Gli spin doctor, ecco chi pilota l'informazione

Un esperto di comunicazione come Marcello Foa spiega chi davvero comanda e detiene le redini dei giochi

di Marcello Foa

https://www.vvox.it/wp-content/uploads/2018/04/marcello-foa.jpg

L’ultimo libro di Foa: l’informazione è manipolata al 70%, ma la gente se n’è accorta. E si sta stufando

CONTINUA SU:
https://www.vvox.it/2018/05/01/le-stregonerie-degli-spin-doctor-ecco-chi-pilota-le-notizie/ Continua a leggere

Condividi

Verona, 26/04 Fortezza Europa: SERGIO RAMELLI, LA VIA DA NON SCORDARE

di Redazione
Su iniziativa del Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga e con il patrocinio del Comune di Verona (Presidenza del Consiglio), l’Associazione Culturale Fortezza Europa (di cui fa parte anche il nostro Matteo Castagna) organizza una serata per ricordare il sacrificio di Sergio Ramelli, giovanissimo militante del Fronte della Gioventù, trucidato con una chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia, ovvero dalla barbarie comunista, davanti a scuola, a Milano. Tra la zona stadio e la stazione, a Verona, da alcuni anni ci sono una via ed una targa a lui dedicate. Sergio morì, dopo un mese di agonia, il 29 Aprile 1975. Anche quest’anno a Milano, Domenica 29 Aprile migliaia di persone, tra cui una nostra delegazione, lo ricorderanno.

COMMENTO E FOTO DELLA CONFERENZA SI POSSONO VEDERE SU:

https://www.facebook.com/fortezzaeuropa/?hc_ref=ARSp_GmwS-9-B mAJ85pOXdsPV6oDUp9Izm69IgYeqw4crFazjS3om4in1fFslB5c60&fref=nf Continua a leggere

Condividi

Il come ed il perché del Populismo

di Umberto Bianchi
Il come ed il perché del Populismo
Fonte: Ereticamente
Al termine di un confronto elettorale decisamente serrato, il verdetto uscito dalle urne ha, indiscutibilmente, premiato tutte quelle formazioni che, in qualche modo, si rifanno o sono considerate esse stesse “populiste”. Il riferimento vale sia per la Lega che per il Movimento 5 Stelle, il Presidente Usa Trump, la transalpina Lady Marine Le Pen, che, nel più recente passato per la Forza Italia dei tempi d’oro ed, addirittura, in tempi recentissimi, come da qualcuno azzardato, anche per il Renzi della primigenia versione “rottamatoria”. Un termine nella cui accezione è stato incluso un po’ di tutto ed il suo contrario.
Ma cosa intendiamo esattamente per “populismo”? Quale è l’esatta accezione politica in cui va collocato questo termine, oggidì tanto di moda? A volersi rifare alla lettera della storia dei movimenti politici, per “populismo” si intendono una serie di movimenti che, a fine Ottocento si svilupparono in disparati contesti. In Russia il Populismo fu rappresentato dai “narodnjki”, i cui più autorevoli esponenti furono il colonnello e professore di matematica dell’Accademia militare Pëtr Lavrovič Lavrov, fautore di un populismo in chiave socialista, assieme al suo divulgatore ed idelogo, il sociologo e critico letterario Nikolaj Konstantinovič Michajlovskij, avente per oggetto l’emancipazione delle masse contadine, partendo dalla comunità rurale/“obscina”. La Francia invece, iniziò con la Lega dei Patrioti di Paul Déroulède, che unitasi ad un altro movimento populista di massa, il Boulangismo (dal nome di Georges Boulanger, carismatico generale dell’esercito francese) si fece fautore di un nazionalismo radicale e revanscista, sempre connesso al sempre più diffuso malcontento delle masse, nei riguardi della giovane repubblica parlamentare francese, tanto da conseguire nel 1888-89, dopo aver ottenuto l’appoggio dei monarchici, delle significative vittorie elettorali. Negli Stati Uniti fu il Partito del Popolo (People’s Party), noto anche come Partito Populista (Populist Party), sommariamente chiamati “Populisti”, quale partito istituito nel 1891 negli Stati Uniti d’America che, durante il periodo “populista”, prese piede verso la fine del XIX secolo. Supportato dalle classi meno abbienti, soprattutto da coltivatori ostili verso le élite in generale, ebbe il suo culmine tra il 1892 e il 1896. Continua a leggere

