USA: il neoliberismo fa crescere l’élite

di Ilaria Bifarini (Bocconiana redenta)
Ci sono grafici che valgono più di mille spiegazioni. Ecco cosa accade alla redistribuzione della ricchezza con la fine del Keynesismo (1973) e la definitiva affermazione delle politiche neoliberiste negli Usa, inaugurate a tutti gli effetti dell’amministrazione Reagan, icona del neoliberismo insieme alla “sorella” britannica Margaret Thatcher.
Il grafico mostra come, con l’applicazione del nuovo modello economico, che sostituisce completamente il precedente,  il tasso di crescita della ricchezza del 90% del Paese vada via via diminuendo in maniera sempre più significativa, a fronte di uno speculare  arricchimento da parte  di un ristretto 0,1% della popolazione americana.
Dopo la Reaganomix, le amministrazione Bush, junior e senior, Clinton e Obama (che pure non si distaccherà dal modello elitarista del neoliberismo) non faranno altro che accentuare tale tendenza.
Il modello economico attuato negli Usa, che con la presidenza Trump sta subendo un forte contraccolpo, è lo stesso applicato in Europa e imposto su scala pressochè universale. Non è possibile occuparsi della redistribuzione del reddito e della disuguaglianza socio-economica degli Stati senza rimettere in discussione i dogmi del neoliberismo.
Fonte: http://ilariabifarini.com/usa-il-neoliberismo-fa-crescere-lelite/ Continua a leggere

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La strategia di Bannon e dei sovranisti per riprendersi l'Europa

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L’apocalisse economica è alle porte: ecco la strategia di Bannon e dei sovranisti per prendersi l’Europa

Steve Bannon, guru dei sovranisti planetari, arriva a Roma e parla di un’apocalittica crisi economica alle porte. La nuova arma del populismo, dopo la “sostituzione etnica”, per spaventare l’opinione pubblica, è servita. Il nuovo nemico? Il partito di Davos. (di Flavia Perina, LEGGI)

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Left: "A Verona, nel laboratorio dell’intolleranza dove si è formato il ministro Fontana"


Dopo l’inchiesta de L’Espresso dal titolo “Governo Crociato” (dove si è formato il Ministro Fontana),
CONTINUANO LE “TRAME NERE” su “LEFT”
di Checchino Antonini

All’estrema destra del padre. A Verona è così: cerchi i fascisti e trovi i cristiani tradizionalisti. Il veronese ministro della famiglia Lorenzo Fontana, classe 1980, a volte si sente perseguitato «perché – dice – sono cristiano». Quel tipo di cristianità che si impasta con l’aria della Curva Sud del Bentegodi (quelli della “squadra a forma di svastica”, dei manichini impiccati contro i calciatori neri) dove nemmeno un esorcista saprebbe dire dove finisce l’”ira di dio” e dove inizia lo squadrismo. Antirisorgimentali, anticonciliari, sentinelle in piedi o naziskin, gente che crede che i giganti siano esistiti davvero, che i terremoti siano castighi di dio, che non esiste il buco nell’ozono, che rivorrebbe l’imperatore così che non si votasse più ma intanto vota Lega. Ma, più di tutto, gente che crede che «gli dei pagani sono demoni». Basta pescare nei loro siti, Traditio, Agerecontro o Christus Rex, per leggere i consigli di Franco Freda: «È clamorosamente il momento delle destre (…) stringere la cinghia, e i denti, e marciare. Uniti, spavaldi, decisi!». I locali di Traditio sono stati benedetti dal benedettino Romualdo Maria Lafitte per il quale la messa in italiano «non ha validità sacramentale».

Matteo Castagna, ex tosiano, è l’articolista di punta: ci spiega che l’immigrazionismo non è cristiano, che il buonismo fa male, che da quando la Chiesa ha sposato la dottrina dei diritti umani (Pacem in Terris di Giovanni XXIII, 1963) «il risultato è il caos». Bergoglio «il luterano che protestantizza la Chiesa», la Caritas e le Ong sono tra i suoi bersagli: «Può Dio volere che l’Europa di Lepanto possa soccombere davanti al Saraceno, sempre più spesso braccio armato e violento di quel sistema mondialista e globalizzato che ha la sua regia nell’alta finanza internazionale in mano a dei poteri sovranazionali? Possiamo dirci dei buoni samaritani se accogliamo chi minaccia di distruggerci e non vogliamo difendere la nostra tradizione in nome di un cosmopolitismo suicida?». Continua a leggere

