Saviano e il silenzio imbarazzante su Battisti

 

Saviano Battisti appello 2004Roma, 14 gen – Di solito pubblica almeno uno o due post al giorno dalla sua pagina Facebook. Ieri invece abbiamo assistito al silenzio imbarazzante di Roberto Saviano, non una parola sulla cattura di Cesare Battisti. Il perché lo scrittore abbia deciso di non commentare una notizia di tale portata è semplice: nel 2004 firmò un appello di “intellettuali” che chiedevano la scarcerazione del terrorista rosso, all’epoca detenuto in Francia. A dire la verità il “bardo cosmopolita” era in buona compagnia, insieme a lui firmarono tra gli altri l’allora deputato dei Verdi Paolo Cento, Christian Raimo e Vauro.

Continua a leggere

Condividi

"Soros chiese la Troika per l'Italia". Il giallo sull'incontro con i vertici Ue

1474400464-soros1

È giallo sui reali contenuti dell’incontro svoltosi il 26 novembre a Bruxelles tra il finanziere George Soros e Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, nonché vice di Jean-Claude Juncker. L’argomento dell’incontro fu l’Italia e la manovra economica del governo giallo-verde? “Non posso confermare né smentire che l’argomento del bilancio dell’Italia sia stato discusso” rispose all’epoca Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea, a un giornalista che chiedeva se nel colloquio si fosse parlato anche della manovra italiana. “Sono stati discussi temi europei e globali”.

Dopo quella risposta evasiva, il giallo ora s’infittisce. Secondo Italia Oggi, che cita una fonte riservata vicina a Timmermans, non solo la manovra italiana fu uno dei principali argomenti del colloquio, ma il finanziere, presidente dell’Open Society Foundations, chiese l’intervento della Troika per il nostro Paese. “Senza tanti preamboli – scrive Italia Oggi – Soros chiese a Timmermans di attivarsi perché la Commissione Ue bocciasse la manovra italiana, aprendo la strada alla Troika. Il terreno sui mercati, con il rialzo dello spread, era già stato preparato. Mancava solo il colpo finale”.
In quell’occasione, tuttavia, Soros avrebbe ricevuto un secco “no” da parte del vicepresidente della Commissione: la bocciatura della manovra italiana avrebbe aperto una crisi finanziaria drammatica, con ripercussioni in tutta l’Europa, che avrebbero toccato anche Germania e Francia. Un rischio che nessuno poteva permettersi di correre. Un’indiscrezione che – se confermata – è destinata a scatenare ulteriori polemiche sulla figura controversa del magnate di origini ungheresi.
Continua a leggere
Condividi

Cesare Battisti arrestato in Bolivia. Salvini: 'Pacchia finita, in galera a vita'

Cesare Battisti in una foto di archivio © EPAL’ambasciatore italiano Bernardini: la democrazia è più forte del terrorismo
Cesare Battisti, la fuga è finita. Non è escluso che possa essere già in Italia oggi o domani l’ex terrorista dei Pac catturato in Bolivia da agenti boliviani con input degli investigatori italiani. Un aereo del governo italiano con uomini dell’Aise – l’intelligence dell’estero e il cui contributo è stato fondamentale per arrivare all’arresto di Battisti – e investigatori della Polizia è già decollato per la Bolivia. Battisti è stato arrestato alle 17 di sabato (le 22 in Italia). Battisti camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, nell’entroterra boliviano. Non ha tentato la fuga, agli agenti ha risposto in portoghese, poi è stato portato in caserma. La svolta da intercettazioni nelle indagini coordinate dalla procura generale di Milano
leggi tutto
fonte – http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2019/01/13/cesare-battisti-arrestato-in-bolivia_7a55ae97-9281-4f86-a716-bd1bc71b1867.html

