Intervista al Vicepresidente del Congresso Mondiale per la Famiglia

Risposta alle polemiche, gli insulti e le fake news di chi vede come fumo negli occhi la festa delle famiglie che si svolgerà a Verona dal 29 al 31 marzo
di Luca Marcolivio

Assieme a Toni Brandi, sarà il principale “anfitrione” del Congresso Mondiale delle Famiglie, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo 2019. Jacopo Coghe, 34 anni, presidente di Generazione Famiglia, ha assunto alcuni mesi fa l’incarico di vicepresidente del Congresso Mondiale. Generazione Famiglia e Pro Vita onlus, hanno stretto un’alleanza che, alla lunga, potrebbe rivelarsi vincente, perché sostenuta dal basso, dalla gente comune. Nel frattempo, però, c’è molto da lavorare e sullo sfondo c’è il passaggio cruciale delle elezioni europee. «Un’Europa che non scommette sulla famiglia non ha alcun futuro», afferma Coghe, che, a colloquio con Scenari economici, si è espresso a chiare lettere su cosa c’è in gioco.
Manca meno di un mese allo svolgimento del Congresso Mondiale delle Famiglie, a che punto sono i preparativi?
«La lista dei partecipanti è ormai definitiva, siamo davvero in dirittura d’arrivo. Sia Generazione Famiglia che Pro Vita hanno accumulato un bagaglio di esperienze importanti negli ultimi 4-5 anni: tante battaglie per la famiglia e per la vita ci hanno portato a marciare fianco a fianco in numerose occasioni. Perché allora non unire le forze? La vera carta vincente del nostro Congresso, però, sarà l’alleanza che stingeremo con le famiglie che incontreremo a Verona. I partecipanti e gli uditori contano almeno quanto gli esperti che saliranno sul palco. Continua a leggere

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Riflessione sull'incattivimento generale. C'entra anche la pubblicità.

Qualche giorno a Heather Parisi domandava perché quando torna in Italia, la trova sempre più incattivita “e sempre più affetta da una sindrome di accerchiamento”.  Ho mancato di far notare che anche la società americana  è polarizzata come mai nella  storia; ogni tweet di Trump fa sbavare di rabbia ed urlare d’indignazione l’elettorato democratico;  coloro che hanno votato “The Donald” non sopportano le tv “liberal”, in cui vedono con rabbia solo un ammasso di menzogne deliberate.    Non pochi politologi  cominciano a paventare che una simile inimicizia sociale non s’era mai vista, se non prima della Guerra Civile.  Semplicemente – e cosa terribile – metà dell’America non riconosce la legittimità dell’attuale presidente.
Ma non solo Donald. “Prendete un argomento, qualsiasi argomento – aborto, eutanasia, riforma del welfare, intervento militare nei Balcani – e iniziate la discussione  con un gruppo di persone ragionevoli, educate e colte – e osservate il risultato: caos, e gara di urli. 
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fonte – https://www.maurizioblondet.it/riflessione-sullincattivimento-generale-centra-anche-la-pubblicita/

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Siria: i cristiani in trincea contro i terroristi

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 26/19 del 25 marzo 2019, Ss. Annunziata 

 
Siria: i cristiani in trincea contro i terroristi
Sotto assedio da 7 anni, 20.000 cristiani sono bombardati dai terroristi. Nessun media parla di loro. Sono soli a combattere per sopravvivere. Impotenti, hanno visto passare i convogli degli jihadisti trasferiti verso Idlib. 160 morti. Civili innocenti, padri e adolescenti, famiglie in lutto.
La battaglia quotidiana di Mhardeh
La notte cade sulla Siria . A nord della città di Hama, una pioggia gelida spazza la piccola città di Mhardeh. In macchina, sono accompagnato da Salem, un cristiano damasceno che ha combattuto per più di cinque anni per difendere questa città, che è diventata un simbolo della resistenza siriana al terrorismo internazionale. I controlli militari si intensificano fino a quando arriviamo all’ufficio del signor Simon, capo della Forza nazionale di difesa a Mhardeh .
Siamo attesi, i soldati aprono il grosso portone. Uscendo dalla macchina, la pesante atmosfera della guerra svanisce e sentiamo le tipiche frasi di accoglienza siriana, quelle che ti fanno sentire subito a casa. Accompagnati da tre soldati armati, iniziamo a radunarci davanti all’albero dei martiri: cento ritratti in memoria di coloro che sono caduti sotto le bombe che hanno ferito la città per più di sette anni. Ho notato quello di un adolescente, a malapena uscito dall’infanzia, con gli occhi color blu scuro.
Ci raccogliamo alcuni momenti. Il signor Simon ci accoglie nel suo ufficio a braccia aperte. Istintivamente, quest’uomo ispira immenso rispetto, senza essere inaccessibile, al contrario. In mezzo al collo, la cicatrice di un proiettile che non riuscì a ucciderlo impressiona. Il suo sorriso cancella istantaneamente queste stigmate della guerra. Il signor Simon è sopravvissuto a tre tentativi di omicidio. Organizza personalmente la difesa della sua terra, della sua città, della sua casa, delle famiglie di Mhardeh. Continua a leggere
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Ufficiale: il Russiagate era una fake news

