I Ponti…dall’ Eternità allo S-fascio

Segnalazione Agenzia Consul Press
di , 24 agosto 2018
Dal  CROLLO dei MURI … al  COLLASSO dei PONTI 

UN’ ANALISI DI FILIPPO ORTENZI, con un commento di Giuliano Marchetti, dopo 10 giorni dalla tragedia di Genova 
I soloni della demoplutocrazia radical chic – ed i media con loro conniventi – dopo averci narrato per decenni balle inverosimili sulla presunta (e presuntuosa) eternità delle opere in cemento armato, oggi ci dicono che, al contrario, sono stati forse sperperati i soldi dei contribuenti …. perché tali opere hanno una durata massima di 50 (cinquanta) anni.
Come è possibile se a Pechino sono ancora utilizzabili i ponti illustrati da Marco Polo nel suo famoso libro “Il Milione” risalenti a parecchi secoli fa? E perché ancora resistono i numerosi ponti costruiti in epoca romana e medioevale ? Come mai le nuove tecnologie si sono dimostrate meno efficienti di quelle antiche?
ponte morandiSono domande che tutti noi ci poniamo dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, presentato per decenni come una delle opere ingegneristiche all’avanguardia del genio architettonico italiano.
Per doverosa informazione bisogna ricordare che i ponti costruiti durante il Regno d’Italia, compresi quelli del vituperato Regime Fascista, risultano ancora tutti ben funzionanti mentre, al contrario, quelli edificati nella Repubblica (ovviamente “democratica ed antifascista”, nata dalla Resistenza) non resistono al tempo e si sbriciolano come castelli di sabbia, mettendo a rischio la vita sia dei nostri Concittadini, sia dei visitatori provenienti dall’ Estero. Si è passati da un Governo Dirigista che con l’I.R.I. aveva salvato l’economia italiana durante la recessione del 1929, portando la disoccupazione a zero e la £ira a quota 90, ad un regime partitocratico. L’interesse nazionale che era il principio fondante del pensiero precedente è stato sostituito dalla logica del profitto, logica che ha pervaso ogni settore della società, compresi quelli che moralmente e spiritualmente dovrebbero esserne immuni, come ad esempio la Chiesa Cattolica che non si impegna più in battaglie a difesa dei valori cristiani, della morale o della famiglia ma unicamente in difesa del business “pro immigrazione clandestina” che le rende fior di miliardi. E’ nel nome della nuova divinità, che non è il Dio Uno e Trino della cristianità, ma il dio uno e quattrino del mondialismo capitalista, del liberismo cosmopolita, del catto-comunismo, della lotta ad ogni principio di sovranità e di identità dei popoli. Questa azione in Italia è stata favorita dai Governi di Sinistra che hanno, con Prodi e D’Alema, privatizzato le partecipazioni statali, smantellato l’IRI e svenduto il patrimonio pubblico a favore delle “Leggi di Mercato” e della Finanza Apolide.
Il 30 aprile del 1933 il principe Umberto di Savoia e la consorte Maria Josè del Belgio, unitamente al  cavalier Benito Mussolini, Duce del Fascismo e  Capo del Governo, inaugurò a Venezia il Ponte del Littorio (ribattezzato successivamente, nel nome dell’antifascismo, Ponte della Libertà) ed il suddetto Ponte garantisce la percorrenza del traffico sia automobilistico, sia ferroviario, congiungendo Venezia alla terraferma, consentendone un successivo ampliamento nel 1970, portando i binari da 2 a 4.
https://www.youtube.com/watch?v=4hLrHxIIdx4
Questo ponte, al pari di tutti gli altri costruiti durante il periodo monarchico,  con tecnologia meno avveniristica e più arcaica dei quelli del dopoguerra, sta ancora in piedi. Come mai allora i ponti costruiti nel dopoguerra, con cemento armato (che ci dicevano garantisse l’eternità) hanno tutti delle criticità?
Forse perché nel nome del profitto si sono utilizzati materiali scadenti, perché si dovevano finanziare anche i partiti repubblican-costituzionali e pagare tangenti? La cosa non è da escludere. Questo anche alla luce delle inchieste sulla corruzione che agli inizi degli anni novanta del secolo scorso hanno spazzato via un’intera classe dirigente, poi purtroppo riciclatasi nella seconda attraverso soprattutto il PDS-PPI-DS-Margherita-PD e Forza Italia-PDL  ….
Come per il filmato precedente,  qui di seguito riportiamo la testimonianza della giornalista Milena Gabanelli in un’inchiesta di Report sulla gestione della Autostrade a Benetton nel lontano 2004, poi i politici non dicano che erano all’oscuro…
