L'abbandono della classe operaia

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Paul Craig Roberts
Una delle grandi tragedie del nostro tempo è l’abbandono della classe operaia da parte della sinistra liberal progressista bianca. Non è più la classe operaia ad essere la vittima e Wall Street, le grandi banche e i capitalisti ad essere i carnefici. Oggi il carnefice è la classe lavoratrice bianca e la vittima è chiunque altro. In qualche modo, la classe operaia, i cui redditi e opportunità si sono ridotti per tre decenni, una classe che non possiede uomini politici ed è stata abbandonata anche dal Partito Democratico, è il potente sfruttatore che ha messo da parte i miliardari e ha dominato l’America al loro posto. Quanto è probabile che la bistrattata classe lavoratrice, marchiata da Hillary Clinton come “i deplorabili di Trump”, sia quella che governa l’America? Continua a leggere

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Il banchetto veneto delle mafie. E la nostra complicità

di Matteo Castagna
Ho imparato ad apprezzare l’utilità ed imparare la complessità del giornalismo di inchiesta nel 2014, quindi non molto tempo fa. In questi anni ho capito tante cose. Soprattutto ho capito come funzionano certe dinamiche in Italia. Tra le tante, ho visto, letto e compreso come da un lato esista un’ antimafia di facciata, ipocrita e falsa, forse più collusa di altri, che specula su una presunta malavita per uno squallido lucro e per giochi di potere. Dall’altro ho conosciuto persone che amano la giustizia e con grande determinazione, coraggio, serietà intraprendono un lavoro duro, difficile e pieno di ostacoli che mi hanno insegnato che la malavita organizzata è un cancro per la società civile, ma che accanto ad essa, ancor peggiore è la mentalità mafiosa, con le modalità mafiose, in un clima omertoso da parte di chi, in ultima analisi, mangia allo stesso tavolo.
di Paolo Coltro
Per anni il Veneto ha lasciato campo libero a ‘ndrangheta, mafia e camorra. Ma senza l’aiuto di braccia e cervelli locali il tumore non avrebbe potuto attecchire Continua a leggere

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Disastro di Pioltello, il giallo del deragliamento di luglio e gli altri punti aperti

Segnalazione Linkiesta

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Disastro di Pioltello, il giallo del deragliamento di luglio e gli altri punti aperti

C’entra l’incidente del 23 luglio? È stata effettuata la manutenzione straordinaria sulla rete? Rispetto all’incidente ferroviario avvenuto alle porte di Milano i punti aperti sono ancora numerosi. Tre persone sono decedute. (di Fabrizio PattiLEGGI)

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L’Incredulità dei Giudei nel Vangelo di San Giovanni, Capitolo XII (37-41) ~ [1/2] e (42-50) ~ [2/2]

di don Curzio Nitoglia

Ho già affrontato la questione dei motivi dell’incredulità ebraica basandomi sul Vangelo di San Giovanni (VIII, 43)1.
Ora mi baso su un altro testo del medesimo Vangelo (XII, 37-50), forse meno famoso, ma molto interessante per aiutarci a capire – in questi periodi di sincretismo religioso – le differenze tra Cristianesimo e Giudaismo postbiblico e il grado di responsabilità del Giudaismo nel rifiuto di Gesù… … … Continua a leggere  Continua a leggere

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Il Ministero della Solitudine

di Roberto Pecchioli 
Il Ministero della Solitudine
Fonte: Ereticamente
Il governo britannico ha istituito il ministero della solitudine. L’ orgoglioso impero che fu della regina Vittoria e della Compagnia delle Indie alza bandiera bianca. Fu proprio la vecchia Inghilterra la prima patria dell’individualismo, da Locke a Hume passando per l’utilitarismo di Bentham e l’economia degli scozzesi, Smith e Mandeville. Prima di loro, Thomas Hobbes teorizzò che homo homini lupus, dunque va tenuto a freno con le spicce da governi ferrei. Theresa May, primo ministro britannico, forse per sensibilità femminile, ha colto qualcosa di profondo: il tempo presente, in Occidente, è quello della disgregazione, della depressione, della solitudine.
Crediamo che la decisione sia la più clamorosa ammissione di sconfitta fatta da un sistema politico, economico e sociale. La solitudine, nel Regno Unito, coglie almeno dieci milioni di sudditi, un sesto della popolazione ed è certamente una delle cause principali dell’alcolismo, delle dipendenze, della depressione, dei suicidi. Sembra più diffusa tra le classi medie che tra i poverissimi, ma non è altro che l’esito naturale di un modo di vivere – l’individualismo, l’inseguimento di carriera, successo, denaro – che inevitabilmente allontana dagli altri. Se per Aristotele, l’uomo era un animale sociale, o politico, la cui realizzazione avveniva nella concretezza della polis, per l’occidentale postmoderno vale la drammatica convinzione di Max Stirner: l’Unico. Secondo il pensatore tedesco della sinistra hegeliana il solo modo di salvare l’uomo da ogni forma di schiavitù politica, culturale o religiosa consiste nell’esaltarlo come valore assoluto. Il singolo diventa l’Unico, il cui compito è appropriarsi di una sola, autentica proprietà, se stesso.
Potremmo ricordare come il protestantesimo del nord Europa e della Gran Bretagna, nella forma dell’anglicanesimo radicale dei puritani, pervenga per sentieri diversi ad uguali conclusioni, con l’uomo solo dinanzi al mistero del tutto, impegnato parossisticamente nella vita activa per dimostrare a se stesso di possedere la grazia. La conseguenza, dimenticato ogni riferimento alla trascendenza, è la solitudine successiva allo scatenamento delle passioni umane. Continua a leggere

