La gigantografia di un embrione dedicata all’attivista Greta Thungerg.
E’ destinata a far discutere la straordinaria iniziativa di “Pro Vita e Famiglia”. L’organizzazione ha infatti disposto l’affissione di un mega manifesto (il più grande d’Italia), in via Tiburtina,a Roma. Si tratta della gigantografia a colori dell’ecografia di un’aspirante madre. Protagonista dell’iniziativa è Michelino, 11 settimane, che si sta preparando a venire al mondo.
Non solo un’immagine, ma anche un messaggio quasi provocatorio rivolto all’attivista ecologista Greta Thunberg: “Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo. #Scelgolavita“.
Il manifesto è comparso nelle scorse ore e subito l’organizzazione ne ha rivendicato la paternità: “Noi scegliamo Michelino – Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente anche del Congresso Mondiale delle Famiglie -, ci battiamo per la vita di tutti, senza discriminazioni in base all’età o alla fase di sviluppo. Non ci fermeranno”.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/mega-manifesto-anti-aborto-prima-dellambiente-salviamo-i-bambini/
Elettricisti vaticano secondisti
E se la società liquida fosse un buco nell’acqua?
QUINTA COLONNA
Che vuol dire modernità liquida? Che è finito non solo il granitico mondo antico ma anche l’epoca solida del progresso; siamo entrati in una fase magmatica, inafferrabile nei suoi rapporti, postmoderna, in cui tutto scivola e il fluire divora ogni persistenza, ogni permanenza, ogni rigidità. Diluvio universale, anzi globale. I rapporti umani e i legami sociali si fanno liquidi e mutevoli, le convinzioni e le identità si fanno labili e fluenti, e via dicendo; le frontiere, i confini spariscono sommersi dalle onde liquide. La liquidità è ovunque (eccetto nell’economia, dove scarseggia). Continua a leggere
Dl Crescita: Bonus bebè potenziato, sconti per latte e pannolini
Bonus bebè potenziato e ampliato ai redditi Isee fino a 35mila euro, per intercettare il ‘ceto medio’ con un nuovo ‘incentivo alla natalità’, e detrazioni fiscali per l’acquisto di pannolini e latte in polvere. Sono i due emendamenti governativi pro famiglia presentati dal ministro Lorenzo Fontana al decreto crescita.
“Continuiamo la politica seria e concreta per il rilancio della natalità – spiega Fontana – dopo quasi un anno, tutti nel governo si sono resi conto che il rilancio demografico è la sfida per lo sviluppo e il futuro del Paese. Sono diventati miei discepoli”.
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fonte – http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/05/14/dl-crescita-fontana-presenta-emendamenti-pro-famiglia_a963eafc-2d9a-44bb-a1a8-94b76b97f617.html
Guerra all'Iran: si comincia con una fake news
dal Giornale:
“Un ex membro delle forze armate iraniane ha in questi giorni denunciato l’esistenza di “solidi legami” tra Teheran e Al Qaida. Said Qasemi, ex portavoce dei Guardiani della rivoluzione khomeinista, è stato di recente intervistato dall’emittente di Dubai Al Arabiya e ha affermato che il sodalizio tra il regime degli ayatollah e la sigla fondata da Osama bin Laden si sarebbe costituito negli anni Novanta, durante i conflitti interetnici nell’allora Jugoslavia. Nel corso di tali guerre civili, le autorità del Paese asiatico avrebbero fornito documenti contraffatti, denaro e addestramento militare ai seguaci dello “sceicco del terrore”, allora impegnati nei Balcani ad affiancare le milizie musulmane bosniache contro i nazionalisti serbi e croati.
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fonte – https://www.maurizioblondet.it/guerra-alliran-si-comincia-con-una-fake-news/
Non c'è niente da ridere
NON C’E’ NIENTE DA RIDERE
Posto due dei molti video sulla – come chiamarla? – incapacità intellettuale diffusa tra gli africani del Sub-Sahara https://twitter.com/marzel_ba/status/1118600045732007936 https://www.youtube.com/watch?v=pvI0s_WT8oI https://www.youtube.com/watch?v=BukLvXtx7VM&feature=youtu.be https://www.youtube.com/watch?v=SE8NVo_Iuq4 Non li posto per deridere, perché non c’è niente da ridere, visto che migliaia di giovani maschi del genere arrivano, sono arrivati e li vedete ciondolare o andare in bici con le cuffie ad ascoltare musica dai loro smartphone. Siccome sono vestiti all’ultima moda (da discoteca) con tute e scarpe firmate, i coetanei italiani e le ragazze soprattutto, che li incontrano e li frequentano nei luoghi del divertimento giovanile, presuppongono che siano “moderni” come il loro abbigliamento, e che partecipino della stessa “cultura standard” della gioventù europea contemporanea: progressista, “libera”, politicamente corretta, “siamo tutti eguali”, “siamo tutti cittadini del mondo”, l’Occidente è libertà, siamo senza tabù eccetera.
