I sacerdoti nei campi di concentramento titini

Segnalazione del Centro Studi Federici
A pochi giorni dal giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo ddelle popolazioni giuliane, istriane e dalmate, pubblichiamo alcune pagine tratte dal volume “Sopravvissuti alle deportazioni in Jugoslavia” (AA.VV., Bruno Fachin Editore, 1997). Si tratta della testimonianza del padre Albino Simpliciano Gomiero: “Erano venuti a prendermi in convento”, in particolare il paragrafo: “ Le messe clandestine”.   
(…) La prima domenica di quaresima (23 febbraio 1948) mi svegliai presto. Sentii mio vicino di destra, il Padre Kreso, stava pregando. Era sdraiato su un fianco e mi voltava le spalle. Dopo il segnale della sveglia vidi che passava agli altri qualcosa in un fazzoletto bianco. Nel fazzoletto c’era una scatola, ognuno prendeva qualcosa e la metteva in bocca. Padre Kreso la passò pure a me. “Se vuoi comunicarti…”. La Comunione! Cristo in carcere! Il Signore in galera con noi! La scatola conteneva pezzetti di pane. Padre Kreso aveva celebrato. ”Attenzione! Che non ti veda il serbo sobni starjesina, e attenzione anche al prete ortodosso!”. Mi comunicai e passai il Santissimo agli altri. Mi spiegò più tardi padre Eterovic, il poliglotta che studiò a Gerusalemme, che ogni domenica facevano così, quando ricevevano dai pane genuino e uva passa: a turno, un sacerdote celebrava la messa consacrando il vino estratto dall’uva passa. Niente paramenti sacri e candele. Il calice era un barattolo di conserva, la pisside, una piccola scatola; il messale, alcune paginette di carta igienica che riportava per esteso la messa della Madonna “Salve, Sancta Parens”, scritta a matita. Quanta tristezza invadeva i nostri cuori quando giungeva ai nostri orecchi il suono di una campana che annunciava il giorno del Signore. Continua a leggere

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Stasera su RaiTre in onda Red Land sull'orrore delle Foibe

di Redazione

La Rai, almeno stavolta, non delude. C’è un giorno, storico, quello di oggi, 8 febbraio 2019, in cui la televisione di Stato, sulla rete da sempre più rossa di tutte, trasmette in prima serata un film coraggioso e importante sulla tragedia delle Foibe. Vedremo la barbarie comunista all’azione. Vedremo i kompagni gettare nelle fosse carsiche uomini, donne, bambini, a guerra finita, per la sola “colpa” di essere italiani. L’odio anti-nazionale che allora si esprimeva con questi crimini efferati, ha la stessa matrice ideologica di chi oggi fa del buonismo e dell’accoglienza indiscriminata le sue bandiere. Per non dimenticare, per denunciare il comunismo, per le vittime, i familiari, gli esuli, perché non si ripeta mai più.
Non deve esser stato facile per i vertici Rai, nel clima e nella situazione reale in cui devono lavorare, ereditata da decenni di lottizzazione catto-comunista. Un plauso e un incoraggiamento a Marcello Foa lo daremo anche con l’audience che sapremo fornire stasera a una pagina di storia per troppo tempo nascosta dai soloni del pensiero unico.
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L'IRAN SPALLE AL MURO

di Thierry Meyssan

Gli Stati Uniti si preparano a organizzare il Medio Oriente Allargato facendo a meno delle truppe. Dovrebbero riuscire, capitalizzando gli errori commessi dall’Iran negli ultimi cinque anni, a formare un’alleanza militare ebreo-sunnita contro gli sciiti, che la stampa chiama “NATO araba”. RETE VOLTAIRE | DAMASCO (SIRIA) | 5 FEBBRAIO 2019  Casa Bianca si accinge a riorganizzare nella regione i propri …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/liran-spalle-al-muro/

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Le famiglie sono la base di una società sana…e quindi libera

