Ucraina, Stalin fece 7 milioni di morti. Ma nessuno ne parla

 Tutta l’Ucraina celebra in questi giorni uno dei più grandi, forse il più grande, olocausto del Novecento, l’Holodomor, che letteralmente significa “morte per fame”. Di che si tratta? In Europa, e ancora meno in Italia, non si è mai parlato di quello che è uno dei più grandi crimini del comunismo, che al pari di altri, continua a essere sistematicamente oscurato dalla storiografia e dai media. La strage avvenne dal 1929 al 1933, governante Stalin, e ancora oggi è incerto il numero delle vittime: le fonti più attendibili fanno variare il numero dei morti da 7 a 10 milioni, anche se altre fonti riducono la cifra a 4/5. L’Unione Sovietica ha sempre messo la sordina alla vicenda, e anche dopo la guerra Onu, Ue, Nato e le altre organizzazioni sovranazionali non hanno mai ricordato la vicenda. Solo in Ucraina la ricorrenza è annualmente ricordata, proprio negli ultimi giorni di novembre. Purtroppo, ad oggi, solo 23 Paesi e il parlamento europeo hanno riconosciuto l’Holodomor come genocidio. Molti Paesi, tra cui l’Italia, non lo hanno ancora fatto.

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Che cosa pensa Alberto Bagnai (Lega) di manovra, regole europee e Francia

Ecco l’intervento a Palazzo Madama di Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, economista e senatore della Lega, sulla manovra
«Un saldo del 2,4% sarebbe andato benissimo in termini di sostenibilità. Ciò che infastidisce l’Europa è che ora abbiamo meno subalternità». Così Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, oltre che mente economica della Lega, è intervenuto nell’Aula di Palazzo Madama sulla manovra del governo.
Dopo una trattativa con Bruxelles, il rapporto deficit/pil, inizialmente fissato dall’esecutivo al 2,4%, è stato livellato al 2,04%. Una mossa che l’opposizione ha bollato come una retromarcia. La maggioranza, per bocca di uno dei suoi più autorevoli esponenti in campo economico, ha contrattaccato.
Due i bersagli scelti dall’economista e senatore leghista: l’Europa stessa e i precedenti governi, giudicati succubi di Bruxelles.
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L’inglese “Guardian”: «Boom di calendari del Duce. L’Italia vuole l’uomo forte»

Ci sarà pure un motivo, uno solo, capace di spiegare perché più ci allontaniamo temporalmente dal fascismo e più cresce la curiosità intorno al suo fondatore, Benito Mussolini. Eppure i sette decenni e passa trascorsi dalla fine del regime e dalla guerra perduta sono stati tutti scanditi nel segno della demonizzazione del Duce e alla sua damnatio memoriae. Evidentemente, qualcosa dev’essersi inceppato se a dispetto del tempo persino all’estero oggi c’è chi – è il caso del britannico Guardian -, in un articolo («Regali per gli amici fascisti») ispirato dal boom di vendite dei calendari di Mussolini, si interroga sul crescente interesse degli italiani nei confronti del Duce.
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Bergoglio nega Immacolata Concezione: "Maria non è nata in santità

Nei suoi auguri di Natale ai dipendenti della Santa Sede il 21 dicembre, papa Francesco ha parlato di Nostra Signora e di San Giuseppe nel Presepe come “straripanti di santità e quindi di gioia”.
Ha proseguito: “E voi mi direte: per forza! Sono la Madonna e San Giuseppe! Sì, ma non pensiamo che per loro sia stato facile: santi non si nasce, si diventa, e questo vale anche per loro.”
Secondo la dottrina Cattolica, Nostra Signora è stata concepita senza peccato originale e pertanto nata in santità. Francesco è noto per parlare spesso senza pensare.
fonte – https://gloria.tv/article/94DMeo3YTHFp1kcFAgMzTAYuB

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Il problema dell’Italia non è il debito ma gli interessi


di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 27/12/2018


Lo scopo di questo articolo è confrontare il tanto rumore per nulla delle manovre economiche attuali, con quelle del passato, quando il governo italiano consentiva all’economia di funzionare davvero, grazie al fatto che teneva basse le tasse e faceva investimenti pubblici.
La manovra finanziaria attuale lascia perplessi dal punto di vista economico perché alla fine il risultato da quel punto di vista è praticamente irrilevante. Vale a dire non è costruita pensando alla crescita del Paese. L’economia italiana negli ultimi dieci anni ha perso il 9% del Pil, con la recessione del 2008/9 e poi quella del 2012, una perdita che ha recuperato solo in una piccola parte. E la nuova manovra, nella sua ultima formulazione, non indica un concreto cambio di direzione. Insomma, doveva essere una manovra espansiva e invece così non è.
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Marcello Veneziani: “Certo, sconforta vedere sotto Natale le chiese vuote, ma ancor più sconforta l’annuncio dei saldi di fine cristianità”.

Il destino delle nostre Chiese vuote, il Papa annuncia che i luoghi sacri, senza fedeli, vanno riconvertiti per l’accoglienza.
Alle soglie di Natale la Chiesa annuncia che chiuderà per mancanza di preti e di fedeli. Non era mai capitato di sentire una cosa del genere, e non da gente qualunque o da un sacerdote irriverente ma dal Vicario di Cristo in terra, il Papa in persona. Molte chiese, ha detto Bergoglio, «fino a pochi anni fa necessarie, ora non lo sono più, per mancanza di fedeli e di clero». La Chiesa deve adattarsi ai tempi cambiati, ha proseguito Francesco, deve dismettere le chiese e aiutare i poveri, giacché «non ha valore assoluto il dovere di tutelare e conservare i beni culturali della Chiesa, perché in caso di necessità devono servire al maggior bene dell’essere umano e specialmente al servizio dei poveri».
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Parma regala il cimitero agli islamici: le salme saranno rivolte alla Mecca

Concessa gratuitamente un’area del cimitero di Valera alla comunità musulmana. L’islam impedisce sepolture in aree con chi non appartiene alla stessa fede. Un’intera area del cimitero di Valera verrà concessa gratuitamente alla comunità musulmana di Parma e provincia.
Il regalo arriva dalla Giunta guidata dall’ex grillino Federico Pizzarotti che, con questo accordo, mira ad andare incontro alla diktat della religione islamica che impedisce ai propri fedeli sepolture in aree con chi non appartiene allo stesso credo.
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Usare il “Medioevo” come insulto è segno di ignoranza storica e culturale

MedioevoUno dei misteri più grandi, lo dico senza ironia, è stata la fuorviante trasformazione del termine “medievale” in aggettivo – cito il Dizionario Treccani  riferito a «concezioni e principî superati e retrogradi». Pare che dietro tutto questo vi sia lo zampino illuminista, ma vale la pena vederci chiaro.
Anche perché, voglio dire: il vituperato Medioevo ci ha regalato arte, cattedrali, monasteri e cultura ancora oggi (anche economicamente, si pensi al turismo) fruttano patrimoni: non so se invece fra alcuni anni – ne dubito – qualcuno vorrà andare a farsi qualche giro, non solo se pagante ma neppure se pagato, in molti aborti firmati dalle nostre archistar; ma quanto scommettiamo che per quanto l’epoca medievale ha lasciato vi sarà ancora interesse? Chi vivrà, vedrà: e sono certo che vedrà.
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