Nuove streghe in America: esoterismo, femminismo e campagne anti-Trump

Essere una strega è una moda: esoterismo e tarocchi travolgono le donne in America  e si uniscono a femminismo e campagne anti-trump.

È un reportage di Luciana Bellini su D di Repubblica a raccontare il grande ritorno delle streghe in America. Un vero grande business, un ritorno all’esoterismo con pennellate (neanche troppo nascoste) di politica e strumentalizzazione sociale.
Accanto ai tarocchi e al malocchio da scacciare, adesso, c’è l’attivismo. Perché le nuove streghe americane sono smart, 2.0, capeggiate da donne super social come Amanda Yates Garcia, ribattezzata “L’Oracolo di Los Angeles” per i suoi incantesimi lanciati contro Donal Trump.
A fare da filo conduttore tra il vecchio e il nuovo c’è il paganesimo, che viene declinato però in maniera moderna. Niente pentoloni, pugnali o corsetti, niente sacrifici nei boschi: tutte queste armi sono state sostituite da interventi politicizzati, in difesa del corpo della donna, dell’aborto.
All’urlo di “Io sono Mia” le streghe moderne in America guadagnano fama e denaro organizzando “analisi del percorso vitale”, “sessioni di divinazione alchemica” e purificazioni dell’energia. Sono loro le nuove maghe, che si propongono di cambiare il mondo facendo leva sull’energia. E sui cartelli di protesta.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/nuove-streghe-in-america-esoterismo-femminismo-e-campagne-anti-trump/

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Segnalazioni

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Segnalazioni
Sabato 23 marzo 2019: pellegrinaggio alla Scala Santa di Campli (TE)
ore 8,30 S. Messa all’oratorio del Prez.mo Sangue in Via Ofanto 24 a Pescara;
ore 10,45 appuntamento alla Scala Santa di Campli. I pellegrini saliranno in ginocchio i 28 gradini della Scala Santa.
San Francesco dal Sultano 
Dal canale YouTube di Sursum Corda: “Discorso di San Francesco davanti al Sultano Al-Malik al-Kāmil”.
 
5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus
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San Tommaso: Le ragioni per cui l’Impero fu trasferito dai Greci ai Germani

• Ci furono ancora molti altri Concilii da Costantino a Carlo Magno, pur restando questi i principali, nei quali i Prìncipi si mostrarono sottomessi e fedeli alla Chiesa. Soprattutto Giustiniano dopo lo svolgimento del quinto Concilio di 120 vescovi (…). Questo infatti risulta evidente dalle leggi che egli fece a favore dello stato ecclesiastico. E anche dalla lettera che mandò in tutto l’impero dopo la celebrazione del Concilio di Costantinopoli, nella quale dichiarava di sottomettersi alle istituzioni della Chiesa, ordinando ai popoli di obbedirle in tutto, ribadendo anche le deliberazioni dei quattro Concili che abbiamo ricordato e riconfermandole, mettendo le sue sanzioni e le sue leggi al servizio delle Istituzioni ecclesiastiche, soprattutto riguardo alle usure e al matrimonio, intorno ai quali è imbastita tutta la vita.
• Questo Concilio fu celebrato contro Teodoro e i suoi seguaci di Costantinopoli, i quali affermavano che il Verbo di Dio era distinto dal Cristo, e negavano anche la Beata Maria. Il sesto, poi, fu celebrato nella città imperiale predetta col patrocinio di Costantino IV; vi parteciparono 150 vescovi, su richiesta di Papa Agatone contro (coloro) che sostenevano esservi in Cristo una sola operazione e una sola volontà, secondo l’eresia di Eutiche. In questo concilio Costantino, che visse 150 anni dopo Giustiniano, favorì molto la fede, distruggendo gli eretici monoteliti, che il padre e il nonno avevano favorito, e fece restaurare le chiese da loro distrutte. Continua a leggere

