Il Limbo dei bambini non battezzati, ovvero di coloro i quali sono morti senza il battesimo e prima di avere l’uso di ragione, o di tutti i non nati. Stiamo parlando di chi non ha ricevuto il battesimo né lo ha potuto (incolpevolmente) desiderare. Di questo argomento ho dissertato davvero tanto in passato, dunque quest’oggi si tratta solo di riepilogare. Già avevo scritto:
La pena per il peccato originale è la mancanza della visione di Dio (1. Denz. 184 219; 2. Denz. 780); non c’è alcun luogo intermedio nel senso pelagiano fra il regno di Dio e la dannazione (3. Denz. 184; 4. Denz. 224; 5. Denz. 2626); viene condannata la proposizione: [le anime dei bambini che sono nati da genitori cristiani e che muoiono senza battesimo giungono ad un paradiso terrestre, le anime dei bambini invece che sono nati da genitori non cristiani e che muoiono senza battesimo giungono nel luogo dove sono le anime dei genitori] (6. Denz. 1008).
Le anime di coloro che muoiono solo con il peccato originale scendono nell’inferno dove vengono punite con pene ed in luoghi diversi (7. Denz. 858; 8. Denz. 926; 9. Denz. 1306), in seguito approfondiremo; vengono punite con la pena della dannazione senza la pena del fuoco (10. Denz. 2626); il luogo in cui essi si trovano viene chiamato comunemente Limbo (11. Denz. 2626); viene condannata la proposizione: [un bambino che muore senza battesimo odierà Dio] (12. Denz. 1949). Continua a leggere
Il caso di Filippo il Bello (prima parte)
Tra breve tempo, in voluto contrasto con le prossime imminenti celebrazioni della repubblica italiana, nata dalle ceneri di quella guerra cosmica che sancì la fine della grande civiltà europea, con Evola torneremo sul tema della Monarchia. Vediamone, anticipatamente, un esempio rovesciato e sovversivo: quello di Filippo IV di Francia, detto il Bello (1268-1314), che proprio durante il ventennio fu, da qualcuno, considerato una sorta di “re fascista” ante litteram, o avant la lettre, come ci dice Evola nella lingua d’oltralpe. Uno dei tanti equivoci ed errori marchiani cui, anche in quegli anni, la mancanza di una corretta impostazione e preparazione di fondo in senso tradizionale esponeva molte personalità, talvolta anche di rilievo. Evola ci mostra la funzione sovvertitrice di Filippo il Bello, in questo mini-saggio che dividiamo in due parti. Dalla disgregazione della civiltà medievale alla laicizzazione e secolarizzazione dello Stato; dalla centralizzazione burocratica alla trasformazione in senso plutocratico dell’economia, la storia del sovrano capetingio in questa prima parte è la descrizione di un crollo verso il baratro, di un’azione antitradizionale ed antiaristocratica che doveva aprire la via alla rivoluzione francese ed all’avvento della civiltà moderna, “nel senso deteriore della parola, cioè come sinonimo di civiltà dell’antitradizione e dell’uomo sconsacrato e materializzato“.
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di Julius Evola
tratto da “Vita Italiana”, XXIX, 341, agosto 1941
È una cosa curiosa, ma pertanto non priva di un suo significato, che la figura di Filippo il Bello oggi sia stata rievocata in varie occasioni, talvolta in relazione alla campagna antigiudaica, tal’altra nel trattare delle origini dello Stato moderno. È perfino accaduto che qualcuno abbia chiamato Filippo il Bello un «re prefascista», intendendo dire fascista avant la lettre, precursore cioè di alcuni aspetti del Fascismo. In tutto ciò si ha, pertanto, a nostro parere, una prova della mancanza di principî propria a certi ambienti, delle confusioni che derivano dal cattivo vezzo di riprendere, per dei fini contingenti, motivi sporadici, trascurando di procurarsi serie conoscenze sugli argomenti e di approfondire il vero significato delle epoche o degli uomini a cui ci si riferisce. Non crediamo privo di interesse esaminare, qui, appunto, il caso di Filippo il Bello, che è molto utile per chiarire tali equivoci e per farci comprendere un assai tragico e triste punto di svolta della storia europea, le conseguenze del quale sono lungi dall’essersi ormai esaurite.
Il caso dei fratelli che diventano sorelle
Uno dei loro cinque bambini, a soli sette anni aveva già iniziato il percorso di transizione, a 13 era diventato a tutti gli effetti e per la legge una ragazza. Un altro ha manifestato importanti «problemi con l’identità di genere». Un terzo, che oggi ha sei anni, fin da quando ne aveva tre veniva vestito e chiamato col nome di una bambina. Non c’è giornale del Regno Unito che non si stia occupando del caso dei «fratelli che diventano ragazze».