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Caffè economico (Parte I )

di Andrea Cavalleri
Col termine “caffè” si intende talvolta un luogo di conversazione ove si lasciano fluire le idee in libertà, uno spazio di incontro piacevole in cui la creatività intellettuale può esprimersi senza i freni tipici del mondo professionale e accademico. E’ noto per antonomasia il caffè letterario, in cui proposta del nuovo, rievocazione di ciò che è …
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Gli Stati Uniti sono un morto che cammina

di Paul Craig Roberts
Gli Stati Uniti sono un morto che cammina
Fonte: Comedonchisciotte
C’è un feroce attacco alla verità. Se non usiamo bene il nostro sito web, ci troveremo nel buio più totale.
Ieri mentre guidavo, ho acceso la radio in macchina per sentire se  i russo/siriani avessero cominciato la liberazione di Idlib, in Siria dai terroristi appoggiati da Washington. Tutto quello che ho sentito invece, su radio NPR, erano  due donne bianche che deploravano il razzismo bianco. Si sentivano tanto colpevoli per aver indirettamente beneficiato del razzismo bianco che, anche a me, è sembrato di affogare  nel senso di colpa di una di quelle femmine,  prima ancora che avesse finito di parlare.
Non riuscirete a credere quale sia stato il “beneficio indiretto” che aveva prodotto una forma tento grave di senso di colpa nella femmina bianca, ma forse è bene provarci. Lei aveva comprato un bungalow di mattoni identico a quello accanto, dove viveva un americano nero, con la differenza che l’attico di casa sua era stato completamente ristrutturato, mentre l’attico del suo vicino nero non era stato ristrutturato. Il suo senso di colpa razziale derivava dal fatto che la persona bianca da cui aveva acquistato la casa aveva potuto rendere più bello il suo attico, mentre il suo vicino di colore non aveva potuto farlo, sembra per via del razzismo. Continua a leggere

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Se democratico, quindi puoi essere nazista, razzista, reazionario, golpista…..

Se democratico, quindi puoi essere nazista, razzista, reazionario, golpista.....

Se democratico, quindi puoi essere nazista, razzista, reazionario, golpista…..

Dunque  proviamo a ricapitolare. Se siete democratico, potete invocare il colpo di stato militare contro questo governo. Se siete democratico,  potete auspicare un   generale Pinochet  italiano (magari un ammiraglio?) perché “ qui siamo di fronte a quelli che ti rubano la casa e ti ammazzano la moglie….siamo in situazione di pre-guerriglia….e sono peggio del fascismo””,    quindi se siete democratico  …
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All’Occidente servono regole più che diritti

di Claudio Risé
All’Occidente servono regole più che diritti
Fonte: Claudio Risé
L’Opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano
Il santo monaco da Norcia ha salvato l’Europa dalla decadenza dell’impero romano col suo “ora et labora”. Oggi Rod Dreher propone di trasformare le case dei cristiani in tanti monasteri per liberare la civiltà contemporanea da droghe e smartphone.
“Allontanatevi dai media più seguiti. Spegnete la televisione. Mettete via gli smartphone. Leggete libri. Fate giochi. Componete musica. Fate festa con i vicini di casa. Non basta evitare ciò che è male: si deve anche abbracciare ciò che è bene.” Anticonformismo, impegno personale, fedeltà agli aspetti forti della storia e del pensiero occidentale: questi i principi ispirativi di “L’Opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano” (San Paolo edizioni) di Rod Dreher. La strategia è quella di trasformare le case e i luoghi di incontro dei cristiani in monasteri dove si vive, lavora, e si prega con l’impegno e intensità profonda dei monasteri benedettini. Il libro, presentato in un’intervista di Martino Cervo su “La Verità” il 31 agosto scorso, suscita in queste settimane forte interesse e dibattiti inaspettati in tutt’Italia. Anche perché nel frattempo lo scenario da mondo post cristiano e di crisi della Chiesa ha generato fatti di cronaca eclatanti. Continua a leggere