Segnalazione di Redazione BastaBugie
Intervista allo psicologo Silvio Rossi, autore del libro ”I Signori dell’Anello. Guida alla vita familiare”
di Giuseppe Brienza

Silvio Rossi, psicologo e psicoterapeuta di esperienza (ha 25 anni di attività di studio oltre che al servizio della Pubblica amministrazione) ha scritto il libro “I Signori dell’Anello. Guida alla vita familiare in piccole note”, pubblicato dalla casa editrice cattolica “D’Ettoris Editori”. Il suo è stato definito dallo scrittore Paolo Gulisano “un libro geniale” e, addirittura, lui “una sorta di Ennio Flaiano della psicologia”, per la originalità e vividezza dei contenuti, a cominciare dal titolo prescelto.
L’Anello di cui parla, infatti, non è naturalmente quello di Sauron, il personaggio cattivo per antonomasia creato dallo scrittore inglese Tolkien ne Il Signore degli Anelli, bensì quel cerchietto d’oro che suggella una comunione di vita per sempre fra un uomo e una donna che si amano e ambiscono a divenire genitori. Il saggio raccoglie 107 brevi e fulminanti “note” per una sana e politicamente scorretta vita familiare distillando nel complesso alcune preziose verità sulla famiglia, in gran parte oggi negate o dimenticate. In Terris lo ha intervistato in occasione della festa della Santa Famiglia. Continua a leggere

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Il lavoro in Italia: molto, per pochi e poco pagato. La "glebalizzazione"

di Fabrizio Vincenti 
Fonte: Il Primato Nazionale
Lavorare in pochi, lavorare troppo.L’esatto contrario del sessantontino “Lavorare tutti, lavorare meno”, il cui precursore fuEzra Pound, da sempre schierato per la giornata di lavoro corta. Si lavora di più e in meno persone. Lo conferma il2° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale. Nel nostro Paese si creano meno posti di lavoro che altrove e per i giovani c’è un futuro da camerieri o commessi. L’alternativa è non lavorare o andarsene. Di più. Crescono le disuguaglianze retributive tra operai, impiegati e dirigenti. E aumenta lo stress da lavoro.
Secondo quanto emerge dal Rapporto, l’Italia crea meno posti di lavoro degli altri Paesi europei. Negli ultimi dieci anni (2007-2017) il numero di occupati in Italia è diminuito dello 0,3 per cento, nel solito periodo è invece aumentato inGermania(+8,2 per cento),Regno Unito(+7,6),Francia(+4,1). Ne usciamo male anche dal confronto con la media dell’Unione europea: +2,5 per cento. Nel Sud il tasso di occupazione è pari al 34,3 per cento (2,9 punti percentuali in meno di differenza rispetto al 2007), al Centro è al 47,4 (-0,4), nel Nord-Ovest al 49,7 (-1,1), nel Nord-Est al 51,1(-1,3). Creiamo meno lavoro degli altri Paesi e ne distruggiamo di più dove già si fatica a trovarlo, ovvero nel Mezzogiorno. Continua a leggere

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Globalismo o sovranismo

di Mario Porrini 
Fonte: Italicum
Nella galassia globalista convivono tutta una serie di gruppi o movimenti, di estrazione culturale ed ideologica apparentemente molto diverse tra loro.
Una parte importante di questo fronte è formata dalla destra ultraliberista, dai settori bancari e finanziari internazionali e dai grandi gruppi industriali che mirano all’abbattimento delle frontiere ed al libero scambio delle merci senza alcun tipo di ostacolo o di vincolo. Gli stati nazionali rappresentano delle sovrastrutture da abbattere proprio perché limitano questa libertà. È il mercato a dover decidere, in tutta libertà, in quale luogo trasferire la produzione sulla base dei minori costi della stessa. Il piano di favorire in tutti i modi l’immigrazione di massa, è finalizzato a far crescere in modo esponenziale l’offerta di lavoro con conseguente riduzione dei salari ed abbattimento vertiginoso dei costi. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il business dell’accoglienza che rappresenta una fonte di guadagno di dimensioni colossali. Continua a leggere