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La D'Urso dedica un programma a gay, trans e fecondazione eterologa

Ieri sera è andata in onda della prima puntata di “Live – Non è la D’Urso”, il nuovo show in prima serata condotto dall’onnipresente presentatrice Mediaset.
Lgbt e gender a più non posso. E’ iniziata ieri la serie di puntate di “Live-Non è la D’Urso”, ma l’idea che si tratti di Tv spazzatura” è già abbastanza chiara. Dalle 21:30, fino a tarda ora, Barbara D’Urso è stata grande mattatrice della prima serata di Canale 5, come se le sue dirette quotidiane il pomeriggio (domenica compresa) e la fiction de “La dottoressa Giò” non fossero già abbastanza.
Ma se, com’è noto, la conduttrice ha sempre dato ampio spazio nei suoi programmi a tematiche come l’omosessualità o la disforia di genere, ieri sera probabilmente si è toccato il punto più alto (o più basso). Bastava accendere la tv intorno alle 22:30 per trovare un vero e proprio “plotone di esecuzione arcobaleno”, pronto a massacrare chiunque la pensasse diversamente. In studio, oltre alla conduttrice c’era Heather Parisi, tornata di corsa dalla Cina solo per questa “illustre” ospitata. Non solo è continuata la polemica con la povera Lorella Cuccarini (rea di aver difeso la famiglia tradizionale), ma la Parisi ha raccontato la sua storia di fecondazione eterologa. La ballerina ha infatti messo al mondo due figli a quasi cinquantanni, dopo aver precedentemente congelato i propri ovuli. Continua a leggere

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Riti orientali: arriva la distruzione con 50 anni di ritardo?

 

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 23/19 del 14 marzo 2019, Santa Matilde
Riti orientali: arriva la distruzione con 50 anni di ritardo?
Le comunità del Medio Oriente unite a Roma nel corso dei secoli hanno superato ogni genere di avversità e hanno sempre conservato gli antichi riti (scippati dagli scismatici nei secoli passati). Dopo 50 anni dalla rovinosa riforma del rito romano, la mano modernista sembra volere colpire anche i venerabili riti dell’Oriente cristiano (celebrati in comunione con gli occupanti della Sede Apostolica). Si noti il tono usato dal ‘patriarca’ caldeo (eletto da Benedetto XVI): sembra di leggere un vescovo ‘conciliare’ degli anni ’70. 
Patriarca caldeo: riformare riti e tradizioni, per rispondere alle sfide della modernità
Il card. Sako entra nel dibattito sul rinnovamento delle Chiese orientali, alcune delle quali vogliono restare “legate in modo ostinato” ai dettami del passato. Serve cambiare, mantenendo “originalità e autenticità” e rinnovando la sfida “missionaria”. Le persecuzioni hanno generato comunità “etniche e chiuse”. Guardare alle esigenze e ai problemi “attuali”.
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Arrestatelo, elogia la famiglia

“Christus Rex-Traditio sarà presente per dare testimonianza del diritto alla Vita, ad avere mamma e papà, ad essere Cattolici, senza compromessi. Saremo ben rappresentati dall’ Avvocato Gianfranco Amato, che è tra i relatori. Ovviamente, non parteciperemo ad alcuna iniziativa o marcia di preghiera a margine del convegno”.
QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
Più che il congresso mondiale della famiglia, in programma a Verona a fine mese, colpisce la mobilitazione isterica, ideologica e intollerante della sinistra italiana, delle sue portaerei a mezzo stampa, contro la famiglia e il suo contesto. Si può dissentire sul ruolo della famiglia, e ancor più sulle manifestazioni in suo favore; ma non si può definire eversiva la difesa della famiglia, evocare fanatismi, estremismi e totalitarismi per squalificare chi la promuove, e poi ridurre a “merda” principi e pratiche di vita, di fede e di cultura come Dio, patria e famiglia che denotano la storia dell’umanità e di ogni civiltà. Si avverte qualcosa di barbarico e di bestiale, un nichilismo volgare da osteria, un progressismo eruttante e ottuso nelle posizioni assunte contro la famiglia, contro l’amor patrio e contro la fede in Dio. Nessuno pretende che venga sancito anche in questi casi il reato d’opinione per chi oltraggia e vilipende questi principi e queste esperienze storiche, come oggi accade nel nome del razzismo, della xenofobia, del sessismo e dell’omofobia. Continua a leggere
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Gianna Jessen: la sopravvissuta all'aborto arriva in Italia per raccontarsi