https://int.search.tb.ask.com/search/video.jhtml?  enc=0&n=783a6395&p2=%5ECQJ%5Exdm379%5ELMITIT%5Eit&pg=video&pn=1&ptb=E8436575-024F-4C6A-BF9D-5402A18FE6CF&qs=&searchfor=Gabanelli+autostrade+benetton+2004&si=adwords-b883f162247c1aaec22951fa903d9bd4&ss=sub&st=sb&tpr=sbt
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Lo scrittore Maurizio Blondet (*1), nel suo sito personale si domanda: “Ma ‘Segreto di Stato’ può voler dire ‘Tangenti’? (Domanda alla Procura)”. E questo perché i governi di Sinistra hanno messo il segreto di Stato sui contratti di concessione alle autostrade: cosa c’è da nascondere e che il popolo non deve sapere?”–  Conclude quindi il giornalista: “E’ una domanda  che vorrei porre, da povero cittadino, a giudici, procuratori: quale altro motivo riescono a immaginare  per questo segreto – di Stato! – se non occulti scambi e benefici tra i politici che hanno concesso, e quelli che godono della concessione di un monopolio lucrosissimo?  Domando sinceramente: perché  io non riesco a immaginare altro.  Magari i giudici e procuratori, invece sì.”
Sempre in tema di Autostrade per l’Italia, delle quali è proprietaria la società Atlantia del Gruppo Benetton (i cui componenti risultano “elettivamente affini” ad un tal Mr. George Soros) e che – tramite Oliviero ToscaniGuru della comunicazione – promuove “campagne arcobaleno” a favore sia della negazione identitaria dei popoli, sia del meticciato e dell’invasione afro-islamica del nostro Paese. Tale vicenda così è stata sintetizzata dal giornalista Emidio Novi (*2): “Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra … Fantasiosi questi Benetton. – Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s’erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l’IRI. Massimo D’Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell’IRI e quindi dello Stato. … Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semi-falliti come imprenditori del tessile-abbigliamento … hanno incassato tanti di quei soldi da diventare investitori globali.  … Con una redditività del 25% decidono di tagliare le spese di manutenzione. Per loro le Autostrade ex IRI sono una miniera d’oro inesauribile. Aumma aumma nel 2016 ottengono una proroga quarantennale con un emendamento aggiunto all’ultimo minuto alla legge Finanziaria. Una vergogna, la banda Renzi è capace di tutto. … I contratti che riguardano i concessionari delle autostrade vengono secretati. … Questa banda di malavitosi merita un decreto che spazzi via la benevolenza di TAR e magistratura civile corrotta. E che faccia capire a opposizioni e potere mediatico che la fortuna sta abbandonando i Benetton e quelli come loro”.
La sensibilità di Autostrade per l’Italia e della famiglia Benetton è tale che per le vittime della tragedia del Ponte Morandi non hanno detto una parola, anzi lucrandoci ….  se è vero come ha detto l’on. Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, hanno addirittura preteso il pedaggio dalle autoambulanze e dai mezzi di soccorso.
Che ci sia stato qualcosa che non funzionava nella privatizzazione delle Autostrade avrebbe dovuto accorgersi anche la magistratura, forse anche laPres IRI stampa se fosse stata veramente libera e non asservita alle Lobby Confindustriali, di cui la famiglia Benetton è una delle massime rappresentanti, se è vero, come è vero che Gian Maria Gros-Pietro, ultimo  Presidente delle Autostrade pubbliche dell’IRI è stato successivamente promosso Presidente delle Autostrade private del Gruppo Benetton.
A nostro modesto parere il “Governo grillo-leghista del cambiamento” dovrebbe istituire una Commissione d’Inchiesta sulle privatizzazioni riconducibili ai governi di una certa Sinistra (stanziante in Capalbio) ed istituire – come fecero i governi antifascisti non appena conquistato il potere – un Tribunale Speciale sugli illeciti arricchimenti di Regime (constatando come i politici fascisti, a cominciare da Mussolini, pur governando con modalità probabilmente discutibili, furono prevalentemente onesti) e far pagare alle classi politiche predatorie attuali il danno erariale da loro causato alle casse dello Stato, favorendo l’indebitamento pubblico e la pauperizzazione del nostro popolo.
Filippo Ortenzi
Rettore costituenda Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