Condividi

Inaccettabile copertina de L'Espresso che sputa sui morti

Roma, 12 gen – Chiunque abbia minimamente studiato la storia dei «cuori neri» degli anni Settanta sa bene come la particolarità di quelle morti non stia nel fatto che, all’epoca, si perdesse la vita solo militando nei ranghi della destra. Ai cuori neri, infatti, fanno da contraltare i cuori rossi, le cui madri non hanno certo versato meno lacrime. C’è, però, una differenza cruciale, fra le storie dei caduti rossi e neri degli anni Settanta: attorno alle tragedie dei secondi si attivò un meccanismo giustificatorio del tutto sconosciuto alle uccisioni dei primi. In nessun consiglio comunale dell’epoca risuonò un applauso per la morte di un caduto rosso, come invece accadde a Milano quando si diffuse la notizia del decesso di Sergio Ramelli. In nessuna villa di Fregene il jet set culturale dell’epoca pasteggiò a champagne per la scarcerazione di qualche stragista nero, come invece capitò nella villa di Moravia quando liberarono i massacratori di Primavalle. I Nar non furono mai «sedicenti», come invece, in molte redazioni, vennero definite le Brigate rosse. Sui giornali dell’epoca, i comunisti non morivano mai per autocombustione o per «faida interna», come invece succedeva regolarmente ai neri. Uccisi una volta, dal piombo delle pistole. Due volte, dal piombo dei caratteri tipografici, dai giornali, e non solo quelli estremisti, che relativizzavano, insinuavano, sminuivanoTre volte, da una giustizia che spesso non arriverà maiQuattro volte, dal tentativo di processarne persino il ricordo.

Continua a leggere

Condividi

Le maglie di Salvini e il delirio di Saviano

Risultati immagini per salviniStraordinario (in senso negativo, of course) il pezzo di oggi di Roberto Saviano perché fa capire certa mentalità. Nel suo pezzo su Repubblica contro Matteo Salvini, scrive: “Indossare la maglietta della polizia non essendo un poliziotto è un atto autoritario, un atto violento ed è un atto che ha in odio la democrazia.” Dunque, Salvini che indossa la maglietta della polizia rappresenta un atto antidemocratico, eversivo. Ecco, quando leggo queste affermazioni capisco perché in molti provino antipatia nei confronti del vate partenopeo.

Continua a leggere

Condividi

Sanremo, esclusa la canzone "sovranista" dei New Trolls

Claudio Baglioni è sempre più nella bufera per le sue parole sull’immigrazione e sulle scelte del governo per contrastarla. Spunta il caso New Trolls
Claudio Baglioni è sempre più nella bufera per le sue parole sull’immigrazione e sulle scelte del governo per contrastarla.

Il direttore artistico del Festival di fatto ha posizionato questo suo secondo Sanremo sul binario buonista. A fargli da sponda anche le parole di Claudio Bisio che di fatto ha sottlineato la sua intenzione di recitare un monologo proprio sull’accoglienza. Ma c’è da fare un passo indietro rispetto a questa vicenda.

Continua a leggere

Condividi

Aiutateli a casa vostra

Spiazzato dalla Chiesa valdese che ha deciso di adottare quindici migranti sbarcati a Malta, cioè uno per ogni valdese, Papa Bergoglio ha riunito il cerchio magico-curiale e ha deciso: daremo noi, Chiesa cattolica, il reddito di cittadinanza ai migranti, visto che il governo tergiversa ed è piuttosto riluttante ad estenderlo pure a loro. Apriti cielo. Panico tra i preti e le suore, fuggi fuggi generale. Già quando lanciò l’idea di un’adozione a parrocchia, la risposta fu un mezzo fiasco. Ma ora la svolta è radicale, coinvolge direttamente la Santa Sede e stavolta è davvero impegnativa, non come accadde con i profughi della nave Diciotti che dal Vaticano finsero di prendersi in carico un centinaio di migranti, gran retorica sull’accoglienza e sul gesto umanitario, ma poi li lasciarono andar via dal centro di Ariccia. Stavolta toccherà migliaia di persone. Per ottenere il reddito di cittadinanza, che il papa ha voluto cristianamente ribattezzare il “redento di cittadinanza”, basterà presentare domanda alla caritas, avere i requisiti, cioè non avere nulla e fuggire da tutto. Fa punteggio essere nero, venire da molto lontano, essere islamico. Sono esclusi i poveri nostrani e i barboni che stazionano nel colonnato vaticano, allontanati dai papa-vigilantes. I migranti beneficiati dovranno però frequentare, a scelta, una parrocchia, una moschea o un centro sociale. Al terzo rifiuto, come per il reddito governativo di cittadinanza, sarà loro revocato il sussidio.

