Sovranista, contro immigrazione e gender: Izabella, l'«anti-Greta» di cui nessuno parla

Stoccolma, 24 mar – Tempi duri, molto duri per i politicamente scorretti. Del resto, professarsi anti mainstream e dissidenti rispetto alla dittatura del pensiero unico, pone automaticamente in una posizione scomoda lontana anni luce dalla “comfort zone” della propaganda buonista.
Emblema quanto mai attuale è il “fenomeno Greta“: nuovo prezzemolo mediatico spolverato nel pentolone del politicamente corretto (e corrotto). Che Greta Thunberg sia una pedina, la punta dell’iceberg di qualcosa di ben più grande di lei è un dato di fatto: dal libro già scritto alla viralità di ogni sua apparizione (ed epic fail non proprio ambientalista), il copione è  già bello che pronto. Per essere letto, interpretato e assimilato come vero dai creduloni ignari persino di cosa sia il buco nell’ozono. Continua a leggere
Condividi

Francia, chiese cattoliche sotto attacco: “vandalismo anticristiano”

Ondata di vandalismo contro il cattolicesimo in Francia, ma non ha un’origine culturale o religiosa. E’ puro odio sfogato contro ostie, tabernacoli e statue. Violenza “laica”.
Non ha alcuna particolare origine religiosa o culturale, dice la polizia. Satanismo o islamismo non c’entrano. L’ondata che si sta abbattendo contro le chiese cattoliche in Francia è puro vandalismo anticristiano. Violenza “laica”.

Escrementi umani, ostie calpestate e appiccato il fuoco.

Negli ultimi sette giorni sono state profanate una dozzina di chiese in diverse parti della Francia, tanto che la notizia è uscita dai confini locali. A Nimes, nella la cattedrale di Notre-Dame des Enfants è stata disegnata una croce con escrementi umani, l’altare ed il tabernacolo è stato saccheggiato. A Dijon, la chiesa di Notre-Dame le ostie consacrate sono state rimosse dal tabernacolo, sparse a terra e calpestate. Continua a leggere

Condividi

Dottrina politica dei Papi: la Carità nella «Quadragesimo Anno»

Dalla Quadragesimo Anno, 15 maggio 1931, Papa Pio XI: «A quel modo cioè che l’unità della società umana non può fondarsi nella opposizione di classe, cosi il retto ordine dell’economia non può essere abbandonato alla libera concorrenza delle forze. Da questo capo anzi, come da fonte avvelenata, sono derivati tutti gli errori della scienza economica individualistica, la quale dimenticando o ignorando che l’economia ha un suo carattere sociale, non meno che morale, ritenne che l’autorità pubblica la dovesse stimare e lasciare assolutamente libera a sé, come quella che nel mercato o libera concorrenza doveva trovare il suo principio direttivo o timone proprio, secondo cui si sarebbe diretta molto più perfettamente che per qualsiasi intelligenza creata. Se non che la libera concorrenza, quantunque sia cosa equa certamente e utile se contenuta nei limiti bene determinati; non può essere in alcun modo il timone dell’economia; il che è dimostrato anche troppo dall’esperienza, quando furono applicate nella pratica le norme dello spirito individualistico. Continua a leggere

Condividi

Il fascismo, mille anni fa

Quinta colonna. Marcello Veneziani.
Come  oggi, cent’anni fa, venne al mondo il Male Assoluto, il Fascismo Eterno. Curioso che la diabolica Eternità abbia un atto di nascita: il 23 marzo del 1919, a Piazza San Sepolcro, a Milano, nacquero i Fasci di Combattimento. Il Fascismo eterno ebbe due genitori senza i quali non sarebbe venuto al mondo: il socialismo e la guerra (o l’interventismo). Non capiremmo il fascismo senza risalire ai suoi genitori. Il fascismo è dentro la storia del socialismo, come un suo capitolo interno: il fascismo ne fu figlio e figliastro, eredità e reazione. Se è eterno il fascismo, eterno dovrebbero essere pure il socialismo da cui nacque e il conflitto da cui scaturì. In realtà i fenomeni storici sono parabole: hanno un’alba, un apice e un tramonto, di cui restano eredità, tracce e memorie. Il fascismo come il comunismo può a volte riaffiorare o riecheggiare ma non è eterno. Storicizzare il fascismo è l’unico modo per comprenderne il senso, la portata e gli effetti. Continua a leggere

Condividi

Orange Vest, l'ultima pagliacciata degli immigrazionisti

“Il giubbotto arancione salva-gente da simbolo di salvataggio in mare a simbolo di umanitá e di lotta all’indifferenza” così Repubblica definisce la campagna Orange Vest, l’ultima pagliacciata degli immigrazionisti per difendere la Mare Jonio e la sua a dir poco discutibile avventura dei giorni scorsi.