Ora è ufficiale: il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, non ha rinvenuto nessuna collusione fra la campagna di Donald Trump e la Russia. Lo riportano l’Ansa, che cita i media americani.
“Il procuratore speciale non ha rinvenuto che la campagna di Trump, o qualcuno associato con questa, abbia cospirato o si sia coordinato con il governo russo nei suoi sforzi, nonostante le varie offerte giunte da individui affiliati con la Russia per assistere la campagna di Trump”, si legge nella lettera invitata dal ministro della Giustizia, William Barr. Continua a leggere

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Basilicata, per la prima volta nella storia vince il centrodestra

BOOM DELLA LEGA, GLOBALISTI ANCORA SCONFITTI

Risultato storico per la coalizione che elegge il suo primo governatore nella regione, da sempre feudo della sinistra.
Il centrodestra vince le elezioni regionali in Basilicata. Vito Bardi, candidato indipendente, sostenuto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si appresta a diventare il nuovo governatore. Un risultato storico per la coalizione, che soltanto nell’ultimo anno ha praticamente vinto tutte le competizioni regionali che si sono svolte. Ma c’è di più. Il centrodestra non aveva mai conquistato la presidenza della Basilicata, una regione da sempre considerata feudo inespugnabile della sinistra.
Stanotte però è avvenuto il “miracolo” e Silvio Berlusconi – promotore della candidatura di Bardi – ha già brindato insieme ai suoi a Potenza.
Nello specifico, il candidato del centrodestra avrebbe conquistato il 42% delle preferenze, mentre l’aspirante governatore del centrosinistra Carlo Trerotola è rimasto fermo al 32%. Male il candidato del Movimento 5 stelle Antonio Mattia, staccato al 20%. Quarta piazza per Valerio Tramutoli, espressione di formazioni di sinistra.
Tra i partiti si preannuncia un vero e proprio boom della Lega e un tracollo del Partito Democratico. Ma lo spoglio è tuttora in corso, mancano all’appello circa cento sezioni. Per conoscere i risultati definitivi occorrerà attendere ancora qualche ora.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/basilicata-per-la-prima-volta-nella-storia-vince-il-centrodestra/

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Dove si è cacciata la destra?

LE DOMANDE CHE CI PONIAMO TUTTI IN VISTA DELLE EUROPEE

di Marcello Veneziani
Dove si annida oggi la destra, ossia quel mondo variegato e bastian contrario che un tempo si riconosceva in settimanali come Il Borghese e che votava in prevalenza e con qualche riluttanza per la destra nazionale? Facile dire che quel mondo confluito e disperso in un’area definita di centro-destra, fino al popolo delle libertà, si ritrova oggi in parte nella Lega di Salvini, in parte nei Fratelli d’Italia di Meloni, in parte nel non voto, e in più piccola parte finito tra i grillini e i berlusconiani. Ma non ci interessa qui stabilire le quote di rappresentanza e la mappa della diaspora. Ci interessa piuttosto interrogarci sui temi importanti che definivano una destra.

Il primo: dove è finita la destra sociale? Di destre nazionali ci sono vistose tracce, soprattutto perché si conoscono le posizioni di Fratelli d’Italia e della Lega salviniana sui flussi migratori e i diktat dell’Europa. Ma non si vede traccia di quella destra sociale che fu la peculiarità della destra e la sua linea di distinzione dal liberismo e dalla destra liberale. Sarà stata la lavatrice berlusconiana, sarà stato l’infelice esito finiano e dell’omonima corrente, ma oggi la destra sociale non si vede, neanche sotto altro nome.
Seconda domanda: ma la destra in quanto nazionale è antieuropea, a favore dell’italexit oppure no? La destra da cui siamo partiti è sempre stata nazionale ma non è mai stata anti-europea, semmai lo è diventata da quando l’Europa si è ridotta alla Ue. Ha creduto all’Europa nazione o ha accolto l’idea di De Gaulle di un’Europa delle Patrie, ma non ha più pensato in termini di nazionalismo introverso e chiuso. Il tema forte per una destra del futuro sarà salvare l’Europa dagli europeisti; i tecnici, eurocrati, i piùeuropeisti. Una destra vera deve perorare la sovranità nazionale dentro la sovranità europea, richiamare l’Europa come civiltà e come risposta al mondo globalizzato. Continua a leggere

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Al Congresso di Verona il 'Family Day' diventa istituzionale

