Famous Millionaire: ‘‘Amazon Is About to SHOCK America’s Retirement’’

Segnalazione di Breitbart

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Famous Millionaire: “Amazon Is About to SHOCK America’s Retirement”

Dear Reader,

He received hundreds of hate tweets. They’ve accused him of “pulling a stunt…” And called him “fake news guy” and a “con artist.” But now some recent  news involving Amazon has vindicated him…

This “smoking gun” proves this could change the retirement of millions of Americans.  

There’s a lot of money on the line… And there’s no time to waste…

Because it’s scheduled to happen in early 2018.  

Sincerely,

Doug Hill,

Publisher, Choose Yourself Media

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149 S. Barrington Ave. #401 Los Angeles CA 90049 USA

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“Queering the Bible”: il college americano insegna a “storpiare la Bibbia”

Segnalazione dell’Osservatorio gender
di Rodolfo de Mattei
“Queering the Bible” ovvero “storpiando la Bibbia”, questo è l’emblematico titolo di un corso al quale potranno iscriversi gli studenti di un prestigioso college privato statunitense di studi umanistici che si pone il dichiarato obiettivo di “destabilizzare gli assunti di di lunga data” sulla fede cristiana. In altre parole di smontare pezzo per pezzo l’insegnamento cristiano in fatto di sessualità a proprio uso e consumo.
Come si legge infatti sul sito del Swarthmore College, questo il nome dell’istituto universitario d’elité, nei dintorni di Filadelfia, fondato nel 1864 da un gruppo di quaccheri, il corso, previsto per il semestre autunnale del 2018, esaminerà le “letture queer e trans * di testi biblici“, introducendo gli studenti alla “complessità delle costruzioni di sesso, genere e identità attraverso uno delle più influenti opere letterarie prodotte nell’antichità“.
Gwynn Kessler
Il corso, tenuto da Gwynn Kessler, dottoressa di ricerca in studi rabbinici presso il Jewish Theological Seminary di New York, promette dunque ai suoi partecipanti di offrire una “innovativa” chiave di lettura dell’Antico Testamento in fatto di gender e sessualità: “Leggendo la Bibbia attraverso un approccio teoretico queer e trans*, la classe destabilizzerà gli assunti di lunga data riguardo a ciò che la Bibbia e la religione affermano su gender e sessualità”. Continua a leggere

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La normalizzazione gay va in onda in prima serata al game show di Gerry Scotti

Segnalazione di Osservatorio Gender
La normalizzazione LGBT va in onda in prima serata su Canale 5. Lo scorso 4 gennaio, protagonisti del popolare game show di Gerry Scotti The Wall, sono infatti stati Riccardo e Giuseppe, una coppia di uomini, uniti civilmente nel 2017 che, dopo aver rivelato la loro relazione, hanno ricevuto l’applauso di tutto lo studio, commentato così dal presentatore:

La normalizzazione #gay va in onda in prima serata al game show di #GerryScotti #osservatoriogender #genderdiktat

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‘Ci fa piacere questo tributo che vi ha fatto il pubblico. Un grandissimo gesto di civiltà che ci fa piacere poter ospitare perché se no sembrava una discriminante, ma noi non ne abbiamo di nessun tipo. Ci fa molto piacere ospitarvi, siete belle ed eleganti’.

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Madrid: un carro LGBT alla “Cabalgata” dei Re Magi?