Tutte le domande scatenate dall’inchiesta del Times sulle attività che fanno capo alla Tavistock & Portman (la controversa clinica del National Health Service inglese che si occupa di “curare” i minori che soffrono di disforia di genere e da cui si sono licenziati 18 medici in tre anni), sono emerse prepotenti ora che a esprimersi su una vicenda accaduta nella Contea di Lancashire è stato un giudice dell’Alta Corte inglese.
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fonte – https://www.tempi.it/il-caso-dei-fratelli-che-diventano-sorelle/
Calano gli stranieri in accoglienza -25,5% a Verona
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Si sono ridotti anche gli stranieri ospiti delle strutture di accoglienza. In tutta la regione erano 11.959 al 13 maggio 2018, diventati 7.875 al 13 maggio 2019 (-34,15%): a Belluno -45,44%, -23,68% a Padova, -36,61% a Rovigo, -36,11% a Treviso, -46,04% a Venezia, -25,53% a Verona, -40,47% a Vicenza.
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fonte – https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/calano-gli-stranieri-in-accoglienza-25-5-a-verona-1.733457
I giudici in campagna elettorale
QUINTA COLONNA
“Stando alla temperatura dello scontro continuo e quotidiano, il governo Conte dovrebbe cadere subito dopo le elezioni europee. Stando però al quadro generale e alle convenienze è davvero difficile dirlo. Il problema non è solo l’atto della crisi ma anche e soprattutto che cosa succederà dopo. Uno scenario che potrebbe spaventare gli attori protagonisti, cioè M5S e Lega”. Lo scrittore e politologo Marcello Veneziani analizza in un’intervista ad Affaritaliani.it la situazione della maggioranza, alla luce delle tensioni sempre più forti, e che cosa potrebbe accadere dopo il 26 maggio. Continua a leggere
Bergoglio contro Salvini: non vuole riceverlo e fa sponda col M5S
Ecco perché Salvini e con lui la politica sovranista e identitaria hanno bisogno degli “anti-Bergoglio”. I globalisti l’hanno capito. Nel centro-destra molti sono ancora intrappolati in vecchie logiche superate dai tempi e dalla realtà: tanti fedeli simpatizzano, a vario titolo e in diverse forme con gli “anti-Bergoglio”
A riportalo è il Fatto Quotidiano, in un retroscena a firma di Carlo Tecce.
Secondo quanto riferisce il giornale diretto da Marco Travaglio, Salvini avrebbe avviato colloqui per un incontro con Bergoglio, ma quest’ultimo gli avrebbe chiuso la porta in faccia con queste motivazioni: “Finché non cambia linguaggio e politiche, io non posso e non voglio stringergli la mano”.
La campagna elettorale? Tutti contro Salvini
Queste ultime settimane di campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee del 26 maggio sono contraddistinte da una sola cosa: la caccia a Salvini. Una caccia che vede in campo tutti, ma proprio tutti, contro il leader della Lega la cui colpa, fino ad un mese fa, era quella (udite, udite) di aver conquistato la fiducia degli italiani e di essere arrivato in alcuni sondaggi addirittura al 36%.
Una crescita costante che andava fermata. Per primo dal collega di Governo, Di Maio, che in quei sondaggi veniva schiacciato al 20%, se non addirittura sotto, e che allora ha cambiato linea politica e di comunicazione.
A ruota si sono aggiunte Procure, conduttori tv, gente comune (a cui viene dato spazio e visibilità mai viste). Inutile fare considerazioni. Più utile invece preparare un semplice elenco che, meglio di ogni ragionamento, può raccontare in che situazione stiamo andando a votare.
– guerra M5S-Lega
– Caso Siri
– Inchiesta sulle Tangenti in Lombardia (e questa è la più divertente dato che a finire in manette o indagati c’è di fatto lo stato maggiore di Forza Italia in Lombardia, ma si è parlato solo di Fontana, che figura per una cosa minore nelle carte ma che essendo leghista diventa il cattivo numero 1)
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fonte – https://www.panorama.it/news/politica/la-campagna-elettorale-tutti-salvini/
LA PORTATA STRATEGICA DEL CONFLITTO LIBICO di F.s.
La Guerra civile libica continuazione di quella Yemenita
Haftar, ospite l’altro ieri a Roma del premier Giuseppe Conte, ha manifestato la volontà di voler continuare l’azione militare contro il Governo di unità nazionale nazionale guidato da Fayez al-Sarraj.
fonte – https://sollevazione.blogspot.com/2019/05/la-portata-strategica-del-conflitto.html
Anche il Missouri è pro life: stop all'aborto oltre l'ottava settimana
Un altro stato americano sceglie di seguire la linea di Donard Trump.