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Ancora tu, Benito

di Marcello Veneziani

Come oggi settantacinque anni fa Mussolini fu liberato dalla prigionia di Campo Imperatore. Oggi prova a liberarlo dalla damnatio memoriae il primo tomo di un’opera monumentale dedicata al duce da Antonio Scurati che proprio oggi va in libreria, M. il figlio del secolo (ed. Bompiani, 840 pagine, 22 euro). Sembra strano ma nel fiume di libri dedicati al fascismo e al duce non c’è un romanzo biografico tutto incentrato sulla sua figura. Mussolini vi compare mille e mille volte come demiurgo malvagio, come ombra minacciosa o come orco in singole storie, anche private. Ma una biografia romanzata su di lui, in più tomi, senza tono apologetico né denigratorio, qualcosa di equivalente narrativo della monumentale biografia storica di Renzo De Felice, non c’era ancora. Curiosi di vederla, soprattutto viste le premesse/promesse dell’autore di equidistanza e la confessione di essere stato soggiogato dal personaggio, e forse affascinato. Accadde anche a De Felice, che pure proveniva da una cultura antifascista, di sinistra. A Scurati del resto non mancano il talento narrativo e lo sguardo libero.
Vorrei obbiettare qualcosa sul titolo perché Mussolini sarà stato pure figlio del suo secolo ma ne è stato soprattutto padre perché ha generato eventi, seguaci, imitazioni, opere e maledizioni come pochi. Fu padre del fascismo e patrigno dell’antifascismo. Qualcuno ha persino ritenuto che Mussolini abbia inventato una categoria eterna, l’Urfascismo (Umberto Eco). Figlio di un secolo ma padre di un’eternità, bel paradosso, Benito.
In verità la biografia romanzata di Scurati rinuncia a una parte troppo cospicua e significativa della vita di Mussolini: quella che precede la fondazione del fascismo, il 1919, ossia la vita da anarchico, da socialista rivoluzionario, da leader della sinistra più radicale, da maestro, giornalista e letterato, esule e carcerato, e poi direttore dell’Avanti e di altre effervescenti riviste, fino alla fondazione del Popolo d’Italia. Ma anche il Mussolini combattente nella prima guerra mondiale. Il Mussolini di Scurati è già il fondatore del fascismo, gran parte della sua vita è già trascorsa. Continua a leggere

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La sètta conciliare: una cloaca di impurità, una tana di pervertiti, un paradiso per gli invertiti

Segnalazione di www.unavox.it 
di Jérôme Bourbon
Articolo pubblicato sul settimanale francese Rivarol, n° 3342 del 5 settembre 2018

