non possiamo avere la società che vorremmo, non possiamo avere le condizioni che vorremmo avere. Quindi credo che, anche in questa situazione, la Santa Sede continuerà la sua opera di educazione, che richiede molto temp». Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, commenta con l’agenzia dei vescovi Sir – a margine dell’incontro della Commissione internazionale cattolica sulle migrazioni  – i risultati delle elezioni politiche.

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 http://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3589405.html Continua a leggere

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La FSSPX si rifiuta di ordinare i Cappuccini di Morgon

CRONACHE DALLA GALASSIA “TRADIZIONAL-CONSERVATRICE”
di Christian Lassale


Pubblicato sul sito Medias Presse info

 


La novità è confermata: il Superiore generale della Fraternità San Pio X ha appena informato i Cappuccini di Morgon del suo rifiuto di conferire il sacerdozio a due diaconi cappuccini che dovevano essere ordinati a giugno prossimo.
Non è la prima volta.
Già nel 2012, Mons. Fellay aveva rifiutato l’ordinazione dei candidati dei Domenicani di Avrillé e dei figli di San Francesco. Motivo: la loro attitudine «non affidabile» circa il preambolo dottrinale che avrebbe dovuto concludere il ricollegamento della FSSPX con la Roma conciliare, preambolo che Mons. Fellay ritirò qualche mese dopo.
Il motivo invocato per il rifiuto del 2018 è ancora un problema di fiducia.
Fin da giugno 2016, i Cappuccini avevano fatto conoscere il loro disaccordo alle autorità della Fraternità che cercavano di concludere un accordo puramente canonico con Roma. Un tale accordo, in effetti, passava sopra le gravissime divergenze dottrinali, le quali obbligano invece a considerare le attuali autorità romane come sospette di eresia. (FOSSE SOLO UN SOSPETTO! “CONTRA FACTA NON VALET ARGUMENTUM”, PER NOI DI CHRISTUS REX L’ERESIA MANIFESTA DEI CHIERICI CONCILIARI SI E’ SPINTA COSI’ AVANTI DA DIVENIRE UNA CHIESA PARALLELA A QUELLA CATTOLICA, N.D.R.)
Poco tempo prima, il Padre Antoine, Guardiano del convento di Morgon, aveva dichiarato in un video realizzato da Medias Presse Info -TV di non poter «celebrare e partecipare a questo giubileo della Misericordia», visto che esso celebrava ad un tempo una falsa misericordia e i 50 anni del concilio Vaticano II.
Una tale dichiarazione aveva indisposto Menzingen, che da parte sua incoraggiava pubblicamente questa celebrazione.
Ciò che ha anche fortemente corrucciato i Superiori della Fraternità è un supposto intollerabile atto di carità praticato dall’Ordine mendicante, che ha osato accogliere o talvolta semplicemente aiutare alcuni confratelli in freddo con il loro Superiore generale per la loro non condivisione della linea «accordista» di Menzingen.
Ma l’elemento chiave è stato il sostegno dato dalle comunità tradizionali amiche ai sette Decani, quando questi espressero, nel maggio 2017, le loro riserve sull’«affare dei matrimoni». Infatti, non era tanto Roma che riconosceva i nostri matrimoni, quanto la Fraternità che piazzava tutti i matrimoni della Tradizione sotto l’egida del nuovo Codice di Diritto Canonico, inaccettabile in materia.
Anche in questo caso si passava sopra alla vera natura dello stato di necessità generato dalla crisi della Chiesa. Da qui il sostegno unanime delle comunità amiche ai sette Decani.
Certuni hanno pensato che il «giro elettorale» di Mons. Fellay di fine ottobre 2017 presso tutte comunità amiche, fosse un segno di pacificazione o quanto meno di tregua, in attesa del Capitolo generale del luglio 2018. Don Bouchacourt, che accompagnava Mons. Fellay in questo giro, l’aveva affermato chiaramente.
Si constata in effetti che non si è trattato di questo, malgrado il dito puntato dello stesso Mons. Fellay che oggi reclama con forza: «lealtà, lealtà, io voglio lealtà» (sic!).
Si rassicuri, Mons. Fellay, la mancanza di lealtà non è certo il difetto dei Cappuccini di Morgon, né dei sacerdoti che non condividono le recenti opinioni di Menzingen.
Per convincersene, basta ricordare cos’è la vera lealtà, descritta recentemente così bene dal generale Pierre de Villiers (nel libro «Servir», prologo):

«La vera lealtà consiste nel dire la verità al proprio capo. La vera libertà consiste nell’essere capaci di farlo, quali che siano i rischi e le conseguenze. Lyautey [generale Louis Hubert Gonzalve Lyautey] affermava: “Quando sento scattare i talloni, vedo gli spiriti che si chiudono». La vera obbedienza non ha niente a che vedere con l’obbedienza cieca; questa è l’obbedienza per amicizia. […] La lealtà non è lo spirito cortigiano, né l’assenso continuo a ciò che può essere utile per farsi benvolere. Talvolta il silenzio è prossimo alla vigliaccheria. La lealtà perde la sua legittimità non appena comincia il legalismo.»


