Lo Stato è il contrario di una famiglia

di Ilaria Bifarini (Bocconiana redenta)
Lo Stato è il contrario di una famiglia
L’esposizione ripetuta a un’immagine o a un contenuto fa sì che l’individuo modifichi la propria percezione della realtà e interiorizzi il messaggio veicolato. E’ quello che gli psicologi chiamano “effetto priming”, e che pubblicitari ed esperti della comunicazione conoscono molto bene. Quanto più un messaggio viene ripetuto ed enfatizzato, magari attraverso la forma dello spot, tanto più esso risulterà familiare.
Così può accadere che un concetto privo di veridicità, ma ripetuto con insistenza e in modo convincente, acquisisca il rango di verità. E’ quanto accaduto con la fake news economica del momento, tanto assurda quanto apparentemente efficace: il bilancio dello Stato sarebbe come quello di una famiglia. La ripetono all’unisono giornalisti, conduttori televisivi, economisti e qualunquisti. Così la gente comune, digiuna di economia e soprattutto in buona fede, ha interiorizzato un pensiero del tutto fuorviante.
Secondo questa logica, quando un Paese presenta un debito pubblico –dunque la normalità in un’economia moderna- dovrebbe assumere il comportamento di una brava e accorta casalinga: stringere la cinghia e tagliare le spese familiari. Così, come una donna morigerata risparmierà sul cibo, sul vestiario e, in condizioni di estrema ratio, alle cure sanitarie per sé, per il coniuge e per i figli, così lo Stato dovrebbe seguire il suo virtuoso esempio. Continua a leggere

Condividi

Antitaliani

di Marco Cedolin
Antitaliani

Fonte: Il corrosivo
Il governo Conte, essendo composto da due partiti certo non rivoluzionari che hanno raccolto un grande consenso popolare e proprio in virtù di questo governano, senza dubbio alcuno non farà uscire l’Italia dalla UE e dall’euro, non darà al Paese una moneta sovrana, non chiuderà i ponti con la NATO e non si farà portatore di una rivoluzione epocale. Per raggiungere questi obiettivi gli italiani avrebbero dovuto votare i partiti che li proponevano, ed esistevano sia in questa che nelle passate tornate elettorali, ma sono rimasti al palo con percentuali nell’ordine dello zero virgola, dimostrando inequivocabilmente come la “rivoluzione” almeno in questo momento non sia nelle corde del popolo che in tutta evidenza la considera un salto nel buio.
Nonostante ciò il governo Conte, per la prima volta dalla cacciata di Craxi, sta dimostrando di occuparsi dei problemi degli italiani, anziché delle banche, dello spread, dei mercati, di quello che ci chiede l’Europa e tutte le altre amenità che hanno caratterizzato il pensiero unico di tutti gli esecutivi precedenti…. Continua a leggere

Condividi

La paciosità del bene

di Adriano Segatori
La paciosità del bene
Fonte: Italicum
Prendo in prestito il titolo di un articolo apparso su “L’Espresso” del 30 settembre a firma di Giuseppe Genna, però sovvertendone l’indirizzo. Lui parla della paciosità del Male, flirtando con la banalità di Hanna Arendt; io preferisco quella del Bene, visto che il male della disinformazione è ampiamente rappresentato da lui e dai suoi sodali.
Che la tecnica della confusione e della falsificazione comunicativa sia un’arte lo ha dimostrato oltre 2500 anni fa Sun Tzu affiancandola a quella della guerra: diffamate soprattutto il buono dell’avversario; impiegate gli individui più meschini e infami; siate prodighi nel pagare le informazioni, queste ed altre chicche sono state ampiamente usufruite dallo stesso Mao. Ma “L’Unione Sovietica ha fatto da caposcuola” come evidenzia Dario Fertilio in un suo vecchio saggio intitolato “Le notizie del diavolo”, nel distorcere ogni forma di verità e di etica.
Ecco allora spiegata la strategia che quotidianamente viene dispiegata dall’italica sinistra terminale, come se il gene – o la tara – della menzogna fosse a trasmissione transgenerazionale.
Non potendo analizzare l’articolo citato nel suo sistema complesso per motivi di spazio, occorre necessariamente focalizzare l’attenzione su alcuni specifici spunti. Continua a leggere

