Disponibile il numero 96 di Sursum Corda

Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 96 (del giorno 14 gennaio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati. Ricordiamo agli Associati che, dopo aver effettuato il Login, potranno prendere visione del Rendiconto annuale 2017, decidere se approvarlo, votare le Cariche 2018-2019 e le Linee guida associative 2018: qui c’è il link riservato.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 96. Il censimento di Quirinio;
– Preghiera a San Sebastiano Martire;
– Preghiera ai Santi Mario, Marta, Abaco e Audiface, Martiri;
– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 114, 115 e 116;
– Preghiera alla Cattedra di San Pietro a Roma;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Elladio;
– San Tommaso: come il popolo deve comportarsi per evitare che il monarca diventi tiranno;
– Preghiera a Sant’Antonio Abate;
– Sant’Alfonso: Il prezzo del tempo. Parte seconda;
– Teologia Politica 86. Le attuali “democrazie” favoriscono il predominio di gruppi irresponsabili;
– Racconti miracolosi n° 43. Il cane di San Rocco della Croce.
Nuovamente disponibili:
– La Rivoluzione secondo Mons. de Ségur e Chi è Maria? Catechismo mariano.
Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.
Ossequi, Carlo Di Pietro.

SVRSVM CORDA® ONLUS
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
Redazione: editoria@sursumcorda.cloud 
Donazioni: paypal@sursumcorda.cloud

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Destra radicale e mitologia borghese risorgimentale

Risultati immagini per Mussolini Contro-rivoluzionarioL’ANALISI
di Tomàs de Torquemada
Da vari anni, sulla spinta di nuova reviviscenza di un presunto nazionalismo italiano di radice positivista, laicista e massonica, certa Destra radicale italiana ha abbracciato la mitologia risorgimentale. Praticamente, la medesima mitologia che è alla base dello stato antifascista che, dalla fondazione della repubblica ad oggi, domina incontrastata con la immancabile benedizione della neo-Chiesa sovversiva, frutto della bufera conciliare dell’operazione Montini.
Ora non ci interessa divulgare di nuovo informazioni, dati, statistiche sul genocidio del Sud Italia e sulla rivoluzione massonico-borghese denominata risorgimento; il lettore interessato può consultare i testi del saggista napoletano Luigi Di Fiore (in larga parte pubblicati dalla UTET), quelli della storica Elena Bianchini Braglia, autrice peraltro di un’ottima monografia su Donna Rachele, i testi di Mattogno sulla Rivoluzione borghese in Italia o il fondamentale saggio “Il Genocidio: la conquista del Regno delle Due Sicilie, la mistificazione, il dolore della memoria, il ricordo dopo l’oblio” di Stefano Pellicanò, Calzone Editore, Crotone. Noi non riteniamo necessario riabilitare la storia preunitaria; non siamo clericalisti, non siamo reazionari né i ridicoli nostalgici commemoratori in divisa settecentesca di un passato finito, che non tornerà più. Noi siamo e saremo italiani e camerati contro-rivoluzionari, in quanto Romani, Cattolici e mediterranei. Non esiste né è mai esistita, né potrà esistere, altra Italia che non abbia Roma quale centro sacrale dell’Occidente e asse del mondo. Continua a leggere

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Sondaggi: Centrodestra fa il pieno al nord, al sud duello con M5s

Foto tratta dal sito di Ipsos © AnsaSegnalazione di A.M.
Dati Ipsos. Coalizione prima a 266 seggi, Pd a 154, M5s a 170, 27 a LeU
Il centrodestra fa il pieno al nord, al sud duello tra M5s e Berlusconi, i grillini avanti in Sicilia, Lazio e Liguria. Infine il Pd in vantaggio nelle roccaforti ‘rosse’ in Emilia e Toscana, ma male nelle Marche. E’ questa la geografia politica e la distribuzione dei 231 collegi uninominali secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera sulle intenzioni di voto, grazie a 50mila interviste realizzate tra il marzo 2017 e il gennaio 2018, esclusi Valle d’Aosta e Estero, con metodo misto (linee fisse, cellulari, web-Cati-Cami-Cawi.
Secondo questo studio, la Camera sarebbe così divisa: 266 seggi al centrodestra (131 nel maggioritario, oltre a 68 di Forza Italia, 51 alla Lega e 16 di Fratelli d’Italia); 170 ai grillini (con 53 collegi nel maggioritario e 117 nel proporzionale), 154 al centrosinistra (appena 47 guadagnati nei collegi e 107 nel proporzionale), infine 27 seggi a Liberi e Uguali.
CONTINUA SU:
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/01/19/sondaggi-centrodestra-fa-il-pieno-al-nord-al-sud-duello-con-m5s_73e93253-7706-4417-bb09-07610250009e.html Continua a leggere

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Fallibilismo ed eresia

Risultati immagini per Sede VacanteL’ANGOLO DELLA TEOLOGIA
di Fra Leone da Bagnoregio

È apparso sull’ultimo numero di Tradizione Cattolica n. 3 – 2017 un articolo a firma di don Mauro Tranquillo dal titolo: “Risposte ad alcune domande sulla situazione della Chiesa”. Formulato in modo da dar risposta ad alcune domande. Se si voleva seguire il metodo tomista bisognava pure affrontare le questioni “sed contra” il che non è avvenuto! Ad un attento esame da articolo emergono alcune conclusioni e soluzioni all’attuale situazione ecclesiale alquanto stupefacenti.  Tale articolo essendo molto strutturato dovrà essere esaminato dettagliatamente. L’autore parte giustamente da alcuni presupposti esatti, però porta a conclusioni errate e/o prive di fondamento.

Innanzi tutto bisogna premettere che ci si sta soffermando su un problema superato da tempo, infatti nel suo studio, il novello teologo, ripropone il caso di un papa validamente eletto che incorre in eresia pubblica e manifesta (haeresia superveniens) e pertanto si dovrebbe affrontare l’ipotesi della decadenza “de facto” oppure la messa in mora per farlo decadere, questioni già affrontate da numerosi scritti afferenti la la Sede Vacante.