Per tornare ai nostri cari Cappuccini, questi, come al solito, non si lamenteranno. Accetteranno questa nuova umiliazione come una piccola partecipazione alla prossima Passione di Nostro Signore. E non cadranno neanche nella grossolana trappola che è stata loro tesa: aspetteranno, piuttosto che sollecitare l’aiuto di un «altro vescovo», così Menzingen non potrà dire «vedete, l’avevamo detto, sono loro che hanno rotto».
Poiché la corda è fin troppo grossa, più grossa del cordone che portano i nostri cari religiosi, così grossa che lo stesso piccolo Marcellino di “Pane e vino” la noterebbe senza problemi.

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Timbro bergogliano per gli scismatici cinesi?

Members of the congregation clean the unofficial catholic church after Sunday service in Majhuang village, Hebei Province, China, December 11, 2016. Picture taken December 11, 2016. REUTERS/Thomas Peter
Segnalazione del Centro Studi Federici

Jorge Mario Bergoglio prosegue il cammino ecumenico avviato dai suoi predecessori sulla scia del Vaticano II. Il suo motto è di andare sempre “avanti” malgrado le differenze dottrinali, per abbracciare tutti i “battezzati”. Dopo l’attenzione rivolta ai valdesi, agli evangelisti, ai lefebvriani della Fraternità San Pio X, ecc., è la volta degli scismatici cinesi inquadrati nell’Associazione Patriottica Cinese, fantoccio nelle mani della Repubblica Popolare Cinese. E’ dal 1957 che i cattolici cinesi, fedeli alla Chiesa Romana, sono perseguitati dal regime comunista e “invitati” ad aderire alla “chiesa” patriottica, con vescovi nominati dal governo. Ora questi vescovi, colpiti dalla scomunica di Pio XII, attendono il riconoscimento di Bergoglio. Sembra che manchi solo un timbro.

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Antipapa Francesco dice che Iddio non può essere Dio senza l'uomo

Antipapa Francesco dice che Iddio non può essere Dio senza l'uomo

lifesitenews.com
“Dinnanzi alle folle adunate in Piazza San Pietro Papa Francesco ha oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) nuovamente stimolato appelli di chiarificazione, dichiarando:

‘Iddio non può essere Dio senza l’uomo.’.

Durante la sua udienza generale del Mercoledì il Papa parlava leggendo un testo. Secondo dei teologi aventi conversato con Life site news, esiste un pericolo per il quale la frase medesima venga colta in maniera erronea.
Nel contesto, il Papa ha dichiarato:

‘Cari fratelli e sorelle, giammai siamo soli. Possiamo essere lontani, ostili, potremmo anche professarci senza Dio, ma il Vangelo di Gesù Cristo ci rivela che Iddio non può stare senza di noi: mai sarà Egli un Dio senza l’uomo; è Lui che non può stare senza di noi e questo è un mistero grande! Iddio non può essere Dio senza l’uomo: grande mistero è questo!’.

Un altro rinomato teologo Cattolico laico conosciuto da Life site news, desiderante però l’anonimato, ha spiegato: Continua a leggere

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Roma, la Basilica di S. Pietro sarà profanata dai vespri degli eretici anglicani

ECUMANIA BLASFEMA E ANTICATTOLICA

http://www.lastampa.it/rw/Pub/p4/2016/11/25/VaticanInsider/Foto/RitagliWeb/4WK34KM56364-kzeF-U11001178262998SmB-1024x576%40LaStampa.it.jpg

La celebrazione in programma il 13 marzo, in occasione del cinquantesimo anniversario del dialogo tra Chiesa cattolica (conciliare, n.d.r.) e anglicana

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http://www.lastampa.it/2017/02/07/vaticaninsider/ita/news/nella-basilica-di-san-pietro-per-la-prima-volta-i-vespri-anglicani-zaHvZUQXpFfr2NVBEJZLIP/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook Continua a leggere