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L’ isolamento e l’interesse dell’Italia si chiamano Libia ed Egitto, non Venezuela

di Alberto Negri, 
Fonte: Alberto Negri
I giornali, sempre proni al più becero e tranquillizzante conformismo, accomunano la vicenda Venezuela alla Tav ma non alla Libia o all’Egitto e parlano di isolamento italiano. L’Italia venne già isolata nel 2011 quando decisero di far fuori Gheddafi, la maggiore sconfitta del Paese dalla seconda guerra mondiale che ha destabilizzato l’intero quadro politico. Gli stessi Paesi che allora feceroquesto, Francia, Usa e Gran Bretagna, non hanno mai sostenuto l’Italia, e mai la sosterranno, nel contenere il disastro libico e dei profughi. Restare fuori dal Venezuela è il minimo che si debba fare: spiegatelo con delicatezza anche a Guaidò che non sa neppure dov’è il Mediterraneo e quali guerre ci siano state, civili e internazionali. Imparerà qual è la solidarietà degli ipocriti occidentali ed europei. I morti qui li abbiamo già avuti affogati in mare e per le guerre scatenate dagli Usa e dai loro alleati. Non le abbiamo volute noi. Noi non siamo isolati per il Venezuela o la Tav ma sulla Libia e sull’Egitto: abbiamo forse ricevuto qualche solidarietà per il caso Regeni? Ma certo non si parla di democrazia per l’Egitto, l’Arabia Saudita, gli Emirati che massacrano i civli in Yemen. E tanto meno se ne parla a proposito di Erdogan che riempie le prigioni di opppositori e curdi ma ci ricatta sui profughi. Quindi smettiamola di fare i buffoni di corte con gli Usa e l’Europa come vuole Mattarella e una accozzaglia di partiti guidati da gente imbelle e inefficace. Se proprio vogliono fare gli interventisti lo facciano contro gli scafisti e le milizie criminali sulle coste della Libia, lo prevede anche la missione europea Sophia. Altrimenti trovino qualcuno che lo faccia al posto loro ma la piantino di fare i ridicoli difensori della democrazia a migliaia di chilometri da qui per gli interessi altrui. I nostri non li abbiamo saputi difendere.

 

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Ogni forma di liberalismo è nemica della comunità

di Alain de Benoist
Fonte: Barbadillo
Contre le liberalisme. La societé n’est pas un marché (ed. du Rocher) è il nuovo libro di Alain de Benoist, da pochi giorni in libreria in Francia. Yann Vallerie, della testata on line Breiz-info.com ha intervistato il filosofo francese.
Breizh-info.com. Lei pubblica un nuovo libro intitolato “Contro il liberalismo. La società non è un mercato”. Perché è importante sottolineare subito che è una critica all’ideologia liberale e non alla burocrazia o un attacco alla libertà di intraprendere, di circolare, d’agire, di pensare, di avere il libero arbitrio? Continua a leggere

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Gli islamici sono discriminati. Parola di Chiamparino junior

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
“Gli islamici sono discriminati”. Parola di Chiamparino junior.
Il figlio del governatore Pd Chiamparino al vertice dell’organismo Ue che lotta contro le intolleranze verso i musulmani. “Gli islamici sono discriminati”.

Quanto è piccolo il mondo. Bisogna “coinvolgere i giovani musulmani nel dibattito sul futuro dell’Europa”. Era questo uno dei propositi per il 2017 del coordinamento Ue che combatte l’odio anti-islamico in Europa.
Ma per qualcun altro questa intenzione sarebbe pericolosa. In un recente reportage dalla Tunisia Alessandra Bocchi de Il Giornale raccontava come i tunisini intervistati considerassero un follia il tentativo degli europei di aprirsi tout court alla cultura islamica,
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