A PROCESSO, PER 2 PAROLE IN CORSIVO IN UN LIBRO: "SERVO SCIOCCO"

Risultati immagini per Danilo Quinto da servo di Pannelladi Danilo Quinto

Carissimi Amici, Carissimi Lettori,

scrivo queste righe nel giorno del mio compleanno. Era il 1956. Il tempo vola. E’ un soffio e non ce accorgiamo. Poi ci fermiamo, vediamo la nostra vita e ci chiediamo che cosa ne abbiamo fatto.

“Ti invito ogni giorno”, mi ha scritto stamattina un carissimo amico sacerdote, “a fare come il Cireneo: tu te ne vai per la tua strada, poi ad un bel momento trovi l’uomo-Dio piegato sotto il peso della Croce, e tu che la prendi al suo posto per quel breve tratto di strada. In fondo, questa è la tua giornata, la tua vita. Ma il Signore segue il Cireneo e lo ringrazia. Poi muore al posto suo”.

Seguiamo il Signore. Prendiamo la Sua Croce. Sarà bellissimo, poi, vivere con Lui. Per sempre. Il tempo non volerà. Non esisterà. Noi siamo stati creati e amati dall’inizio per vivere nell’eternità.

Il 22 febbraio, salvo ulteriori rinvii, affronterò l’ultima udienza del processo per diffamazione che mi hanno intentato i radicali per due parole: servo sciocco, scritte in un libro di 6 anni fa, il mio primo libro, nel quale io stesso mi definivo servo di Pannella. Quelle due parole erano una metafora, come quelle che usava Carlo Goldoni nelle sue bellissime commedie. Ben altre erano le cose che raccontavo in quel libro, tutte documentate. Tutte vere, quindi, perché per queste non mi è mai stato contestato nulla. La vicenda è stata raccontata da par suo, nel suo blog Stilum Curiae, da Marco Tosatti: IL SILENZIO DI TUTTI, MEDIA CATTOLICI COMPRESI, INTORNO AL PROCESSO PER DIFFAMAZIONE CONTRO DANILO QUINTO (http://www.marcotosatti.com/2018/02/08/la-vergogna-del-silenzio-di-tutti-media-cattolici-compresi-intorno-al-processo-per-diffamazione-contro-danilo-quinto/). Grazie, Marco Tosatti! Così come ringrazio gli altri siti internet che ne hanno parlato (Christus Rex – Agere Contra, Amici della Tradizione Cattolica di Forlì, Anonimi della Croce, Passaparoladesso, Miradouro, Samizdatonline, Messainlatino, Esistenzialmente periferico). Continua a leggere

Condividi

L'EX GIP CARRERI: «IL MIO REINTEGRO FU BLOCCATO DA BELLOMO»

https://www.alganews.it/wp-content/uploads/2018/02/mario-minicelli-cecilia-carreri.jpg

DI MARCO MILIONI

Cecilia Carreri è il giudice vicentino che ben prima della deflagrazione dell’affaire BpVi cercò di fare chiarezza sull’istituto bancario berico pagando il prezzo salatissimo di una esclusione dalla magistratura. Che proprio Carreri (in foto a destra con Mario Monicelli, oggi scomparso) ritiene illegittima tanto da avere avviato un contenzioso per il reintegro.

CONTINUA SU:
https://www.alganews.it/2018/02/09/lex-gip-carreri-mio-reintegro-fu-bloccato-bellomo/ Continua a leggere

