Altro che accoglienza, Riace e Lampedusa prendono a schiaffi la sinistra buonista

Non solo il risultato nazionale. Per raccontare fino in fono l’esito di queste elezioni e il loro significato vale la pena soffermarsi anche su qualche piccolo Comune. Soprattutto se si tratta di realtà elevate a “modello”, a baluardo di una narrazione che mai come oggi si rivela fasulla. Perché se i Comuni in questione sono Riace e Lampedusa a crollare non sono solo le percentuali di qualche partito, ma l’ultimo velo su quali siano i reali sentimenti degli italiani rispetto a una questione centrale come l’immigrazione, tanto più se si parla di Europa.

Liquidata la retorica sul “modello Riace”

A Riace, la città di Mimmo Lucano per il fronte del “restiamo umani” costituirebbe un modello a livello planetario, la Lega prende il 30,75% dei voti, Forza Italia il 9%, FdI il 6,42%. A conti fatti il centrodestra supera il 46% dei consensi, dimostrandosi ampiamente maggioritario.
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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/05/altro-che-accoglienza-riace-e-lampedusa-prendono-a-schiaffi-la-sinistra-buonista/

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Europee: a Riace e Lampedusa la Lega è prima

A Riace e Lampedusa, i due comuni simbolo della questione migranti e al centro delle polemiche negli ultimi mesi, la Lega vince ed è il primo partito.
Nell’isola di Lampedusa e Linosa, al centro del fenomeno migratorio, il partito di Matteo Salvini ottiene il 45,85%, più del doppio del Pd che tra i candidati a Strasburgo lancia Pietro Bartolo, il medico dei migranti. Il M5s si ferma a quota 16,83%, Fi all’8,23%. Gli altri sono sotto la soglia di sbarramento.
La Lega ottiene un clamoroso 30,75% di preferenze a Riace, il comune del reggino guidato fino a pochi mesi fa da Domenico Lucano e noto in tutto il mondo per il modello di accoglienza ed integrazione dei migranti che vi si praticava.
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fonte – http://www.ansa.it/europee_2019/notizie/2019/05/27/europee-a-riace-e-lampedusa-la-lega-e-prima_fb7b4819-1463-45ab-b0e1-e2e8d6f14b70.html

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Bergoglio è il più grande sconfitto delle elezioni: i cristiani votano Salvini

E’ un trionfo. Se sommiamo i voti dei partiti sovranisti italiani, a partire dalla Lega, la soglia psicologica del quaranta per cento viene superata di slancio.
Nell’ultimo mese di campagna elettorale, tutto il complesso clericale che fa capo a Bergoglio si è esposto alla disperata contro Salvini. Arrivando di fatto a chiedere ai fedeli di votare tutti, tranne lui.
E’ stato un gesto rischioso, perché scopriva la Chiesa alla possibilità di mostrarsi all’opinione pubblica, in caso di sconfitta, come ininfluente.
Ebbene, come avevamo previsto, così è stato. E questo ha rivelato tutta l’irrilevanza della Chiesa moderna: non contate un cazzo. E Dio è con noi.

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Europee, a Verona 1 su 2 ha votato la Lega

La Lega di Salvini ha fatto boom alle Europee ed è il primo partito in Italia, sopra il 34%.

A Verona i risultati sono ancora più netti. Il Carroccio ha raccolto il 49% nella Provincia veronese. Mentre il M5S si ferma all’8,8% e viene ampiamente sorpassato dal Partito Democratico che raccoglie il 17%. Forza Italia prende il 6,6% e Fratelli d’Italia l’8,5%. +Europa si ferma al 3,5%.

In città a Verona la Lega ha preso il 37%, il Pd 25%, Il M5S il 9,6%, Fratelli d’Italia sopra l’8%, Forza Italia ferma al 6%. +Europa il 4,36%.

A Verona (città) l’affluenza è stata del 62,60% con 123.315 persone (maschi: 58.874, femmine: 64.441) che si sono recate ai seggi. Affluenza ancora più alta in tutta la provincia scaligera con il 71,46% (dove molti Comuni votavano per i nuovi sindaci). Dati più alti rispetto alla media nazionale che si è fermata attorno al 56%.

Nelle due circoscrizioni del Nord la Lega sfonda il tetto del 40%, M5S sprofonda sia al nord est che al nord ovest e il Pd sale sopra il 23 per cento. Al Nord est La Lega è al 41,01, il Pd è al 23,79, M5S al 10,3, Fi 5,82, Fdi al 5,7%

fonte – https://m.tgverona.it/pages/820832//politica/europee_a_verona_1_su_2_ha_votato_la_lega.html

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CATECHISMO MAGGIORE – Della processione che si fa nel giorno di S. Marco e nei tre giorni delle Rogazioni minori.