La cultura giovanile europea non è granché, gonfia com’è di luoghi comuni. E’ piuttosto una forma di ignoranza-standard. Tuttavia questa ignoranza non si spinge fino ad ignorare le più semplici leggi della fisica come dimostra il negretto che con seria applicazione (è in Israele, se non lavora lo cacciano) “lavora” , da non sapere come funziona un aspirapolvere, e non saper vedere i più semplici rapporti di causa-effetto.
fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2817&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L25vbi1jZS1uaWVudGUtZGEtcmlkZXJlLTIv&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions
Ecco PIU' EUROPA – e la Libertà che ci lascia
ECCO PIU’ EUROPA – E LA LIBERTA’ CHE CI LASCIA
Un pezzo di copia-incolla. Con la scusa delle #FakeNews hanno chiuso 24 pagine #Facebook a favore del governo con 2 milioni di utenti. Utenti “che condividevano informazioni false e contenuti divisivi su migranti, antivaccini e antisemiti a ridosso delle elezioni europee, oltre la metà a sostegno di Lega e 5 Stelle”. La decisione – si viene subito a sapere – è arrivata grazie alle segnalazioni di AVAAZ.
“Spuntata negli Stati Uniti, a New York dodici anni fa, nel 2007, Avaaz è una sorta di sigla finalizzata alla “organizzazione di comitati di propaganda elettorale”, di ispirazione tendenzialmente parademocratica. Attraverso colossali indirizzari mail, infatti, invade quotidianamente i computer…
fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2822&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2VjY28tcGl1LWV1cm9wYS1lLWxhLWxpYmVydGEtY2hlLWNpLWxhc2NpYS8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions
La retorica dei diritti umani come ultima maschera dell’etnocentrismo
di Roberto Siconolfi
Fonte: Roberto Siconolfi
La vulgata politica e culturale mainstream ci proietta spesso in discorsi delicatissimi con una capacità analitica da tifosi di squadre di calcio. Uno di questi è la leggerezza con la quale si affrontano questioni dipolitica internazionale, geopolitica, concezioni politico-istituzionali, sistemi di valori, diritti, conflitti e vicende sistemiche da esse derivanti (es. immigrazione). SecondoImmanuel WallersteininLa retorica delpotere. Critica dell’universalismo europeo(2007) “non vi è nulla di più etnocentrico di più particolaristico delle rivendicazioni universalistiche“, e mai definizione è più calzante per descrivere lo sguardo sul mondo dell’Occidente.
Nel 1999, a un convegno della Banca mondiale in Firenze, un economista americano disse che le società che lottano per divenire prospere hanno bisogno di unatradizione culturale “adatta”. Poiché né la Cina del decimo secolo, né l’Europa meridionale del quindicesimo secolo, dominata dalla Chiesa cattolica, avevano questa tradizione culturale “adatta”, allora fallirono. La cosa irritò non poco i delegati cinesi che andarono via.
Un altro episodio avvenne nel 2000, a un altro importante convegno della Banca mondiale a Washington dedicato alle “differenze di genere”. Nella relazione introduttiva, una famosa femminista americana disse che l’Africa andava male anche prima del colonialismo perché leculture locali erano “patriarcali”e “oppressive” nei confronti delle donne. Anche in questo caso il
” data-mce-href=”https://sociologicamente.it/glossario/pubblico/” data-mce-style=”color: #4db2ec; text-decoration: none !important; box-sizing: border-box; background-color: transparent; border-bottom: 1px dotted;”>pubblico, in prevalenza femminile e africano, mal digerì l’affermazione. Continua a leggere
Le stesse cause producono gli stessi effetti, ci stiamo muovendo verso una rivolta sociale generalizzata
di Alain de Benoist
Fonte: Barbadillo
Vorrei farle una breve domanda su una serie di eventi recenti. E, la prima, è sull’incendio di Notre-Dame de Paris.
