Bagnai e Borghi in campo con la Lega. Salvini mette in chiaro: “Se fa danni, il tetto al 3% non esiste”. E sull’euro: “È un esperimento fallito”
di Sergio Rame
Deficit e euro. Matteo Salvini si sgancia dall’Unione europea.
“Il numerino 3, se danneggia il risparmio, le famiglie e il lavoro, per noi non esiste”, attacca criticando il limite del 3% del rapporto deficit/Pil imposto da Bruxelles. “I vincoli europei sono una gabbia, noi vogliamo aprirla e se ci riusciremo con l’accordo di tutti saremo felicissimi – continua in conferenza stampa a Montecitorio- se fossimo invece sotto ricatto, per noi verrà prima l’interesse nazionale”.
La strategia di Salvini è chiara sin dalla scelta dei candidati. Alle prossime politiche Alberto Bagnai sarà candidato con la Lega in diverse Regioni. Dal 2005 professore associato di Politica economica al dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, dove insegna Politica economica e Economia e politica della globalizzazione, ha una netta posizione anti euro. Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, è stato invece scelto dal leader del Carroccio “per sfidare il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan”, nel collegio di Siena. “Penso che quello di Siena sia un collegio che la sinistra dia già per acquistito, ma sarà conteso – ha spiegato Salvini – vogliamo offrire un futuro diverso rispetto ai drammi del passato”. La battaglia della Lega, insomma, è chiara. E non è mai cambiata. “Più Europa in questo momento significa allungare la fiaschetta di whisky a un alcolista”, continua assicurando che il partito “non nega alcuna possibilità per difendere il risparmio e il lavoro degli italiani” dal momento che “un Paese che non controlla la sua economia, la sua moneta, i suoi confini e le sue banche non è completamente libero. Sarà un percorso complicato, ma abbiamo alle spalle una squadra che è pronta”. Continua a leggere