Il problema è superato, in quanto gli eletti al supremo pontificato almeno dalla morte di Paolo VI hanno formalmente accettato tutti i documenti conciliari compresa Dignitatis humanae personae, Unitatis Redintegratio, Nostra Aetate e Gaudium et spes e post conciliari compreso il Novus Ordo Missae, il nuovo diritto canonico e la legittimità di varie canonizzazioni, hanno con fatti e discorsi palesato la loro incondizionata adesione ad un nuovo corso ecclesiale, alla “nuova Roma conciliare” come la definì lo stesso Mons. Marcel Lefebvre.

Un eretico manifesto non può essere “materia apta” al supremo pontificato, anche se eletto con l’unanime consenso di tutti i cardinali elettori, il che non avvenne. Si può proporre come esempio molto semplice, la costruzione di un tavolo e si volesse usare come materia per la costruzione l’acqua, è lapalissiano che l’acqua essendo una materia liquida non può essere materia idonea alla costruzione del tavolo. Questo è confermato dal Magistero della Chiesa: la Costituzione Apostolica “Cum ex apostolatus officio” di Papa Paolo IV che l’autore ha già cercato di ridimensionarne la portata in un precedente articolo, non è un “unicum” nella Chiesa non supportato da altri atti del Magistero. Tale definizione è supportata da altre dichiarazioni dello stesso Magistero papale, anche abbastanza recenti come da Leone XIII a Pio XII e da altri sommi pontefici, nonché confermate dalle dichiarazioni stesse dei canonisti.[1]

È chiaro che in ogni caso che il principio introduttivo nell’articolo “Qui non est membrum, non potest esse caput” è sempre lo stesso e deve valere per tutte le circostanze, sia per quelle tradizionali esposte dai teologi classici, sia per le situazioni e circostanze createsi in questo ultimo periodo. Non è che cambiando la congiuntura, non è più valevole il principio, anche se ha defezionato la quasi totalità dell’episcopato e del clero cattolico assieme al capo non per questo non è più applicabile, l’affermazione secondo cui gli eretici pubblici permangono membri della Chiesa e possono continuare a possedere ed a esercitare la giurisdizione è ritenuta falsa dai teologi.[2].

L’affermazione secondo la quale l’autore dell’articolo asserisce: «… si sta in fin dei conti annullando la necessità del Papato stesso (infatti si arriva a dire che la Chiesa possa esistere per decenni. Anzi indefinitamente, senza Papa). Quindi dalla lodevole intenzione di difendere il Papato si arriva a considerarlo, di fatto del tutto superfluo per la vita della Chiesa e l’esistenza quotidiana della Chiesa», è inconsistente, in quanto la figura del papa e la sua visibilità sono finalizzate alla fede e alla salvezza delle anime, è una semplificazione il far coincidere la visibilità della Chiesa con la persona del papa, anche se è vero che ordinariamente esso è posto alla sommità, ne indica, come una bandiera sulla torre del castello, la posizione.

In tempi ordinari è ben vero che “Ubi Petrus ibi Ecclesia”, ma se temporaneamente manca Petrus, la Ecclesia non sparisce nel nulla, essendo indefettibile, ma resta perfettamente visibile. Né si può dire che diventi acefala, perché il suo Capo, che è N.S. Gesù Cristo, non cessa di esser tale e di dirigerla anche in mancanza del Vicario. E ciò resta vero se si considera, in aggiunta alla persona del papa, anche il suo seguito di prelati, sia residenti a Roma che fuori. Infatti, se la visibilità della Chiesa militante coincidesse semplicemente con la persona del papa ed eventualmente della sua corte, che cosa si potrebbe dire riguardo all’epoca del grande Scisma d’Occidente, quando, per non pochi anni, i papi visibili furono tre, ciascuno con la sua corte di cardinali e vescovi? Forse che la Chiesa ebbe “troppa visibilità”? Se la visibilità può essere messa in forse per difetto parimenti lo può essere per eccesso!

Come mostra papa Leone XIII nell’enciclica “Satis Cognitum” del 29 giugno1896, ripresa anche dalla già citata enciclica di Pio XII “Mystici Corporis” del 29 giugno1943: «Per il fatto stesso che è Corpo, la Chiesa si discerne cogli occhi»”. È dunque, piuttosto il corpo e non il pontefice, vicario del Capo, che è N. S. Gesù Cristo, a cui la tradizionale teologia cattolica attribuisce la visibilità esteriore.

A detto corpo compete una visibilità considerata sotto due aspetti: «In primo luogo una visibilità intrinseca (quoad esse intrinsecum) appartenente a una determinata struttura sociale che può essere percepita mediante i sensi esterni nella sua propria individualità, nella distinzione degli ordini dei quali consta, nella gerarchia presso la quale si trova il suo governo, e nella moltitudine ad essa sottoposta. In secondo luogo una visibilità scaturente dalla rivelazione (quoad esse revelatum) per la quale questo distinto ed individuato corpo religioso venga illustrato mediante le note caratteristiche delle quali è adorno, in modo tale che ad esso la divina rivelazione attribuisca in proprio i mezzi della vita soprannaturale, insieme con la promessa della perpetua assistenza in ordine al fine della vita eterna. E anche questa stessa visibilità del corpo è tale da rendere visibile anche l’anima mediante la visibilità cioè della credibilità».[3] L’esistenza di una “nuova chiesa conciliare” che ha dei suoi riti, dei suoi sacramenti, un suo catechismo, un suo diritto e una visibilità a che servono se non sono finalizzati alla salvezza delle anime? Tutti atti e disposizioni disciplinari promulgati e che sarebbero di per sé cogenti per ogni cattolico, non sono stati però seguiti dal variegato ambiente “tradizionalista” e dalla stessa F.S.S.P.X. perché, quanto meno, pericolosi per la fede!