Condividi

Verona – Centro accoglienza senza "Sky" Scoppia rivolta degli immigrati

Un gruppo di 20 profughi si è riunito all’esterno del Cas dove ha dato vita alla protesta con tanto di cartellone
di Simona Dirutigliano
Questa ancora mancava e per quanto assurdo possa sembrare, è tutto vero. È accaduto a Trevenzuolo presso il Cas di Roncolevà, nel veronese.
Come riporta la Gazzetta di Mantova, ieri mattina un gruppo di 20 profughi si è riunito all’esterno del Cas dove ha dato vita alla protesta con tanto di cartellone – un pezzo di cartone – sul quale i migranti hanno scritto: “Non vogliamo l’Anastasia” ovvero la coordinatrice della cooperativa. Come se non bastasse gli esuli hanno anche ben pensato di manomettere il contatore dell’energia così da bloccare il cancello, bloccato anche con carrelli ed un dondolo da giardino, e quindi impedire agli operatori di entrare.
È stato necessario l’intervento del comandante della stazione dei Carabinieri di Isola della Scala che, attraverso un interprete, ha convinto i migranti a calmarsi spiegando le loro motivazioni. Partite di calcio su Sky e il cibo, questi i problemi. Islao Petrarca presidente della cooperativa versoprobo ha deciso di agire ragionevolmente: “Forniamo quello che dobbiamo fornire; anzi, in certi casi, anche di più. Ma non il superfluo. Non abbiamo alcuna intenzione di soddisfare richieste infantili”. Continua a leggere

Condividi

Piacenza, violenze antifasciste: carabiniere cade e lo pestano

Immagini choc da Piacenza, dove era in programma un corteo contro CasaPound. Un carabiniere è stato circondato e pestato dai collettivi
di Claudio Cartaldo
Il carabiniere stava indietreggiando insieme ai commilitoni di fronte alla violenza dei manifestanti quando è inciampato ed è stato circondato dagli antagonisti. Lo hanno colpito con calci, pugni e bastoni.
Poi usando lo scudo lo hanno pestato con violenza in faccia. Solo dopo qualche interminabile secondo il militare è riuscito a sottrarsi al linciaggio. Ferito, è stato portato all’ospedale per curare i diversi traumi riportati (guarda il video choc).
Piacenza ha vissuto lunghi minuti di tensione. Al corteo antifascista erano presenti giovani, immigrati, centri sociali e lavoratori. Molti di loro armati di aste e sassi. L’occasione era l’apertura in città della prima sede di CasaPound (“La faremo chiudere”, cantavano in coro i manifestanti). Il corteo è partito dalla stazione ed era diretto verso il centro. Il questore aveva autorizzato un percorso stabilito, ma i manifestanti hanno cercato di deviare e ne sono nati scontri con le forze dell’ordine. La polizia è stata costretta a reagire agli attacchi con lacrimogeni e colpi di manganello. “Via fascisti e polizia”, hanno urlato i collettivi. La tensione è salita ancor di più una volta arrivati in centro. Ed è qui che il carabiniere è finito vittima del raid ed è finito in ospedale per i numerosi traumi riportati. Anche un giornalista è stato ferito da un sasso. Continua a leggere

Condividi

Macerata, sinistra infoiba il ricordo. Cori choc: "Ma che belle son le foibe"

Un fine settimana in cui i cortei di Macerata e Piacenza si sono trasformati in violenze e negazionismo della tragedia delle Foibe. Ecco la dimostrazione di chi sono realmente i democratici, pluralisti e benpensanti in Italia…(N.d.R.)
Cori choc contro le vittime delle foibe durante la manifestazione antifascista di Macerata: “Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”
di Giuseppe De Lorenzo e Marco Vassallo
“Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”. Inneggiano alla tragedia degli italiani esuli dell’Istria e della Dalmazia.
E lo fanno durante quello che dovrebbe essere un corteo antifascista, contro la violenza e le discriminazioni. Durante la manifestazione a Macerata contro la folle caccia all’immigrato di Luca Traini, la sinistra ci casca ancora. E sulle note di una canzone della Carrà, gli antagonisti di “Aktion Antifaschisriche” e i centri sociali del Nord Est deturpano il Ricordo di chi fuggì dalle vessazioni del regime di Tito. Vicino a loro (senza intonare il canto) sventolano le bandiere dell’Anpi, di Emergency, di Libera, della Fiom, dell’Arci, di Rifondazione comunista, di Potere al popolo e di alcune associazioni di migranti. Continua a leggere