Gianna Jessen è l’attivista antiabortista statunitense più qualificata a parlare del tema: è sopravvissuta all’aborto e invita a riflettere.
Gianna Jessen arriva in Italia, a Cesena. Si tratta di un intervento molto atteso: la Jessen, sopravvissuta a un aborto, è una delle più importanti attiviste antiabortiste statunitensi.
La Jessen, che ha 42 anni, è da sempre impegnata a sostenere i movimenti che si oppongono all’aborto e ha raccontato la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d’America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito.
L’attivista antiabortista racconta la sua storia: è nata alla trentesima settimana di gravidanza di sua madre, una diciassettenne del Tennessee, a seguito di un tentativo di aborto fallito. I suoi genitori non la volevano.
Il feto però sopravvisse all’iniezione di una soluzione salina nell’utero. «Un aborto salino consiste nell’iniezione di una soluzione di sale nell’utero della madre – dice la Jensen nelle sue testimonianze – il bambino inghiotte la soluzione, che lo brucia dentro e fuori, e poi la madre partorisce un bambino morto entro 24 ore». Continua a leggere

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Le ingiustizie dei giudici

 
LAPRESSE_20190308161212_28690928Il peggior nemico della giustizia, troppo spesso, è chi al contrario dovrebbe far rispettare la legge. Un cortocircuito tutto italiano che riempie quotidianamente le pagine dei giornali e che rimette al centro l’esigenza di una riforma drastica dell’intero sistema giudiziario. Non basterebbe, infatti, spazzar via le depenalizzazioni volute da Matteo Renzi per risolvere un problema che è ormai mastodontico e che ha nomi e cognomi, ovvero quelli di magistrati che firmano sentenze assurde.
 
Come è possibile, per esempio, che un pusher tunisino, beccato con chili di hashish, marijuana, coca ed ecstasy, sia stato subito liberato dopo aver dichiarato che spacciava “per necessità” avendo “perso il lavoro” e non sapendo come sbarcare il lunario? O come è possibile che la Corte di Appello di Ancona non abbia riconosciuto lo stupro di una ragazza perché questa “sembra un maschio”? O come è possibile che ad un assassino sia stata scontata la pena perché, a detta del magistrato, avrebbe “agito come reazione al comportamento” della vittima? Ognuno di questi giudici si difenderà garantendo di aver interpretato al meglio la legge. Ma chi ci difende da certe normative assurde o dal buonismo di certe toghe? Troppo spesso, infatti, le vittime rischiano di pagare (o di morire) due volte. Continua a leggere

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MILIZIA CRISTIANA E MASSONERIA

Militia est vita hominis super terram (Gb7,1)
di Francesco Lamendola
Articolo pubblicato sul sito Accademia Nuova Italia
Che cos’è la vita umana?In che cosa consiste il vivere, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto?Non in senso puramente biologico, come quella di ogni altra creatura vivente; né:a che cosa serve?, o:a che scopo ci è data?Perl’uomo consapevole, beninteso, e non per l’uomo che vive alla giornata, senza mai farsi una domanda che vada al di là del suo utile immediato; e neppure peril bambino, che si fa tante domande perché vive tutto immerso nello stupore della continua scoperta, ma che ancora non possiede un raziocinio per porle nella maniera giusta, e tanto meno per trovare le risposte,la vita è essenzialmente una milizia.
Ciò era ovvio per il cristiano, finché la Chiesa cattolica faceva ancora il suo dovere, quello di insegnare ciò che è essenziale nell’ordine della vita soprannaturale, oltre che in quello della vita naturale: e non stiamo parlando di secoli e secoli fa, ma di qualche decennio fa. Poi, a partire dalConcilio Vaticano II, sono arrivati i cattivi teologi, i quali hanno introdotto la loro pessima teologia; e la teologia ha influenzato la liturgia, poi la pastorale, infine la stessa dottrina, invertendo il giusto ordine delle cose, secondo il quale la teologia è data per chiarire la fede e non per complicarla e confonderla. Continua a leggere