Segnalazione di F.F.
di Rodolfo De Mattei
Non trasformare anche la tradizionale “Cavalcata dei Re Magi” di Madrid del prossimo 5 gennaio nell’ennesimo evento di indottrinamento LGBT+. E’ ciò che migliaia di cittadini madrileni, attraverso una petizione lanciata da HazteOir.org, hanno chiesto al sindaco della capitale spagnola, Manuela Carmena, intenzionata a far sfilare nel distretto di Puente de Vallecas la “Carroza de la Diversidad”, un carro arcobaleno allestito in perfetto stile “Gay Pride”, con una drag queen, in compagnia di altre due “artiste” nelle insolite vesti di “Regine maghe”
A promuovere il carro è stata l’organizzazione omosessualista “Orgullo Vallekano”, che ha pensato bene di strumentalizzare anche il popolare evento delle Cabalgatas ai fini di promuovere l’uguaglianza e i “diritti” della comunità LGBT+ in nome dello slogan “todos som@s las reinas de nuestras vidas”.  Secondo Francisco Pérez Ramos, assessore di Puente de Vallecas l’inclusione di questo carro deve essere infatti intesa “come un fattore di normalizzazione e come espressione della diversità della nostra società“. Continua a leggere

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Facebook aiuta l'esodo africano in Europa – Minniti non vede

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/01/comunicazione-contrabbandieri.jpg

(Pubblico, con traduzione automatica per mancanza di tempo, questo importantissimo articolo di GEFIRA: i trafficanti di carne umana fanno pubblicità su Facebook: per il testo orgiinale, andate qui: Facebook helps …

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https://www.maurizioblondet.it/facebook-aiuta-lesodo-africano-europa-minniti-non-vede/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjc18y&refsrc=email&iid=1b84fa93bbdb4b27ba185bcc7fed6f8a&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

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A 130 anni dalla morte del gen. Kanzler

Segnalazione del Centro Studi Federici

Il 6 gennaio 1888 moriva il gen. Hermann Kanzler, comandante supremo dell’esercito pontificio dal 1865 al 1870. Ricordiamo il 130° anniversario della morte del generale con la voce dell’Enciclopedia Cattolica dedicata a Kanzler, curata da Paolo Dalla Torre (1910 – 1993), figlio di Giuseppe (direttore dell’Osservatore Romano dal 1920 al 1960) e autore de “L’anno di Mentana. Contributo ad una storia dello Stato Pontificio nel 1867”, pubblicato nel 1938 e sequestrato dal governo dell’epoca perché in contrasto con la oleografica storiografia risorgimentale.
Nel testo dell’Enciclopedia Cattolica emerge la profonda ammirazione e riconoscenza che ogni cattolico dovrebbe avere per il generale, che fu fedelissimo del Papa Re Pio IX e che consacrò la propria vita alla difesa e al servizio della Roma papale. In particolare Dalla Torre difende l’operato di Kanzler nelle concitate ore del 20 settembre 1870, rispondendo alle critiche dei detrattori (di ieri e di oggi). Il testo è integrato da alcune informazioni tratte da “Le carte Kanzler-Vannutelli dell’Archivio Vaticano” (Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, 2013), che abbiamo inserito tra parentesi.

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LO SCANDALO DELLE CASETTE AI TERREMOTATI – E LA "SPECIFICITA'" DEL PD

di Maurizio Blondet

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/01/casette.png

Via via che i tiggì serali  davano nuove notizie sullo scandalo delle casette ai terremotati, mi rassicuravo:  domani, vedrete, partono gli arresti a raffica.  E’ il secondo inverno che il …

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Non si può più nascondere l'impoverimento dei Paesi occidentali