Una bella orda di pensiero unico politicamente corretto dopo scioperi della fame di vario genere ha deciso di spingere sull’accelerazione, anche se il tempo delle feste in maschera è passato da un pezzo: Valeria Solarino, Corrado Fortuna, Lella Costa, Moni Ovadia, Caterina Guzzanti, qualche “Iena”, come Gaetano Pecoraro e Roberta Rei,  Leoluca Orlando, Cecilia Strada e – guarda un po’ – Vauro, Sandro Ruotolo, Lirio Abbate, Alessandro Gilioli. Continua a leggere
Condividi

Boldrini, nuovo delirio: "I sovranisti generano solo odio"

Scene da un altro mondo, Laura Boldrini è una garanzia: nei momenti topici in cui il buon senso si aspetta che dopo una tentata strage di minori si entri nel merito delle norme di sicurezza o si rifletta sull’integrazione fallita, o un’espressione di vicinanza al trauma di ragazzi e famiglie, la Boldrini te la ritrovi sempre contro, dall’altra parte  della barricata a inseguire le sue ossessioni. Eccone una, la solita :  ”L’ondata di sovranismo e intolleranza che sta dilagando non solo nel nostro Paese, ma anche nel resto d’Europa e nel mondo, non fa che veicolare messaggi di odio ed esclusione”.

La Boldrini come Lerner

Ecco l’elementare equazione in cui del resto si sono cimentati in questi altri giorni già altri campioni alla Gad Lerner. Le politiche del governo sull’immigrazione e i sovranisti sono la cornice, per la Boldrini, che spiega ogni cosa
leggi tutto
fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/03/boldrini-nuovo-delirio-i-sovranisti-generano-solo-odio/

Condividi

L'immagine del Duce sul balcone di Palazzo Venezia. Giovani ricordano i 100 anni dei fasci

A furia di evocarlo, alla fine è tornato. Seppur sotto forma di immagine proiettata su piazza Venezia, nonostante tutto ancora la più simbolica, politicamente parlando: parliamo di Benito Mussolini, che gli aderenti al gruppo Azione Frontale, hanno fatto riapparire in divisa da Duce sul celebre balcone per ricordare la fondazione dei Fasci di combattimento, avvenuta in quel di Milano, in piazza San Sepolcro, esattamente il 23 marzo di cento anni fa.

L’iniziativa è dei giovani di Azione Frontale

Quel che è davvero clamoroso è che la goliardica sortita, che di certo scatenerà il solito putiferio a base di dichiarazioni indignate e di roboanti annunci di imminenti iniziative alla Boldrini o alla Fiano, è stata messa a segno nel cuore di una Roma blindata per la visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping
leggi tutto
fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/03/limmagine-del-duce-sul-balcone-di-palazzo-venezia-giovani-ricordano-i-100-anni-dei-fasci/

Condividi

Cent'anni di Fascismo

Cent’anni fa un’idea. Rivoluzionaria e reazionaria allo stesso tempo, nuova e dirompente come la guerra che l’aveva preceduta. Un’idea, né di destra né di sinistra, tanto nuova quanto legata alle radici della Tradizione stessa. Un’idea ardita, violenta ed esplosiva che rompeva letteralmente con il presente. I suoi alfieri erano quasi tutti ex combattenti, uomini tempratisi nelle trincee della grande guerra, nel bagno di sangue dell’Apocalisse della modernità. E proprio l’aver combattuto con anima e corpo, sacrificando sé stessi prima di tutto, rese i portatori di questa nuova idea così temerari e decisi. Le cose dovevano cambiare, e ci avrebbero pensato loro.
Come scriveva Mussolini dalle pagine del Popolo d’Italia “[…] Noi non abbiamo bisogno di attendere la rivoluzione, come fa il gregge tesserato: né la parola ci sgomenta, come succede al mediocre pauroso che è rimasto col cervello al 1914. Noi abbiamo già fatto la rivoluzione. Nel maggio del 1915. Quello fu il primo episodio della rivoluzione. Fu l’inizio. La rivoluzione è continuata sotto il nome di guerra per quaranta mesi. NON È FINITA[1]”.
Il 23 marzo 1919 nascevano, in piazza San Sepolcro a Milano, i “Fasci da combattimento”.
Continua a leggere

Condividi

La madre di Melantone in punto di morte

La madre di Melantone – quest’ultimo fu uno tra i più famosi discepoli del dannato Lutero – era stata trascinata dal figlio nella pretesa Riforma luterana. Giunta all’estremo dei suoi giorni, fece chiamare il preteso riformatore, e in quel momento supremo lo interrogò solennemente: «Figlio mio, da te consigliata, ho abbandonato la Chiesa cattolica per abbracciare la nuova religione. Ora, che sto per comparire al Tribunale di Dio, dimmi schiettamente in quale fede io debbo morire». Melantone abbassò il capo, dopo silenzio, e disse: «Madre mia, la dottrina protestante è più facile, ma la cattolica è più sicura».
(Audin, Vita di Lutero, III, pag. 288 – Citato da Mons. De Ségur – Un Cattolico può farsi Protestante?)
FONTE – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2111-la-madre-di-melantone-in-punto-di-morte.html

Condividi

Soros si prepara alle europee: 200mila euro al partito della Bonino

Roma, 22 mar – “Il 26 maggio scrivi la storia, fai l’Europa”. E’ lo slogan scelto dal partito di Emma Bonino per le elezioni europee. Dev’essere piaciuto in modo particolare allo speculatore ungherese George Soros e alla moglie Tamiko Bolton, che in preda a uno slancio di generosità hanno deciso di donare 200mila euro a +Europa, come riportato da Wall Street Italia. Un bel po’ di soldi che sicuramente potrebbero tornare utili per la campagna elettorale.