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NOTE A MARGINE  – Se possibile, vorrei ampliare l’analisi di Filippo Ortenzi coinvolgendo anche ben altre e diverse responsabilità di questo scellerato Stato (repubblicano, democratico, pluripartitocratico, diffusamente ed ampiamente corrotto) per una assoluta mancanza d’una politica economica/industriale e manageriale, nonché per l’incapacità di valutare, proporre ed “imporre” – qualora necessario – scelte più opportune per la Nazione (o per il Popolo, o per la Comunità) che il medesimo Stato avrebbe dovuto rappresentare o guidare.  A mio giudizio, risultano infatti criticabili e condannabili le dissennate scelte con cui, dalla fine degli anni ’50, è stato privilegiato lo sviluppo delle reti autostradali nei confronti di quelle ferroviarie e, quindi, la sudditanza di questo scellerato Stato in particolare nei confronti della “Dinastia Agnelli” ed in generale nei confronti delle lobby automobilistiche, delle compagnie petrolifere, ecc. ecc.  D’altra parte, così come è giusto riconoscere i meriti acquisiti della Fiat nello sviluppo del “Paese Italia”, va anche evidenziato come la Fiat S.p.A. – in sede approvazione bilanci d’impresa – abbia spesso privatizzato i profitti (distribuendo utili ai propri Azionisti) e parimenti socializzato le perdite a carico dell’Italia (ricorrendo alla Cassa Integrazione per le retribuzioni dei propri dipendenti).  E sul “Caso FIAT” più volte la Consul Press ha preso posizione, ospitando e pubblicando anche ponderosi interventi del Prof. Gaetano Rasi, eminente studioso e già Presidente del CESI – Centro Nazionale Studi Politici ed Iniziative Culturali.

