Salvini: rivedere contributi all’Anpi che nega le Foibe

ROMA, 4 FEB – “È necessario rivedere i contributi alle associazioni, come l’Anpi, che negano le stragi fatte dai comunisti nel dopoguerra”.
Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenendo sulle polemiche per il convegno ‘Foibe e fascismo’ sponsorizzato dall’Anpi il 10 febbraio a Parma e nel corso del quale è prevista la visione del video ‘La foiba di Basovizza: un falso storico’.

Rovigo, partigiani Anpi: ”le Foibe le hanno inventate i fascisti”

Comunisti contro il sindaco di Cascina: “nelle foibe ci mettiamo pure voi”

 
fonte – http://www.imolaoggi.it/2019/02/04/salvini-rivedere-contributi-allanpi-che-nega-le-foibe/

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"Il Parlamento indaghi sulle stragi del boia Tito"

Alla Camera la proposta degli esuli: «Partiamo da Vergarolla, primo eccidio della storia repubblicana»
Una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sui crimini commessi dai boia di Tito. A cominciare dalla strage di Vergarolla, che provocò la fuga degli italiani da Pola del 1947.
La richiesta della Federazione degli esuli è stata inviata in questi giorni al segretario della Commissione esteri della Camera, Vito Comencini, alla vigilia del 10 febbraio, giorno del Ricordo dell’esodo e delle foibe. Ma verranno coinvolti tutti i partiti.
L’obiettivo è «l’istituzione di una commissione parlamentare per la strage di Vergarolla e i crimini commessi al confine orientale». Il testo inviato a Comencini ricorda che la «Repubblica è nata con un profondo vulnus (ferita, ndr) () nelle province di Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara. () L’occupazione titina segnò pagine luttuose per la comunità italiana». La proposta sottolinea come «la guerra di liberazione nazionale jugoslava aveva assunto caratteristiche annessioniste e gli oppositori del progetto andavano eliminati». E si ricordano i «quaranta giorni di occupazione» a guerra finita, nel maggio-giugno 1945, di città come Trieste oltre alle deportazioni di 600 italiani da Gorizia. Le stragi delle foibe sono iniziate in Istria nel 1943, dopo il vuoto dell’8 settembre e continuate a guerra finita. «Non si trattava solamente di fascisti o collaborazionisti, ma anche di antifascisti, democratici e patrioti che, dopo aver combattuto nella Liberazione, si opponevano alle mire del regime comunista di Belgrado» si legge nel testo.
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Un film già visto

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

SMS è il nome in codice di Sinistra Magistrati Stampa, il serpentone trasversale che ci dice cosa dobbiamo pensare, chi dobbiamo condannare e come dobbiamo indignarci. L’Sms ci dice ogni giorno che stiamo vivendo sotto il peggiore dei regimi possibili, nel peggiore dei tempi possibili, sotto il tallone di un criminale in divisa di nome Matteo Salvini che va subito processato. Ma questo film horror mi pare di averlo già visto. E così sono tornato con la memoria all’inizio del presente decennio. La scena era totalmente diversa, i protagonisti pure.
Il peggiore dei regimi possibili in quel tempo pessimo era il centro-destra e il tallone del criminale, con alzatacco, era quello di Silvio Berlusconi. Non era diverso l’allarme, l’accanimento, l’odio per un’altra emergenza democratica, un’altra situazione “senza precedenti”. Vivevamo anche allora in “una dittatura sudamericana”, populista e malandrina, eravamo anche allora fuori dall’Europa, dalla Modernità e dalla Democrazia, e naturalmente fuori dalla legalità. Continua a leggere

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Ama Dio più di tuo fratello

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Se avete nostalgia degli dei andate a vedere Il Primo Re, un gran film su Romolo, Remo e la nascita di Roma sotto il fuoco divino. Di solito se vai al cinema a vedere un film storico, ti trovi il solito refrain: il passato viene adattato all’oggi, attualizzato e ideologizzato, parlano di Enea come un migrante clandestino, Spartacus come un Landini dell’antichità, la storia è rivista col metro piccino del presente: vedi femministe in erba, omosessuali liberati, schiavi sindacalizzati e negri sempre buoni e generosi. Il male viene rappresentato come il fascismo degli antichi, il nemico è un nazista ante litteram.
Se invece pensate che la storia antica debba essere rappresentata in tutta la sua gloriosa e cruenta distanza dal presente, il Primo Re è il capolavoro che aspettavate. Il cinema è l’officina del mito nei nostri tempi e il Primo Re lo esprime in pieno, senza edulcorare la durezza del passato. Nel film si avverte già nella scelta del linguaggio protolatino il rispetto per i quasi tremila anni che ci separano dal tempo in cui fu fondata la Città Eterna. La presenza del sacro, delle forze elementari della natura, l’irruenza dei legami primari per la vita e per la morte, la forza del comando e il timor di dio, l’importanza rituale del sacrificio, del sangue e del fuoco, la sottomissione ai verdetti del fato, l’aura e il mistero, sono l’orizzonte in cui si sviluppa questa straordinaria rappresentazione di un amore fraterno, potentissimo, che volge in fratricidio per volontà divina. Continua a leggere

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Verona, Christus Rex-Traditio: "Quale Europa vogliamo?"

di Lucia Rezzonico

Il TG di Telenuovo ha trasmesso ieri sera un’allungata della conferenza organizzata dal nostro Circolo Christus Rex-Traditio (replicata stamattina) cui hanno partecipato alcuni esponenti di Nova Civilitas, dell’Ass.ne Benedettina, dei Giuristi per la Vita, della Lega, Fratelli d’Italia, Fortezza Europa, oltre a numerosi veronesi interessati al tema inerente GLOBALISMO E SOVRANISMO: CHE EUROPA VOGLIAMO?

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Il pensiero di Alain De Benoist sull’antirazzismo attuale

L’antirazzismo attuale non ha in realtà che due funzioni reali: la prima è disarmare ogni critica all’immigrazione. La retorica antirazzista, cosi’ come la ascoltiamo tutti i giorni, sorretta dai mezzi di informazione e dalle lobbies, si prefigge fondamentalmente di far credere che tutte le critiche all’immigrazione sono ispirate dal “razzismo”. Chiunque critichi l’immigrazione è accusato di razzismo, chiunque voglia dar prova di “antirazzismo” deve al contrario parlare in favore della soppressione delle frontiere (ciò che si potrebbe definire come “Feticismo dell’Apertura” (….)

La seconda ragion d’essere dell’ “antirazzismo” è di dissimulare l’adesione al sistema capitalistico che in questi ultimi decenni ha caratterizzato un intera generazione di “pentiti”. L’antirazzismo ha sostituito l’anticapitalismo come la lotta contro tutte le discriminazioni ha sostituito la lotta di classe. Si denunciano tanto più le “discriminazioni” di origine ontologica (sessismo, razzismo, fanatismo religioso) in quanto ci si adatta benissimo alle disuguaglianze economiche e sociali molto concrete dovute allo sfruttamento del lavoro vivo da parte della logica del profitto. L’antirazzismo funziona da questo punto di vista come paravento di un’adesione al sistema

(di Alain De Benoist)

fonte -https://oltrelalinea.news/2017/01/09/il-pensiero-di-alain-de-benoist-sullantirazzismo-attuale/
 

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