Nessuno dichiara superfluo il Papato, ma sicuramente un vero Papa, non potrà essere eletto dal suffragio di eretici ed apostati. Questa speranza è stata disattesa ormai da decenni (in quanto puramente umana) e continuare a sperare unicamente in questa soluzione (umana), non è semplicemente pleonastico, ma anche colpevole! In ogni caso anche un papa eletto da elettori dubbi o invalidi potrebbe diventare legittimo: per l’integrità della sua fede e per unanime consenso della Chiesa Cattolica che lo accettasse come tale.

Veniamo, dunque, ad esaminare tutta la lunga discussione riguardante prima, la giurisdizione riguardo al foro interno attinente al sacramento della penitenza e successivamente a quello relativo al foro esterno concernente le elezioni dei vescovi.

Per quanto riguarda la giurisdizione in foro interno, piacerebbe sapere da chi hanno ricevuto la giurisdizione per amministrare il sacramento della penitenza i sacerdoti della F.S.S.P.X. fino a quando da Francesco I non fu loro accordata? Mons. Marcel Lefebvre ha sempre sostenuto di agire per “caso di necessità”, questo ragionamento per stessa asserzione delle “autorità” moderniste romane  andrebbe considerato come se la gerarchia «avesse cessato di esistere»[4].

Dalla sospensione “a divinis” di Mons. Marcel Lefebvre la F.S.S.P.X. ha amministrato il sacramento della penitenza contro la volontà degli ordinari diocesani e di Roma, non ci sono atti che possano suffragate un tacito assenso, mentre ci sono atti che provano abbondantemente la volontà contraria, di chi l’autore dell’articolo ritiene di diritto il “capo della Chiesa”. Lo stato di necessità non può essere invocato “contra” la volontà del Sommo Pontefice che ha, come specificato, prima sospeso “a divinis” Mons. Marcel Lefebvre” e poi scomunicato “latae sententiae”, questi atti esprimono chiaramente che “l’autorità romana” non voleva accordare alcun tipo di giurisdizione né ordinaria né delegata ai sacerdoti della F.S.S.P.X.

L’autore dello studio non si accorge che con questa argomentazione, invece, si supportare l’azione che da decenni svolge la F.S.S.P.X. la sminuisce, fino al punto di portare prove per la sua invalidità, soltanto per compiacere i vertici della stessa F.S.S.P.X.

Le varie citazioni di teologi di teologia morale, sono applicabili ad una situazione ordinaria della Chiesa e non eccezionale come si concretizza in questo momento. È evidente che se viene meno il delegante cessa pure la delega, non c’è bisogno di smuovere i teologi moralisti per comprendere la questione, pure nel diritto civile vale lo stesso principio!

Il problema sollevato, comunque, è pertinente: chi conferisce effettivamente l’autorità per amministrare validamente il sacramento della penitenza nella situazione attuale? In carenza del suo capo visibile è palese che soltanto il capo della Chiesa invisibile, Autore di ogni potere nella Chiesa può accordare questa giurisdizione: Nostro Signore Gesù Cristo, pertanto, l’adagio latino “Ecclesia supplet” si trasforma inevitabilmente in “Christus supplet”.[5][6]

Deve essere palese questo concetto, nei periodi di Sede Vacante per morte del papa la giurisdizione ai vari sacerdoti non è interrotta e non è conferita loro in quella circostanza neppure dall’Ordinario diocesano, bensì direttamente da Cristo.  Non “permane l’effetto del potere supremo che garantisce quei legami che costituiscono la società ecclesiastica e le permettono di rimanere sé stessa e le permettono in attesa di un nuovo Vicario di Cristo” come insite l’autore dello studio.

Se la giurisdizione dei vescovi residenziali è conferita esclusivamente dal papa se cessa la fonte cessano pure gli effetti. Se poi la vacanza si protraesse per mesi o per anni (il che è già accaduto) e nel frattempo i vescovi residenziali dovessero defungere, da chi riceverebbero la giurisdizione per confessare i sacerdoti diocesani? Da un eventuale Vicario Capitolare che neppure è vescovo! E se oltre a defungere il vescovo residenziale dovesse morire pure il papa nel frattempo, cosa succederebbe?

Don Mauro Tranquillo neppure si domanda, riguardo a questo argomento, su quali basi ha impostato l’apostolato la F.S.S.P.X. e lo stesso Mons. Marcel Lefebvre quando fu investito dalle sanzioni canoniche da parte della “Roma conciliare”? Non credo che si sia basato su queste sottigliezze che in realtà non si confanno all’apostolato che ha operato la Fraternità Sacerdotale San Pio X in tutti questi anni!

Vi è di più, anche se i pastori “legittimi” ovvero i vescovi residenziali, deviati nella fede, continuassero, loro malgrado, a conferire giurisdizione ai sacerdoti della diocesi, continuerebbero altresì a conferire giurisdizione ai sacerdoti della F.S.S.P.X., che ufficialmente risulta soppressa ormai da anni, ancorché in modo improprio, ma confermato dalle Congregazioni Romane e dal “papa” stesso? O forse è il “papa” stesso, anch’egli deviato nella fede che conferirebbe loro il potere di assolvere soltanto con la sua presenza in sede e contro la sua stessa volontà? Mi pare che dare una risposta affermativa a questa domanda sarebbe un po’ azzardato se non inverosimile o paradossale.