“La Madonna in fiamme, colpita nel coro, è l’immagine stessa della cristianità di oggi. Cos’altro possiamo dire che non è già stato detto? Penso a Dominique Venner e rileggo Péguy”.
La fine del “grande dibattito” e la conferenza stampa di Emmanuel Macron, che non sembra convincere due su tre francesi?
“Il capo dello stato sbagliava a prendere i francesi per i mougeon (metà pecore e metà piccioni). Micron, dimissioni!”.
Il movimento di giubbotti gialli, viene regolarmente descritto come “a corto di vapore” e generatore di “violenze inaccettabili”. Che ne pensa?
Un movimento pacifico, “bonario” non avrebbe ottenuto un decimo di quello che i giubbotti gialli hanno ottenuto, anche se nessuna delle loro richieste essenziali è stata soddisfatta ancora. La violenza (non intendo quella dei “casseurs” di professione) a volte è l’unico modo per essere ascoltati. 14 luglio 1789, la presa della Bastiglia non è stata una passeggiata per la salute! Rivedete le riflessioni sulla violenza di Georges Sorel. In ogni caso, questa violenza popolare è poco paragonabile alla violenza sistemica dei predatori impiegatizi, degli assassini dell’identità, dei distruttori sociali e dei padroni del profitto. Per quanto riguarda gli affanni dei giubbotti gialli, si tratta, nel migliore dei casi, di una pausa prima delle prossime battaglie. In tutta Europa, le classi medie stanno scomparendo e le persone stanno sopportando le conseguenze delle politiche di austerità. Nella nostra società a forma di clessidra, la ricchezza si sta accumulando sempre più in alto, mentre la povertà e la precarietà sono in costante aumento verso il basso. Le stesse cause producono gli stessi effetti, ci stiamo muovendo verso una rivolta sociale generalizzata.
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Il 5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus

Con la nuova legge Finanziaria (Legge 27 dicembre 2006 n. 296), quest’anno Le sarà possibile sostenere le attività dell’Istituto Mater Boni Consilii (Mater Boni Consilii Onlus) destinando il 5 per mille della Sua imposta sul reddito (IRPEF).
L’adesione non comporta nessun aggravio economico e, comunque, il 5‰ viene automaticamente detratto dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e il ricavato destinato agli Enti che hanno fatto richiesta.
Come donare il 5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus
Su tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi (Modello Unico, 730, CUD ecc.) compare un riquadro appositamente creato per la destinazione del 5 per mille
Nel riquadro sono presentate tre aree di destinazione del 5 per mille
Scelga quella dedicata al “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’ art. 10, c. 1, lett. a) del D. Lgs. n. 460 del 1997” (la prima in alto a sinistra).
È sufficiente la Sua firma e il numero del Codice fiscale della MATER BONI CONSILII ONLUS (91 00 60 50 016) e la quota della Sua imposta sul reddito sarà devoluta le attività dell’Istituto Mater Boni Consilii.
http://www.sodalitium.biz/5×1000/
Saviano minacciato? Una fake news
Le minacce della Camorra a Saviano dell’ottobre 2006 sono – furono – una fake news. Per lo meno, ad oggi non c’è nulla che lo dimostri.
E la cosa è spiegabile seguendo l’ordine strampalato dei fatti che si susseguirono. È l’ottobre del 2006 – appunto – Gomorra è uscito da qualche mese ma non è ancora il fenomeno commerciale che sarebbe diventato soltanto da allora in poi. L’unico dato che si conosce, le 5mila copie esaurite nella settimana di lancio. Indubbiamente un grande esordio, e fin lì ci siamo.
Wikipedia ad oggi si rende partecipe della storicizzazione della menzogna, con questo passaggio scritto nella pagina riguardante lo scrittore.

Nel passaggio successivo l’enciclopedia cita il rafforzamento della scorta decisa a favore dello scrittore a seguito delle richieste di spostamento del processo Spartacus da parte di Santoanastasio, l’avvocato degli imputati (tra cui il boss Antonio Iovine).

Come abbiamo avuto modo di riportare in un articolo su Saviano di qualche anno fa, non c’è nessun motivo logico per ritenere una richiesta di spostamento – pratica comune nei processi – come una minaccia allo scrittore o a Rosaria Capacchione. Senza contare che, stando alle dichiarazioni riportate da Il Fatto Quotidiano nel 2014, lo stesso Antonio Iovine voleva dissuadere il proprio avvocato dal perseguire chissà quale dichiarazione “intimidatoria” con un secco: “Tu sei scemo, ma chi è, che ce ne importa a noi di questo Saviano?”. Continua a leggere
Chiusura anticipata per Fazio, cancellate tre puntate dalla Rai
La decisione dell’azienda ha scatenato le polemiche.