http://www.consulpress.net/il-caso-fiat/
Per quanto riguarda invece il pesante “J’Accuse” dell’amico Filippo contro la Chiesa Cattolica, desidero esprimere un mio parziale dissenso.  Infatti ritengo sia giusto ricordare come l’attuale Pontefice (nonostante le sue luci ed ombre) abbia più volte lanciato il proprio giusto monito contro le leggi di un mercato iper-liberista, contro una finanza apolide, contro un capitalismo selvaggio ed incontrollato, rievocando forse inconsciamente i “Valori” dell’ Umanesimo del Lavoro, che è ben presente sia nei nostri cuori, sia nella nostra Linea Redazionale.  Ciò premesso, personalmente, non posso non condividere la Filippica Ortenziana contro il “business dell’ immigrazione clandestina” e, d’altra parte,  personalmente mi sono sempre schierato contro lo “Jus Soli”stoltamente auspicato dallo Stato Vaticano, giuridicamente uno “Stato Estero”, che è giunto a richiedere specifici provvedimenti legislativi allo Stato Italiano tramite indebite pressioni ed ingerenze delle proprie Gerarchie e del proprio apparato mediatico-comunicativo … vds. Avvenire, Famiglia Cristiana, Giornalini parrocchiali, ecc.  – D’altra parte, sia lo stesso Pontefice, sia le alte od intermedie Gerarchie Ecclesiastiche, sia i numerosi Parroci e Sacerdoti, avrebbero già da tempo dovuto riflettere con maggior attenzione sulle conseguenze geo-politiche e sociali che queste trasmigrazioni di massa comporteranno in misura sempre più devastante, se non opportunamente bloccate e regolarizzate.  Con un’accoglienza globalizzata ed incontrollata – aperta a tutti, sempre e comunque – in ossequio ad un distorto ed inapplicabile ecumenismo Verso il Diverso – senza l’intervento illuminato di Vladimir Putin in aiuto del Popolo Siriano  e del legittimo Presidente della Siria – la Curia dello Stato Città del Vaticano avrebbe potuto osservare (qualora ne avesse avuto tempo !) i cammelli ed i cavalli del bellicoso “Califfato Islamico” abbeverarsi nelle fontane davanti al Colonnato di Piazza San Pietro.
A mio giudizio, la Chiesa Cattolica dovrebbe invece maggiormente impegnarsi sia nella “Nostra Italia”, sia nei territori d’oltre mare, per migliorare ed assistere in loco le condizioni di vita spirituali e materiali delle relative popolazioni e/o comunità, evitando loro un brutale e forzoso sradicamento dai propri territori, adempiendo così ad una “Missione” Pastorale, Spirituale e Vocazionale, da troppo tempo caduta in oblio e senza farsi irretire da interessi pseudo-politici, immobiliar-imprenditoriali e/o lobbistici.  Pertanto, quale Cattolico Ghibellino ed appartenente all’ ORDO SANCTI SEPULCHRI –  CAVALIERI BIANCHI DI SEBORGA, mi piace concludere queste mie note con il nostro motto: Non Nobis Domine, Non Nobis, sed Domini Tuo da Gloriam”
Giuliano  Marchetti 
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(*1) Maurizio Blondet – Noto e brillante giornalista, nonché scrittore, saggista e blogger (www.maurizioblondet.it) – Più volte sulla nostra Agenzia Giornalistica sono stati ripresi suoi articoli e sue conferenze. Il testo qui riportato, pubblicato in data 16 agosto (2 giorni dopo l’avvenuto crollo del Ponte Morandi) è stato tratto dal sito “Christus Rex”, a cui si può accedere direttamente anche tramite il banner presente nella homepage della Consul Press.   
(*2) Emiddio Novi – Giornalista e Scrittore, collaboratore delle “Edizioni ControCorrente” ed autore di vari libri, tra cui “La Dittatura dei Banchieri” a suo tempo recensita su questa Testata, nell’agosto del 2014, a cura di Ivan Guidone. Lo stralcio del presente articolo riguardante i Benetton, riportato sulla nostra Agenzia è stato ripreso da “Affari Italiani”, il I° Quotidiano Italiano online, ivi pubblicato il 18 agosto. Purtroppo, apprendiamo in questo momento – tramite una @ delle Edizioni ControCorrente – della sua tragica morte oggi avvenuta in un incidente stradale, travolto da un camioncino in una manovra di retromarcia…. Che Dio lo accolga in Cielo, meritatamente !_____________G.M.
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"Papa" Muto Primo. E la sua corte parlante

Papa Muto Primo. E la sua corte parlante.

Papa Muto Primo. E la sua corte parlante.

“Francesco”, sulle accuse di Monsignor Venegoni – che lui era al corrente dei casi di cardinali  omosessuali e li ha promossi e favoriti – ha reagito: “Non dirò una sola parola”. L’ha fatto  sempre.  Non ha detto una parola sul perché ha voluto distruggere  i Francescani dell’Immacolata, un ordine fiorente di vocazioni.   Una distruzione senza motivazione, extragiudiziale,  e persino senza …
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La polveriera Libia: rischiamo di perdere anche Tripoli. E il traffico di migranti è diventato una industria

di Alberto Negri
La polveriera Libia: rischiamo di perdere anche Tripoli. E il traffico di migranti è diventato una industria
Fonte: Alberto Negri
L’Italia rischia di perdere anche Tripoli? Il governo di Fayez Sarraj, appoggiato dalla brigate islamiste ma sotto attacco costante delle altre milizie _ nonostante l’ennesima e fragile tregua _ appare sempre più debole, il generale Khalifa Haftar in Cirenaica è sempre più minaccioso nei confronti dell’Italia, la Francia di Macron sempre più determinata a perseguire la sua agenda per convocare elezioni entro la fine dell’anno.
Ma qual è la politica italiana in Libia? Nessuno è in grado davvero di rispondere nonostante le visite di Salvini e Moavero a Tripoli. Anzi l’Italia sembra quasi isolata, nonostante il governo di Tripoli sia quello riconosciuto dalla comunità internazionale in contrapposizione al potere di Haftar, spalleggiato da Francia, Egitto, Russia ed Emirati Arabi Uniti. In realtà anche l’appoggio americano alle posizioni italiane appare assai evanescente: l’impressione è che sulla Libia Trump abbia raccontato al premier Conte le stesse fesserie che Obama raccontava a Renzi, quello di un nostro ruolo preminente nelle faccende libiche che in concreto le altre potenze non ci riconoscono se non a parole. Anche la pubblicizzata conferenza sulla Libia a Roma, da tenersi in ottobre, appare incongruente se prevalesse la posizione francese e di Haftar per andare a nuove elezioni, anche solo presidenziali (senza le legislative e riforma costituzionale).  Continua a leggere