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Regione Lombardia: cani seppelliti con gli uomini e bambini non nati nei rifiuti speciali

Segnalazione di Redazione BastaBugie
E poi: Ru486 anche in day hospital, profilattici gratis agli studenti… la Lombardia rinnega il suo passato prolife
di Luca e Paolo Tanduo

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la Legge di riforma dei servizi cimiteriali e funerari. E’ stato approvato all’unanimità anche un emendamento del Partito democratico, che modifica parzialmente le disposizioni in materia di sepoltura dei bambini non nati, chiamati nell’emendamento «prodotti del concepimento», a seguito di interruzione (volontaria e non) di gravidanza. L’emendamento introduce che ciò dovrà avvenire «esclusivamente su esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione», nel caso ad esempio di minorenni o di persone incapaci di intendere e di volere. La precedente norma imponeva che venisse loro data comunque sepoltura, restituendo ai bambini non nati la dignità di persone invece di essere trattati come rifiuti speciali. Continua a leggere

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L'ultima "conquista" della generazione libertaria

L'ULTIMA "CONQUISTA" DELLA GENERAZIONE LIBERTARIA

Il parlamento olandese ha legalizzato l’eutanasia nel 2002. Più precisamente (e ipocritamente)  ha depenalizzato “l’interruzione della vita su richiesta”, evitando la parola eutanasia e suicidio assistito.    Il fatto resta proibito in teoria, ma il  medico può praticarlo se giudica   il paziente   soggetto “a sofferenze intollerabili e senza prospettive”. Nel 2007,    i suicidi medicalmente assistiti erano ancora meno di 2000.  Nel …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/lultima-conquista-della-generazione-libertaria/

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Lorella Cuccarini: "Abortire è un'esperienza traumatica"

La conduttrice svela un aneddoto risalente a più di vent’anni fa, quando lavorava a Mediaset. Ora è mamma di quattro ragazzi.
Lorella Cuccarini a cuore aperto, racconta il suo passato, in occasione del venticinquesimo anniversario di “Trenta ore per la vita”. Per l’occasione, la famosa conduttrice si è fatta intervistare dal  settimanale “Nuovo”,  a cui ha descrittodiversi aneddoti della sua vita professionale e personale.
Fra le tante storie narrate al settimanale, anche quella relativa alla perdita di un figlio: “Lavoravo a Buona Domenica e rimasti incinta, ma ho avuto un aborto spontaneo”. La Cuccarini la racconta come un’esperienza traumatica, aggravata dal fatto che quella sarebbe dovuta essere la sua prima maternità: “È un dolore che si metabolizza, però rimane la malinconia”. Continua a leggere

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Neofemminismo. Il colore del raancore

di Roberto PECCHIOLI
Grazie a Dio, l’8 marzo è passato.
La giornata internazionale della donna è trascorsa in Italia tra manifestazioni, l’odore pervasivo delle mimose e i consueti pistolotti virtuosi della politica, in cui destra e sinistra gareggiano per intestarsi l’avanzata femminile e pronunciare discorsi di circostanza gareggiando in femminismo da salotto. Il segnale più inquietante è stato il …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/neofemminismo-il-colore-del-rancore/

