Salvini ricordi a Juncker che i trattati dell’Ue si fondano sulla crescita

di Paolo Becchi su Libero, 09/12/2018
Salvini ha detto molte cose e toccato diversi argomenti, ma il cuore del discorso politico è stato l’Europa e la nostra collocazione nell’Unione. Di fatto ha già iniziato la lunga campagna elettorale per le prossime elezioni europee, le quali per Salvini non saranno più caratterizzate, come quelle precedenti, da una critica radicale della moneta unica. Potrà piacere o meno ma questa è la direzione presa.
Cambiare l’Italia ma anche cambiare dall’interno l’Unione; questo il messaggio di un politico che in questo modo ha voluto mostrare di vivere non solo di tattica, ma anche di una più ampia visione politica. Se riuscirà a cambiare l’Ue come sta cercando di cambiare l’Italia è difficile dirlo oggi. Bisognerà aspettare il risultato, peraltro non scontato, delle prossime elezioni europee. Ma pensiamo intanto all’oggi. Continua a leggere

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La terra in Sudafrica è un elemento che va oltre la sua già importante funzione economica. Il controllo della terra e delle sue risorse, la possibilità di possedere ettari e fattorie sono circostanze che vanno ad incidere e non poco anche sulla questione più sentita nel paese: quella cioè razziale e che riguarda le rivendicazioni delle ante etnie che compongono la nazione sudafricana. Nel 1913 il Native Land Act è stato visto, già all’epoca, come antesignano di possibili tensioni e scontri tra popolazione bianca e popolazione nera. Con quella norma comprare od affittare terra in Sudafrica diventa molto difficile, di fatto ai neri vengono precluse molte possibilità in tal senso ed in alcuni casi si arriva anche all’esproprio. Oggi la storia si ripete con tutto il carico delle preoccupazioni che arrivano quando, nel paese, si parla di terra. Ma questa volta la situazione è rovesciata: è il governo, guidato dall’African National Congress, che vuole dare la possibilità allo Stato di espropriare le terre senza compensazione e redistribuirle. Adesso è la popolazione di origine europea, gli afrikaner, a temere maggiormente. 



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