Sono i drag-kids la nuova frontiera dell’ideologia Lgbt. Non è bastato sdoganare la transessualità tra i minori, ormai si sta abbassando sempre più l’età media dei bambini coinvolti nel discutibile fenomeno e, come se non bastasse, c’è chi vuol renderli dei fenomeni da baraccone. È il caso dell’undicenne newyorkese Desmond Napoles, in arte Desmond Is Amazing, che ormai dall’età di sette anni, viene fatto esibire travestito da donna nei locali gay della Grande Mela. Il bambino è finito sulla copertina di giornali e riviste come Vogue, BoyCulture, Daily Mail Uk e Buzzfeed e ha girato un film ancora non distribuito al cinema, dal titolo Pageant Material. Continua a leggere
L'ossessione della sinistra lo ha reso davvero "eterno"
Negli anni, l’accusa di essere fascista ha colpito tutti: da Mao a Nenni, da Stalin alle femministe fino a 007
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«I neri meno intelligenti»: bufera su James Watson, Nobel per il Dna
Lo studioso del Dna parla di «inferiorità genetica». Il Cold Spring Harbor Laboratory chiude i rapporti
di Anna Meldolesi
Vorremmo poter salvare la fulgida bellezza della doppia elica dalla spirale di autodistruzione in cui è caduto chi l’ha scoperta. Ci piacerebbe liquidare l’ultimo scandalo come un incidente o come un’imboscata mediatica, tesa a un uomo anziano e malato. Ma la triste verità è che nemmeno gli ammiratori più ferventi di James Watson sono riusciti ad abbozzare una linea di difesa dopo che lo scienziato ha ribadito davanti alle telecamere di ritenere che i neri siano geneticamente meno intelligenti dei bianchi.
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fonte – https://www.corriere.it/cronache/19_gennaio_14/i-neri-meno-intelligenti-bufera-nobel-watson-153746c6-183f-11e9-bb76-cdaf0ebcabd2.shtml
Salvini sfida Macron: dacci i delinquenti italiani
gennaio 14, 2019
Dopo la cattura di Cesare Battisti non potevano non accendersi i riflettori anche su altri latitanti che hanno evitato la giustizia italiano riparando all’estero. Molti di essi hanno trovato rifugio in Francia grazie alla “Dottrina Mitterand”Tra i latitanti in Francia possiamo ricordare i nomi di Giorgio Pietrostefani fondatore con Adriano Sofri di Lotta Continua, Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti entrambe condannate all’ergastolo nel processo Moro ter, Sergio Tornaghi ex brigatista condannato all’ergastolo per partecipazione a banda armata e destinatario di un mandato di cattura internazionale ed esponente della colonna brigatista milanese ‘Walter Alasi
E proprio su questo punto, Salvini a Non è l’Arena di Giletti manda un messaggio chiaro all’Eliseo: “Chiederò domani al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di scrivere al presidente francese, Emmanuel Macron, di restituirci altri delinquenti che hanno tolto vite. L’impegno è che sia l’inizio di un percorso, perché sai quanti ce n’è in giro”. Insomma a quanto pare il ministro degli Interni adesso vuole “regolare i conti” anche con Parigi che per troppo tempo ha dato rifuggio ai terroristi italiani sfuggiti alla giustizia. Incluso Battisti…
fonte – https://www.ilsovranista.info/2019/01/salvini-sfida-macron-dacci-i.html
Cesare Battisti, Carlo Nordio: "Quanto resterà in carcere il terrorista"
La domanda ora è: ma Cesare Battisti quanto resterà in carcere ora che arriva in Italia e verrà spedito direttamente a Rebibbia? Carlo Nordio, ex procuratore di Venezia, intervistato da Skytg24, spiega quale futuro attende il terrorista catturato in Brasile dopo trent’anni di latitanza: “Il procuratore generale di Milano se ha detto che si farà l’ergostolo ostativo si farà. Non ci saranno ricorsi ma finirà in prigione”. Leggi anche: La cattura di Battisti e il ridicolo commento di Di Maio Ora “sarà messo in isolamento per sei mesi come stabilisce la sentenza”, precisa Nordio. Per quanto riguarda i benefici, “questi scattano parecchi anni dopo il primo tratto di espiazione della pena, quindi in questo caso circa dieci anni. E per un uomo di 64 anni non sono pochi”. Intanto, conclude l’ex procuratore, “che Battisti se li faccia tutti e poi magari vedremo se gli verranno dati dei permessi per ragioni familiari. Questi anni se li fa senza se e senza ma e questo è già un passo soddisfacente”.