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Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? L'idiosincrasia della oligarchia con la democrazia

di Carlo Formenti
Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? L'idiosincrasia della oligarchia con la democrazia
Fonte: Carlo Formenti
Dobbiamo integrare i barbari o dobbiamo scacciarli? Così si interroga Paolo Mieli in un articolo di fondo sul Corriere di oggi (29 agosto). I barbari, ovviamente, sono i populisti che siedono oggi nella stanza dei bottoni senza averne ottenuto il permesso dalle vecchie élite. La metafora è un vezzo da aspirante storico? (povero Montanelli: guarda chi occupa oggi il ruolo che tu ti eri meritato al di là delle tue idee politiche…). No, questa volta Mieli ruba l’idea a due politologi – Giovanni Orsina e Angelo Panebianco – che vi hanno fatto ricorso per discutere se convenga “civilizzare” i barbari, come avevano tentato di fare i romani con Odoacre (versione Orsina) oppure scacciarli (versione Panebianco). Metafora inquietante, commenta Mieli, per il solo fatto che la durezza dell’oggi evoca la tenebrosa epoca della caduta dell’Impero. Ma inquietante per chi? Direi soprattutto per noi cittadini, visto che siamo di fronte all’ennesima conferma (l’ultima ce la diede Mattarella con il veto anticostituzionale su Savona) che le vecchie caste non possono accettare certi spiacevoli effetti collaterali della democrazia: quando il “popolo bue” vota su questioni per cui non ha la competenza, bisogna correggerne l’errore con le buone (Orsina) o con le cattive (Panebianco). Le cattive auspicate da Panebianco chiamano in causa l’Europa e le cure alla Greca che si è dimostrata capace di applicare in caso di “errore grave” dell’elettorato. Del resto il nostro è un fedele allievo del neoliberalismo alla Hayek (oggi canonizzato dagli ordoliberisti che governano l’Europa) il quale aveva esplicitamente dichiarato che un regime totalitario ma liberista (alla Pinochet per intenderci) era preferibile a un regime ultrademocratico ma “statalista”. E le sinistre “radicali” (del PD non vale più la pena parlare)?. Purtroppo, invece di incalzare il governo sui temi su cui ha fatto qualche timido passo positivo (nazionalizzazioni contro eventi in stile Genova, politiche ridistributive, riforma Fornero, grandi opere, tensioni con la Ue), senza ovviamente rinunciare ad attaccarlo duramente sulle paranoie securitarie alla Salvini, sembrano sempre più disponibili a svolgere il ruolo di utile idiota, a fare cioè da ruota di scorta di un fronte antipopulista che, se riuscisse a rovesciare il governo, imporrebbe il ritorno a una “normalità” fatta di sacrifici ancora più feroci per le classi subalterne, in modo che capiscano che quando si sbaglia voto la si paga cara… Continua a leggere

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C’è un problema all’o.d.g.: chi comanda in Italia?

