…E COSÌ DISCRIMINANO LE FAMIGLIE…
Scelta nata dalla richiesta di una coppia omosessuale. Altri genitori protestanofonte – http://www.ansa.it/lazio/notizie/2018/04/28/via-festa-mamma-e-papa-discrimina-gay_0fd90afa-1dfa-48ed-8bd7-8fd135b00fc2.html
…E COSÌ DISCRIMINANO LE FAMIGLIE…
Scelta nata dalla richiesta di una coppia omosessuale. Altri genitori protestanofonte – http://www.ansa.it/lazio/notizie/2018/04/28/via-festa-mamma-e-papa-discrimina-gay_0fd90afa-1dfa-48ed-8bd7-8fd135b00fc2.html
Di Lucia Rezzonico
Un durissimo colpo alla ong Amnesty International dopo che sette manager hanno rassegnato le dimissioni in seguito ad un rapporto di KonTerra Group: “Serve un cambiamento strutturale”

“Tutte le informazioni in questi articoli, riguardanti Rosneft, non corrispondono alla realtà, sono bugie che hanno l’obiettivo di danneggiare la reputazione aziendale”, si legge nel comunicato.
Rosneft si è rivolta alla redazione de La Stampa e del giornale L’Espresso con la richiesta immediata di confutare queste disinformazioni e in casi di danno intende far valere i propri diritti in tribunale, si legge nel comunicato. Continua a leggere
Lisbona, 23 feb – Dopo la grande crisi del 2008 che ha portato le economie del mondo occidentale sull’orlo del collasso, ci è stato detto che l’unica possibile risposta, inevitabile e necessaria, era quella di intraprendere la strada dei tagli alla spesa pubblica e dei sacrifici, in una sola parola austerità.
In ogni nazione si sono visti tagli ai servizi pubblici, riduzioni degli stipendi, congelamento degli aumenti sulle pensioni e privatizzazione selvaggia di aziende o beni di proprietà statale.
Non si è salvato da questo destino il Portogallo, uno dei paesi più colpiti dalla profondissima crisi economica, che nel 2011 è stato costretto a ricorrere al programma di Bailout del Fondo Monetario Internazionale, ovvero trovandosi impossibilitato a finanziare il proprio debito pubblico il Portogallo ha ottenuto dalla Troika (ovvero la Commissione Europea ed la Banca Centrale Europea oltre al già citato Fmi) un prestito di 78 miliardi di euro, in cambio di una riduzione drastica della spesa pubblica ed un taglio importante su salari e pensioni.
Nel giro di soli due anni, il governo guidato da Pedro Passos Coelho a capo di una coalizione fortemente europeista formata da socialdemocratici e popolari, ha tagliato i fondi per educazione, sanità e servizi sociali di quasi il 20%. Ovviamente la mancanza di investimenti e di fiducia, unita al deterioramento delle condizioni di vita ha ulteriormente peggiorato la situazione. La disoccupazione ha toccato picchi del 17,5%, il tasso di povertà è cresciuto a dismisura e il numero di imprese insolventi e costrette alla chiusura è aumentato al ritmo del 40% all’anno. Continua a leggere
Massoneria e massoni famosi, la lettera del Gran Maestro Stefano Bisi all’arcivescovo di Palermo

Pubblichiamo la lettera del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi a Corrado Lorefice arcivescovo metropolita di Palermo.
Il movimento “Cara Italia” lotta contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Il loro sogno? “Un’Italia multiculturale”
A firmarne il “programma” è Stephen Ogongo, giornalista e originario del Kenya. Arrivato nel Belpaese ormai 25 anni fa, nel suo curriculum vanta l’insegnamento alla Università Gregoriana. All’età di 44 anni ha due figlie ed è caporedattore di 10 testate del gruppo “Stranieri in Italia”. Lo scorso ottobre su Facebook ha dato vita a una pagina per sponsorizzare il movimento “Cara Italia“. Le seimila adesioni raccolte, secondo quanto scrive Repubblica, potrebbero presto portare alla nascita di un vero e proprio partito. Il movimento, spiega Ogongo a Rep, “ha come protagonisti gli immigrati e gli italiani che lavorano insieme contro il razzismo e tutte le altre forme discriminazioni. Una casa comune per cercare di mettere insieme associazioni, organizzazioni, gruppi che si occupano dei diritti dei nuovi italiani“. Continua a leggere
Messina, 22 feb – Ennesimo sfregio alla memoria di coloro che versarono il sangue in guerra. E’ successo a Messina, dove il monumento ai caduti della Batteria Masotto è stato imbrattato con una scritta che vergognosa è dire poco: “Fanculo la Patria”.
Come riportato dalla Gazzetta del Sud, sarebbero stati gli anarchici gli autori dello sfregio infame sul gruppo scultoreo risalente alla fine dell’Ottocento. Il gruppo avrebbe agito la notte, come di consueto, in vista dell’imminente commemorazione della Battaglia di Adua, in programma come tutti gli anni il primo di marzo. La reazione del sindaco di Messina Cateno De Luca non si è fata attendere: “Offendere la memoria degli eroi che hanno perso la vita per consentirvi di nascere e bestemmiare denota che siete degli ingrati e senza un briciolo di umanità”. Il primo cittadino ha precisato che vi sarà un immediato intervento della società comunale Messina Servizi per cancellare il graffito.