Il Senato del Missouri ha votato favorevolmente a un progetto di legge che istituisce il divieto di aborto, a partire dall’ottava settimana di gravidanza. Si tratta di un primo step, avvenuto nella giornata di ieri, verso l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della nuova legge. La proposta include eccezioni per situazioni mediche di emergenza (ad es. rischi di vita per la madre), ma non nel caso di gravidanze causate da incesto o stupri.
Con l’avvallo della maggioranza repubblicana e del governatore Mike Parson, il Missouri si aggiunge alla lunga lista di stati conservatori che stanno seguendo la linea politica dettata dal presidente Usa Donald Trump. Da quando il capo della Casa Bianca ha dato il via a un programma politico di restrizioni all’aborto, in America si è riscoperta una coscienza pro life.
Soltanto alcuni giorni fa, ha fatto discutere la decisione della governatrice repubblicana dell’Alabama Kay Ivey, che ha completamente riformulato il diritto all’aborto, anche per le donne che hanno subito stupro o incesto
fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-il-missouri-e-pro-life-stop-allaborto-oltre-lottava-settimana/
Usa, è bufera per un matrimonio gay nella serie "Arthur"
Cristiani e conservatori Usa sul piede di guerra per l’ultima puntata di un celebre cartone trasmesso in 83 Paesi del mondo.
Negli Stati Uniti e in Canada cristiani e politici conservatori sono sul piede di guerra per quanto avvenuto durante l’ultima puntata di un celebre cartone animato destinato agli under 8 anni anglofoni.
“Arthur“, la serie animata educativa canadese-americana, pensata per bambini dai 4 agli 8 anni (che dovrebbero essere spinti alla lettura, visto che il cartoon è basato sui libri di avventura di Marc Brown), la più longeva in assoluto degli Stati Uniti, dopo i Simpson, ha iniziato la sua ventiduesima stagione con il “matrimonio” a sorpresa del maestro Ratburn con un altro maschio.
La serie della Pbs (Public Broadcasting Service), ambientata nella città Usa immaginaria di Elwood City, ruota attorno alle vite di Arthur Read, un oritteropo antropomorfo di otto anni, i suoi amici, la sua famiglia e le loro interazioni quotidiane e, dal suo debutto (il 7 ottobre 1996), il cartoon ha trasmesso 239 episodi di mezz’ora (ogni episodio racconta due storie di 11 minuti completamente autonome l’una dall’altra).
La serie animata (seguita solo negli Usa da 10 milioni di spettatori settimanali) ha proposto nel suo ultimo episodio lo sdoganamento del matrimonio omosessuale per i bimbi di questa fascia d’età. Infatti nel corso dell’episodio si vedono Arthur, Francine, Buster e Muffy che scoprono che il loro insegnante di terza fascia, il signor Ratburn, si è fidanzato. Ma gli amici animali sono sorpresi di scoprire che il giorno del matrimonio, il signor Ratburn cammina lungo il corridoio a braccetto con un altro oritteropo maschio, Patrick, un cioccolatiere locale. Mentre le due creature animate percorrono il corridoio, tutti gli ospiti sorridono per celebrare il matrimonio omosessuale. In seguito, gli studenti mangiano la torta, che è stata mostrata in precedenza nell’episodio, con due toppers che assomigliano a Mr. Ratburn e Patrick. Continua a leggere
Il Fatto Quotidiano di oggi lancia il duo Amato e Castagna
Le toghe rosse a caccia di Salvini: “Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”
Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate”.
Matteo Salvini, nel corso della presentazione del libro di Carlo Nordio La stagione dell’indulgenza e i suoi frutti avvelenati, avvisa: “Processo più processo meno… rischio 15 anni e li rischierò un’altra volta ma non cambio idea”.
Le toghe rosse vogliono tentare la spallata prima delle elezioni europee.
E, mentre la Sea Watch 3 e la Mare Jonio sono già tornata a solcare il Mediterraneo, il gip Sarpietro ha accolto la richiesta della procura archiviando sul team della Open Arms. Ma solo per le difficoltà nel provare l’associazione a delinquere.
L’inchiesta era stata coordinata dal procuratore distrettuale Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Andrea Bonomo che avevano disposto il sequestro dell’imbarcazione. L’ong spagnola era stata accusata di aver prelevato i clandestini per “portarli in Italia, senza rispettare le norme, anzi violandole scientemente”.