Condividi

La fatica fa bene: rende meno stupidi. Non fatevela rubare dalle macchine

di Claudio Risé
La fatica fa bene: rende meno stupidi. Non fatevela rubare dalle macchine
Fonte: Claudio Risé
Sudore e responsabilità sono parte della vita fin dal travaglio della nascita.
Quando tentano di sbarazzarsene uomini e società si indeboliscono e si
disfano. Lo avevano già capito Cesare Augusto e i monaci benedettini.
La più antica delle fake news, la più dura a morire? Quella che ci assicura
che liberarci della fatica è uno straordinario affare. Anzi il più importante di
tutti. Trasferire la fatica ad altri, a qualcuno o qualcosa che la faccia al nostro
posto è l’antico sogno del pigro che sonnecchia dentro di noi, mentre
lavoriamo. È anche il messaggio di gran parte della pubblicità. Ma si tratta di
una sciocchezza, praticabile per poco tempo.
È questa, ad esempio, la storia (raccontata dai racconti popolari in tutto il
mondo, in modi diversi ma con la stessa morale) del Principe che scambia la
sua situazione con il povero per liberarsi delle sue fatiche principesche e
vedere la vita da un altro punto di vista. Proposta subito accolta dall’altro, ben
contento di liberarsi delle fatiche da povero. Dopo qualche peripezia però, Continua a leggere

Condividi

Populismo, sovranismo e miliardi alla povertà… il coraggio uno se lo può dare

di Rosanna Spadini
Populismo, sovranismo e miliardi alla povertà… il coraggio uno se lo può dare
Fonte: Comedonchisciotte
All’inizio dell’ottavo capitolo dei “Promessi Sposi”, il nostro Don Abbondio, quello che il “coraggio uno non se lo può dare”, mentre stava leggendo un libro per caso, gli capita di leggere il nome di un filosofo per caso “Carneade chi era costui?”, di cui lui non conosceva nulla, se non che forse l’aveva sentito nominare almeno una volta lungo il pavido, inutile corso della sua vita.
Ora noi potremmo dire la stessa cosa… la “politica” che razza di animale è? Un sarchiapone che inquieta solo a nominarlo, o un unicorno uscito da una sorta di bestiario contemporaneo. Se la politica il coraggio non se lo può dare, a cosa serve? Ora sembra che il governo giallo/verde di coraggio ne abbia da vendere, determinato a liberarsi dalle sacche finanziarie in cui è stato cacciato.
Manovra demagogica ha detto qualche barbagianni in tour mediatico, dimenticando che invece il DEF ha rappresentato finalmente l’affermazione della politica sulla finanza, sfidando la maglia di veti e vincoli europei, che hanno contribuito ad aumentare il livello di povertà in Italia, ridotta a fanalino di coda dell’UE.
Continua a leggere

Condividi

Il più grande miracolo di Padre Pio

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Il più grande miracolo di Padre Pio è tuttora in corso: è accendere la fede e la devozione in piena irreligione e in pieno ateismo. E ancora oggi, a cinquant’anni dalla sua morte. È un miracolo che non ha precedenti e che il santo non ha fatto a qualcuno in particolare, ma al popolo intero dei suoi devoti, compresi quelli che credenti e praticanti non sono ma che alla santità di Padre Pio hanno creduto assai prima che lo certificasse la Chiesa.
Il 23 settembre del 1968 si spense una vita e si accese una luce. Quella luce brilla ancora a distanza di cinquant’anni ed è legata al nome, all’immagine, alle mani sanguinanti di quel santo cappuccino dai modi bruschi, dall’italiano rustico e dialettale, dallo spirito che brillava nei suoi occhi veggenti. Continua a leggere