Orge omosessuali in Vaticano, scandali pedofili: non c’è un continente, non un angolo di terra che siano risparmiati dai crimini dei “preti” o dei “vescovi” modernisti, dall’Irlanda all’Australia, dagli Stati Uniti al Cile. Ogni tanto, la denuncia di un prete pedofilo riempie i titoli dei giornali. Poi il clamore indignato si spegne, la cosa viene dimenticata. Non appena viene fuori un altro episodio, ecco che ritornato i soliti discorsi: la colpa è del celibato, la colpa è del rifiuto della contraccezione, la colpa è del conservatorismo. Come se far sposare i preti risolvesse il problema della pedofilia… a meno che non si voglia considerare di farli sposare con dei ragazzi!
In tutti questi abominevoli scandali, non si tratta di casi isolati, di pecore nere, ma di un sistema mafioso, pedo-criminale, di reti di omosessuali e di pedomani che hanno l’appoggio, discreto ma reale, delle più alte autorità della setta conciliare. Non stiamo più parlando di un prete indegno, di una specie di verruca su un corpo globalmente sano, di sporcizia indesiderata negli ingranaggi ben oliati di una macchina in funzione. No, si tratta di un sistema criminale che non si può più dissimulare, tanto è gigantesco.
Uno scandalo inedito
Il 25 agosto 2018, una lettera di 11 pagine redatta da “Mons.” Carlo Maria Viganò, ex ambasciatore del Vaticano negli Stati Uniti, chiama in causa i più alti gradi della “gerarchia” vaticana. La pedofilia è un sistema, camuffato da «reti omosessuali», e Bergoglio, lungi dal lottare contro questa “piovra”, fa parte della cospirazione. Ecco, in sintesi, cosa ci fa sapere Viganò con le sue accuse, prima di arrivare a chiedere le dimissioni di Francesco. Lo scandalo è inedito per la sua ampiezza.
Inedito, ma non del tutto inatteso. Fin dal 2017, si stringeva la morsa attorno ai debosciati, ai depravati e ai criminali che popolano il Vaticano e le alte cariche della Chiesa conciliare. Fu per primo George Pell, “arcivescovo” di Sydney, nominato nel 2014 “cardinale-prefetto” della Segreteria per l’Economia, ad essere coinvolto nelle accuse di violenza sessuale. Questa Segreteria era stata creata da Bergoglio; una bella ricompensa per Pell messo a questo nuovo posto, alle dirette di pendenze di Francesco, una bella prova di fiducia data da Bergoglio. Nel giugno 2017, la stampa australiana rivela l’indagine di cui è oggetto. Sarà processato in Australia. Era il numero tre in Vaticano. La vicenda avrà prodotto sicuramente i sudori freddi ai perversi prelati che affollano le strade di Roma. Ma questo non impedì la ripresa del ritmo delle orge. Francesco arrivò persino a difendere un “vescovo” che aveva soffocato degli scandali pedofili in Cile. Il 22 gennaio scorso, egli ha detto cinicamente ai giornalisti: “Voi, con buona volontà, mi dite che ci sono delle vittime, ma io non le ho viste, perché non si sono presentate”.
Nuovo errore. Oggi, le vittime hanno la sfortunata tendenza a rifiutarsi di tacere. In Cile, è una lettera di una vittima di un “prete” pedofilo che accusa Francesco: lo sapeva dal 2015. Sapeva che il “vescovo” che difendeva, Juan Barros, aveva assistito più volte alle aggressioni sessuali di “padre” Fernando Karadima. Juan Barros aveva coperto il “prete” pedofilo, e Francesco copriva il “vescovo”. “Sono convinto che sia innocente”, disse Francesco, se non con la mano sul cuore almeno con la sua solita aria bonacciona. Eppure lo sapeva da tre anni.
Nel 2015, fu l’“arcivescovo” di Boston in persona ad assicurare alla vittima che la sua testimonianza era stata trasmessa a Francesco, direttamente nelle sue mani. La testimonianza era inequivocabile. La vittima vi spiegava che i toccamenti sessuali di Karadima erano moneta corrente nel suo gruppo, di cui era una specie di guru. Juan Barros, al pari di altri quattro “vescovi” cileni, venivano da questa comunità. La colpevolezza di Barros è fuori dubbio. E quella di Francesco?
Sarebbe stato vittima di un accantonamento di informazioni da parte dell’“Arcivescovo” di Boston, Sean O’Malley, nel 2015? La “diocesi” di Boston è tristemente nota per aver organizzato la collocazione di “preti” pedofili di parrocchia in parrocchia, una strategia messa in luce da un gruppo di giornalisti del Boston Globe nel 2002. Quest’affare ha portato persino alla realizzazione di un film, Spotlight. Il cardinale Bernard Law, che ne era stato “arcivescovo” e aveva quindi permesso a diversi “preti” pedofili di prosperare, è morto pacificamente nel suo letto all’età di 86 anni alla fine del 2017. Come premio di consolazione per la perdita della “diocesi” di Boston, era diventato “arciprete” della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
Non a tutti i pastori coinvolti nella pedofilia è andata così bene. Il “padre” John Geoghan, della famosa “diocesi” di Boston, che era riuscito a fare 130 vittime (aggressioni sessuali e stupri di minori), è stato meno fortunato, perché fu strangolato nella sua cella dal suo compagno di detenzione. Alcuni vi scorsero la giustizia di Dio. Intanto, nel 2003, dopo le rivelazioni del Boston Globe. Law lasciò al suo successore, O’Malley, una diocesi finanziariamente fallita a causa dei milioni di dollari da pagare alle vittime. Sarebbe stato quindi l’uomo che è succeduto al famigerato Law a non aver parlato della testimonianza della vittima cilena a Francesco, se quest’ultimo dice il vero.
Ma possiamo credere a questo impostore?
Orge gay e droghe pesanti al “Sant’Uffizio”