Il cospicuo finanziamento, versato con due operazioni datate 22 e 30 gennaio 2019, è stato pubblicato sul sito di del partito della Bonino, in seguito all’entrata in vigore della legge Spazzacorrotti (l. 9 gennaio 2019, n. 3). I partiti dal 31 gennaio di quest’anno sono infatti tenuti a pubblicare le identità dei finanziatori il cui contributo superi i 500 euro. Tutto alla luce del sole dunque, nessun segreto e niente da contestare. D’altronde chiunque può decidere di sostenere chi vuole, anche economicamente. Visto poi che la legge impedisce versamenti individuali superiori ai 100mila euro, Soros e consorte hanno pensato bene di farne uno a testa. Sono così i principali finanziatori, o meglio gli unici ad aver raggiunto tali cifre, di +Europa. Continua a leggere

Condividi

Mantova, vincono i “fasci”, perde la Boldrini. Il Gup assolve tutti gli imputati

Tutti prosciolti per non aver commesso il fatto. È la sentenza emessa oggi dal Gup di Mantova Casari nei confronti di nove imputati. Erano aderenti al Movimento Fasci del lavoro accusati di ricostituzione del partito fascista. Alle elezioni comunali di Sermide-Felonica, nel 2017, poi annullate dal Consiglio di Stato, conquistarono un seggio.
Continua a leggere

Condividi

Europee, Soros dona 200mila euro a Più Europa

Il partito guidato da Emma Bonino ha ricevuto quasi 200mila euro di finanziamenti dal fondatore di Open Society e da sua moglie.
George Soros e la moglie, Tamiko Bolton, hanno finanziato Più Europa, il partito guidato da Emma Bonino, con 200mila euro.
In vista delle prossime Elezioni europee, l’imprenditore ungherese ha così voluto dare il suo contributo.
In seguito all’entrata in vigore della legge Spazzacorrotti (l. 9 gennaio 2019, n. 3), è stato lo stesso partito a pubblicare sul suo sito internet i dati dei versamenti avvenuti il 22 e 30 gennaio 2019. Come riporta Wall Street Italia, da inizio anno Soros e la moglie risultano gli unici finanziatori di Più Europa ad aver superato tale soglia. Continua a leggere

Condividi

Siamo ancora fermi al '68

Femministe sul piede di guerra, dichiarazioni d’odio e disprezzo verso le famiglie anzi verso Dio, patria e famiglia, campagne d’odio contro carabinieri e poliziotti, lotte per l’aborto, il sesso libero e la droga legalizzata, rivolte planetarie contro i potenti della terra, contro il modello di sviluppo e scoperta dell’ecologia e dell’ambiente devastato, campagne contro le discriminazioni omosessuali e razziali, dichiarazioni d’amore per il terzo mondo, i neri, i “dannati della terra”, porte aperte a tutti, società sconfinata, abbasso i muri e i freni, indulgenti con i trasgressori, intolleranti coi conservatori, accuse di fascismo a chiunque non sia dalla loro parte, anzi, elevazione del fascismo a categoria metastorica, pacifismo libertario, ma a chi non concorda tappiamogli la bocca…
Ma questo film l’avevamo già visto, ricordo le sequenze. Tanto tempo fa. Eravamo adolescenti, ma io me li ricordo quegli slogan, quelle facce, quei cortei, quei cartelli, quei manifesti, quelle campagne… Ma si, certo. Eravamo nel ’68 e paraggi. A giudicare la triplice mobilitazione dei nostri giorni contro i potenti della terra, contro i difensori della famiglia e contro i difensori dei confini, degli stati e delle nazioni, in favore degli sbarchi, mi accorgo che il filo conduttore è rimasto quello lì. I circoli viziosi della storia. Gira e rigira e siamo tornati a cinquant’anni fa, al tempo del bianco e nero. E infatti non c’è via di mezzo, non c’è sfumatura di colore, c’è una radicalizzazione tra quelli e questi, tra maggioranze silenziose e minoranze fragorose. C’è una separazione etnica tra i due mondi. Certo, nel frattempo la mentalità sessantottina è andata al potere, si è fatta Zeitgeist, Spirito del Tempo, domina le agenzie di comunicazione e di orientamento, controlla i due terzi del personale docente, gran parte del ceto intellettuale, la comunicazione. Continua a leggere

Condividi

Immigrazione e razzismo

“Chi dice che deve vendicare i suoi fratelli colpendo i nostri figli mette in chiaro che per lui esistono un noi, un voi e una guerra in cui ci sarebbero colpe collettive da vendicare. Non è odio ideologico o di partito altrimenti sarebbe diretto altrove. È odio etnico e razziale, un odio che supera i timbri dei certificati anagrafici.”
VIDEO DI PIETRO FERRARI

Condividi
1 31 32 33 34 35 36 37 183