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Torino: troppo clamore, rinviato il ritiro spirituale per omosessuali

https://www.avvenire.it/c/2018/PublishingImages/04174fc4af60430aaf455d1e065ce223/juzzolo133_59106508.jpg

L’arcivescovo (conciliare, n.d.r.) Nosiglia: contro l’iniziativa parole tendenziose. A rischio persone con situazioni dolorose e delicate

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https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/rinviato-ritiro-spirituale-per-omosessuali-torino?utm_content=bufferf5918&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer Continua a leggere

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La neochiesa conciliare getta la maschera

Dopo la notizia riportata da La Stampa il 3/2/2018 e ripresa anche da noi: Lezioni di fedeltà per i fidanzati gay. La diocesi: ritiro spirituale in convento
Segnalazione di www.unavox.it 
di Belvecchio


Nosiglia concelebra con i suoi preti
 
MA CHI SERVONO COSTORO?
Anno dopo anno abbiamo parlato di cervello all’ammasso, di volontaria rinuncia all’uso dell’intelligenza, di deviazione dottrinale e di soggezione al mondo, ed eravamo convinti di star denunciando a sufficienza la deriva che ha intrapreso questa neochiesa abortita dal Vaticano II.
Cinquant’anni sono passati da quando le gerarchie ancora cattoliche decisero di stravolgere ogni cosa e iniziare un percorso che portasse dalla teolatria alla omolatria, capovolgendo ogni cosa che ci era stata insegnata da Nostro Signore e ci era stata trasmessa dagli Apostoli.
In questi cinquant’anni, passo dopo passo, è stata inventata una nuova religione che non rende più culto a Dio, ma all’uomo.
Era inevitabile: percorrendo questa strada in discesa, che invece di mirare al Cielo guarda con sempre più compiacenza alla terra… era inevitabile la sempre più profonda immersione nella terra, nell’umano, fino a spingersi nel profondo e nell’infraumano, nel subumano. Non più in alto, verso le vette che sfiorano il cielo, ma in basso, verso gli abissi che lambiscono l’inferno.
Ed alla fine eccoci arrivati: a Torino preti e vescovi gettano la maschera e confessano a tutti che l’inferno, non solo l’hanno lambito, ma ci sono entrati a pieno titolo, compiaciuti, si sono prostrati ai piedi di Belzebù e sono ritornati in Curia ad amministrare il culto del demonio.
Un lungo percorso, confessa il prete incaricato: dal cardinale Poletto a Monsignor Nosiglia, ma infine il primo passo è stato fatto: benedizione curiale per gli omosessuali, e ritiro in convento per dei moderni diabolici esercizi spirituali nel corso dei quali si istruiranno meglio gli omosessuali a fare gli omosessuali, amandosi fedelmente con la benedizione delle autorità ecclesiastiche, che con l’occasione offriranno loro ogni maledizione elargita dal demonio e prenoteranno loro un posto nelle tenebre esteriori, dove sarà pianto e stridore di denti.
Il prete benedice-maledice, il vescovo benedice-maledice, gli interessati sono compiaciuti perché non sanno cosa li aspetta nell’aldilà e il demonio si frega le mani perché è riuscito a fare un altro passo avanti, con tanto di paramenti vescovili.
Ovviamente, il diabolico ritiro spirituale si terrà in un convento di suore, perché non si dica mai che il vescovo non abbia pensato a predisporre anche la demonizzazione delle religiose… sarebbe stata un’ingiusta discriminazione… non solo i preti indemoniati, anche le suore vanno debitamente infettate e aiutate a portarsi al servizio del demonio.
E per non farsi mancare niente, il diabolico ritiro si terrà il 24 e il 25 febbraio, rispettivamente festa di San Mattia Apostolo e seconda Domenica di Quaresima, perché non si dica che non si tratti di un vero ritiro penitenziale, dove i nuovi preti della nuova chiesa conciliare faranno battere il petto agli omosessuali per aver osato credere in Dio e li inizieranno al vero culto del demonio: raccontando loro, come dice il prete incaricato della bestemmia, «del valore della fedeltà e dell’amore, alla luce del messaggio biblico», ovviamente del “messaggio biblico” demoniaco.
Il l’insegnamento bi-millenario della vera Chiesa di Cristo? «un controsenso» dichiara il nuovo prete moderno al servizio di Satana, … la Chiesa deve «fare una riflessione sul valore dell’affettività omosessuale».
Quante volte abbiamo ricordato l’abominio della desolazione che sarà nel luogo santo, di cui parla Gesù stesso (Mt. 24, 15), e sempre si è formata in noi una vaga idea di quello che avrebbe potuto rappresentare, ebbene, questa diabolica iniziativa della diocesi di Torino ce ne fornisce un esempio pratico ed eloquente: il vizio condannato da Dio, il peccato contro natura che grida vendetta al cospetto di Dio, portato in trionfo in convento e sublimato ad onore e gloria di Satana.
Ci siamo arrivati: la neochiesa conciliare ha gettato la maschera e ci dice apertamente che non è più al servizio del vero Dio, ma è al servizio del demonio e spiana la strada all’avvento dell’Anticristo.
Non serve altro commento, né altra conclusione: ogni vero credente in Cristo, se vuole preservare la salvezza della sua anima, deve fuggire come la peste questa nuova chiesa del demonio, con i suoi falsi preti, i suoi falsi vescovi e i suoi falsi papi.
Vade retro Satana!