di Francesco Lamendola
C’è un problema all’o.d.g.: chi comanda in Italia?
Fonte: Accademia nuova Italia
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nega ai clandestini della nave Diciotti di sbarcare dal porto di Catania, dopo aver dato il permesso di scendere a terra ai bambini non accompagnati e alle persone con problemi di salute, e la procura di Agrigento apre un fascicolo su di lui; ipotesi di reato: sequestro di persona, abuso d’ufficio, incitamento all’odio razziale.
Ci si chiede, intanto, perché la nave Diciotti abbia preso a bordo quei clandestini, che si trovavano in acque territoriali maltesi; perché abbia replicato lo stesso copione dei primi di luglio, quando ebbe luogo una vicenda pressoché identica. Errare humanum, perseverare diabolicum. Identico anche l’atteggiamento dell’Unione europea: tante belle parole e nessuna disponibilità concreta; anzi, la seconda volta meno della prima. I tre interlocutori che alla fine si sono fatto avanti sono stati l’Irlanda e l’Albania, e quest’ultima non è neanche membro dell’Unione, più la Chiesa cattolica: come se non si sapesse che domani, o dopodomani, gran parte di quei clandestini saranno a spasso per l’Italia, ad ingrossare il già pauroso esercito che scorrazza dalle Alpi alle Sicilia, libero di rubare, spacciare, rapinare, sfruttare il racket della prostituzione, stuprare e ammazzare: seicentocinquantamila anime, cifre ufficiali del ministero.
Quello precedente al governo giallo-verde, sia ben chiaro; perché  se fossero state fornite da questo governo, chi ci avrebbe creduto? E il bello è che sono cifre immensamente inferiori alla realtà. Gli italiani sono tenuti al buio, da anni vengono sistematicamente ingannati; non hanno il diritto di sapere. Si fa loro credere che quanto sta avvenendo è qualcosa di naturale, e, comunque, d’inevitabile; che si può, sì, “governare i flussi” (ma è mai stato fatto?), non però arrestarli, perché così vuole la Storia, e così vogliono anche l’Umanità, la Solidarietà, la Civiltà, il Cristianesimo e la Chiesa cattolica: quella di Bergoglio, però, cioè quella taroccata e apostatica, non quella vera. Già: però il signor Soros è venuto in Italia ed è stato ricevuto a Roma, dal premier Gentiloni, come se fosse un Capo di Stato. Si sono parlati a porte chiuse e non è chiaro cosa si siano detti. Soros, per chi non lo sapesse, oltre a essere il grande sponsor delle o.n.g. che ci scodellano i migranti dalla sponda africana alla nostra, è anche quel signore che, con le sue speculazioni, ha causato al nostro Paese un immenso danno finanziario, negli anni passati. È anche un signore che è ricercato da alcuni Stati europei, come l’Ungheria e la Russia, nei quali il suo ritratto figura sulle segnalazioni dei delinquenti pericolosi e notori, e, se osasse mettere il naso da quelle parti, verrebbe immediatamente arrestato e processato. Soros è uno dei più grandi criminali della finanza mondiale, però questo non viene detto dai nostri mass-media, forse perché, in tema di migrazioni e di globalizzazione, parla lo stesso linguaggio del signor Bergoglio, l’altro grande impostore, colui che sta distruggendo scientemente la Chiesa cattolica, per eseguire lo sporco lavoro che gli è stato affidato dalla massoneria ecclesiastica. Ma per i nostri mass media, padroni incontrastati del discorso perché operanti in regime di monopolio, non solo senza concorrenza, ma anche senza il minimo contraddittorio, Bergoglio è già santo adesso, in vita, e Soros è un grande filantropo, un amico dell’umanità. Continua a leggere

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Vi siete dimenticati chi c’era prima?

di Raffaele Pengue 
Vi siete dimenticati chi c’era prima?
Fonte: byebyeunclesam
La moda dell’estate nelle redazioni dei giornali, nei talk-show televisivi, sui social è trasformare ogni parola di un qualunque esponente di M5S e Lega nella prova provata della loro incompetenza, della guerra sotterranea tra le due forze. Non c’è argomento – dai vaccini alle grandi infrastrutture, dalla prossima manovra finanziaria sino alla revoca della concessione alle Autostrade dei Benetton – che non alimenti il fuoco di sbarramento contro l’attuale governo, al quale tra l’altro viene imputato ormai di tutto; dal revanscismo neofascista ai reumatismi per il maltempo. Oggettivamente, come qualsiasi nuovo esecutivo, le perplessità non mancano e alcune improvvide uscite di qualche esponente poteva essere risparmiata, però la foga con la quale le grandi firme della stampa nazionale si vanno avventando contro il governo fa pensare. Certo, potrebbero fallire anche loro come i predecessori. Vero: nessuno nasce perfetto, e anche con tutta la buona volontà di cambiamento gli ostacoli da superare potrebbero rivelarsi invalicabili. Ma in questi 20 e più anni ricordo che solo nei confronti di Berlusconi e solo da una parte del sistema dei media c’è stato totale scetticismo fin dalla vigilia della formazione di un nuovo esecutivo.
Non un dubbio sulle capacità taumaturgiche di chi c’era prima. Mai un fronte scettico a 360 gradi come per il premier Conte Salvini e Di Maio, mai un esercito mondiale di Cassandre come in questo caso. Ma vi siete dimenticati i campioni al governo in questi ultimi sette anni? Del Paese che hanno lasciato in eredità? Fermiamoci un attimo e recuperiamo la memoria e ditemi se vorreste mai tornare ad essere governati dagli stessi che hanno disintegrato il Paese. Perché chi è stato al governo ininterrottamente in questi sette anni, può nascondersi come vuole e può negare fino alla morte, ma non potrà mai dire di aver fatto qualcosa per migliorare il Paese. Vi siete già dimenticati le ricette miracolose di Monti, Letta, di Matteo Renzi e della esperta di banche Maria Elena Boschi? Continua a leggere