La Rai ferma Fabio Fazio. Durante la puntata di “Che tempo che fa” andata in onda ieri sera, il conduttore ha comunicato i tagli decisi dall’azienda di viale Mazzini. In sostanza, Fazio continuerà ad andare in onda la domenica sera, perdendo tre puntate della fascia che finora è andata in onda il lunedì, in seconda serata, insieme a Maurizio Crozza.
Così, la chiusura dell’edizione prevista per i primi di giugno è stata anticipata praticamente a oggi, “nonostante – come ha affermato il conduttore – gli ottimi ascolti”. Ma subito però l’azienda ha fornito spiegazioni sulla decisione. Lunedì prossimo andrà in onda “Porta a Porta”, per una tribuna politica in vista delle elezioni europee del 26 maggio; il 27 sarà ancora il turno di Bruno Vespa, con uno speciale dedicato ai risultati elettorali, mentre il tre giugno andrà in onda un film.
L’idea però non sembra essere piaciuta a Fabrizio Salini, l’amministratore delegato della Rai, che ha convocato per oggi la direttrice di Rai1 Teresa De Santis.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/chiusura-anticipata-per-fazio-cancellate-tre-puntate-dalla-rai/
La Comunità e il nostro viverla
dell’ Avv. Andrea Sartori
La Famiglia la prima Comunità
Come ci approcciamo al mondo
Non veniamo al mondo così, per caso, o meglio credo che i nostri genitori ci abbiano desiderato, quindi la nostra venuta al mondo è qualcosa di speciale, qualcosa che parla sempre di amore.
Così la prima comunità in cui arriviamo è la famiglia, quella fatta dai genitori, e se ci sono dai fratelli, che si allarga, poi, ai parenti.
L’identità
che si esprime nell’appartenenza, con tradizioni, modi di approccio alla vita di tutti i giorni, con la storia che si tramanda nelle generazioni tramite i racconti degli anziani, è la caratteristica più importante, se non la fondante.
In principio siamo indifesi nel mondo e la nostra protezione sono i genitori. Con calma impariamo a riconoscere voci, suoni, colori, e il nostro nome che tutti ci ripetono in un loop infinito, con sorrisi e versi che nulla dicono se non strapparci un sorriso.
Poco dopo troviamo una nuova comunità, l’asilo nido, o la scuola materna, iniziamo a confrontarci con i nostri pari… Un confronto che in realtà è una crescita costante, accompagnata da amorevoli insegnanti che si prendono cura quasi fossimo loro figli, o almeno così dovrebbe essere. Continua a leggere
Matteo Castagna, "l'anti Bergoglio" che porta voti alla Lega
di Lucia Rezzonico
Migranti: sui barconi non salgono i più poveri
Sembra un paradosso, ma non sono i più poveri della terra a rischiare la vita sui barconi. Se si escludono i Paesi afflitti dalle guerre, i 100 milioni di migranti che nel mondo si sono spostati negli ultimi 25 anni, provengono dalla classe media. Le persone emigrano dai Paesi dove il reddito consente di affrontare le spese di viaggio. Allora quando diciamo che i migranti vanno aiutati a casa loro abbiamo chiaro in testa il «come»? Perché il rischio è di ottenere il risultato contrario.
Emigra la classe media
La maggiore preoccupazione dell’Europa si concentra sull’Africa. I dati elaborati dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) per Dataroom, mostrano un quadro molto chiaro. Negli ultimi sei anni, su 1 milione e 85 mila migranti africani sbarcati in Europa, il 60% proviene da Paesi con un reddito pro capite tra 1.000 e 4.000 dollari l’anno, considerato medio-basso dalla Banca mondiale per il continente africano. Il 29% tra i 4 e 12 mila dollari, ossia medio-alto; il 7% da Paesi dove c’è un reddito alto (sopra i 12.000 dollari) e solo il 5% dai Paesi poverissimi (sotto i mille dollari).
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fonte – https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/migranti-barconi-classe-media-poveri-africa-reddito/0534a0f8-74cd-11e9-972d-4cfe7915ecef-va.shtml
Documentario francese del 7 maggio su LCP
di Lucia Rezzonico