Forse ricorrere al principio della “salus animarum suprema lex” ha in questo contesto un valore generale, invece di arrovellarsi su questioni teologiche e canonistiche il più delle volte contraddette dai fatti. Proporre poi, il caso dell’eretico e/o dell’apostata che può assolvere validamente “in articulo mortis” un certo soggetto, non è pertinente. In quanto in questa fattispecie, la facoltà di assolvere è concessa dalla Chiesa tramite il papa “pro hic et nunc” e in assenza del papa, direttamente da Cristo, al fine della salvezza delle anime, secondo il principio fondamentale sopra espresso. [7]

Se, infatti, un eretico e/o in apostata assolvesse qualcuno “in articulo mortis” non essendo a conoscenza della morte del papa, soltanto Cristo potrebbe concedere a lui questa potere “absolvendi”, la differenza è che quanto si applica in “foro interno” non è estensibile al “foro externo”. L’eretico e/o apostata ha una incapacità assoluta alla giurisdizione in “foro externo”, ma mantiene una capacità radicale alla giurisdizione “in foro interno” al fine di poterne fruirne per la salvezza delle anime, seppur accidentalmente a lui affidate, per quel momento specifico.[8] Altra cosa è fruirne “in foro externo” dove l’insegnamento dell’eresia e la sua propagazione con la nomina di eretici alle sedi episcopali, porterebbe, invece, alla perdizione delle anime.

Stesso problema si pone per quanto concerne la giurisdizione dei vescovi. Questo argomento è già stato affrontato in altra sede[9], ma qui verrà nuovamente proposto.

Si continua a sostenere che la giurisdizione ai vescovi è conferita direttamente dal Sommo Pontefice, e che questa affermazione è “de fide”. In realtà non è così in quanto questa sentenza non è “de fide” anche se supportata da molteplici teologi e da alcuni documenti pontifici, ma soltanto sentenza “probabilior”, si ripropone l’estratto tratto dal Compendio di Teologia Dogmatica di Ludovico Ott: «Modo di conferimento. Ogni singolo vescovo riceve il suo potere pastorale direttamente dal Papa. Sentenza probabilior. Nell’enciclica Mystici corporis (1943) Pio XII dice dei vescovi: “In quanto riguardala propria diocesi, sono veri pastori che guidano e reggono in nome di Cristo il gregge assegnato a ciascuno. Ma mentre fanno ciò non sono del tutto indipendenti, perché sono sottoposti alla debita autorità del Sommo Pontefice, pur fruendo dell’ordinaria potestà di giurisdizione comunicata loro direttamente dallo stesso Sommo Pontefice”. Questa sentenza (teoria papale) è più confacente alla costituzione monarchica della Chiesa: se il papa riunisce in mano sua tutta la pienezza del potere pastorale della Chiesa, è congruo che tutti i ministri a lui subordinati ricevano da lui, rappresentante di Cristo in terra, il proprio potere. Essa inoltre è favorita dall’attuale consuetudine, per cui il papa dà al vescovo da lui nominato od approvato, l’incarico di governare una diocesi, obbligando il clero ed il popolo ad ubbidirgli.

Una seconda sentenza (teoria episcopale) sostiene che ogni singolo vescovo riceve immediatamente da Dio, come il Papa, il suo potere pastorale. L’intervento del Papa, nella nomina o nella conferma di un vescovo consiste esclusivamente nell’assegnare al vescovo una diocesi determinata, in cui egli deve esercitare il potere ricevuto direttamente da Dio.[10] Il fondamento di questa teoria sta nel fatto che gli Apostoli, di cui i vescovi sono successori, ricevettero il loro potere direttamente da Cristo, e non mediante Pietro.

In favore di questa seconda teoria sta anche il fatto che nei primi tempi della Chiesa e nel primo medioevo, la scelta del vescovo fatta dal clero e dal popolo o la nomina fatta dai principi non era sempre ed ovunque approvata dal Papa. Che in questi casi intervenisse da parte del Papa una tacita conferma o collazione del potere episcopale, come ammettono i sostenitori della prima teoria, sembra indimostrabile ed inverosimile. La prima opinione approvata da Pio VI[11] ha ottenuto una nuova conferma autorevole nell’enciclica Mystici Corporis, senza però che la questione sia stata irrevocabilmente decisa»;[12] infatti, una questione nella Chiesa è considerata non più di libera discussione, quando il papa decide irrevocabilmente e perentoriamente su un determinato punto di fede e/o morale e vieta che si tratti e si argomenti ulteriormente sulla teoria opposta a quella definita, il che a tutt’oggi non è accaduto.

I sostenitori della tesi episcopale sono accusati come d’altro canto fa lo stesso don Mauro Tranquillo di aderire alle teorie del Vaticano II ed in particolare alla“Lumen Gentium” sulla collegialità episcopale, in realtà si tratta di due posizioni diverse, perché la “tesi episcopale” non nega il primato petrino e neppure la costituzione monarchica della Chiesa, mentre le tesi formulate dalla costituzione conciliare “Lumen Gentium”[13] differiscono sostanzialmente, queste ultime propongono un collegio episcopale ordinario che pare abbia lo stesso potere del papa e possa agire ed esercitare la sua autorità a prescindere dalla sua volontà del Sommo Pontefice e con l’intenzione non tanto nascosta di sminuire la monarchia papale ed il suo potere sui vescovi, trasformando la costituzione monarchica della Chiesa in una costituzione oligarchica se non democratica. Altro discorso è agire contro e/o a prescindere dalla volontà della potestà suprema nella Chiesa, altro è agire in sua assenza. In ogni caso i sostenitori della tesi episcopale affermano che i vescovi devono essere in sempre “sub Petro et cum Petro”. In una situazione ordinaria della Chiesa la “coaptatio pontificia” all’elezione o nomina di un vescovo è necessaria per fruire legittimamente della giurisdizione nella Chiesa, la stessa regola non si può applicare a situazioni straordinarie.

Ci sono prove incontrovertibili che furono effettuate elezioni e consacrazioni di vescovi in periodi di acclarata Sede Vacante per morte del papa e usando un adagio citato dall’articolista: “contra facta non fit (valet) argumentum”.[14]

Alla luce di queste prove è palese che il papa è soltanto il tramite del conferimento della giurisdizione ai vescovi non la fonte, la fonte di tutte le giurisdizioni è, e permane Nostro Signore Gesù Cristo, qualora venga meno il tramite, la giurisdizione fruisce direttamente agli eletti. Invero non si domanda il novello teologo, quale autorità hanno i vescovi della F.S.S.P.X. o di qualsivoglia altro Istituto, per imporre regole, discipline e qualsivoglia altra norma ai chierici (intenso in senso lato) a loto sottoposti? Se non hanno l’autorità, allora la usurpano, ed i loro sudditi avrebbero anche il diritto di ribellarsi.