fonte – https://www.newsstandhub.com/libero-quotidiano/cesare-battisti-carlo-nordio-quanto-restera-in-carcere-il-terrorista
ebrei e massoni si ritrovano a casa nathan, sede del goi, per la visita del rabbino capo
MANCAVA SOLO ”PLUTO”! – EBREI E MASSONI SI RITROVANO A CASA NATHAN, LA SEDE DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA, PER LA VISITA DEL RABBINO CAPO RICCARDO DI SEGNI. IL GRAN MAESTRO STEFANO BISI HA RICORDATO ERNESTO NATHAN, SINDACO DI ROMA EBREO, MASSONE E ANTICLERICALE – I PREGIUDIZI SUI COMPLOTTI ”PLUTO-GIUDAICO-MASSONICI”? ”LI DIFFUSE LA ‘CIVILTÀ CATTOLICA’, RIVISTA DEI GESUITI, DI CUI IL PAPA CORREGGEVA LE BOZZE. DA LI’, DISCRIMINAZIONE E LEGGENDE. MA OGGI…”
Il Gran Maestro Stefano Bisi, insieme ai Fratelli della Comunione laziale, l’8 gennaio scorso ha ricevuto a Casa Nathan il Rabbino capo della Comunità israelitica della capitale, Riccardo Di Segni. Tantissimi i fratelli presenti all’evento, il primo del genere a svolgersi nel tempio della Casa romana del Grande Oriente intitolata a Ernesto Nathan, ebreo, fratello e sindaco di Roma e che, come è stato rammentato va ad aggiungersi alle numerose iniziative sul rapporto tra Libera Muratoria e religioni, organizzate dalla Comunione nell’obiettivo di promuovere il dialogo e la tolleranza, soprattutto in un momento come quello attuale caratterizzato da rinascenti razzismi e pericolosi populismi.
Al convegno in Curia l’ospite ebreo stacca il crocefisso dal muro
Il crocefisso della Sala delle Colonne, presso la Curia della Diocesi piacentina, è stato staccato da uno degli ospiti ebrei invitati per il convegno interreligioso e nascosto dietro un televisore
Il crocefisso della Sala delle Colonne, presso la Curia della Diocesi piacentina, è stato staccato da uno degli ospiti ebrei invitati per un convegno interreligioso e nascosto dietro un televisore. L’episodio, riportato anche dall’Ansa, è avvenuto durante la tredicesima edizione della “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei”, istituita dalla Cei. Sul muro, prima dell’inizio dell’incontro, erano appesi i ritratti di Papa Francesco, del vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio e il crocefisso. Ma qualcuno – durante le prove del coro ebraico Col Hakolot – lo ha staccato dal muro riponendolo dietro a un televisore tra cavi polverosi e un termosifone. Ad accorgersene è stato monsignor Pier Luigi Dallavalle, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i rapporti con l’ebraismo: si è reso conto dell’incidente diplomatico, ma ha deciso di non intervenire. La rimozione è stata comunque giudicata un gesto eccessivo anche dal rabbino Elia Richetti, intervenuto all’incontro- «Il crocefisso poteva essere lasciato dov’era – afferma – perché quello non era un luogo di culto. Mi dispiace per chi ci è rimasto male, gli sono vicino e lo capisco – prosegue scusandosi Richetti – non era necessario fare una cosa del genere. Lo dirò anche ai membri della comunità ebraica».
fonte – http://va.newsrepublic.net/a/6646316268334875142?user_id=6608068468213006341&language=it®ion=it&app_id=1239&impr_id=6646664041399847174&gid=6646316268334875142&c=wa
Convegno interreligioso in Curia, ospite ebreo stacca il crocifisso dal muro
14 gennaio 2019 Piacenza
Incidente diplomatico in curia, per un crocifisso staccato dal muro da uno degli ospiti ebrei invitati per un convegno interreligioso. L’immagine sacra è stata nascosta dietro un televisore.