Condividi

Damasco, 'mostruosa aggressione Usa'

 © EPAIn attacco est Siria uccisi ‘decine membri forze popolari’

 
(ANSAmed) – BEIRUT, 8 FEB – Il governo siriano ha condannato con forza “la mostruosa aggressione” compiuta nella notte dalla Coalizione internazionale a guida americana e ha chiesto l’intervento dell’Onu.
CONTINUA SU http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2018/02/08/damasco-mostruosa-aggressione-usa_1e167212-d5c3-4911-abe4-359b7967bbe0.html
Continua a leggere

Condividi

L'Ong "legata" a Soros ha scelto: "Votate Bonino"

L’Ong “Avaaz” ha invitato i romani a votare per Emma Bonino. Il seggio è conteso per il centrodestra da un esponente pro life. Ecco lo scontro in corso
di Francesco Boezi
Avaaz è una Ong che si occupa di principalmente di diritti umani.
In vista delle elezioni politiche italiane, questa piattaforma fondata a New York nel 2007 ha pubblicato questo post: “Voti a Roma? Poche centinaia di voti potrebbero decidere chi ci rappresenterà in Senato. La campionessa dei diritti civili Emma Bonino del centrosinistra sfida l’organizzatore del Family Day Federico Iadicicco di Fratelli d’Italia. Ogni voto sarà pesantissimo!”, viene sottolineato su Facebook. L’endorsement, ovviamente, è del tutto legittimo.
L’organizzazione in questione, insomma, ha direttamente invitato gli elettori romani a preferire la candidata della coalizione di centrosinistra al candidato della coalizione di centrodestra nel collegio di Roma1, che è valido per il Senato della Repubblica. Continua a leggere

Condividi

Spacciatori liberi in poche ore col decreto del governo Pd – "Nove sudieci sono di colore" racconta un giudice

“Nove su dieci sono di colore” racconta un giudice. E con lo “svuotacarceri” i pusher non sono punibili
di Luca Fazzo
Dai quartieri della movida milanese alle stradine del centro di Macerata, dai quartieri spagnoli di Napoli alla campagna veneta: l’homo novus del crimine in Italia è lo spacciatore di droga venuto dall’estero, il pusher senza volto e senza storia che vende morte sulle piazze della Penisola.
Presenze ormai note, frammenti del paesaggio urbano. Tutti, o quasi, stranieri; e di questi tutti, o quasi, clandestini. Da Nord a Sud, ogni città ha il suo quartiere in mano alle bande della «roba», noto a tutti. Forze dell’ordine comprese.
Quanti sono, i colleghi di Innocent Oseghale, il nigeriano che ha fatto a pezzi Pamela Mastropietro, innescando il delirio nazista di Luca Traini? Quanti sono i «cavalli» maghrebini o centrafricani che come Oseghale vivono unicamente vendendo eroina, cocaina, marijuana, ecstasy, tutte le schifezze disponibili nei mercati a cielo aperto delle periferie italiane? Il numero è incalcolabile, ma certamente si parla di migliaia di persone: tutti maschi, tutti giovani. Per tre etnie, secondo l’ultimo rapporto Istat, vendere droga è al primo posto nei delitti preferiti: sono albanesi, marocchini e tunisini. Ma i primi hanno in mano le leve del grande traffico, mentre per gli arabi il vero affare è il retail, il commercio al minuto. E lo stesso vale anche per nigeriani, gambiani e senegalesi, che non compaiono nel rapporto Istat ma compaiono invece nelle gabbie dei processi per direttissima che giornalmente intasano i tribunali italiani. «Su dieci arrestati per droga che mi vengono portati davanti – racconta un giudice milanese – nove sono di colore». E i mattinali con gli arresti della Volante confermano: a finire in manette per droga sono solo extracomunitari. Continua a leggere