In presenza di un papa legittimo, è illecito introdurre un nuovo membro nel collegio apostolico – episcopale contro la volontà del papa stesso, e tutti coloro che hanno posto in essere una consacrazione episcopale contro il volere del Sommo Pontefice (perché il vescovo è un successore degli Apostoli) sono finiti per produrre uno scisma nella Chiesa. Un conto, infatti, è consacrare un vescovo e concedergli una giurisdizione straordinaria (anche se esercitata ordinariamente) “praeter voluntatem Summi Pontificis vel absente Romano Pontifice” altro caso è consacrare un vescovo “contra voluntate Summi Pontificis”![15] Se un vescovo non fosse “ex se” latore di giurisdizione i papi non avrebbero comminato sanzioni così importanti.

Prima di esaminare quanto asserisce l’articolista sul “nuovo magistero pontificio”, è opportuno analizzare in primo luogo, gli atti concernenti le modalità di elezione del Sommo Pontefice che sono state modificate più volte dai “papi conciliari” nel corso degli anni: furono cambiate da Giovanni XXIII  e poi da Paolo VI in modo particolare, 1) portando il numero dei cardinali elettori, dai canonici ottanta a centoventi;  2) escludendo nel contempo tutti i cardinali ultraottantenni dal conclave, in realtà quelli più legati al pontificato di Pio XII che avrebbero potuto, non essendo fautori delle novità da lui introdotte, portare con il contributo dei loro voti all’elezione di un papa contrario al nuovo indirizzo del Vaticano II [16]. Questi atti sono, pertanto, validi e sortiscono il loro scopo di perpetrare il bene della Chiesa o devono essere rifiutati?

Cambiando le regole è chiaro che si può tranquillamente cambiare il risultato dello scrutinio, se avessero già solo partecipato i cardinali ultra ottantenni al conclave che si tenne alla morte di Paolo VI nel 1978, l’esito sarebbe stato manifestamente diverso.

Veniamo, quindi, ad analizzare quanto affermato a proposito del Magistero “dei papi conciliari” i quali: «… la professione degli errori e delle eresie costituisce di per sé stessa un obex, un ostacolo, all’esercizio (e NON al possesso) del potere magisteriale». Rilevato che l’obex descritto dall’autore dell’articolo è molto simile all’obexche i sostenitori della Tesi di Cassiciacum che impedisce ai papi “materialiter” di fruire della giurisdizione suprema nella Chiesa. In entrambi i casi l’obex non impedisce il possesso, bensì l’esercizio del potere di magistero o di autorità, mi sa che il predetto autore non ha letto o conosce molto male la Tesi di Cassiciacum”![17] Veniamo, però ad affrontare il caso di specie, l’obex che impedisce l’esercizio del potere magisteriale. Questo ostacolo all’esercizio del potere sarebbero gli errori e/o le eresie propalati dai supposti detentori dell’autorità pontificale.

Il potere del magistero del papa ha il compito nella Chiesa di illuminare sia i vescovi, il clero e i fedeli, riguardo a questioni di fede e morale, nonché su questioni attinenti indirettamente alla fede o alla morale e alla disciplina, privare di questo esercizio la suprema autorità apostolica non è possibile, in quanto tale potere gli è conferito di diritto divino (come la suprema giurisdizione sulla Chiesa) al momento dell’accettazione al sommo pontificato. Se vi è ostacolo alla ricezione di questo potere è perché l’individuo eletto dal conclave non ha le caratteristiche idonee a ricevere sia il potere di magistero sia il potere di autorità.

Il potere di magistero trae la sua origine direttamente da Nostro Signore Gesù Cristo quando dichiarò nel Vangelo: «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato» (Lc. 10 -15-16); oppure in altro luogo « … e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e la Samaria, e fino all’estremità della terra» (Atti 1- 8)[18]. Questo potere è conferito da Nostro Signore al Papa e ai vescovi al fine della salvezza delle anime. Se ascoltando la parola del “papa” e dei “vescovi” si mette a repentaglio la propria salvezza eterna, il problema non è nell’esercizio, bensì nel soggetto che non può esercitarla, l’enunciato tomista dell’“agere sequitur esse” in questo caso è perfettamente pertinente, se i “papi modernisti” fossero stati papi legittimi Nostro Signore non avrebbe permesso che insegnassero l’errore usufruendo della loro autorità!

Va tra l’antro rilevato che proprio il termine “Cattedra” detenuto dai vescovi fin dall’antichità cristiana è proprio afferente il potere afferente l’insegnamento, la Cattedra era quella che deteneva il “magister” nell’epoca antica, se si vanifica l’esercizio si vanifica altresì il possesso, è superfluo possedere una cattedra dalla quale non si può insegnare!

Il garante del corretto esercizio dell’Autorità sia di magistero che di giurisdizione è Nostro Signore Gesù Cristo. Se L’Autore di tali poteri non garantisce il corretto esercizio dell’autorità e dell’insegnamento è perché il soggetto che dovrebbe emanare questi atti non è persona “idonea” sia al possesso sia all’esercizio di tale potere. L’inidoneità all’esercizio ed al possesso di tale potere è, e permane l’eresia che abitualmente insegna ed hanno insegnato i “papi conciliari”, come d’altra parte afferma lo stesso don Mauro Tranquillo, ed è affermato da un membro della F.S.S.P.X.