Poveri
Il periodo d’oro sta lentamente svanendo, il divario tra poveri e ricchi aumenta, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si stanno trasformando dalle “vetrine dell’umanità” a focolai di povertà.
Il periodo d’oro sta lentamente svanendo, il divario tra poveri e ricchi aumenta, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si stanno trasformando dalle “vetrine dell’umanità” a focolai di povertà. Stiamo parlando delle conclusioni dell’ONU e dei principali economisti del mondo. Di recente è stato pubblicato il rapporto “On Inequality in the World” (“La disuguaglianza nel mondo”) su cui hanno lavorato oltre 100 economisti di diversi Paesi. Questa squadra era guidata dal francese Thomas Piketty, autore del libro best-seller “Il capitale nel XXI secolo”. Le statistiche raccolte da lui e dai suoi colleghi dimostrano in modo inequivocabile che il capitalismo per cui i cittadini dell’ex Unione Sovietica pregavano trent’anni fa non esiste più in natura.
Il capitalismo di oggi assomiglia molto più verosimilmente ai romanzi di Charles Dickens: i ricchi si arricchiscono, i poveri si impoveriscono. Entrambi vivono in ghetti: i ricchi in zone sorvegliate, gli altri in case popolari. Gli ascensori sociali, se funzionano, si muovono solo verso il basso.
Gli autori dello studio hanno analizzato il tasso di crescita dei redditi in diversi strati della popolazione negli ultimi 36 anni. E’ emerso che a partire dal 1980 l’1% dell’umanità è arrivato a possedere il 27% della ricchezza mondiale, mentre il 4% della ricchiezza è detenuto dallo 0,001% della popolazione mondiale, ovvero dalle 76mila persone più ricche del mondo.

Allo stesso tempo il tasso di crescita dei redditi della “classe media” è rallentato ed oggi si è quasi fermato. Se la tendenza attuale dell’impoverimento delle masse e dell’arricchimento dei super ricchi continuerà, nel 2050 lo 0,15% della popolazione mondiale possiederà la ricchezza dell’intera classe media mondiale. In sostanza, questo significa che entro il 2050 non esisterà nessuna classe media: verrà fagocitata dai poveri.

Il rapporto di Piketty evidenzia un’interessante regolarità. La disuguaglianza economica cresce più velocemente nelle principali economie mondiali. Il successo dei miliardari raggianti viene ripagato dalla popolazione spremuta e impoverita dei Paesi sviluppati.
Nel 1980 l’1% dei cittadini statunitensi possedeva il 22% della ricchezza nazionale. Oggi la stessa percentuale di ricchi possiede già il 39%. Il proprietario di Amazon Jeff Bezos ha aggiunto 33 miliardi di dollari al suo patrimonio l’anno scorso e lo scorso novembre è stato proclamato l’uomo più ricco del mondo con una fortuna complessiva stimata in 100,3 miliardi di dollari.

Più o meno lo stesso quadro sta prendendo forma in Gran Bretagna. Nel 1984 l’1% dei super ricchi deteneva il 15% della ricchezza nazionale, ora il 22%. Negli ultimi trent’anni, sostiene Piketty, i Paesi leader del mondo occidentale hanno raggiunto lo stesso livello di disuguaglianza economica dei Paesi dell’Africa e del Medio Oriente, tradizionalmente svantaggiati in questo senso.
La crescita record dei patrimoni dell’1% della popolazione viene pagata dalla maggioranza della classe lavoratrice: nei Paesi stereotipo del benessere è scoppiata un’epidemia di povertà. La Joseph Rowntree Foundation, un ente di beneficenza in lotta contro la povertà nel Regno Unito da oltre cent’anni, se la vede con 14 milioni di cittadini britannici poveri. Questo numero rappresenta un quinto della popolazione totale del Paese. In “condizioni difficili”, secondo l’ente, vivono 4 milioni di bambini e quasi 2 milioni di anziani.

La situazione non riesce nemmeno ad essere capovolta dalla disoccupazione ai minimi storici per l’Inghilterra. Una quota sempre più grande dello stipendio se ne va tra bollette ed affitti sempre più cari, mentre tutti i risparmi vengono consumati dall’inflazione. Questa situazione non consente ai cittadini di accumulare una pensione decente. Acquistare la propria casa sta diventando sempre più proibitivo per i lavoratori: i prezzi degli immobili hanno reso la casa di proprietà un vero lusso.

L’ufficio del censimento degli Stati Uniti considera poveri 41 milioni di americani (12,7% della popolazione), tuttavia molti sociologi e le Ong ritengono questo dato sottostimato. Allo stesso tempo il 32,6% del numero totale di poveri sono bambini e tra i senzatetto la percentuale di bambini è del 21%.