L’orrore non finisce qui. Nell’aprile 2018, i gendarmi addetti al palazzo del “Sant’Uffizio”, interrompono una vera orgia. Il segretario di “Mons.” Coccopalmerio – attivo sostenitore di Bergoglio -, Luigi Capozzi, viene arrestato nel bel mezzo dei suoi sollazzi omosessuali con diversi compagni, sotto l’effetto di stupefacenti. La sua BMW d’ufficio gli serviva per trasportare in franchigia la polvere bianca. Cocaina, eroina? Non lo sapremo mai. Droghe pesanti. Il personaggio, “ordinato” nel 1992, stava per essere “consacrato” vescovo, con la benedizione di Coccopalmerio. Quest’ultimo, era a conoscenza della vita quantomeno disordinata del suo segretario? O era troppo occupato a promuovere l’“enciclica” Amoris Laetitia, in particolare il capitolo 8 a cui ha dedicato un suo lavoro? Nel suo libro, il “cardinale” (Presidente emerito del «Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi) spiega in maniera dotta che «la Chiesa potrebbe dunque ammettere alla Confessione e all’Eucaristia i fedeli che intrattengono un’unione non legittima, ma che assolvono due condizioni essenziali: desiderano cambiare la situazione ma non possono realizzare il loro desiderio[…] Questa intenzione è esattamente l’elemento teologico che permette l’assoluzione e l’accesso all’Eucaristia, sempre, lo ripetiamo, che ci si trovi nell’impossibilità di cambiareimmediatamente la situazione di peccato».
Quanto all’omosessualità, il suo segretario era senz’altro incoraggiato dalle affermazioni del suo patron, secondo il quale vi sono degli «aspetti positivi» nelle unioni omosessuali («Se io incontro una coppia di omosessuali, osservo subito che la loro relazione è illecita: questo dice la dottrina, che riaffermo con assoluta sicurezza. Tuttavia, se mi fermo alla dottrina, non guardo più le persone. Ma se constato che le due persone si vogliono veramente bene, fanno per esempio atti di carità verso i bisognosi… allora posso anche dire che, se la relazione resta illecita, nelle due persone emergono anche elementi positivi. Anziché chiudere gli occhi di fronte a tali realtà positive, le sottolineo. Si tratta di essere obiettivi e di riconoscere oggettivamente il positivo di una certa relazione, di per sé illecita.» – Intervista a Rossoporpora, del 23 ottobre 2014).
A metà agosto 2018, i servizi del procuratore della Pennsylvania hanno pubblicato un’inchiesta che chiama in causa 300 (trecento!) «preti predatori» che hanno fatto un migliaio di vittime minorenni nel corso di 70 anni. L’inchiesta è durata due anni ed è contenuta in un rapporto di quasi 900 pagine: tra gli altri crimini, il Procuratore ha scoperto degli abusi sessuali commessi su ragazzi di meno di dieci anni. Ogni volta l’accaduto veniva nascosto, ma “preti” e vescovi” compilavano degli archivi segreti che venivano inviati in Vaticano. «Il Vaticano era al corrente degli abusi ed era implicato nel loro occultamento», rivela il rapporto, che ha avuto l’effetto di una bomba.
Bergoglio sperava indubbiamente di venir fuori da questa sequela di avvenimenti giocando ancora tardivamente e subdolamente la carta dell’indignazione e dell’umiltà. Così fece riconoscendo i suoi errori nel suo apprezzamento della situazione cilena! Così ha fatto recandosi a Dublino il 25 agosto scorso per il IX “Incontro Mondiale delle Famiglie” per esprimere la sua “sofferenza” e la sua “vergogna”!
Peraltro, in Irlanda, i casi di pedofilia non sono gli unici scandali che la setta conciliare ha dovuto coprire. Mentre i “preti” abusavano dei ragazzi, le religiose del «Convento  della Maddalena» (Magdalene Sisters) accoglievano le ragazze madri, vendevano i loro bambini agli Americani e facevano lavorare come schiave le ragazze nelle lavanderie dove le tenevano rinchiuse per anni. C’è qualcosa di marcio nel Regno d’Irlanda; e in Pennsylvania e a Boston e in Cile e in Australia e dovunque dei falsi pastori, dei criminali camuffati, degli incalliti modernisti senza fede né legge, hanno potuto abusare impunemente del nome di cristiano, dello status di consacrati, per commettere impurità sacrileghe e insozzare, sporcare a vita, bambini e minori innocenti.
“Eravamo la terra dei Santi… Ora sento che il paese sta perdendo la fede”, ha detto un cattolico irlandese alla vigilia della visita di Francesco. Cosa poteva aspettarsi da questo intruso, questo lupo travestito da pecora?
San Patrizio dava la caccia ai serpenti dell’Isola di Smeraldo; Francesco li scalda sul suo petto, ed è uno di loro, certamente il più velenoso. Mentre era occupato a fingere di simpatizzare con le sofferenze delle vittime, “Mons.” Viganò pubblicava la sua lettera di undici pagine, completata nella festa del Cuore Immacolato di Maria.
Questa volta, Francesco non può sfuggire all’obbròbio. Non sono solo quelli vicini a lui che vengono presi con le mani nel sacco, o meglio nei pantaloni; è lui, l’autoproclamatosi “vescovo di Roma” che è direttamente coinvolto.
La corruzione raggiunge i vertici della gerarchia modernista
Nella sua lettera, Viganò accusa direttamente Francesco di aver coperto gli abusi sessuali del “cardinale” americano Theodore McCarrick, commessi da diversi decenni. “La corruzione ha raggiunto i vertici della gerarchia della Chiesa”, scrive.