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Fonte: http://www.liberta.it/news/cronaca/2019/01/14/convegno-interreligioso-in-curia-un-ospite-ebreo-stacca-il-crocifisso-dal-muro/?fbclid=IwAR0Juljn_fjnq2Blnm9PKsspJ88pvF_i4QGCLQkfQNxwXbJ8sMxMGpGQTvg
Accusano Bergoglio di fare da banchiere a tutta la mafia comunista del Foro di San Paolo
Segnalazione di www.unavox.it
Articolo redazionale
Pubblicato l’11 gennaio 2019 sul sito Adoracion y Liberacion
La storia, se confermata, costituirebbe la ciliegina sulla torta di questo pontificato disastroso a tutti i livelli, e dovrebbe significare la fine dell’esperienza di Bergoglio. Le informazioni sono state diffuse dal quotidiano colombiano “El Expediente”, che pubblica un rapporto investigativo dal titolo: “Il conto segreto multimilionario di Santos nella banca del Vaticano”. Il quotidiano scrive: «Juan Manuel Santos avrebbe utilizzato lo Stato del Vaticano come sua cassaforte; un modo sofisticato per occultare il denaro, usato anche da altri presidenti ed ex presidenti, la maggior parte con idee di sinistra come: Cristina Fernández, Lula Da Silva, Evo Morales, Rafael Correa, Raúl Castro, Daniel Ortega e Nicolás Maduro, tutti con conti presso l’Istituto per le Opere di Religione (IOR), già noto riguardo al Banco Ambrosiano, sotto inchiesta dal settembre 2010 per una serie di operazioni relative al possibile riciclaggio di denaro sporco attraverso lo IOR.»
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Quanta fretta col "fascista" (innocente) Pagliai, quanti strani ritardi con Battisti…
Strano davvero che a nessuno dei grandi giornalisti italiani d’assalto, cronisti d’inchiesta, sempre coraggiosamente pronti a disturbare commemorazioni funebri private pur di avere un miserevole scoop da sbattere sui loro giornali, o sempre pronti ad andare a infiltrarsi in manifestazioni politiche sperando di suscitare una reazione – meglio se violenta – da parte di persone esasperate da continue provocazioni che con il giornalismo non hanno nulla a che fare, strano, dicevamo, che a nessuno di questi protagonisti dei talk show televisivi, antifascisti in servizio permanente effettivo, sia venuto in mente di collegare la vicenda Battisti a una per molti versi analoga – fatta salva la diversa caratura dei personaggi – accaduta nell’ormai lontanissimo ottobre 1982, ma che vide una conclusione molto diversa e drammatica rispetto a quella di queste ore. I fatti accaddero sempre in Bolivia, sempre a Santa Cruz de la Sierra, l’operazione fu sempre condotta dai nostri Servizi, anche se allora si chiamavano in modo diverso, e il protagonista era sempre un latitante ricercato dallo Stato italiano. Tante, troppe analogie.
Brasile: con Bolsonaro torna a soffiare un vento pro famiglia
Sulla difesa della famiglia naturale, Jair Bolsonaro parte subito lancia in resta. Nel suo discorso di insediamento, il 1° gennaio, il neopresidente brasiliano non ha usato giri di parole: il suo governo avrà tra i suoi obiettivi «unire il popolo, valorizzare la famiglia, rispettare le religioni e la nostra tradizione giudaico-cristiana e combattere l’ideologia del gender, conservando i nostri valori». Sotto la sua guida, «il Brasile tornerà a essere un Paese libero da zavorre ideologiche», ha assicurato Bolsonaro.
I MODERATI DI VOX
Il governo del cambiamento in Andalusia comincia ad essere una realtà. Il Partito popolare e il partito Vox hanno definitivamente firmato l’accordo politico per sostenere l’investitura di Juanma Moreno a Presidente della giunta andalusa. Con questo accordo finisce, di fatto, l’egemonia socialista che per ben trentasei anni ha dominato quella regione spagnola, e viene mandata all’opposizione la pasionaria Susana Díaz, ormai ex presidente.
Già si è levato in Spagna il coro di chi agita lo spettro di una “onda nera”.
Sì perché i mezzi d’informazione, opportunamente manipolati, hanno trasmesso al mondo l’idea che il partito Vox rappresenti una forza di estrema destra. Qualcosa a metà strada tra Alba Dorata e Casapound. Niente di più falso.