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San Gregorio Magno

 
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza2007_0101roma20060150
San Gregorio Magno
Il 12 marzo la liturgia romana festeggia san Gregorio Magno, Papa, Confessore e Dottore. Lo ricordiamo con alcuni passaggi del card. Schuster tratti dal suo Liber Sacramentorum.
Questa festa, celebrata anche dai Greci, si ritrova già nel Sacramentario Gregoriano dei tempi di Adriano I, ed è una delle poche penetrate sin da antico nel Calendario Romano durante il periodo quaresimale. La celebrità di san Gregorio (+ 604), e soprattutto il significato simbolico che assunse la sua personalità storica, quando nel medio evo incarnò il concetto del papato romano nella più sublime espressione del suo primato su tutta la Chiesa, giustificavano quest’eccezione. Si può dire infatti, che l’intera età di mezzo visse dello spirito di san Gregorio; la liturgia romana, il canto sacro, il diritto canonico, l’ascesi monacale, l’apostolato fra gl’infedeli, la vita pastorale, tutta, in una parola, l’attività ecclesiastica, faceva capo al Santo Dottore, i cui scritti sembravano esser divenuti come il codice universale del cattolicismo. Il numero assai grande di antiche chiese dedicate in Roma al Santo Pontefice attesta la popolarità del suo culto, il quale, oltre al suo antico monastero di sant’Andrea al Clivo di Scauro, aveva per centro la sua veneranda tomba nella basilica vaticana. (…)
Bisogna servire il Signore nelle condizioni in cui Egli ci ha posti, e non in quelle in cui vorremmo porci noi. Un bell’esempio di questo senso pratico nel cammino della santità, ce l’offre Gregorio. Il suo carattere meditabondo lo spingeva allo studio tranquillo della filosofia, nella pace del chiostro. Iddio invece lo vuole diplomatico, papa, amministratore d’un immenso patrimonio immobiliare, perfino stratego nel dirigere le opere di difesa delle città italiche assediate dai Langobardi; vero console di Dio, dall’attività e dal potere vasto come tutto il mondo. Gregorio, assai spesso trattenuto a letto dalla podagra e dalle sofferenze di stomaco, senza empire l’aria dei suoi rimpianti, s’adatta meravigliosamente a tutti questi uffici, e nell’intento di servire unicamente al Signore, li sostiene con si mirabile maestria e perfezione, che riempie del suo spirito tutta l’età di mezzo, e lascia profonde le orme del suo genio nella successiva vita del Pontificato Romano. (…) Continua a leggere

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Alcide Degasperi anti ebreo, acattolico modello e riferimento della Sinistra e catto comunisti

 
di Emilio Giuliana
Non è certa mia intenzione trarre giudizi sullo “Statista di Sardagna”, ma per onor di cronaca mi preme ricordare anche aspetti che inspiegabilmente giornalisti, storici e uomini di “cultura” omettono. Alcide Degasperi e non De Gasperi (non può vantare alcuna nobile discendenza) come erroneamente viene trascritto il suo nome, in alcuni articoli pubblicati in gioventù sul quotidiano “Trentino” mostrano vicinanza alle posizioni di Karl Lueger (il borgomastro di Vienna, cristiano-sociale e anti – giudeo). Ad esempio, si legge: «Noi non siamo contro gli ebrei perché d’altra religione e d’altra razza ma dobbiamo opporci ch’essi coi loro denari mettano il giogo degli schiavi sui cristiani» (1906). Trent’anni dopo, nella rubrica sull’ “Illustrazione Vaticana”, mancano invece parole di condanna contro l’esproprio dei beni degli ebrei austriaci. Alcide Degasperi si espresse positivamente anche sul fascismo, così giustificandolo (Il Nuovo Trentino del 7 aprile 1921): <Il fascismo fu sugli inizi un impeto di reazione all’internazionalismo comunista che negava la libertà della Nazione (…). Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle situazioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima>. Continua a leggere

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