Non si può scindere l’esercizio dal possesso, l’obex non è dovuto alla mancanza di intenzione di esercitare tale potere, questo si verificherebbe o si sarebbe verificato, qualora l’eletto al pontificato supremo, invece di espletare la sua funzione di papa si occupasse di altra attività estranea al suo compito (come l’aeronautica o il commercio ecc.). Il difetto d’intenzione non è neppure quello di non voler fare quello che fa la Chiesa (come è specificato dai teologi per i sacramenti), in quanto tutti gli atti a partire dal Vaticano II, fino all’Amoris laetitia sono finalizzati a voler insegnare una determinata dottrina nella Chiesa, soltanto che, invece d’insegnare la dottrina impartita e rivelata da Nostro Signore si vuole reinterpretare il Vangelo secondo nuovi dettami, quelli dell’eresia “modernista”. Tutti gli eretici annoverati tali, nella storia della Chiesa avevano intenzione di insegnare il Vangelo, ma invece di insegnare la verità insegnavano, loro malgrado l’errore!

Il Magistero del papa e della Chiesa non deve per forza conformarsi a quanto sempre sostenuto da alcuni teologi o da un determinato teologo seppur di grande importanza! Questo si propose per il dogma dell’Immacolata Concezione che era ostacolato con tutte le loro forze dall’Ordine Domenicano perché, non rispondeva a quanto già formulato da San Tommaso d’Aquino sulla questione, in tal proposito la Bolla “Ineffabilis Deus” insegna: «Decretiamo altresì che tutti coloro che continueranno ad interpretare  le costituzioni e i decreti sopra ricordati in modo da rendere vano il favore attribuito dalle costituzioni e dai decreti di quella sentenza, questa festa e questo culto; che andranno contro questa sentenza, questa festa e questo culto con dispute; o in qualsiasi modo (direttamente o indirettamente) o sotto qualsivoglia pretesto (di esaminare la sua definibilità, di interpretare la Sacra Scrittura o i Santi Padri, o di commentare i dottori) per iscritto o a voce oseranno parlare, predicare, trattare, disputare, precisando, affermando, adducendo argomenti, lasciati poi insoluti, o in qualsiasi altro modo imprecisabile, oltre a incorrere nelle pene e censure contenute nelle costituzioni di Sisto IV – alle quali vogliamo che essi siano sottoposti e di fatto con questa costituzione li sottoponiamo – sono da Noi privati della facoltà di predicare, di tenere pubbliche lezioni, di insegnare, e di interpretare; sono privati della voce attiva e passiva in ogni specie di elezioni; incorrono “per il fatto stesso” senza bisogno di alcuna dichiarazione, nella pena di inabilità perpetua a predicare, a tenere pubbliche lezioni ad insegnare, e a interpretare».[19]

Ormai da anni è manifesto che esiste un’errata interpretazione del magistero ecclesiastico da parte di alcuni membri della F.S.S.P.X.  e questa falsa interpretazione è seguita anche dall’autore dello studio qui vagliato, il motivo del disaccordo rimane sempre lo stesso: se l’insegnamento del “papa” o dei “vescovi” non si confà a quanto precedentemente affermato dal Magistero, dai teologi o dal sentire comune non è insegnamento legittimo! Quali sono, dunque, gli atti che il cattolico deve seguire o non seguire emanati dalla suprema autorità apostolica, se questa autorità è legittima?[20] Quali sono i criteri di interpretazione del magistero ecclesiastico per comprendere se questo va seguito o va rigettato? Quale è il criterio giuridico o il fondamento soprannaturale che discerne il vero dal falso nelle parole e negli scritti dell’“autorità” suprema che invece, dovrebbe per sua stessa natura ed istituzione essere la viva fonte della verità, perché supportata dall’assistenza divina elargita e voluta direttamente da Nostro Signore?[21] Dio certamente non garantisce l’impeccabilità del papa, ma ne assicura, però, l’autenticità del suo insegnamento.

Se, infatti, risulta un grave problema l’assenza di autorità nella Chiesa per decenni, (e nessuno lo nega) lo è altresì la carenza di un vero Magistero nella Chiesa, ovvero di un “magistero dell’errore” per il medesimo periodo di tempo, che ha portato e conduce sempre più alla perdita della fede in milioni di fedeli che prima erano cattolici fedeli ed ora seguono l’eresia!

Se l’obex al corretto esercizio dell’insegnamento è un problema di fede, la questione è già stata risolta dallo stesso Magistero dei papi, nonché dai teologi e canonisti!

18 gennaio 2018

Festa della Cattedra di San Pietro in Roma

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Il piano Onu sull'immigrazione: "Accogliere senza distinzione"

Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite i migranti “danni un contributo positivo sia ai Paesi ospitanti che a quelli di origine”
di Eugenia Fiore
“La migrazione è un motore di crescita economica, innovazione e sviluppo sostenibile”. È questo che si legge nel rapporto sull’immigrazione presentato dal sergretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
Come spiega La Verità, nel documento viene suggerito che non bisogna fare distinzioni tra migranti politici ed economici, ovvero tra rifugiati e clandestini, in quanto le migrazioni rappresentano una sola cosa: vantaggio per tutti.
“La migrazione permette ogni anno a milioni di persone di cercare nuove opportunità, creando e rafforzando i legami tra Paesi e società”, continua il rapporto. E non solo: secondo Guterres i migranti “danni un contributo positivo sia ai Paesi ospitanti che a quelli di origine. Continua a leggere

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Costanza Miriano da Christus Rex: "donne sposatevi e siate sottomesse, uomini amate le mogli come Cristo la Chiesa"!