Dirigenti ed elettori di Vox provengono quasi tutti dal Partito popolare. Fanno parte di quel segmento dell’elettorato moderato che ha deciso di reagire alla deriva zapaterista e politicamente corretta che ha caratterizzato la politica spagnola degli ultimi decenni.
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Il Nobel Watson: "Neri meno intelligenti dei bianchi. Lo dice il Dna"
Diverse istituzioni di ricerca hanno reagito alle affermazioni di James Watson annunciando “l’immediata revoca” delle onorificenze accordategli in passato
Gerry Freda
James Watson, lo scopritore del Dna, è divenuto in questi giorni bersaglio di feroci critiche a causa di alcune sue affermazioni sul fatto che vi sarebbero “prove scientifiche” di una “differenza di intelligenza” tra bianchi e neri.
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Guerra ibrida contro Putin

di F Rossini
La Russia avverte la Gb di non aprire basi militari nel mar Cinese meridionale e nei Caraibi (https://www.telegraph.co.uk/news/2019/01/11/russia-warns-could-respond-british-plans-open-new-bases-abroad/), l’Estonia è sempre più in prima linea contro i russi (https://www.corriere.it/esteri/19_gennaio_12/paure-d-invasione-raggi-infrarossi-estonia-155ad8ce-16ab-11e9-9ac5-fed6cf5dadce.shtml), e l’ennesima spia britannica, Paul Whelan, ex marine sui campi di guerra iracheni, è stata arrestata a Mosca.
Brexit o no, si ritorna ogni giorno di più alla linea classica del Global Britain e dell’imperialismo anglosassone di Disraeli, sconfitto e marginalizzato dopo la Seconda guerra mondiale. Affiora sempre di più il sospetto che la vicenda Brexit sia una pesante cortina fumogena, una diversione tattica sparsa a livello diplomatico globale per radicalizzare e rafforzare la Guerra Ibrida che lo stato profondo britannico ha lanciato alla Russia dalla seconda guerra cecena ad oggi (1999-2009).
Tutti i migliori analisti propongono come imminente uno scontro, commerciale o addirittura militare, tra Cina e Usa ed evocano la famosa “trappola di Tucidide” su cui già ci siamo soffermati (https://www.agerecontra.it/2019/01/la-trappola-di-tucidide-e-la-terza-guerra-mondiale/).
Battisti e quei salotti radical chic sporchi di sangue

di Alessandro Sallusti
Cesare Battisti, latitante in Brasile e in attesa di estradizione, non è soltanto un pluriassassino evaso dalle carceri italiane nel 1981 con due ergastoli sulle spalle.
Battisti è innanzitutto la bandiera degli irriducibili di una stagione mostruosa, quella del terrorismo politico che insanguinò l’Italia negli anni Settanta e Ottanta. Non solo dei compagni d’armi che – chi più chi meno – il loro conto con la giustizia l’hanno in qualche modo pagato. Battisti – che più che un terrorista fu un delinquente – è soprattutto la bandiera degli intellettuali, giornalisti e politici nostalgici di quel folle sogno rivoluzionario nonostante si siano poi tutti ben piazzati nelle democrazie, nei consigli di amministrazione e nei salotti che all’epoca si proponevano di abbattere a suon di parole e proiettili.
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Da Vauro a Carla Bruni: chi sono i fans italiani dell'assassino Cesare Battisti

Nessuno si ricorda più dell’appello per Battisti
In tanti, oggi, imbarazzati dai brindisi e dagli “schiaffi” all’Italia dell’assassino Cesare Battisti, arrestato e rilasciato subito in Brasile, preferiscono restare in silenzio. Ma in tanti, tra gli intellettuali o pseudotali, in Italia e all’estero, nelle file della sinistra, per anni hanno protetto, difeso e firmato appelli in favore di quel terrorista vile, condannato per omicidio e scappato all’estero, che con la scusa dei libri si trincera dietro una presunta persecuzione politica. Dall’alto di quattro omicidi, due diretti e due indiretti, decine di rapine e un uomo condannato a vita su una sedia a rotelle, in nome della militanza nel gruppo dei “Proletari armati per il comunismo”. Continua a leggere