Di cosa è accusato McCarrick? Il “prelato” americano è un po’ il figlio spirituale di Luigi Capozzi, l’amante delle orge gay, e di George Pell, il pedomane. La legge vieta ormai di stabilire un collegamento tra omosessualità e pedofilia. Questo significa che la combinazione di questi due comportamenti sessuali è del tutto fortuito nella persona di McCarrick? Il fatto è che l’uomo è annoverato in tutti casi di cui può essere accusato un predatore sessuale. McCarrick, “arcivescovo” di Newark, New Jersey, dal 1986 al 2000, è felice proprietario di una casa al mare, ove trascorreva il fine settimana in compagnia di diversi seminaristi (a volte fino a cinque) con cui condivideva il suo letto. Impunemente, dalla fine degli anni 1980 al 1996, McCarrick ha corrotto, deviato e insozzato con orge omosessuali a ripetizione intere generazioni di seminaristi. Certuni di questi giovani sono stati “ordinati” per la diocesi di Newark.
Denunciato alla Santa Sede nel 2000 dall’allora Nunzio, “Mons.” Montalvo, McCarrick non è stato oggetto di alcuna sanzione da parte dello pseudo-san Giovanni Paolo II. È stato addirittura nominato “arcivescovo” di Washington nel 2000, e creato “cardinale” da Wojtyla nel 2001.
Nel 2006, il nuovo Nunzio, “Mons.” Sambi, trasmise alla “Santa Sede” una testimonianza di Gregory Littleton, un “prete” che raccontava di essere stato abusato da McCarrick… e che lui stesso era accusato di atti di pedofilia. Secondo Viganò, che era stato incaricato di redigere la nota che Sambi avrebbe inviato, «i fatti attribuiti a McCarrick da Littleton erano di una gravità e di una laidezza tali da causare nel lettore confusione, disgusto e profondo dolore e amarezza».
Si trattava di «delitti di adescamento, di sollecitazione dei seminaristi e dei preti a peccare contro il sesto comandamento, in maniera ripetuta, anche in maniera simultanea e in gruppo, di derisione di un giovane seminarista che cercava di resistere alle seduzioni dell’arcivescovo in presenza di altri due preti, di assoluzione del complice col quale venivano commessi gli atti impuri, di celebrazione sacrilega dell’Eucaristia insieme ad altri preti dopo aver commesso con loro atti impuri.»
Queste rivelazioni non ebbero alcun effetto su Benedetto XVI, lo pseudo-campione della trasparenza nei confronti agli scandali di pedofilia, e questo fino al 2009 o al 2010, quando infine il “cardinale” McCarrick venne moderatamente e tardivamente sanzionato: egli non poteva più «celebrare la Messa in pubblico, partecipare alle riunioni pubbliche, fare delle conferenze, viaggiare», e aveva «l’obbligo di dedicarsi ad una vita di preghiera e di penitenza». Ciò nonostante, egli continuò ad apparire in pubblico, anche al fianco di Benedetto XVI.
Da non dimenticare anche che nel maggio 2012, quando Viganò venne in possesso delle rivelazioni che oggi, sei anni dopo, ha reso pubbliche, egli salutava pubblicamente McCarrick nel corso di una serata di gala, parlando di lui come di uomo «molto amato da tutti noi». Il 10 maggio 2013, egli concelebrò la sinassi di Paolo VI con McCarrick. E’ per questo che il tentativo di Viganò di incriminare Francesco e alcuni prelati esonerando Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non regge.
Gli ultimi occupanti modernisti della Sede di Pietro sono stati coinvolti tutti nella cospirazione che Viganò mette in luce, e lui stesso è compromesso con coloro che oggi accusa.
Nel corso dell’udienza generale del 15 dicembre 2010, Benedetto XVI ha anche presentato a migliaia di fedeli riuniti nella sala Paolo VI in Vaticano, un numero acrobatico del Gay Circus, realizzato da degli uomini seminudi il cui obiettivo era apertamente quello di promuovere l’omosessualità.
http://resistance-catholique.org/articles_html/2011/01/RC_2011-01-24_un-spectacle-revelateur-au-vatican.html
Poco prima di questo spettacolo indecente e ripugnante, Benedetto XVI aveva giustificato pubblicamente l’uso «in certi casi» del preservativo, in particolare per un “prostituto” maschio! Affermazioni scandalose al pari di quelle del suo successore (chi sono io per giudicare i gay?); un Bergoglio che lo si è visto dare vistosamente la mano ad un prete omosessuale favorevole al matrimonio degli invertiti e all’ordinazione dei chierici sodomiti; un Bergoglio che ha ricevuto in Vaticano dei transessuali militanti, in compagnia dei quali si è compiaciuto di farsi fotografare; un Bergoglio che è andato a visitare molto ufficialmente delle organizzazioni della lobby LGBT, come quando nel corso del suo viaggio in Paraguay, nel luglio 2015, incontrò pubblicamente il rappresentante di “Somos gay”, un collettivo di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali!
In queste condizioni, ecco che ci si spiega come con l’elezione di Francesco nel 2013, McCarrick abbia potuto prosperare.
Bisogna dire che McCarrick e Bergoglio sono amici di lunga data. Nel 2014, McCarrick ebbe un malore mentre celebrava la “messa”, e venne portato in ospedale. Subito, suona il telefono: è Bergoglio che si fa vivo per la notizia. Scherzando, McCarrick dice di star bene. «Il tuo alloggio presso il diavolo non è ancora pronto», gli risponde Francesco. Una battuta che assume una colorazione particolarmente sinistra.
Nel maggio 2018, Bergoglio persiste e sottoscrive. L’uomo in bianco fa un viaggio in Terra Santa, McCarrick è della partita. Bergoglio lo vede e, affettuosamente, lo saluta dicendo: «L’erba cattiva non muore mai».
Questi non sono aneddoti tratti da una qualche fonte ostile ai modernisti in Vaticano, ma cose raccontate dallo stesso McCarrick ai giornalisti compiacenti, che redassero un articolo elogiativo del “cardinale” nel 2014, per il National Catholic Reporter.