Condividi

Il futuro del Sovranismo

Il futuro del SovranismoUN’OPINIONE CIRCOSTANZIATA SU CUI RIFLETTERE
di Roberto Siconolfi
Fonte: Ereticamente
Tutto il movimento politico-ideologico legato allo schieramento sovranista/populista si muove in un contesto e su una serie di direzioni precise. Proseguendo per questa strada nuovi interrogativi vengono fuori, su scelte cruciali alle quali si può rispondere sia con l’alternativa secca oppure con l’affermazione di un’ondata ideologico-politica pluraleche pur avendo un’asse centrale ben distinto, contiene “diverse” se non addirittura “contrastanti” opzioni. Per quanto riguarda il contesto,partendo dall’aspetto più evidente, bisogna prendere atto della prosciugazione definitiva dell’area politica di sinistra ma più precisamente del marxismo. La morte di Domenico Losurdo incarna una fine simbolica di tutto il marxismo “intellettualmente onesto” col quale vale la pena ancora confrontarsi e col quale si possono trovare anche punti di convergenza per battaglie politiche molto concrete.  Stesso discorso può valere per determinate soggettività politiche, esponenti di quell’area. Tuttavia, bisogna prendere atto che il marxismo è completamente finito, e non per motivi di chissà quale portata storica. Esso ha raggiunto il suo punto minimo, lo“0” della sua parabola discendente.
La nuova epoca, il nuovo millennio, la possibilità di guardare con prospettiva storica ad ampio raggio deve portare, e porta già, per chi non se ne sia accorto, all’affermazione o meglio al “ritorno” di tutt’altri principii e valori che sarebbe più opportuno definire “spirituali”. L’inconsistenza e la “desolazione” della proposta “materialista” ed “economicista” del marxismo a confronto è ben poca cosa e non è nemmeno più sentita. Non a caso questi residuati bellici di intellettuali, gruppi e gruppuscoli vari, non sanno più che pesci prendere con la fase in atto. I peggiori di essi abbaiano fascista e razzista, i migliori ci presentano le solite pappardelle sulle rivoluzioni socialiste, con l’“economia al centro di tutto” e della “lotta di classe” come motore dei cambiamenti storici.  (…) Continua a leggere

Condividi

L'Occidente senz'anima

di Roberto Locatelli
L'Occidente senz'anima
Fonte: Il giornale del Ribelle
Da cent’anni a questa parte indubbiamente la qualità di vita nel mondo Occidentale ha avuto un’accelerazione e un miglioramento inavvicinabile da parte dei restanti Paesi del mondo. La tecnica e la tecnologia, applicate a tutte le branche della nostra vita, individuale e collettiva (lavorativa e sociale), ne hanno migliorato la qualità, contribuendo all’allungamento della vita media, al godimento del tempo libero e degli hobbies, alla possibilità di viaggiare e di conoscenza.  Si pensi alla tecnologia medica e farmaceutica, indispensabili per la cura di malattie e il benessere, per non dire dell’alimentazione, con un’immensa disponibilità di varietà di cibi lungo tutto l’arco dell’anno, per concludere con i mezzi e gli strumenti utilizzati nello svolgimento del lavoro, sempre più digitalizzato e sempre meno fisico. Continua a leggere

Condividi

Memorie di un’epoca – Fra’ Ginepro, il francescano che riportò Mussolini alla Fede

di Luciano Garibaldi

fgnpr

Fra’ Ginepro da Pompeiana (foto dal sito Ragazzi del Manfrei)

Fu un sacerdote, don Ennio Innocenti, teologo e storico, famoso predicatore radiofonico (indimenticabili le sue trasmissioni dal titolo “Ascolta, si fa sera”), nonché fondatore della “Sacra Fraternitas Aurigarum in Urbe”, a ricostruire il cammino di Mussolini verso la fede. Lo fece con un libro, “Disputa sulla conversione di Benito Mussolini”, pubblicato a Roma a metà degli Anni Novanta, appunto dalla Fraternitas (via Capitan Bavastro 136, 00154 Roma). Don Ennio Innocenti aveva dedicato dodici anni di ricerche e investigazioni personali a questa insolita vicenda. In un primo momento, aveva rivelato quanto ebbe a confidargli Padre Eusebio OFM, al secolo Sigfrido Zappaterreni, cappellano capo delle Brigate Nere, trasferitosi in Argentina dopo la guerra e morto a Buenos Aires. Più volte – questo aveva rivelato Padre Eusebio al confratello – egli ricevette la confessione sacramentale di Benito Mussolini. In seguito, fu un altro francescano a somministrare al Duce, dopo averlo confessato a sua volta, l’Eucaristia. Il suo nome era Fra’ Ginepro. Continua a leggere

Condividi

"Il decadentismo fa decadere il cattolicesimo"

Segnalazione del Centro Studi Federici

Segnalazione: “Il decadentismo fa decadere il cattolicesimo”
 
Recensione dello scrittore e giornalista Rino Cammilleri al libro di don Francesco Ricossa “La vergogna della tradizione” pubblicata su il Giornale del 23 settembre 2018.
 

http://www.centrostudifederici.org/segnalazione-decadentismo-decadere-cattolicesimo/ Continua a leggere

Condividi
1 2 3 4 5 6 7 8 28