Il Cattolico che non applica la Fede nella vita quotidiana è un protestante in pectore. In famiglia, a scuola, nel lavoro, nella politica (per chi la fa ma anche solo per chi vota) nell’ambito associativo e relazionale è necessario cercare e portare il Regno di Cristo. La nostra missione di cresimati è quella di essere “soldati di Cristo”, proclamando e difendendo la Fede, attuando le buone opere. Al contrario, diventiamo liberali. La nostra vita sia orientata dal Vangelo, ciascuno secondo i suoi doveri di stato. Il laico (nel senso di “non consacrato”) sappia fare completamente il laico, anche, quindi nell’impegno pubblico, mentre il sacerdote sappia fare completamente il sacerdote, quindi non l’assistente sociale o l’imprenditore. In quest’ordine divino e naturale tra i ruoli nasce quell’ armonia, che, purtroppo, spesso manca perché uno dei due o entrambi non sono in grado di stare al posto da loro scelto. (N.d.r.)
Segnalazione del Centro Studi Federici
Pubblichiamo un brano del libro “I cristiani dimezzati” (Rusconi Editore, 1972) della scrittrice Orsola Nemi (Firenze, 11 giugno 1903 – La Spezia, 8 febbraio 1985).
Il testo descrive la mentalità laicista che ha pervaso la nostra epoca e che colpisce ogni ambiente, anche quello cattolico. A causa di questa mentalità, anche chi si proclama cattolico in ambito professionale, politico, associativo, ecc. non ricerca più, come dovrebbe, la diffusione del regno di Cristo nella società. Il rischio, denunciato dall’Autrice, è di ridurre il cattolicesimo a un’idea dissociata dalla realtà: un fallimento in vita e soprattutto nell’eternità.
I cristiani dimezzati
(…) «Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio». Gesù parla della moneta del tributo a Roma. Aveva già detto: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso».
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