Condividi

Macerata, nigeriano spaccia a studente minorenne. Guarda chi è…

Trovato con la droga in casa, “il giudice, convalidato l’arresto, ha deciso di non applicare alcuna misura e il 29enne è tornato libero”

Macerata, spaccia ad uno studente minorenne, nigeriano finisce in manette. Ma evidentemente poco dopo è già fuori, visto che la notizia, vecchia (è datata 4 febbraio 2017 ed è apparsa su giornale on line Cronachemaceratesi.it), riguarda un “richiedente asilo” a nome Innocent Oseghale, il nigeriano arrestato per aver fatto a pezzi Pamela Mastropietro!
L’uomo, anzicché essere espulso, era dunque già stato arrestato per spaccio ma, riferisce il giornale telematico, il giorno dopo “era tornato libero al termine dell’udienza di convalida svolta al tribunale di Macerata”. Come se non bastasse, a casa dell’uomo gli agenti avevano trovato “quattro involucri in cellophane, nascosti nelle tasche di un paio di pantaloni che erano in un armadio. Gli involucri, termosaldati, contenevano 22 grammi di marijuana. Il 29enne è stato arrestato e messo ai domiciliari. Il giudice, convalidato l’arresto, ha deciso di non applicare alcuna misura e il 29enne è tornato libero”.
E nonostante tutto questo, in barba alla vendita di veleno ai ragazzini delle scuole, ai Giardini Diaz, Oseghale era ed è ancora in Italia. Se anziché essere una tragedia, questo fosse uno sketch di Crozza verrebbe da dire: “Cosa aspettano a rimpatriarlo, che ammazzi qualcuno? Ah, no…”.

Continua a leggere

Condividi

«Verona sottovaluta e nega mafia»

https://www.vvox.it/wp-content/uploads/2016/11/mafia.jpg

Noi, in particolare con l’impegno del nostro Responsabile Matteo Castagna, sin dal 2014. lavoriamo per denunciare ciò che ci appare anomalo, sebbene vi sia una certa percezione di impotenza e, certamente, di sottovalutazione del fenomeno e della “mentalità mafiosa” che è l’anticamera del sistema mafioso. Forse si deve alla trasmissione Report il grosso merito di aver sollevato il problema al grande pubblico. (N.d.R.)

La mafia a Verona? Sottovalutata e minimizzata ai livelli del negazionismo. Questa, scrive Laura tedesco sul Corriere del Veneto nell’edizione di Verona a pagina 4, la relazione finale della Commissione parlamentare Antimafia emessa in seguito alla missione effettuata in terra scaligera a fine marzo 2015. Il documento tutt’ora in fase di discussione e approvazione, raccoglie le analisi di 4 anni di lavoro sull’intero territorio nazionale. Tra le province venete Verona è l’unica espressamente citata. Secondo la relazione clan e cosche si sarebbero ormai infiltrate profondamente nel tessuto imprenditoriale veronese. Un allarme già lanciato nel 2015 dalla presidente dell’Antimafia Rosy Bindi e che aveva suscitato le dure reazioni dell’allora sindaco Flavio Tosi.

Il documento denuncia un atteggiamento generalizzato incline alla sottovalutazione del fenomeno, al punto da sconfinare nel negazionismo. Verona infine figura anche nell’elenco Dia delle otto città italianemaggiormente interessate dalla presenza della mafia nigeriana che gestisce traffici di droga e di esseri umani. Per quanto riguarda il Veneto più in generale, la Commissione punta invece il dito contro il mancato coordinamento e scambio di informazioni tra le attività investigative delle procure circondariali e le procure distrettuali.
Fonte: https://www.vvox.it/2018/02/07/commissione-verona-mafia-sottovalutata-negata/ Continua a leggere

Condividi
1 23 24 25 26 27 28 29 31