L’impoverimento della popolazione in America è diventato così grave che a dicembre è iniziato il monitoraggio del relatore speciale delle Nazioni Unite sui problemi legati all’indigenza e ai diritti umani Philip Alston. Alston ha promesso di analizzare come la povertà colpisca i diritti degli americani “tenendo conto l’importanza che l’amministrazione americana attribuisce al tema dei diritti umani nella sua politica estera.” Il suo viaggio negli States ha incluso la California con i suoi senzatetto, la Virginia Occidentale con i minatori disoccupati, l’Alabama con la povertà di lungo corso della gente di colore e lo Stato di Washington, dove la classe operaia è improvvisamente diventata più povera.
Infine Alston ha pubblicato un rapporto, alcuni passaggi dei quali ricordano i tempi bui della “Grande Depressione” e del “capitalismo selvaggio”:

“Ho visto bagni a cielo aperto presso le porte delle case dove il governo non fornisce la rete fognaria… ho visto persone che avevano perso tutti i denti, dal momento che l’assicurazione medica per i più poveri non prevede le cure dal dentista… ho visto famiglie piangere per i loro cari che sono morti per un’overdose di oppioidi.”

Alston ha confrontato gli Stati Uniti con gli altri Paesi sviluppati. Si è scoperto che il divario tra i poveri e i ricchi in America è il più grande del mondo. Gli USA sono inoltre tra i leader nei termini di impoverimento dei giovani: il 25% dei giovani americani è considerato bisognoso a fronte del 13% dei coetanei di altri Paesi sviluppati. Peggio ancora, gli americani ora hanno una speranza di vita minore, si ammalano più spesso: questa tendenza non fa altro che peggiorare.

Allo stesso tempo sono stati sfatati molti miti e stereotipi. Per esempio quello secondo cui i poveri sarebbero esclusivamente persone di colore “svogliate” che vivono di sussidi sociali. In realtà i mendicanti bianchi sono 8 milioni in più di quelli afroamericani. La maggior parte di loro cerca lavoro da anni, ma la produzione automatizzata ha affossato le loro speranze. Ma anche chi ha un lavoro, non ha garantita più una vita dignitosa.
I lavoratori della Walmart hanno raccontato ad Alston che nei supermercati della più grande catena di negozi al dettaglio del mondo ricevono uno stipendio così piccolo che riescono a campare solo grazie ai coupon per i prodotti gratuiti.

In Russia la gente pensa che il livello di vita in Occidente sia così alto che le denunce sulla povertà siano un capriccio di consumatori “viziati”. Inoltre la povertà nei Paesi simbolo del benessere non è così scioccante come lo è in Africa o in India e passa inosservata sotto gli occhi dei turisti.

Ma c’è un particolare. La gente nelle strade è vestita decorosamente perché i vestiti durante i saldi sono venduti a prezzi stracciati. I pensionati possono permettersi un cappuccino o il caffè al bar, ma le loro case per mesi sono senza riscaldamento: è troppo costoso. La natura nascosta di questa povertà non la rende meno dolorosa. Nei Paesi più avanzati del mondo, milioni di persone soffrono regolarmente di fame e freddo. Dal loro menù scompare la carne, non ci sono abbastanza soldi per comprarla. Le loro carte di credito sono in profondo rosso e non hanno modo di estinguere il loro debito.

Siamo abituati a prendere in giro gli inglesi, che cominciano a preoccuparsi non appena nevica. Perché non capiamo che per la maggior parte delle famiglie il freddo comporta enormi spese per il riscaldamento. Per risparmiare i pensionati non lo accendono durante la notte, e al mattino li trovano congelati. Nel 2016 40mila persone sono morte in questo modo. Mediamente durante l’inverno ogni 7 minuti un anziano inglese muore per il freddo nella sua stessa casa. E’ persino apparsa l’espressione “povertà di riscaldamento” (“fuel poverty”), che colpisce 2,3 milioni di famiglie inglesi ed 800mila scozzesi.

