Sfera Ebbasta? Rappresenta il nulla in cui vivono i nostri figli


Parliamoci chiaro. Se vai a vedere uno che si chiama Sfera Ebbasta il minimo che ti può capitare è che finisci all’ospedale. Certo morire in un sabato sera non è il massimo, e certo non è quello che ci si auspica, ma una caduta, uno scivolone, uno stato di confusione che ti porti al pronto soccorso se ascolti Sfera Ebbasta può anche far bene. Almeno ci sono psicologi e psichiatri che magari che ti possono salvare la vita. Perché Sfera Ebbasta rappresenta il niente che i nostri figli ingollano come pastiglie con il nostro consenso. Schiere di intellettuali e opinionisti sinistrati hanno detto la loro ovunque: hanno scomodato i testi di Rolling Stones, Beatles, Lou Reed per tentare di farci comprendere come il maledettissimo sia sempre esistito. Continua a leggere

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Le spose bambine islamiche di Palermo. Decine di casi di cui nessuno parla

Palermo, 13 dic – I risultati della “importazione” culturale forzata nel nostro paese assumono contorni sempre più inquietanti. Il tutto, a scapito spesso delle donne, ancor più spesso delle bambine: e il silenzio delle cosiddette femministe mediatiche e delle militanti da tastiera del #MeToo è assordante. Lo racconta una inchiesta di Repubblica Palermo. Sempre più bambine, per lo più di religione islamica dai tredici anni in poi “spariscono” misteriosamente dalle loro scuole. La ragione? Sono promesse spose nei paesi di origine dei propri genitori: Bangladesh, Parkistan, Sri Lanka ed India. E, altrettanto spesso, questi uomini che andranno a sposare sono dieci, venti anni più grandi di loro. Oltre ad essere quindi matrimoni combinati imposti alle donne contro la loro volontà, questi rapporti sfiorano la pedofilia. Continua a leggere

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Attentato Strasburgo, parla Meluzzi: “Qualcosa non torna”


Un nuovo attentato terroristico, stavolta a Strasburgo una delle capitali dell’Europa politica, sede del Parlamento europeo. Sembra ormai confermata la matrice terroristica islamica  L’attentatore che ha aperto il fuoco ai mercatini di Natale però in questo caso non viene dal Medio Oriente ma è nato in Francia ed è definito un “ibrido”, uno cioè che si è radicalizzato dopo essere passato per la criminalità comune. Uno insomma che mescola reati comuni come la rapina, lo spaccio di droga, l’estorsione al radicalismo islamico. E’ molto probabile che la radicalizzazione sia avvenuta proprio in carcere dove l’uomo sarebbe stato recluso più volte in passato. Era infatti già noto alle forze di polizia, era stato schedato come pericoloso ed era sfuggito di un soffio ad una perquisizione nella mattinata di ieri nell’ambito di un’indagine su un caso d’estorsione. Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra e criminologo forense Alessandro Meluzzi con il quale abbiamo cercato di capire come sia possibile individuare e fermare questi soggetti cosiddetti “ibridi”. Continua a leggere

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Svezia, una scuola vieta la festa di Santa Lucia in nome della "uguaglianza"

Santa LuciaTradizioni calpestate

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Non c’è pace per Macron: gilet gialli ancora in piazza

La Francia è una polveriera. Mentre i  gilet gialli continuano a manifestare contro Emmanuel Macron, il terrore piomba sul Paese con i colpi sparati da Cherif Chekkat, un estremista che avrebbe agito per vendicare i suoi “fratelli in Siria”. Un Paese sull’orlo del precipizio, come l’hanno definito molti analisti, che ora può implodere.
Nel suo discorso alla nazione, il presidente francese ha proposto diverse iniziative per accontentare i manifestanti. Iniziative che, però, rappresentano essenzialmente un bluff, dato che erano già nel programma di Macron, come ha spiegato Le Figaro. Per questo i gilet gialli stanno ancora protestando, e sabato saranno ancora in piazza, nonostante il presidente dell’Assemblea nazionale francese Richard Ferrand abbia chiesto ai manifestanti di fermarsi.  Continua a leggere

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In memoria di Aleksandr Solženicyn testimone (dimenticato) delle atrocità dell'utopia socialista

Aleksandr Solženicyn

12 Dic 2018

«Non dimenticate la vostra stirpe, il vostro passato, studiate quanto riguarda i vostri nonni e antenati, adoperatevi a rafforzarne la memoria»: così ebbe a scrivere sull’importanza della memoria e del passato Pavel Florenskij pochi anni prima di morire fucilato dal regime sovietico per presunte “attività controrivoluzionarie”. Dalle riflessioni di Florenskij emerge tutta l’importanza di ricordare ciò che è stato, come nel caso del centenario della nascita, avvenuta l’11 dicembre 1918, della vita e del pensiero di Aleksandr Solženicyn che, in ragione della sua esperienza e delle sue opere, può essere considerato a tutti gli effetti uno degli ultimi autori occidentali, oggi quasi del tutto estinti, non soltanto genuinamente liberi, ma difensori della autentica libertà. Preliminarmente occorre notare l’indifferenza con cui il mondo occidentale in genere ed europeo in particolare si è approcciato ad un tale anniversario, dimostrandosi così almeno due caratteristiche dell’attuale scenario culturale alquanto preoccupanti: in primo luogo una generica noncuranza per la storia, trascuratezza che comporta la possibilità di ripetere gli errori e perfino gli orrori del passato; in secondo luogo, a fronte di una continua esaltazione della libertà viene dimostrata una carente conoscenza della reale natura della stessa e dei suoi più grandi maestri tra cui si può e si deve annoverare Solženicyn. Continua a leggere

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Salvini ha deciso di abbandonare la lotta contro l’euro o si tratta solo di una mossa tattica?

di Paolo Becchi
A maggio si vota per il rinnovo del Parlamento europeo. Salvini ha di recente smussato i toni della polemica contro la Ue e delle critiche radicali sull’euro di cinque anni fa oggi non è rimasto molto, anzi nulla. Certo, quando si è al governo bisogna essere prudenti e soprattutto in questa fase di confronto con la Commissione europea è meglio evitare di parlare della moneta unica per non dare in pasto al mainstream la scusa dell’eventuale impennata dello spread.

Per le elezioni europee Salvini però non dovrebbe fare campagna elettorale da vicepremier e ministro, bensì da leader del partito politico che potrebbe addirittura affermarsi quale prima forza del Paese. E a proposito delle elezioni europee vogliamo porre la questione: Salvini ha deciso definitivamente di abbandonare il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro, lasciando la lotta per il recupero della sovranità monetaria a Fratelli d’Italia, CasaPound e sovranisti vari sull’orlo di una crisi di nervi? O si tratta solo di un mero e momentaneo ripiegamento tattico? Continua a leggere

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La Francia sforerà il tetto del 3% E adesso cosa farà l’Europa?

Emmanuel Macron non riuscirà probabilmente a placare i gilet gialli, visto che l’ala più intransigente ha già detto di riprendere le iniziative per la quinta giornata di mobilitazione. Ma intanto, il presidente francese ha ottenuto un primo risultato: sforare il tetto del 3%. Come ha spiegato il presidente dell’Assemblea nazionale, Richard Ferrand, la Francia “probabilmente aumenterà il deficit” pubblico “temporaneamente” per finanziare le misure annunciate da Macron in risposta ai gilet gialli.
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