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La guerra nucleare alle farfalle

di Marcello Veneziani
La guerra nucleare alle farfalle
Fonte: Marcello Veneziani
Non c’è giorno che il governo, le istituzioni, l’apparato e i media non sparino contro il Nemico Invisibile che è diventato ora il Male Assoluto da battere: le fake news.
Dopo gli esorcisti e i ghostbusters voluti per legge della Boldrini e da Fiano, il governo ha varato col ministro dell’Interno Minniti e il capo della polizia Gabrielli una struttura invisibile per combattere la guerra nucleare contro le fake, e l’ha varata l’altro giorno nientemeno che al Centro Nazionale Anticrimine Informatico al Tuscolano.
Nel frattempo il pirata globale Zuckerberg promette la cintura di castità a Facebook e assicura il Potere che ci saranno filtri segreti, censure e algoritmi per combattere le diaboliche fake news. Accodandosi al coro dei media, l’ex premier Monti – di cui conserviamo vivo ricordo del suo mortifero governo – ha scritto ieri un fondo sul Corriere della sera sostenendo che viviamo nell’era delle fake news.
Ora a me sembra una guerra mondiale contro le zanzare, o se preferite l’uso di bombe atomiche e di interi eserciti per distruggere le farfalle, a cui le fake news somigliano per vaghezza effimera ed evanescenza inafferrabile. Continua a leggere

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Il ministero della censura. La caccia alle fake news vuole imbavagliare l'informazione alternativa

Segnalazione Arianna Editrice
di Enrica Perucchietti 
Il ministero della censura. La caccia alle fake news vuole imbavagliare l'informazione alternativa
Fonte: Interesse Nazionale
«La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza». Questi sono i tre slogan che campeggiano stampati sulla facciata del palazzo di forma piramidale in cemento bianco in cui si trova la sede del Ministero della Verità orwelliano: è al suo interno, nell’Archivio, che lavora il protagonista di 1984, Winston Smith. Il Miniver (in neolingua) si occupa dell’informazione e della propaganda e ha il compito di produrre tutto ciò che riguarda l’informazione: promozione e diffusione dei precetti del partito, editoria, programmi radiotelevisivi, letteratura. Questo ente si occupa anche della rettifica di questo materiale, in un’opera capillare e costante di riscrizione delle fonti. Il Miniver, cioè, si occupa di falsificare l’informazione e la propaganda per rendere il materiale diffuso conforme alle direttive e all’ideologia del Socing. Il Grande Fratello, infatti, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà”, ossia il bipensiero e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo. Continua a leggere

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L’aborto legale non ha eliminato quello clandestino

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo
Anche quest’anno è stata trasmessa al parlamento la relazione sull’attuazione della legge 194/78, con i dati definitivi dell’anno 2016, pubblicata pochi giorni fa sul portale del ministero della salute. L’obiettivo non dichiarato di tale relazione è sempre il medesimo: mostrare all’opinione pubblica, numeri alla mano, i presunti successi della sciagurata legge 194, nei termini soprattutto di una presunta significativa e costante diminuzione del numero complessivo degli aborti in Italia.
Il sistema utilizzato per presentare i dati è anch’esso sempre lo stesso: si indicano i numeri degli aborti legali nei diversi anni di applicazione della legge e li si rapporta ai dati ultimi, quelli relativi all’ultimo anno preso in esame. Si scopre dunque che nel 2016 i bambini ammazzati sono stati “solo” 84.926, il 3,1 percento in meno rispetto all’anno precedente, ossia ben 2.713 aborti in meno. Inoltre, nella relazione stessa viene evidenziato il dato in base a cui, rispetto al 1982, anno in cui si è riscontrato il valore più alto di aborti, il numero degli stessi si è più che dimezzato. Continua a leggere

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