Qui non si tratta di una certa cerchia che sarebbe corrotta, di un uomo in bianco lasciato nell’ignoranza, impedito a fare il bene che vorrebbe fare. Viganò punta il dito accusatore in direzione di Francesco, lo invita a dimettersi, poiché sa, per avergliene parlato personalmente, che Francesco conosceva perfettamente fin dalla sua elezione i crimini di McCarrick. Viganò scrive che «Occorre proclamare un tempo di conversione e di penitenza. Occorre ricuperare nel clero e nei seminari la virtù della castità. Occorre lottare contro la corruzione dell’uso improprio delle risorse della Chiesa e delle offerte dei fedeli. Occorre denunciare la gravità della condotta omosessuale. Occorre sradicare le reti di omosessuali esistenti nella Chiesa»
E l’accusa contro Francesco è violenta: «Se questa giustamente è da considerarsi una grave responsabilità morale per ogni fedele, quanto più grave lo è per il supremo pastore della Chiesa, il quale nel caso di McCarrick non solo non si è opposto al male ma si è associato nel compiere il male con chi sapeva essere profondamente corrotto, ha seguito i consigli di chi ben sapeva essere un perverso, moltiplicando così in modo esponenziale con la sua suprema autorità il male operato da McCarrick. E quanti altri cattivi pastori Francesco sta ancora continuando ad appoggiare nella loro azione di distruzione della Chiesa! […] Francesco sta abdicando al mandato che Cristo diede a Pietro di confermare i fratelli. Anzi con la sua azione li ha divisi, li induce in errore, incoraggia i lupi nel continuare a dilaniare le pecore del gregge di Cristo.»
Il “cardinale” McCarrick, 88 anni, ha dato le dimissioni il 28 luglio 2018, quando è stato accusato di abusi sessuali su minori, perpetrati negli anni ‘70 quand’era solo prete a New York. Per la forma, Bergoglio ha rimesso in auge le solite sanzioni: ritirarsi in una vita di preghiera e di penitenza. Il suo caso è risolto, e d’altronde McCarrick non è l’obiettivo di Viganò. Le rivelazioni dell’ex Nunzio hanno un solo scopo: la caduta di Francesco, per ragioni proprie a Viganò e al suo ambiente. Bisognerebbe essere molto ingenui per credere che un rappresentante della setta conciliare sia guidato dall’amore per la verità.
Come reagisce alle accuse il principale interessato? Al rientro dalla sua visita demagogica in Irlanda, sull’aereo che lo riportava nel paese delle orge omosessuali e dell’uso di droghe, ai giornalisti che lo interrogarono sullo scandalo Viganò, l’uomo in bianco diede una risposta sorprendente: “Leggete attentamente il documento e giudicate voi stessi. Non dirò una parola al riguardo. Penso che il documento parli da solo. […] Quando passerà un po’ di tempo e avrete le vostre conclusioni, forse parlerò io.»
Bergoglio spera che nella nostra civiltà dell’istantanea altri scandali possano cancellare l’attuale e così lui possa sfuggire al giudizio? Siamo ancora di fronte allo spregio e al disprezzo che egli ha espresso al suo ritorno dal Cile. Al momento della sua “elezione”, su molti giornali venne riprodotto un disegno che lo rappresentava come un supereroe armato della sua valigia su cui stava scritta a lettere cubitali la parola “Valori”. In fatto di supereroi, abbiamo a che fare con un vero cattivo dei fumetti: malvagio, diabolico, machiavellico.
La setta conciliare è un vero lupanare di pederasti. I cattolici battezzati saranno scossi da questo marciume e da questo cinismo generalizzati? Purtroppo molti di quelli che lo saranno, rischiano di perdere la fede e di odiare una Chiesa cattolica che confondono a torto con la setta conciliare. Il torrente dell’apostasia, già in piena, rischia di straripare. Ma non è così che bisogna reagire: questi scandali abominevoli, che sono tutto tranne dei casi isolati, devono permettere ai cattolici di aprire gli occhi sull’impostura che è la setta conciliare. Se essa è una cloaca di impurità, non è il segno che non vi si predica la verità, non vi si insegna la vera fede, che non vi si dispensano i veri sacramenti? Come si può credere che possa essere Vicario di Cristo un uomo che non contento di bestemmiare e di ingannare i fedeli, promette il Cielo agli atei, incoraggia la fornicazione in una enciclica, riceve calorosamente dei sodomiti, distrugge l’indissolubilità del matrimonio?
Anche Viganò considera che Bergoglio è indegno della funzione che ha usurpato. Attenzione, non ci si inganni: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI non erano certo meglio di Francesco. Anch’essi hanno apostato, hanno coperto i pedofili, hanno moltiplicato gli scandali, hanno visitato compiacenti le moschee e le sinagoghe, hanno ricevuto elogiativamente i B’nai B’rith, hanno fatto loro il falso culto umanista e olocaustiano. Costoro si canonizzano a gran velocità gli uni gli altri, mentre invece sono in realtà dei sostenitori dell’Inferno.
Queste storie clamorose e disgustose al massimo grado possono almeno permettere di aprire gli occhi dei fedeli sul fatto che, come ha annunciato la Santa Vergine a La Salette, «Roma ha perso la Fede ed è diventata la sede dell’Anticristo».
Non sorprende che coloro che hanno distrutto la Messa, il messale, il breviario, la fede, le costituzioni religiose, la dottrina e la morale cattoliche, che hanno gettato alle ortiche l’abito ecclesiastico, che hanno scelto il mondo e non Cristo, che combattono la verità conosciuta, uno dei peccati contro lo Spirito Santo, che promuovono in maniera ad un tempo larvata e aperta i crimini contro natura che il Catechismo di San Pio X insegna che gridano vendetta al cospetto Dio, si lascino andare alle peggiori abiezioni.
Il loro destino è già segnato: 
«Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.» (Matteo, XVIII, 6).