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fonte – https://voxnews.info/2019/05/15/le-toghe-rosse-a-caccia-di-salvini-vi-anticipo-che-nelle-prossime-ore-ricomincera-il-balletto-sulle-navi-sequestrate/
La Ue contro Zingaretti che "discrimina gli zingari"…
Zingaretti discrimina gli zingari. Sembra la legge del contrappasso, ma è quanto rimprovera l’Unione Europa al presidente del Lazio e segretario del Pd. E vorremmo tanto essere solidali con lui e il suo assessore al bilancio, l’ottima Alessandra Sartore, costretta a difendere l’istituzione da una legge di Badaloni…
In pratica, da Bruxelles si svegliano vent’anni dopo per offrire alloggi nostri al popolo rom, che lamenta di venire discriminato. Le case popolari, però, seguono criteri assolutamente normali, come ha ricordato l’assessore alla Pisana, con requisiti necessari come la residenza e lo sfratto. I nomadi non li hanno, nella maggior parte dei casi.
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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/zingaretti-discrimina-gli-zingari-leuropa-decide-sulle-nostre-case-popolari/
Bannon: "Le elezioni europee provocheranno un terremoto a Bruxelles"
Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump, è convinto di un successo delle forze sovraniste che conquisteranno almeno un terzo dei seggi. Un risultato, questo, che cambierà gli scenari politici del Vecchio Continente
Steve Bannon torna a far sentire la propria voce. Questa volta, l’ex capo stratega di Donald Trump, si sofferma sulle imminenti elezioni europee dicendosi sicuro di una grande affermazione delle forze sovraniste e populiste che cambierà gli equilibri politici a Bruxelles.
Bannon, infatti, è convinto che i partiti della galassia “eurocritica” possano conquistare un terzo dei seggi del nuovo Europarlamento. Ci sarà un “supergruppo di populisti e nazionalisti europei” che potrebbe contare “tra il 33 per cento e il 35 per cento” dei seggi. E questa affermazione “provocherà un terremoto a Bruxelles”. Una scossa che cambierà gli scenari politici del Vecchio Continente.
In un’intervista all’agenzia Dpa, Bannon dice di viaggiare spesso in Europa ma solo in veste di “osservatore”. L’ex consigliere del presidente Usa ribadisce, infatti, di non avere esercitato alcun ruolo in questa avanzata del populismo in Europa.
I leader di questi partiti, spiega, “non avevano bisogno di alcun aiuto. Sanno esattamente cosa fare. Sanno esattamente come motivare la loro base e sono molto concentrati su questo”. Se confermato dalle urne, il risultato sarà ancora più significativo, considerando che solo due anni fa, con la vittoria in Francia di Emmanuel Macron, il populismo era considerato “morto”. A riportarlo in auge, spiega Bannon, hanno contribuito anche i movimenti di protesta come quello dei Gilet Gialli.
L’ex stratega di Trump ha incontrato in Germania il capolista alle elezioni europee di Alternative fur Deutschland (AfD), Joerg Meuthen, del quale è rimasto entusiasta. Ha un “grande talento”, dice Bannon. Quest’ultimo è certo che sarà proprio il partito di destra uno degli astri nascenti della politica europea, nonostante le difficoltà a liberarsi di rigurgiti razzisti e xenofobi.
“Credo che siamo solo all’inizio dell’ascesa di AfD”. Ma il partito deve concentrarsi sul “pericolo cinese” perché quel Paese “sarà un grosso problema in Germania, come lo è già in America”.
fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/bannon-elezioni-europee-provocheranno-terremoto-bruxelles-1696173.html?mobile_detect=false
L'Alabama ha vietato l'aborto
Zingaretti chiede una legge per l'eutanasia, ma crescono i malumori nel Pd
La posizione del segretario non piace a tutti
“Penso e spero che si faccia una legge sul fine vita, che preveda anche l’eutanasia“. Nicola Zingaretti prende posizione sui temi etici. Il segretario del Pd, intervistato dal “Corriere Live”, parla a ruota libera su molti temi e arriva a toccare anche quelli relativi al “fine vita”.
Il governatore del Lazio guarda favorevolmente alla proposta di legge, attualmente al vaglio della Camera, presentata mesi fa a Montecitorio dai Radicali di Marco Cappato. Ma il prevalere di posizioni estremamente laiciste, rischia di riportare in superficie storiche spaccature all’interno del Partito Democratico.
Così, a mettere le mani avanti sono i dem più vicini al mondo cristiano: Alfredo Bazoli, Enrico Borghi, Stefano Lepri, Camillo D’Alessandro sono solo alcuni dei deputati Pd, che potrebbero ostacolare la legge in sede parlamentare. Per loro “una legge sul fine vita c’è già, è stata approvata grazie al lavoro del Pd nella scorsa legislatura ed è universalmente considerata un’ottima legge”. “L’eutanasia – sostengono i quattro parlamentari, in replica al segretario – è un tema molto delicato e complesso, su cui anche nel Pd ci sono posizioni differenti, per cui non ci paiono utili forzature”.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/zingaretti-chiede-una-legge-per-leutanasia-ma-crescono-i-malumori-nel-pd/