 
 79. Che cosa si fa dalla Chiesa nel giorno di S. Marco e ne’ tre giorni delle Rogazioni minori?
Nei giorni di S. Marco e ne’ tre giorni delle Rogazioni minori si fanno dalla Chiesa processioni e preghiere solenni per placare Iddio, e renderlo a noi propizio affinché ci perdoni i peccati, tenga da noi lontani i suoi castighi, benedica i frutti della terra che cominciano a mostrarsi, e provveda ai nostri bisogni sia spirituali che temporali.
80. Le processioni di S. Marco e delle Rogazioni sono esse antiche?
Le processioni di S. Marco e delle Rogazioni sono antichissime, e il popolo soleva concorrervi a piedi scalzi con vero spirito di penitenza ed in grandissimo numero, lasciando ogni altra occupazione per intervenirvi.
 

  1. Che facciamo noi colle litanie dei Santi che si cantano nelle Rogazioni, o in altre simili processioni?

Colle litanie dei Santi

  1. imploriamo misericordia dalla santissima Trinità; e per essere esauditi ci rivolgiamo in particolare a Gesù Cristo con quelle parole: Christe audi nos, Christe exaudi nos, cioè: Cristo ascoltateci, Cristo esauditeci.
  2. invochiamo il patrocinio di Maria Vergine, degli Angeli e dei Santi del cielo, dicendo loro; orate pro nobis: pregate per noi.
  3. ci rivolgiamo nuovamente a Gesù Cristo e lo preghiamo, per tutto ciò che Egli ha fatto per la nostra salute, a liberarci da tutti i mali, e principalmente dal peccato, dicendogli: libera nos, Domine: liberateci, o Signore.
  4. gli domandiamo il dono di una vera penitenza, e la grazia di perseverare nel suo santo servizio, e preghiamo per tutti gli ordini della Chiesa, e per l’unione e felicità di tutto il popolo di Dio dicendo: te rogamus, audi nos: ascoltateci, o Signore, ve ne preghiamo.
  5. terminiamo questa preghiera colle parole con cui si comincia, cioè coll’implorare la misericordia di Dio, dicendogli di nuovo: Kyrie eleison etc.: Signore, abbiate pietà di noi etc.

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Zichichi in disaccordo con Greta? Dunque la scienza ha torto

Zichichi in disaccordo con Greta? Dunque la scienza ha torto


Una sinistra in netta crisi di consensi aveva promesso che, in vista delle prossime elezioni europee, avrebbe portato in piazza gli studenti.

E così ha fatto lo scorso venerdì grazie alla fitta rete di fiancheggiatori di cui ancora dispone nelle scuole: fiancheggiatori che fanno capo a centri sociali, circoli e associazioni d’area che si sono buttati a capofitto nell’impresa. E che ora promettono di replicare ogni venerdì fino alla fine dell’anno scolastico.
Che poi gli studenti avessero le idee un po’ confuse su tutto ciò che riguarda il dissesto ambientale era facile da credere. Il che è dimostrato da un video (https://www.ilmessaggero.it/video/clima_2-4366040.html) de Il Messaggero che ha fatto il giro del web.
Da che mondo è mondo se gli insegnanti danno il via libera ai loro pargoletti per una “bigiata” generale in nome di qualunque cosa, si può essere certi che gli studenti non se lo faranno ripetere due volte.
Ma la scarsa informazione sui problemi legati al clima, fatta di luoghi comuni mal digeriti, dovrebbe tener conto anche di chi non condivide la vulgata generale.
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"La storia infinita" e il materialismo che uccide

“È più facile dominare chi non crede in niente”
La storia infinita, 1979
Con questa frase Gmork, il personaggio “servo del Potere che sta dietro il Nulla”, spiegava al giovane cavaliere Atreiu perché il mondo fantastico di Fantàsia, frutto delle speranze, delle invenzioni e anche dei sogni umani, doveva essere distrutto.
Il romanzo La storia infinita, uscito nel 1979, narra la storia del piccolo Bastiano, un ragazzino rimasto orfano della madre e in rapporti complicati con il padre,  che attraverso la lettura di un mistico libro ritrova la via della vita. Una vita tra l’altro non fine a sé stessa, ma in grado di salvare allo stesso tempo un universo parallelo, Fantàsia per l’appunto, progressivamente eroso da una misteriosa entità (il Nulla) che lo sta portando all’inevitabile estinzione.
Fantàsia è l’allegoria della creatività umana: un vero termometro delle capacità di sognare degli uomini, della loro tendenza a porsi obiettivi spirituali – prima ancora che materiali – all’apparenza impossibili ma che possono costituire il leitmotiv della loro stessa esistenza. In un mondo reale in cui più nessuno sogna, immagina o semplicemente idealizza, la rappresentazione fantastica dell’essere e qualsiasi proiezione ulteriore sono destinati a perire. Continua a leggere

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Dizionario di teologia dommatica. Il Sentimento religioso