di Lucia Rezzonico

In foto da sinistra il consigliere Rosario Russo, con delega alla Famiglia, il consigliere Andrea Bacciga, Costanza Miriano, Matteo Castagna
VERONA – Alle 18.00 di ieri, giovedì 18 gennaio 2018, c’erano già cinquanta persone che attendevano in Sala Lucchi l’arrivo di Costanza Miriano. Con un leggero ritardo, la giornalista, scrittrice e blogger è arrivata, accompagnata dal consigliere comunale Avv. Andrea Bacciga e dal Responsabile di Christus Rex-Traditio Matteo Castagna. Alle 18.30 Castagna ha iniziato  le presentazioni, mentre la sala si riempiva di un pubblico eterogeneo, che al picco ha quasi raggiunto le cento unità. Presente la stampa, il consigliere regionale Andrea Bassi, il Presidente della III^ Circoscrizione Nicolò Zavarise, i militanti tradizionalisti lavoravano al banchetto dei libri e degli accrediti. Un grande successo, sia per i contenuti che per la capacità di coinvolgimento che questo convegno ha creato attorno a sé, al di là del patrocino dell’Assessorato alla Cultura del Comune scaligero, nei confronti di un pubblico molto interessato. A margine dell’incontro pubblico, abbiamo avuto l’occasione di chiedere a Matteo Castagna qualche delucidazione. Continua a leggere

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Gli “scheletri nell’armadio di USA e Arabia Saudita rivelati dall’ex primo ministro Qatar

Zero Hedge – Il Qatar confessa i segreti della guerra siriana in un’esplosiva intervista virale.
Un’intervista televisiva in cui un alto funzionario del Qatar svela i retroscena della guerra in Siria è presto divenuta virale nei social network arabi, in concomitanza con il disvelamento di un documento top secret dell’NSA che conferma come l’opposizione armata in Siria fosse sotto il diretto comando dei governi esteri fin dai primi anni del conflitto.

Secondo un noto analista e consulente economico di affari siriani con stretti legami con il governo di Assad, questa esplosiva intervista costituisce un'”ammissione pubblica ad alto livello delle collusioni e del coordinamento tra i quattro paesi per destabilizzare uno stato indipendente, [che potrebbe implicare] un sostegno a Nusra /Al Qaeda.” In particolare, “quest’ammissione contribuirà ad aprire un caso per quello che viene ritenuto da Damasco come un attacco alla propria sicurezza e sovranità, e che contribuirà a fornire la base per richieste di riparazioni”.Conferenza stampa di Londra del 2013: lo sceicco Hamad bin Jassim bin Jabr Al Thani, primo ministro del Qatar, con il segretario di Stato americano John Kerry. Una mail di Hillary Clinton del 2014 conferma che il Qatar sponsorizzava l’ISIS in quel periodo.

Mentre la guerra in Siria si avvia gradualmente alla conclusione, nuove rivelazioni emergono a scadenza quasi settimanale sotto forma di testimonianze di alti funzionari coinvolti nella destabilizzazione della Siria e talvolta persino di messaggi e-mail con ulteriori dettagli su manovre segrete volte a rovesciare il governo di Assad. Sebbene gran parte di queste informazioni non faccia che confermare quanto noto già da tempo a coloro che non hanno mai accettato la propaganda semplicistica che ha dominato i media mainstream, i pezzi del puzzle continuano ad incastrarsi, fornendo agli storici del futuro un quadro più completo delle vere motivazioni dietro questa guerra.

Questo processo di chiarezza è stato facilitato, come previsto, dal continuo conflitto tra gli ex-alleati del Gulf Cooperation Council (GCC), Arabia Saudita e Qatar, i quali si lanciano entrambi accuse reciproche di aver finanziato i terroristi dello stato islamico e di al-Qaeda (il che, ironicamente, è vero in entrambi i casi). E così, davanti agli occhi di tutto il mondo vengono fuori tutti gli scheletri nell’armadio di un GCC ormai in fase di implosione, poiché per anni quasi tutte le monarchie del Golfo hanno finanziato movimenti jihadisti in paesi come Siria, Iraq e Libia.

L’alto funzionario del Qatar è l’ex-primo ministro Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani in persona, colui che ha supervisionato le operazioni in Siria per conto del Qatar fino al 2013 (anche in qualità di ministro degli esteri) che qui vediamo con l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton in questa foto del gennaio 2010 (per inciso, il comitato della Coppa del Mondo del Qatar 2022 fece una donazione di 500.000 dollari alla Clinton Foundation nel 2014).In un’intervista alla TV del Qatar, bin Jaber al-Thani rivela che il suo paese, al fianco dell’Arabia Saudita, della Turchia e degli Stati Uniti, ha rifornito di armi i jihadisti fin dall’inizio di questi eventi (nel 2011).

Al-Thani ha anche paragonato l’operazione segreta a “una battuta di caccia” — in cui la preda era il Presidente Assad insieme ai suoi sostenitori — una “preda” che per sua ammissione è riuscita a sfuggire (poiché Assad è ancora saldo al potere: il termine usato è “al-sayda “, che nel dialetto del Golfo Arabo generalmente serve a designare la caccia di animali o prede per sport). Per quanto Thani abbia negato ogni credibile accusa di aver personalmente appoggiato l’ISIS, le parole dell’ex-primo ministro suggeriscono che vi sia stato un sostegno diretto del Golfo e degli Stati Uniti ad Al-Qaeda in Siria (al-Nusra) fin dai primi anni della guerra, e insinuano persino che il Qatar sia in possesso di “documenti” e prove a dimostrazione che la guerra sia stata provocata per causare un cambio di regime.

In base alla traduzione di Zero Hedge, pur riconoscendo che Stati del Golfo hanno armato i jihadisti in Siria con l’approvazione e il sostegno degli Stati Uniti e della Turchia, al-Thani afferma: “Non voglio entrare nei dettagli, ma disponiamo della documentazione completa sul nostro intervento [in Siria].” Sostiene che sia il re Abdullah dell’Arabia Saudita (che ha regnato fino alla morte nel 2015) sia gli Stati Uniti hanno riservato al Qatar un ruolo di primo piano nelle operazioni segrete per condurre una guerra per procura.

