'Bella ciao' cantata ai bambini, bufera in un asilo di Bologna
Le maestre l’hanno inserita in una compilation da fare ascoltare ai piccoli dopo il pranzo. Insorge Forza Italia.
“Bella ciao” arriva anche negli asili nido. Succede a Bologna, dove alcune maestre hanno realizzato una compilation ad hoc da fare ascoltare ai bambini dopo la pausa pranzo. Tante le canzoni presenti nella playlist e fra queste anche la storica canzone simbolo della resistenza partigiana. La notizia è iniziata a circolare sui quotidiani nazionali e ha portato all‘insurrezione delle opposizioni di centrodestra in consiglio comunale.
A parlare di “inopportuna iniziativa dai connotati politici” è stato Francesco Sassone, consigliere comunale di Forza Italia. Dichiarazioni che però sono state definite prive di senso e di sostanza dall’amministrazione comunale.
Ma non si tratta di certo di un unicum. Già durante lo scorso Natale, sempre a Bologna, un coro parrocchiale era finito sui giornali per aver intonato “Bella ciao”, come preghiera religiosa, in Chiesa.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/bella-ciao-cantata-ai-bambini-bufera-in-un-asilo-di-bologna/

Il cantante sostiene la necessità di dover vivere con due donne contemporaneamente.
Sulla Carta d’Identità dei minorenni tornerà la dicitura ‘madre’ e ‘padre’ anziché genitori. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E’ quanto si apprende dal Viminale.
• Spesso il bambino non è desiderato; peggio, è temuto; come potrebbe in tale condizione esistere ancora la prontezza al dovere? Qui il vostro apostolato [il Papa sta parlando direttamente alle ostetriche] deve esercitarsi in una maniera effettiva ed efficace: innanzi tutto, negativamente, rifiutando ogni cooperazione immorale; quindi anche positivamente, rivolgendo le vostre cure delicate a dissipare i preconcetti, le varie apprensioni o i pretesti pusillanimi, ad allontanare, per quanto vi è possibile, gli ostacoli anche esteriori, che possono rendere penosa l’accettazione della maternità. Se non si ricorre ai vostri consigli e al vostro aiuto che per facilitare la procreazione della nuova vita, per proteggerla e incamminarla verso il suo pieno sviluppo, voi potete senz’altro prestare la vostra cooperazione; ma in quanti altri casi si fa invece ricorso a voi per impedire la procreazione e la conservazione di questa vita, senza alcun riguardo ai precetti dell’ordine morale?
Per ordine del sultano del Brunei, uno degli uomini più ricchi del mondo, da quest’anno nel piccolo paese del Sud-est asiatico entra in vigore il nuovo codice penale che introduce reati e pene ispirati ai precetti più stringenti della sharia, la legge islamica, come la condanna a morte per lapidazione per omosessuali e l’amputazione per i ladri.
La notizia del calo degli arrivi di stranieri musulmani è stata subito accolta con entusiasmo dai vertici repubblicani, mentre è stata biasimata da quelli democratici
«Un risultato storico». Niente più rito abbreviato e sconti di pena per i reati puniti con l’ergastolo. Finalmente. Il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni, che già dalla scorsa legislatura si batte per questo principio, definisce così l‘ok in Senato – con 168 voti favorevoli (Lega, FdI, M5S, Leu) 48 contrari (Pd, FI) e 43 astenuti – alla riforma del Codice penale che prevede l’esclusione dal ‘rito abbreviato’ di chi abbia commesso reati molto gravi punibili con la detenzione a vita.
QUINTA COLONNA
Segnalazione di Mario Spezia