Condividi

Elezioni, Mattarella: tocca a presidente Senato Casellati

Elezioni, Mattarella: tocca a presidente Senato CasellatiSegnalazione Wall Street Italia
di Alessandra Caparello
ROMA (WSI) – L’Italia è in una situazione di stallo e dopo il secondo giro di consultazioni si attende una risposta da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che dovrà decidere il da farsi molto probabilmente domani.
Secondo quanto scrive oggi il  Corriere della Sera, il Presidente Sergio Mattarella proverà ad affidare un mandato esplorativo ad una delle due alte cariche dello Stato e quella più accreditata sembrerebbe il Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

“Se andrà così, lei dovrà farsi allestire in fretta uno studio a Palazzo Giustinianie preparare un calendario di incontri nel tentativo di avvicinare le posizioni e sbrogliare i nodi di un accordo che fino alla settimana scorsa pareva quasi fatto”.

Altra opzione sul tavolo è quella di conferire un preincarico ad uno dei due leader usciti vittoriosi dalle recenti elezioni e  il nome favorito è quello di Matteo Salvini che ieri impegnato nella campagna elettorale di Molise e Friuli-Venezia Giulia ha affermato: Continua a leggere

Condividi

Aiuto, i Comuni hanno finito i soldi (e anche così si spiega il voto ai Cinque Stelle)

Segnalazione Linkiesta

Image

Aiuto, i Comuni hanno finito i soldi (e anche così si spiega il voto ai Cinque Stelle)

Dalle amministrazioni costrette a vendere pezzi di strade a quelle in cui i dipendenti vengono impiegati come spazzini: anni di tagli hanno portato migliaia di comuni sul lastrico. Un’austerità che ha colpito soprattutto il Mezzogiorno, con evidenti conseguenze sull’ultimo voto. (di Gianni BalduzziLEGGI)

Continua a leggere

Condividi

La scomparsa della sinistra

di Marcello Veneziani 
La scomparsa della sinistra
Fonte: Marcello Veneziani
A ben vedere, Matteo Renzi è stato l’ultimo tram, l’ultima carta vincente per la sinistra ogm. Dopo di lui il disastro. Neanche la cocente, schiacciante disfatta elettorale dice fino in fondo in che condizioni è oggi ridotta la sinistra. Brandelli incomponibili, branchi vaganti senza direzione e destinazione, assenza totale di leadership e di programmi credibili per il paese, sopravvivenza solo di alcune oligarchie e poi basta. Oggi s’aggrappa a fasi alterne all’antipopulismo o ai grillini.
Con Renzi, seppure per uno spettacolare equivoco, la sinistra toccò il cielo del 40% di consensi con un dito. Breve parabola, poi finita con un tiro al piccione dei più barbari per abbattere il “piccolo tirannello”, che però li aveva portati in cima ai consensi, alla guida pressoché solitaria del Paese. Renzi mancò “l’appuntamento con la storia” quando non ebbe il coraggio e la statura di andare in fondo col suo Partito della Nazione, trasversale, che lasciava alle spalle la vecchia, rancida, rancorosa sinistra antifascista per conquistare la centralità nel Paese. Si spaventò, Renzi, delle ostilità raccolte a sinistra, cercò di recuperare tra i suoi; poi azzoppato dal referendum, tentò vanamente di ricollocarsi nel centro-sinistra, fingendo di essere una specie di Prodi 2.0. E lì via via perse pezzi, riuscendo a perdere le simpatie conquistate al centro e a destra, senza guadagnare la minima simpatia a sinistra. Ma crollato Renzi, la sinistra è in polvere, priva di senso di marcia, fa leva solo sul risentimento verso i populisti. Continua a leggere

Condividi

Il paradosso dei Cinque Stelle (e non solo): per governare bisogna tradire gli elettori

Segnalazione Linkiesta

Image

Il paradosso dei Cinque Stelle (e non solo): per governare bisogna tradire gli elettori

Il ritornello della campagna elettorale: “Avere un premier eletto dal popolo”. Bene, allo stato attuale i partiti devono rassegnarsi a cercare un premier frutto di alchimie politiche, invece. In certi casi governare significa tradire i propri elettori. (di Flavia PerinaLEGGI)

Continua a leggere

Condividi
1 17 18 19 20 21 22 23 28