I commenti dell’ex-primo ministro, per quanto molto rivelatori, sono volti a difendere e giustificare il sostegno dato dal Qatar al terrorismo, e ad accusare Stati Uniti ed Arabia Saudita di aver scaricato sul Qatar tutta la responsabilità della guerra contro Assad. Al-Thani spiega che il Qatar ha continuato a finanziare le truppe ribelli in Siria, mentre altri paesi riducevano man mano il loro sostegno su larga scala, e per questo motivo si scaglia contro gli Stati Uniti e i Sauditi, che inizialmente “erano con noi nella stessa trincea”.In una precedente intervista alla TV statunitense cui è stata data pochissima visibilità, al-Thani ha risposto al giornalista Charlie Rose che gli chiedeva delle accuse di sostegno del terrorismo da parte di Qatar che “in Siria, tutti hanno commesso errori, incluso il vostro paese”. Ha inoltre detto che all’inizio della guerra in Siria, “tutto ciò che contava passava attraverso due centrali operative: una in Giordania e una in Turchia”.
Qui sotto la parte principale dell’intervista, tradotta e sottotitolata da @ Walid970721. Zero Hedge ha revisionato e confermato la traduzione, ma, come confermato dal primo traduttore informale, al-Thani non dice “signora”, ma “preda” [“al-sayda”] — a significare che sia Assad che i siriani erano considerati come cacciagione da questi paesi esteri.
Fonte: controinformazione.info

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Gay U.S. Olympian Will Refuse to Meet Vice President Mike Pence at 2018 Games in South Korea

Segnalazione di Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2018/01/AP-Steven-Senne-1.png

The reportedly first openly gay U.S. Winter Olympian, American men’s figure skating champion Adam Rippon, has criticized the selection of Vice President Mike Pence as the leader of the U.S. Olympic delegation to the 2018 games in South Korea and said he will not meet with the veep.

TO BE CONTINUED:
http://www.breitbart.com/sports/2018/01/17/gay-u-s-olympian-rips-selection-vp-pence-lead-u-s-delegation-says-he-wont-meet-vp/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180117 Continua a leggere

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Russiagate: accordo Bannon con Mueller

 © EPASarà interrogato da investigatori e per ora evita il gran giurì

(ANSA) – NEW YORK, 17 GEN – Steve Bannon ha raggiunto un accordo con il procuratore speciale che coordina le indagini sul Russiagate, Robert Mueller: l’ex stratega della Casa Bianca sarà interrogato dagli investigatori, evitando per il momento di dover comparire di fronte a una giuria. Un segnale che Bannon si sta preparando a cooperare con le indagini e che preoccupa non poco la Casa Bianca.
CONTINUA SU:
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/17/russiagate-accordo-bannon-con-mueller_0b1705b8-fe52-436f-a93e-5b3fc0ecf549.html Continua a leggere

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Dittatura Lgbt in Andalusia per media e scuole cristiane


Tutto cade di fronte alla dittatura gender, persino la libertà di pensiero, d’opinione, d’espressione ed anche di coscienza: lo dimostra la decisione della Giunta di Andalusia, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, di imporre l’ideologia Lgbt a tutti i livelli ed in tutti i contesti.La «legge per garantire i diritti, la parità di trattamento e la non-discriminazione dei soggetti Lgbt e dei loro familiari in Andalusia» avrà valore ovunque, infatti, compresi i media e le scuole, anche cattoliche, costretti, se beneficiari di fondi pubblici, ad indottrinare a loro volta rispettivamente i lettori e gli alunni sulle questioni gender.
Non solo: la normativa riconosce ai «minori transessuali» il diritto a ricevere adeguato trattamento per il blocco ormonale all’inizio della pubertà o un trattamento ormonale incrociato per incoraggiare lo sviluppo corporeo.
Da record le sanzioni previste per le infrazioni, che possono raggiungere anche i 120 mila euro. Continua a leggere

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Cristianofobia: cappella devastata e sette arresti

Segnalazione Corrispondenza Romana

Ennesima cappella devastata, questa volta intitolata a San Bernardo nella città di Fortaleza, Stato di Ceará, in Brasile: ignoti si sono introdotti dal tetto della struttura e poi hanno ridotto in briciole l’altare. Almeno uno di loro dev’essersi ferito durante il blitz, come dimostrano le chiazze di sangue trovate sul pavimento. La furia dei criminali non si è fermata davanti a nulla, così, entrati in sagrestia, hanno spezzato le ante degli armadi e rubato una ventina d’euro. La Polizia è sulle tracce degli autori del gesto sacrilego.Dopo i ripetuti assalti e vandalismi dei giorni scorsi ai danni di istituti cattolici, a Vidisha, nel Madhya Pradesh, è stato arrestato Upadhesh Rana, leader fondamentalista indù del Vishwa Sanathan Sangh, deciso ad entrare con la forza nel St. Mary’s Post Graduate College, per celebrare il rito indù a Bharat Mata, la “Madre India”. Con lui altri sei individui sono finiti in carcere. Continua a leggere

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Una vergogna chiamata Forteto

Segnalazione del Centro Studi Federici

Tutti a scuola di don Milani. Ma se questi sono i suoi allievi…
Natale amaro per il Forteto, la comunità agricola toscana alla quale il tribunale dei minori di Firenze affidava giovani “difficili” da restituire a una vita serena. Rodolfo Fiesoli, 76 anni, fondatore e “profeta” di questa comunità, è stato arrestato la mattina del 23 dicembre, poche ore dopo che la corte di cassazione aveva confermato in via definitiva la sua condanna a 14 anni di carcere.
L’agghiacciante cronistoria del Forteto è stata anticipata da Settimo Cielo fin dal 2013, quando ancora la fama della comunità era alle stelle presso l’intellighenzia progressista, cattolica e laica, che dava credito alle asserzioni di Fiesoli di voler riprodurre “meglio e più in grande” l’esperienza educativa di don Lorenzo Milani (1923-1967), il sacerdote fiorentino sulla cui tomba, a Barbiana, si è recato in visita lo stesso Francesco.

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