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Lezioni di fedeltà per i fidanzati gay. La diocesi occupata dai conciliari: ritiro spirituale in convento

http://www.lastampa.it/rw/Pub/p3/2015/07/22/Societa/Foto/RitagliWeb/5db374390ca71a06f65db2edec91fdbf-kpXE-U11012210659996gXH-1024x576%40LaStampa.it.jpg

Torino, l’iniziativa del delegato dell’arcivescovo (CONCILIARE, N.D.R.): “Meritate un amore esclusivo”

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http://www.lastampa.it/2018/02/03/italia/cronache/lezioni-di-fedelt-per-i-fidanzati-gay-la-diocesi-ritiro-spirituale-in-convento-azEXT943ny4kEGIrfNKcvI/pagina.html Continua a leggere

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I Conciliari: «Tra luterani e cattolici è stato raggiunto un consenso sulla dottrina della giustificazione»

A lato i vespri ecumenici di Bergoglio/Badoglio della Fede Cattolica
Segnalazione di F.F.
di Francesca de Villasmundo
Nella Chiesa conciliare, il 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo Apostolo, è diventato un pretesto per celebrare, o meglio incensare, l’ecumenismo sincretista, facendo coincidere la cosa con la chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Ogni anno, a questa data, i papi conciliari vanno a cantare i «Vespri» di questa bella festa dell’Apostolo nella Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, in compagnia di rappresentanti delle chiese protestanti e ortodosse. Nell’occasione, essi annunciano sempre lo stesso messaggio dell’«unione nella diversità», fondamento dell’ecumenismo modernista che è solo un’apostasia in regola con le dottrine eretiche.
Papa Francesco non ha derogato, ovviamente, a questa «tradizione» ecumenica. Anzi ha compiuto un nuovo passo lungo il cammino che è stato percorso a partire dal Vaticano II, cammino connotato dall’abbandono della dottrina cristiana per mettersi in sintonia col mondo e con i «fratelli» separati!
Ai Vespri erano presenti dei rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli e dell’arcivescovo di Canterbury, con in più quest’anno una delegazione evangelica luterana finlandese, che era stata ricevuta la mattina da Francesco in Vaticano. A questi, Francesco aveva rivolto parole molte ricche di significato per l’avvenire…  Continua a leggere

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Bergoglio apre le porte alla “teologia queer”?


N.B.: In questo articolo si presenta la neochiesa conciliare come fosse la Chiesa cattolica e si usano i titoli ecclesiastici cattolici per i conciliari. Gli argomenti trattati faranno capire ampiamente al lettore che questa NON può essere la Chiesa Cattolica fondata da N.S. Gesù Cristo (N.d.R.)
Segnalazione Corrispondenza Romana

di Lupo Gori

Papa Francesco apre le porte della Chiesa cattolica alla “teologia queer”? La domanda sorge spontanea dopo aver appreso che a guidare gli imminenti e oramai tradizionali esercizi spirituali di Ariccia rivolti allo stesso Papa Bergoglio e ai membri della Curia romana è stato chiamato il sacerdote-poeta portoghese José Tolentino de Mendonça, conosciuto per essere un fan di Suor Maria Teresa Forcades i Vila,  una teologa nota per le sue posizioni “queer” che proprio in questi giorni si trova in Italia per presentare il suo libro “Siamo tutti diversi! Per una teologia Queer” (Castelvecchi Editore).

Come riferisce l’Osservatore Romano, i prossimi esercizi spirituali di Quaresimain programma dal 18 al 23 febbraio ad Ariccia presso la Casa del Divin Maestro, saranno infatti tenuti dal sacerdote-poeta, vicerettore dell’università cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio consiglio della cultura, che ha scelto come tema della sua meditazione l’«Elogio della sete». Continua a leggere

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