Continua a leggere

Condividi

Verona, polemiche sul concerto dedicato a Palach, i dem chiedono annullamento

A cinquant’anni dal suo sacrificio, il concerto dedicato a Palach rischia di naufragare per colpa delle polemiche. I dem lo hanno definito un evento “nazi-rock” e da Praga si sono mobilitati anche sei senatori della Repubblica Ceca
Il ricordo di Jan Palach non è per tutti.

 Per qualcuno, infatti, la memoria di quel ragazzo che si diede fuoco in piazza San Venceslao il 19 gennaio del 1969 è appannaggio di pochi. Ci vuole una licenza, un pedigree, per commemorarne il sacrificio. Meglio non ricordarlo, se a farlo sono i ragazzi di destra.

Sembrano dire questo le polemiche che arrivano da Verona. È qui che, il 19 gennaio, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua immolazione, l’associazione culturale “Nomos – Terra e Identità” ha organizzato un evento musicale con il patrocinio della provincia. L’unica iniziativa dedicata al martire europeo che abbia un riconoscimento istituzionale. Ma dalle parti del Partito Democratico lo hanno definito un concerto “nazi-rock” per via della partecipazione di band che hanno sempre calcato i palchi delle kermesse identitarie.
Continua a leggere

Condividi

La massoneria cede al glamour dei social, il GOI sbarca su Instagram

Massoneriadi Umberto Stentella

Sorpresa, il Grande Oriente d’Italia, la più grande obbedienza massonica italiana, ha deciso di debuttare su Instagram con un profilo ufficiale. L’ambizione? “Combattere la disinformazione”, dicono i grembiulini di Palazzo Giustiniani.

Il profilo, in modo molto sobrio, si chiama semplicemente @grandeorienteit e vanta già 2.000 seguaci, pardon, followers, come scrive il Corriere. Sebbene il Grande Oriente d’Italia sia già presente su Facebook, Twitter e Youtube, fa un po’ più specie l’approdo su Instagram, un social interamente dedicato alle immagini e ai video di appena 7 secondi, e, non a caso, il preferito dei giovanissimi.

Continua a leggere

Condividi

Bergoglio contestato da venti ex Capi di Stato

Papa Francesco contestato da venti ex Capi di StatoPapa Francesco troppo attivo con Venezuela e Nicaragua
di Giuseppe Vatinno

Papa Francesco ha ricevuto una lettera da parte di venti ex Capi di Stato sudamericani riguardante il suo discorso natalizio sul Venezuela (e sul Nicaragua).
I firmatari sono:
Oscar Arias, Costa Rica; Nicolás Ardito Barletta, Panamá; Enrique Bolaños, Nicaragua; Alfredo Cristiani, El Salvador; Felipe Calderón, México; Rafael Ángel Calderón, Costa Rica; Laura Chinchilla, Costa Rica; Fernando De la Rúa, Argentina; Vicente Fox, México; Eduardo Frei, Chile; César Gaviria T., Colombia; Osvaldo Hurtado, Ecuador; Luis Alberto Lacalle, Uruguay ;Jamil Mahuad, Ecuador; Mireya Moscoso, Panamá ; Andrés Pastrana A., Colombia; Jorge Tuto Quiroga, Bolivia; Miguel Ángel Rodríguez, Costa Rica; Álvaro Uribe V., Colombia; Juan Carlos Wasmosy, Paraguay.
Continua a leggere
Condividi

Giuseppe Conte seppellito dal sondaggio: il 63% degli italiani sta con Matteo Salvini

Giuseppe Conte

Per Matteo Salvini è una questione di «principi e civiltà». Detto in altro modo, il problema non è tanto capire chi pagherà pranzi e cene ai 49 migranti arrivati ieri a Malta, ma stabilire chi comanda nel governo sull’immigrazione: il segretario leghista o Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio non ha mai preso un voto in vita sua, questo però non sembra impensierirlo: vuole imporre la sua autorevolezza. È stufo di fare la parte della marionetta. Così, senza neanche interpellare il ministero degli Interni, ha scelto di aprire ai profughi in arrivo dall’ Africa. Un fatto intollerabile per il nordista, che già sulle violenze ultrà aveva dovuto sopportare le bacchettate del premier. In questo caso, tuttavia, la faccenda si fa più seria: sugli sbarchi il Carroccio si gioca tutta la sua credibilità. Continua a leggere