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Non moriremo Saviano

Povera Costituzione, tirata a destra e a manca per convenienza e partigianeria. E ora lo fa anche lo scrittore che odia Salvini
di Alessandro Sallusti
Roberto Saviano, probabilmente dal suo attico di New York dove vive ben protetto (o forse da qualche amena, segreta e blindata località vacanziera) scrive che Matteo Salvini andrebbe arrestato perché – impedendo lo sbarco dei 177 immigrati salvati in mare dalla nostra Guardia costiera – sta violando la Costituzione su cui ha giurato da ministro.
Povera Costituzione, tirata a destra e a manca per convenienza e partigianeria. Saviano odia Matteo Salvini, è un suo diritto garantito dalla Costituzione, la quale è stata pensata anche per permettere a gente come lui – e a tutti gli ignoranti, arroganti, stupidi e incattiviti – di poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Ma per fortuna la Costituzione dice anche altre cose. Per esempio – articolo uno – che la sovranità appartiene al popolo, non agli scrittori e neppure ai magistrati. E il popolo ha deciso che al governo ci andasse Salvini, non gli amici di Saviano. Amici, tipo la Boldrini, che proprio per le loro idee sull’immigrazione sono stati sonoramente bocciati.
Andiamo oltre. La Costituzione determina e regola diritti e doveri dei cittadini italiani, non di quelli della Tunisia o del Niger. Ovviamente – articolo due – impone a chiunque di rispettare i diritti inviolabili dell’uomo, che nel caso degli immigrati in questione non sono quelli di sbarcare a Catania ma di essere salvati, accuditi, e curati. Cose che sono avvenute e stanno avvenendo in condizioni di massima sicurezza a bordo della nave Diciotti. E siamo pure nel pieno rispetto dell’articolo dieci, che recita: «…la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali», visto che il salvataggio di questi disperati è avvenuto in acque maltesi e che pertanto il loro approdo – in base proprio ai trattati – non è Catania ma doveva essere Malta o, in subordine, in quota parte tra tutti i Paesi della Comunità europea. Continua a leggere

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Orribile presentimento: Ponte Morandi non sarà ricostruito e Salvini in galera…

Ho un orribile presentimento: nessuno ricostruirà il Ponte Morandi. E Salvini in galera.

Ho un orribile presentimento: nessuno ricostruirà il Ponte Morandi. E Salvini in galera.

Allora,  sunteggiamo le iniziative della magistratura. Il pm di Agrigento sale sulla Diciotti e apre un fascicolo “contro ignoti” per “sequestro di persona”. Ha di mira Salvini, ovviamente. Pm di Genova: manda la Finanza  negli uffici di Autostrade a sequestrat “computer e telefonini” della dirigenza. Otto giorni dopo il collasso del Ponte Morandi. Dicesi otto giorni. Tanto tanto tempo per …
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Il capitalismo ci sta uccidendo?