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Libia-Siria: per chi tifano, per chi tifare

di Fulvio Grimaldi
Amici, anche stavolta siamo lunghi. Perdono. Comunque per 15 giorni sono fuori e, dunque, c’è tempo per piano piano farcela. Se credete.

Diciamocelo: che bravi governanti sono quelli di Al Qaida e Isis!
Per chi tifano in Siria quelli là (non fatemeli nominare sennò Facebook mi banna e cancella il post) non è difficile saperlo: basta leggere il “New York Times”, standard aureo del giornalismo perennemente degno  dei riconoscimenti, se non di Pulitzer, di Reporters Sans Frontières (il corrispettivo mediatico di Medicins Sans Frontières e altrettanto cari a quelli là). Se pensavamo che nella provincia nord-occidentale di Idlib si fossero concentrati, accolti, nutriti e armati dai vecchi padrini turchi, tutti i tagliagole Isis e Al Qaida generosamente fatti evacuare dai territori e dalle città da loro abbellite con croci appesantite da infedeli, o con pelli di corpi scuoiati di dissidenti, la lettura del “New York Times” ci libera dall’intossicazione di simili fake news.
L’autorevole giornale che, se non fosse stato per l’assist della CNN, dei media di obbedienza atlantista con, nel nostro piccolo, il “manifesto”, ci avrebbe con le sue sole penne liberato da Milosevic, Saddam, Gheddafi, Assad e dai Taliban, rettifica quella che finora e per troppo tempo, quasi otto anni, è stata un’informazione falsa, bugiarda, truffaldina. Assad, con quegli hackers e troll delle ingerenze urbi et orbi russe, con quegli spiritati di flagellanti sciti, iraniani e hezbollah, voleva farci credere, col supporto di chilometri di audiovisivi fabbricati, raffiguranti giustizieri cha spellavano vivi innocenti, li incendiavano, o li annegavano in gabbie o li crocifiggevano, o ne sposavano a ore le donne, che il suo paese era stato invaaso, non da oppositori democratici assistiti dalla “comunità internazionale”, bensì da un branco di ossessi islamisti attivati da una “comunità internazionale” in preda a psicopatia stragista. Come pretendeva fosse successo in Libia e, poi di nuovo, in Iraq.
No, no, il NYT e i Pulitzer nostrani ci gratificano del privilegio della verità: E’ da far rabbrividire il destino “di combattenti ribelli e dei loro sostenitori civili che, oltre sette anni fa, si sollevarono per chiedere un cambio regime”. Deplorato che il vice primo ministro siriano si sia permesso di definire “terroristi” questi bravi combattenti, il giornale, al quale dobbiamo molto della credibilità delle armi di distruzione di massa di Saddam e del viagra fornito da Gheddafi ai suoi soldati perché stuprassero le connazionali, passa alla descrizione di come gli ingiustamente diffamati ribelli abbiano ben governato la provincia dai turchi loro affidata: “Si sono comportati da legittima autorità di governo e pubblica amministrazione, facilitando, tra l’altro, il commercio transfrontaliero con la Turchia e organizzando forniture di aiuti alla popolazione”. Visto che bravi, si preoccupano di nutrire la popolazione. Altro che Assad, che per principio l’affama.

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