Valenti psicologi antichi e moderni discutono intorno alla natura del sentimento senza arrivare a una definizione concorde. Alcuni ritengono che il sentimento derivi da una facoltà affettiva o emotiva distinta sia dalla facoltà volitiva (motiva) sia dalla facoltà percettiva-intellettiva. Altri riducono i sentimenti a moti e fenomeni psicologici; altri invece ne fanno delle funzioni rappresentative o intellettive. La teoria scolastica formulata da San Tommaso (d’Aquino) sulle tracce di Aristotile, nonostante l’antichità, presenta le migliori garanzie di verità. Secondo questa dottrina nell’uomo ci sono due sole facoltà psichiche: la conoscitiva e l’appetitiva, ciascuna delle quali si distingue in sensibile e soprasensibile o spirituale. Si ha quindi la zona sensitiva con gli organi sensori, le sensazioni e le passioni, che appartengono insieme al corpo e all’anima che lo informa. Da essa si passa alla zona spirituale, in cui funzionano intelletto e volontà, che sono facoltà immateriali. Propria delle facoltà sensitive è la sensazione, che, da impressione passiva del mondo esterno sui sensi, diventa percezione dell’oggetto e sua rappresentazione (fantasma – immagine), cui corrisponde nella facoltà appetitiva il movimento verso l’oggetto percepito, ossia quell’impulso accompagnato da emozione fisica, che suole chiamarsi passione (amore, odio, gioia, tristezza ecc.).
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Disponibile il numero 162 di Sursum Corda – Eresia antiliturgica

Sul sito è disponibile il numero 162 (del giorno 26 maggio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 162. Il fattore infedele. Il ricco epulone;
– Preghiera a San Bernardino da Siena (20.5);
– La Sacra Scrittura buttata in una fornace ardente in Russia;
– Preghiera di Papa Pio XII nelle Missioni (21.5);
– Un peccatore che muore di dolore ai piedi del Confessore;
– Orazione a Santa rita da Cascia, Vedova (22.5);
– Dizionario di teologia dommatica. Il Soggettivismo;
– Orazione a San Desiderio, Martire (23.5);
– L’eresia antiliturgica e la riforma protestante (di dom Prosper Guéranger);
– Preghiera alla Madonna del Suffragio
FONTE – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-162.html
 

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I Mostri di oggi, i Draghi di domani

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
In una domenica di maggio travestito da novembre arrivò finalmente il giudizio di Dio, l’ordalia elettorale che dovrà decidere i sommersi e i salvati, o se preferite, i salvini e i dannati. Giorno importante dal punto di vista simbolico, prima che politico. Ma come è stato raccontato questo 26 maggio dai media e dai poteri storti? Come il giorno dei mostri. Euromostri da abbattere, detti sovranisti, presentati come un pericolo per l’umanità, per l’Europa e per i singoli paesi.
Ma per sostituirli come, con chi, con che cosa? Ecco, questo è il mistero glorioso di questa tornata elettorale. In Italia tutti sanno bene che non ci sono alternative praticabili in campo, nessuno degli avversari del Mostro a due teste ha la possibilità di vincere e poi di cambiare il governo del nostro paese. Sono forze che nella migliore delle ipotesi raccolgono la quinta parte dei votanti o che sono largamente al di sotto, e non ci sono cartelli di alleanze alternative.
La chiamata alle armi contro il nazismo tornante produrrà effetti elettorali minimi, se non ridicoli, a vantaggio delle forze che si oppongono al Mostro. Nella realtà presente non c’è nessuno che possa sfidare seriamente il governo in carica con qualche possibilità di sostituirvisi. E tantomeno in caso di elezioni politiche anticipate: non si può governare senza affiancarsi, e in posizione di minoranza, a uno dei due mostri in questione. O governi con la Lega o governi coi grillini. Non c’è altra soluzione.
Nella sua formidabile performance in cui sembra restaurato come la pellicola di un vecchio film, Berlusconi Settebellezze finge di essere ancora lui il leader del centro-destra con un’incrollabile fede in se stesso – un caso di sconfinata auto-ammirazione. Immagina che la Lega possa rientrare nell’ovile e farsi dirigere da lui, che a suo dire è la Mente, mentre loro sono le braccia o i piedi, personale di servizio o di locomozione.
La sinistra fa ancora peggio: attacca il Mostro per antonomasia, Salvini, ma assicura che non si fidanzerà col Mostricciattolo, cioè l’alleato Di Maio. Dopo il voto magari ci sarà il distinguo: nessuna alleanza con Di Maio ma con un Figo, per esempio, si. Ma intanto la loro fattura di morte sul governo, in che cosa concretamente si traduce?
In un sogno proibito, che Berlusconi ha appena accennato, che Mattarella non ha mai pronunciato, e che la sinistra finge di non conoscere. Il sogno è Draghi. Mario Draghi, Sir Marius Drake per la letteratura globish.
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