Eutanasia. Parla de Mari: «73% favorevole? Se sapessero come si muore il dato sarebbe diverso»

Il 73% degli italiani sarebbe favorevole all’eutanasia. Ad affermarlo è una recente ricerca dell’Eurispes. Se però si va a discernere i criteri di ricerca e i contenuti specifici delle singole domande, si scopre una realtà un po’ diversa. Almeno il 60% degli italiani, ad esempio, si dichiarano contrari al suicidio assistito, diverso dall’eutanasia soltanto nella modalità ma non certo nella sostanza. Senza contare le innumerevoli riserve espresse da quel 73% di favorevoli, vi è addirittura un 77,5% di intervistati che ammetterebbe l’eutanasia soltanto in caso di «coma irreversibile», ovvero di morte cerebrale, considerata dalla maggior parte della letteratura scientifica come morte tout court.
Anche se i dati Eurispes non si prestassero a così tanti equivoci e ambiguità, rimarrebbero comunque molto discutibili. Ne è convinta la dottoressa Silvana De Mari, medico, blogger, scrittrice e attivista pro life. A colloquio con Pro Vita, la De Mari ha sostenuto che il parere degli italiani sull’eutanasia cambierebbe notevolmente segno, se si mostrasse loro gli effetti di un’agonia per disidratazione procurata, mediante la quale furono fatte morire Terry Schiavo ed Eluana Englaro. Continua a leggere

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Perché Alcide De Gasperi non fu cattolico

RITRATTO DI UN MODERNISTA

La ostentata esaltazione che certa stampa (in occasione della sua morte – anno 1954, ndR) ha fatto della figura dell’on. De Gasperi come preteso statista cattolico, ci obbliga a ristabilire la verità, con precise e documentate contestazioni. Con questo non intendiamo indagare se e quanto De Gasperi sia stato in buona fede, nella sua maschera – poiché tale e non altro era – di uomo politico cristiano: non usiamo mai affermare la buona o la mala fede di alcuno. Possiamo solo, e lo facciamo ben volentieri, riconoscere che grandissima parte di coloro che hanno appoggiato l’azione politica del De Gasperi e del suo Partito sono stati presumibilmente in buona fede. Noi abbiamo sempre criticato, su questo giornale e su altre pubblicazioni, alcune delle quali di una certa mole, l’opera del defunto capo della Democrazia Cristiana. Ci limitiamo dunque, per documentare la realtà agli ormai numerosi nostri lettori, a riassumere i motivi principali delle passate nostre critiche. Lo faremo con una certa schematicità cronologica, e con concisi commenti che servano ad illuminare quale sola poteva e può essere una posizione politica basata sul Cattolicesimo.

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/1049-perche-alcide-de-gasperi-non-fu-cattolico.html

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«Mattarella revochi l'onorificenza al sanguinario maresciallo Tito»

Lo ha chiesto anche il nostro Matteo Castagna durante la trasmissione Facebook di Nicola Pasqualato “Opzione Benedetto TV” di ieri alle 14.30

La notizia è destinata a stupire chiunque ancora la ignori: Josip Broz Tito, il sanguinario “Maresciallo Tito”, è ancor oggi Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato di Gran Cordone. Il titolo onorifico più elevato della Repubblica Italiana. A conferirlo è stato l’allora capo dello Stato Giuseppe Saragat, nel 1969. Sul sito della Presidenza della Repubblica appare ancora l’onorificenza concessa a Tito, responsabile dei crimini commessi nelle terre istriano-dalmate, dalle foibe all’esodo dei profughi.
A chiedere all’attuale presidente della repubblica, Sergio Mattarella, di togliere una così infamante onorificenza sono due consiglieri comunali di Trieste, città tra le più coinvolte e quindi sensibili al dramma delle foibe e dell’esodo istriano-dalmata: Paolo Rovis del Nuovo Centrodestra e Claudio Giacomelli di Fratelli d’Italia.

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FONTE – http://www.secoloditalia.it/2015/02/grande-cocomero/

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Si sveglia anche la Spagna: a Madrid adunata sovranista contro il governo

 

 Sono oltre duecentomila, secondo alcuni media spagnoli, le persone scese in piazza a Madrid per la manifestazione contro il governo di sinistra del premier Pedro Sanchez e la sua decisione di nominare un relatore che medi tra il suo governo e quello catalano. Con lo slogan “Per una Spagna unita, elezioni ora” i manifestanti reclamano le dimissioni del governo di Sanchez e la convocazione di un voto legislativo anticipato. Alla manifestazione, convocata dal centrodestra (Partito poplare, Ciudadanos e Vox) ha deciso di partecipare l’ex premier francese e candidato alla carica di sindaco di Barcellona, Manuel Valls. Su Twitter, l’ex premier ha spiegato di voler essere a Madrid per “difendere la Costituzione e l’unità della Spagna”. “Senza dilemmi o complessi – aggiunge – perché siamo in un momento storico”.