Torna ad aggirarsi nelle procure l’ossessione del saluto romano, con buona pace anche delle sentenze di Cassazione che più volte hanno ribadito che in determinati contesti non è affatto reato. In particolare, si segnalano due inchieste a Milano, una delle quali arrivata già a una condanna, un’informativa inviata alla procura di Padova e un’indagine della procura federale di Savona per un braccio “sospetto” nella foto di una squadra di prima categoria.
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fonte – http://www.secoloditalia.it/2019/02/allarmi-son-fascisti-nelle-procure-riparte-lossessione-per-il-saluto-romano/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook
Alexandre Benalla, l’ex responsabile della sicurezza del presidente Emmanuel Macron, torna a fare tremare i muri dell’Eliseo. Questa volta a colpire duro la presidenza francese è il Senato. La commissione d’inchiesta che indaga sull’affaire Benalla ha infatti consegnato un rapporto di venti pagine in cui di parla apertamente di “importanti disfunzioni” nel sistema di sicurezza dell’Eliseo.
Secondo la stampa francese, l’ex guardia del corpo di Macron e responsabili della sicurezza era in realtà “l’anello debole della sicurezza del capo dello Stato”. Ma non solo, la commissione del Senato ha puntato il dito direttamente contro l’Eliseo, che a suo dire ha dato un’importanza “eccessiva” a Benalla, mentre nessuno dell’organizzazione della sicurezza ha saputo contenere le azioni dell’uomo. Per la commissione d’inchiesta, Benalla ha rappresentato una vera e propria “fonte di fragilità per il dispositivo di sicurezza”. Anzi, per i senatori francesi l’uomo ha esercitato “una funzione essenziale all’organizzazione e alla gestione della sicurezza del presidente della Repubblica” con il “rischio di disturbare il funzionamento normale” delle attività della sicurezza dell’Eliseo. Continua a leggere
A partire da mercoledì scorso, due posti di blocco mobili stanno ora funzionando vicino al campo di Rukban in Siria, dove 40.000 persone sono bloccate dai miliziani appoggiati dagli USA.
Più di 220.000 rifugiati siriani sono tornati nei loro luoghi di residenza precedente con il sostegno dell’esercito russo, ha comunicato il capo del Centro russo per la riconciliazione dei partiti in guerra in Siria, Sergey Solomatin.
“Il ritorno dei rifugiati nei loro precedenti luoghi di residenza continua. Con l’aiuto del Centro russo per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria, sono stati aperti dieci posti di controllo, tra cui un posto di blocco aereo e uno marittimo, al 20 febbraio 2019, 222.884 persone sono tornate a casa”, ha riferito Solomatin.
Ha aggiunto che da mercoledì scorso, due posti di blocco mobili stanno ora funzionando vicino al campo di Rukban in Siria, all’interno della zona di 55 chilometri attorno alla base militare statunitense di Al-Tanf.
Insieme ai militari russi, i membri della Mezzaluna rossa araba siriana sono di stanza ai checkpoint, pronti a fornire assistenza medica ai rifugiati che lasciano il campo di Rukban.
In precedenza, un portavoce del ministero della Difesa russo ha affermato che i profughi del campo di Rukban si trovano “in condizioni disumane” e hanno esortato a permettere l’uscita almeno alle donne e ai bambini dal campo. Continua a leggere
“Sono guarita e non sono più lesbica”. Polemiche a Biella per l’incontro con la giornalista
L’Università non concede più la sala per il dibattito contestato dall’Arcigay. Il presidente di Città Studi: in contrasto con i nostri principi educativi
“Perché non sono più lesbica”. Queste parole, scritte sui volantini con tanto di attestazione “Avviso sacro” per annunciare l’evento con relatrice la giornalista Nausica Della Valle che hanno tappezzato la città di Biella, hanno fatto montare le polemiche. Tanto da richiederne, e ottenere, la revoca.
L’evento, infatti, era stato organizzato dal gruppo “Cristiani uniti per servire Biella” per il 2 marzo nei locali della città Studi di Biella, ma la scelta del locale non è stata proprio accettata perché a detta secondo alcuni, farebbe passare un messaggio sbagliato approfittando della credibilità di uno dei poli di cultura industriale più importanti d’Italia che coinvolge anche una sede universitaria. Continua a leggere
IL RISVEGLIO DI ALCUNI PARROCCHIANI
fonte – https://www.cronacaora.it/2019/02/21/balli-tribali-in-chiesa-fedeli-in-rivolta-scomunicate-il-prete/
Mancano 100 giorni dalle europee che dovranno tenersi fra il 23 e il 26 maggio 2019, saranno le elezioni più cruciali dall’istituzione del Parlamento Europeo nel 1979.
— Per adesso non c’è ancora quasi nessun tipo di discussione sul merito specifico delle elezioni europee. Siamo in campagna elettorale ma di politica europea stiamo discutendo molto poco. Per essere soddisfatto io vorrei vedere un dibattito molto più approfondito e accurato sulle tematiche europee e questo non è ancora presente. Continua a leggere
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Per la Corte dei Conti, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, a Palazzo Vecchio rimarrebbero “gravi irregolarità” che generano “oltre all’inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. I giudici contabili, si legge ancora sul quotidiano diretto da Marco Travaglio, “contestano all’ente toscano l’impiego di fondi di riserva per le spese correnti non ricostituiti alla fine del mandato e di avere rinviato 152 milioni di crediti diventati oggi inesigibili”.
Lo scorso 31 luglio la Corte dei Conti avrebbe recapitato all’attuale sindaco di Firenze, Dario Nardella, un’ordinanza con cui invita l’ente ad “adottare entro sessanta giorni i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio”.