Condividi

Giornalismo antimafia, quello vero: 25 anni fa l’omicidio del cronista missino Beppe Alfano

Barcellona Pozzo di Gotto, 8 gen – La sera dell’otto gennaio 1993 la mafia decise di mettere a tacere per sempre Beppe Alfano. Le dinamiche di questo omicidio sin dall’inizio apparvero poco chiare. Vediamo perché. Il cronista siciliano era seduto al posto di guida della sua Renault 9, accostata sulla destra, in via Marconi (poco distante da casa sua) con il finestrino lato passeggero abbassato, il cambio in folle e il motore acceso. Insomma, pareva aspettasse qualcuno. Verso le dieci di sera il killer lo uccise con una calibro 22: tre colpi a rapida successione e a breve distanza. Ma chi era Alfano? E cosa c’entra la mafia?

Continua a leggere

Condividi

Nata donna, cambia sesso ma si innamora di un altro uomo: hanno avuto un bambino

La storia dell’originale coppia formata da Stephan Gaeth e Wyley Simpson  che ha avuto un bambino in maniera naturale dopo che  quest’ultima è rimasta accidentalmente incinta nel pieno del suo passaggio definitivo da donna a uomo.
“Come persona gay, non penso di aver mai pianificato bambini biologici ma la vita è piena di sorprese “, così il 27enne  Stephan Gaeth ha commentato quanto è capitato in questi mesi a lui e al suo compagno Wyley Simpson , un transgender nato donna ma fin dall’adolescenza vissuto come un uomo. I due infatti hanno avuto un bambino in maniera naturale dopo che Wyley è rimasta accidentalmente incinta nel pieno del suo passaggio definitivo da donna a uomo. La storia dell’originale coppia di San Antonio, nello stato del Texas, in Usa, è stata raccontata dalla serie televisiva di We TV, Extreme Love , che dà uno sguardo intimo ai rapporti di vita reale delle coppie più insolite di tutto il mondo.
Continua a leggere

Condividi

La Scienza con la "S" maiuscola non esiste. Risposta al manifesto di Burioni

Adriano Scianca no vax Scienza BurioniRoma, 10 gen – Roberto Burioni è riuscito nel miracolo, il che non è poco, per uno scientista come lui: ha messo d’accordo Beppe Grillo e Matteo Renzi. I due leader politici hanno infatti sottoscritto un presunto “patto a difesa della scienza” lanciato dal famoso medico “blastatore”. L’adesione di Grillo fa scalpore, dato che il suo movimento ha sempre apertamente flirtato con qualsiasi narrazione diversa dal mainstream, mescolando non di rado argomenti seri e paranoie complottiste. Oltre al dato politico (come prenderà la base grillina questo endorsement?), è tuttavia interessante sviluppare un ragionamento sul linguaggio di tale “patto per la scienza”, perché nei suoi pochi punti sembra replicare esattamente quelle ingenuità epistemologiche che da sempre rendono problematico il discorso, apparentemente di buon senso, portato avanti da Burioni (al netto della sua personale, ostentata e controproducente antipatia).

Continua a leggere

Condividi

Ma mi faccia il piacere

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 4/19 dell’11 gennaio 2019, sant’Igino
mifacciailpiacere“La Stampa” del 5/1/2019 ha denunciato una presunta “aggressione omofoba” con un articolo dal titolo: “Pestaggio omofobo da parte dei vicini di casa, la vittima ora andrà nell’appartamento per persone Lgbt in difficoltà”. E’ intervenuto l’Assessore alle famiglie (al plurale) Marco Alessandro Giusta, ex presidente dell’Arcigay di Torino, e alla coppia che avrebbe subito l’aggressione è stato assegnato un alloggio nella struttura voluta dal sindaco Chiara Appendino per “persone Lgbt in difficoltà” (cfr: http://www.centrostudifederici.org/torino-le-priorita-arcobaleno-del-m5s/ ). I condomini accusati della violenza sono insorti, definendo il protagonista delle vicenda come un ubriaco con problemi mentali  e ipotizzando che sia stato tutto un teatrino per ricevere l’assegnazione dell’appartamento.  Continua a leggere

Condividi
1 60 61 62 63 64 65 66 183