di Paul Craig Roberts
Il capitalismo ci sta uccidendo?
Fonte: Comedonchisciotte
Alcuni economisti ad indirizzo ecologista, come Herman E. Daly, sostengono che i costi esterni correlati all’inquinamento e al depauperamento delle risorse mondiali non vengono presi in considerazione dal prodotto interno lordo, per cui  non possiamo sapere se un aumento del PIL è, in realtà, un guadagno o una perdita.
I costi esterni sono enormi ed in crescita costante. Da che mondo è mondo, le multinazionali manifatturiere e industriali, quelle del comparto agroalimentare, i sistemi fognari cittadini, ed altri colpevoli hanno fatto pagare ai terzi i costi delle loro attività nocive per l’ambiente. Recentemente ci sono state numerossime segnalazioni, molte delle quali centrate sul Roundup della Monsanto, il cui principale componente, il glifosato, è ritenuto cancerogeno.
Un’organizzazione volta alla salvaguardia della salute pubblica, l’Environmental Working Group, ha riferito di recente che i suoi test hanno evidenziato la presenza di glifosato in 43 su 45 tipi di alimenti per la prima colazione dei bambini, comprendenti muesli, fiocchi d’avena e merendine prodotte da Quake, Kellog e General Mills. LINK.
In Brasile si è scoperto che l’83% del latte materno contiene glifosato. LINK.
L’Istituto per l’Ambiente di Monaco ((Umweltinstitut München) ha riferito che 14 delle marche di birra tedesche più vendute contengono glifosato. LINK.
Il glifosato è stato trovato nelle urine dei contadini messicani e nelle falde acquifere messicane. LINK.
Secondo Scientific American, “anche i composti inerti del Roundup sono in grado di uccidere le cellule umane, in modo particolare quelle embrionali, placentari e del cordone ombelicale.” LINK.
Un tossicologo tedesco ha accusato di frode scientifica l’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione del Rischio (Bundesinstitut für Risikobewertung) e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority – EFSA) per aver accettato la tesi di un gruppo di lavoro gestito dalla Monsanto sulla non-cancerogenicità del glifosato. LINK. Continua a leggere

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La trincea anti-America di Salvini

La trincea anti-America di Salvinidi Massimo Fini
Fonte: Massimo Fini
La cosa sta diventando preoccupante. Sempre più spesso ci tocca essere d’accordo con Matteo Salvini, che certamente ha il vizio di intromettersi un po’ in tutto ma ha una velocità di reazione che costringe il più pavido Di Maio ad arrancare per inseguirlo facendo la figura di un terzino sprovveduto davanti al miglior Leo Messi.
Ha ragione Salvini quando di fronte all’attacco del Wall Street Journal che prospetta un collasso dell’Italia a causa dell’incapacità del suo governo “populista” e alle minacciose proiezioni dell’agenzia di rating Moody’s e della multinazionale massmediatica Bloomberg, entrambe americane, che sembrano avere una gran voglia di declassarci, si aspetta dopo la presentazione della legge di Bilancio una tempesta sull’Italia da parte dei cosiddetti ‘mercati’, vale a dire della finanza internazionale ampiamente controllata dagli Usa, per abbattere l’odiato governo giallo-verde. Che ha la grave colpa di aver fatto rialzare all’Italia un po’ la testa.
Ci convince un po’ meno Matteo Salvini quando eccede nelle sue esibizioni muscolari: “noi non arretreremo di un millimetro”. I precedenti italiani, soprattutto da parte di quel mondo cui Salvini più o meno consciamente si ispira, non sono incoraggianti. Benito Mussolini, che oltretutto aveva una statura politica e intellettuale di fronte alla quale Salvini è un nano, dichiarò petto in fuori: “fermeremo gli americani sul bagnasciuga”. E gli americani, con un appoggio della Mafia che avremmo pagato a caro prezzo e che ancora stiamo pagando, in due giorni si presero la Sicilia. “Spezzeremo le reni alla Grecia” disse il Duce e dovette intervenire la Wehrmacht per salvarci da un disastro militare (sia detto di passata: Mussolini è stato involontariamente il miglior alleato degli Alleati, con gli sprovveduti interventi in Grecia e, ancor più, con quello in Nord Africa che Hitler assolutamente non voleva avendo altri fronti, più importanti, da coprire).
Quello di cui Salvini sembra non rendersi conto è che l’attacco all’Italia da parte degli americani, nonostante costoro e i loro amici tentino di far credere il contrario, fa parte del più generale attacco yankee all’Europa. Salvini deve quindi mettersi d’accordo con se stesso: non si può essere contemporaneamente antiamericani e antieuropeisti, perché un’Europa unita è l’unico baluardo alle prepotenze americane. Che è la politica che segue, sia pur con le obbligate prudenze, Angela Merkel. Visto che girovaga un po’ dappertutto Salvini vada al più presto a incontrare Angela, non con il cappello in mano ma mettendosi, questa volta, doverosamente sull’attenti davanti all’unico uomo di Stato europeo. Continua a leggere

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