fonte – http://www.secoloditalia.it/2019/02/convocata-dalla-destra-e-dallestrema-destra-pp-ciudadanos-e-vox/

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Una ragazza istriana

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
Vorrei raccontarvi una storia dolce e cruenta, tragica e lieve. E vera. Mi telefonò un’anziana signora, presentandosi come profuga giuliana e chiese di incontrarmi perché voleva darmi dei documenti sulla guerra civile del ‘45. Chiese d’incontrarmi di mattina, perché così sarebbe sfuggita al controllo di figli e nipoti, mi disse col tono complice di un’adolescente. Ci incontrammo in un caffè. Stringeva tra le mani il giornale su cui scrivo, come un segno di riconoscimento e forse di riconoscenza, e tradiva una cordiale emozione, trattenuta dal garbo di una stagionata educazione. Subito raccontò la storia che le gonfiava il cuore.

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Bergoglio l' immigrazionista: in Vaticano l'incontro segreto con il fondatore della Ong Open Arms

LE MOSSE (PESSIME) DI BERGOGLIO

Papa Francesco, immigrati: in Vaticano l'incontro segreto con il fondatore della Ong Open Arms

fonte – https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13428384/immigrati-papa-francesco-vaticano-incontro-segreto-fondatore-ong-open-arms.html

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Il ricordo e la rabbia. Dopo 36 anni nessuno ha mai pagato per l'omicidio di Paolo Di Nella

 

      

Trentasei anni fa moriva Paolo Di Nella, nel giorno del suo ventesimo compleanno. Colpito di spalle, al cranio, nella notte del 2 febbraio 1983 da due esponenti dell’Autonomia operaia (mentre affiggeva manifesti per restituire ai cittadini del suo quartiere lo spazio verde di Villa Chigi),  Paolo entra in coma per non svegliarsi più. Una morta assurda, “fuori tempo massimo”, per la quale nessuno ha mai pagato il conto con la giustizia.

Un colpo di coda

Era il 9 febbraio 1983: il sapore acre degli anni di piombo, con il suo carico di caduti dall’una e dall’altra parte, sembrava un ricordo del passato, la destra giovanile aveva mosso passi da gigante nel superamento delle contrapposizioni ideologiche, parte della sinistra cominciava a fare autocritica e il dialogo generazionale sembrava a portata di mano. Invece, quel colpo alla nuca è un balzo all’indietro imprevisto e imprevedibile. Continua a leggere

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"Come ultimo rapporteur Onu in Venezuela vi dico: nessuna crisi umanitaria e le sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea sono omicidio premeditato"

. “Chi è morto per la malnutrizione o per mancanza di dialisi o altre medicine è morto per colpa delle sanzioni di Stati Uniti e Unione Europea”

Sulla crisi in Venezuela nessuno più di Alfred de Zayas, laureato ad Harvard, professore di diritto internazionale a Ginevra dal 2007 e unico rapporteur delle Nazioni Unite in Venezuela negli anni della Rivoluzione bolivariana, può essere una voce attendibile nel marasma di fake news in cui siamo immersi in questi giorni.
Abbiamo avuto come redazione dell’Antidiplomatico la possibilità di intervistarlo.
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Disponibile il numero 147 di Sursum Corda del giorno 10 febbraio 2019

Sul sito è disponibile il numero 147 (del giorno 10 febbraio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Sono disponibili gratuitamente anche gli  Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico» .
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 147. Gesù si proclama preesistente ad Abramo;
– Dall’ultima Festa dei Tabernacoli, fino all’ultima Festa della Dedicazione;
– Sant’Apollonia, invocata contro il mal di denti;
– Orazione di San Cirillo di Alessandria, Dottore;
– Pio XII, San Cirillo di Alessandria e l’ecumenismo;
– Preghiera a San Giovanni de Matha;
– San Tommaso: Sottomissione degli Imperatori alla Chiesa di Roma;
– Preghiera a San Romualdo, Abate;
– Alcuni fatti miracolosi su Gesù Bambino, parte 5;
Dizionario di Eduzione Storico-Ecclesiastica in DVD+R .
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-147.html

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J. M. Bergoglio e l’educazione sessuale


Il 28 gennaio 2019, durante il viaggio in aereo di ritorno dalla “Giornata mondiale della Gioventù” (GMG) svoltasi a Panama, J.M. Bergoglio, come è ormai sua abitudine, ha elargito una perla delle sue solite interviste. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha parlato del “sesso” e dell’educazione sessuale. Evidentemente tali parole di Bergoglio non pretendono essere l’espressione di un magistero solenne e infallibile; esprimono tuttavia il suo pensiero manifestato nella sua maniera tipica di abbordare questioni delicate, che andrebbero affrontate con estrema attenzione e competenza, ma che invece sono presentate con una naturalezza dissacrante e riassunte in poche battute. Egli si esprime piuttosto come dottore privato, ma nell’immaginario collettivo le sue parole sono comunque recepite come parole del Papa e hanno forse molta più influenza di tanti documenti ufficiali poiché “lo ha detto il Papa” “quindi si può fare… quindi non c’è niente di male…”.
Lo scopo di quest’articolo è mettere a confronto le parole di “Francesco” con l’insegnamento ortodosso dei Papi “preconciliari”, e fare qualche semplice riflessione.
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Migranti, drastico calo degli sbarchi nel 2019, -95,7%

Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In Sardegna nessun arrivo, in Calabria calo dell’82%, in Sicilia del 96%
Drastico calo degli sbarchi di migranti in Italia in questo primo scorcio del 2019: dal primo gennaio ad oggi le persone sbarcate in Italia sono state 202 contro le 4.731 dello stesso periodo dell’anno scorso, con una diminuzione del 95,73%. Lo si apprende da fonti del Viminale.
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fonte:http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/02/09/migranti-drastico-calo-degli-sbarchi-nel-2019-957_f62b3ec4-4012-4b81-a4cb-16deeb189a14.html

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Se Salvini vince in Abruzzo nessuno lo ferma più

di Paolo Becchi su Libero, 07/01/2019


Domenica si vota in Abruzzo. Una Regione con quasi un milione e mezzo di abitanti, centrale dal punto di vista geografico ma economicamente molto legata all’Italia meridionale. Le votazioni in questa Regione sono il primo vero test elettorale dopo le elezioni politiche. E questo spiega perché Centrodestra, Centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle diano così tanto peso a queste elezioni.
Che cosa è veramente in gioco? Che cosa spinge in particolare Matteo Salvini ad andare ben sette volte in questa Regione ed ora, già presente sul territorio, a fermarsi lì sino a un giorno prima del voto? Che cosa spinge Berlusconi a scendere anche lui nella Regione per partecipare (oggi a Pescara) a un evento e con Salvini e Meloni e farsi una foto insieme?
Partiamo da questa ultima domanda che è la più semplice. È ovvio, Berlusconi vuol dare l’impressione che nulla sia cambiato, che il Centrodestra è sempre quello di un tempo e che vince quando è unito. Parole. In realtà Berlusconi si è mosso perché se Forza Italia in queste elezioni regionali finisce sotto la soglia del 10% questo vuol dire che il processo di esaurimento del suo partito è ormai irreversibile. I sondaggi gli dicono che potrebbe anche farcela a sfiorare quella soglia ed è per questo che Berlusconi ha deciso di partecipare alla chiusura della campagna elettorale. Ma questo sarà eventualmente solo un piccolo segnale di vita del suo partito. Salvini può aspirare a portare le Lega oltre il 25% dei consensi e quindi ormai il confronto con Berlusconi non esiste più. Berlusconi cerca solo di salvare la faccia. Continua a leggere

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I sacerdoti nei campi di concentramento titini

Segnalazione del Centro Studi Federici
A pochi giorni dal giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo ddelle popolazioni giuliane, istriane e dalmate, pubblichiamo alcune pagine tratte dal volume “Sopravvissuti alle deportazioni in Jugoslavia” (AA.VV., Bruno Fachin Editore, 1997). Si tratta della testimonianza del padre Albino Simpliciano Gomiero: “Erano venuti a prendermi in convento”, in particolare il paragrafo: “ Le messe clandestine”.   
(…) La prima domenica di quaresima (23 febbraio 1948) mi svegliai presto. Sentii mio vicino di destra, il Padre Kreso, stava pregando. Era sdraiato su un fianco e mi voltava le spalle. Dopo il segnale della sveglia vidi che passava agli altri qualcosa in un fazzoletto bianco. Nel fazzoletto c’era una scatola, ognuno prendeva qualcosa e la metteva in bocca. Padre Kreso la passò pure a me. “Se vuoi comunicarti…”. La Comunione! Cristo in carcere! Il Signore in galera con noi! La scatola conteneva pezzetti di pane. Padre Kreso aveva celebrato. ”Attenzione! Che non ti veda il serbo sobni starjesina, e attenzione anche al prete ortodosso!”. Mi comunicai e passai il Santissimo agli altri. Mi spiegò più tardi padre Eterovic, il poliglotta che studiò a Gerusalemme, che ogni domenica facevano così, quando ricevevano dai pane genuino e uva passa: a turno, un sacerdote celebrava la messa consacrando il vino estratto dall’uva passa. Niente paramenti sacri e candele. Il calice era un barattolo di conserva, la pisside, una piccola scatola; il messale, alcune paginette di carta igienica che riportava per esteso la messa della Madonna “Salve, Sancta Parens”, scritta a matita. Quanta tristezza invadeva i nostri cuori quando giungeva ai nostri orecchi il suono di una campana che annunciava il giorno del Signore. Continua a leggere

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