Milioni di inglesi sono costretti ad ottenere gratuitamente pacchi di prodotti alimentari alle banche del cibo. La più grande rete di queste associazioni di beneficenza è The Trussel Trust. L’anno scorso la fondazione ha distribuito 1,18 milioni di kit con cibo per tre giorni, tra cui a 446mila bambini.

Nella prima metà del 2017 il numero di consegne di questi pacchi è aumentato in diverse regioni dal 12% al 30%, a dicembre la fondazione ha chiesto maggiori sforzi ai suoi donatori, avvertendo che in caso contrario non ce l’avrebbe fatta a dare ai bisognosi il cibo gratuito per Natale.
In questo contesto in prossimità del Natale il giornale Independent ha lanciato il progetto “Aiuta i bambini affamati”. Il discorso non riguarda i bambini africani, ma comuni bambini inglesi. Spesso tutto il cibo che ottengono durante il giorno proviene dai pasti gratuiti nelle scuole e dai kit forniti dalle organizzazioni di beneficenza. Un giornalista dell’Indipendent ha ricordato amaramente Dickens dopo aver visitato una delle banche del cibo:

“A differenza di Oliver Twist, i bambini che abbiamo incontrato alla banca del cibo non chiedevano “di più!”. Sembravano contenti di ricevere almeno qualcosa.”

L’opinione dell’autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Dietrofront di Bannon, figlio Trump patriota

Immagine correlataDOPO L’USCITA DEL LIBRO-SCANDALO IN USA

Ex stratega, mie accuse erano contro Manafort. Sostegno a tycoon

(ANSA) – WASHINGTON, 7 GEN – Clamorosa marcia indietro dell’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, dopo essere stato ripudiato da Donald Trump per le sue dichiarazioni nel libro ‘Fire and fury”…
CONTINUA SU: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/01/07/dietrofront-bannonfiglio-trump-patriota_82b8d530-9593-44b0-a5bd-2ea14d4f3239.html Continua a leggere

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Stranieri, caserme e disciplina L'Austria vuole il coprifuoco

Vienna studia misure drastiche per controllare gli immigrati e ridurre il rischio di radicalizzazione
di Francesco De Palo
Immigrazione, caserme, coprifuoco e un welfare più armonico: ecco il decalogo del governo di Vienna per il nuovo anno.
Lo aveva annunciato alla Vigilia di Natale il neocancelliere austriaco Sebastian Kurz che «costringere i Paesi membri ad accogliere i rifugiati non aiuterà l’Europa». E sulle quote Ue per la ripartizione del migranti aveva tuonato che «se continuiamo così divideremo l’Ue e gli Stati membri decideranno ognuno per conto proprio quante persone accogliere».
Oggi il suo governo, figlio dell’accordo siglato un mese fa tra i conservatori del Partito Popolare Övp e la destra di Fpö, passa dalle analisi ai fatti e mette nero su bianco la strategia da adottare nel breve periodo. Il vicecancelliere Heinz-Christian Strache propone per gli immigrati una sistemazione nelle caserme in disuso, ma con il coprifuoco notturno per evitare reati e commistioni con la criminalità organizzata e con luoghi di possibile intreccio con l’Isis. «Anche in passato – ha precisato – si è discusso se non sia il caso che, da una certa ora in poi, la sera, debbano essere tutti di nuovo nelle caserme». Per cui niente alloggi di massa, come palazzine di edilizia popolare o alberghi e camping, ma strutture controllate direttamente dalla Difesa per gestire con intelligenza e senza sciatteria l’accoglienza e soprattutto garantendo un controllo serio e programmato per impedire, come accaduto altrove, il rischio di radicalizzazione o di eccessiva libertà per gli ospiti tra cui possono nascondersi jihadisti pronti all’azione. Continua a leggere

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