ECCO PERCHÉ UN CONVEGNO DÀ COSÌ FASTIDIO AI SOLONI DEL PENSIERO UNICO
Per la prima volta, nella storia degli ultimi decenni, può essere invertita la tendenza e riaffermare l’importanza di una cultura originaria.
Il Congresso Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Verona a partire dal 29 Marzo e che culminerà nella Marcia di Domenica 31, sarà la manifestazione di popolo pro family e pro life più importante tenutasi nel nostro paese, dal Family Day del 30 gennaio 2016.
La classe politica che tradì le ragioni delle centinaia di migliaia di famiglie del Circo Massimo ha perso il potere politico, pur conservando il controllo dei giornali, delle televisioni, della scuola, dell’Università e della magistratura.
E’ innegabile, però, che dopo le ultime elezioni dell’anno scorso la scena politica italiana è completamente cambiata.Ed è in questo che risiede la differenza tra le due manifestazioni pro-family. Il Congresso di Verona è la naturale prosecuzione dei Family Day di Piazza San Giovanni e del Circo Massimo. Solo che a Verona, ad appoggiare le istanze delle famiglie italiane, ci saranno anche il Ministro degli Interni, quello della Famiglia e quello della Pubblica Istruzione, oltre a tante personalità politiche che hanno sempre dimostrato particolare sensibilità su questi temi. Uno scenario impensabile solo fino all’anno scorso.
E’ un cambiamento storico, che incute timore ai nemici della famiglia, della vita e della libertà di educazione.
Ne hanno naturalmente paura. Sono letteralmente terrorizzati di perdere quell’egemonia culturale che hanno esercitato negli ultimi quaranta anni e che ha precipitato il nostro Paese nella paradossale situazione in cui ci troviamo ora; un paese confuso dove non si fanno più figli, dove ogni anno muoiono più duecentomila persone in più di quanti ne nascano, dove i nostri ragazzi non si sposano più e non mettono su famiglia, un Paese che invecchia rapidamente e a cui la demografia, che non fa sconti essendo una scienza esatta, sta presentando il conto. Continua a leggere
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Ius soli, Salvini: "La cittadinanza è cosa seria, non un biglietto per il Luna Park"

SALVINI STRONCA LE SINISTRE E I CONCILIARI

Il ministro dell’Interno stoppa l’incursione della sinistra: “La legge sulla cittadinanza non cambierà mai”. E cestina lo ius soli
Matteo Salvini mette una pietra sopra alla demagogia della sinistra che, sfruttando i ragazzini che hanno sventato l’attenato sullo scuolabus, prova a riportare in parlamento il dibattito sullo ius soli.
“Non se ne parla nemmeno”, taglia corto il ministro dell’Interno rispendendo al mittente le pressioni dei notabili piddì che, in crisi di voti, provano a ricompattare il centrosinistra intorno alla battaglia per riformare le normative che regolano la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati.
Da Graziano Del Rio a Nicola Zingaretti, passando per Walter Veltroni a Matteo Orfini, i big dem stanno cavalcando la storia di Ramy, il 13enne egiziano che con una telefonata ha allertato i carabinieri sventando così il folle piano del senegalese Ousseynou Sy, per rimettere al centro del dibattito politico la battaglia sullo ius soli. Una battaglia che, quando Paolo Gentiloni sedeva a Palazzo Chigi, il Partito democratico aveva disertato per mancanza di voti in parlamento e per paura di perdere consensi nel Paese. Continua a leggere
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Sovranista, contro immigrazione e gender: Izabella, l'«anti-Greta» di cui nessuno parla

Stoccolma, 24 mar – Tempi duri, molto duri per i politicamente scorretti. Del resto, professarsi anti mainstream e dissidenti rispetto alla dittatura del pensiero unico, pone automaticamente in una posizione scomoda lontana anni luce dalla “comfort zone” della propaganda buonista.
Emblema quanto mai attuale è il “fenomeno Greta“: nuovo prezzemolo mediatico spolverato nel pentolone del politicamente corretto (e corrotto). Che Greta Thunberg sia una pedina, la punta dell’iceberg di qualcosa di ben più grande di lei è un dato di fatto: dal libro già scritto alla viralità di ogni sua apparizione (ed epic fail non proprio ambientalista), il copione è  già bello che pronto. Per essere letto, interpretato e assimilato come vero dai creduloni ignari persino di cosa sia il buco nell’ozono. Continua a leggere
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Francia, chiese cattoliche sotto attacco: “vandalismo anticristiano”

Ondata di vandalismo contro il cattolicesimo in Francia, ma non ha un’origine culturale o religiosa. E’ puro odio sfogato contro ostie, tabernacoli e statue. Violenza “laica”.
Non ha alcuna particolare origine religiosa o culturale, dice la polizia. Satanismo o islamismo non c’entrano. L’ondata che si sta abbattendo contro le chiese cattoliche in Francia è puro vandalismo anticristiano. Violenza “laica”.

Escrementi umani, ostie calpestate e appiccato il fuoco.

Negli ultimi sette giorni sono state profanate una dozzina di chiese in diverse parti della Francia, tanto che la notizia è uscita dai confini locali. A Nimes, nella la cattedrale di Notre-Dame des Enfants è stata disegnata una croce con escrementi umani, l’altare ed il tabernacolo è stato saccheggiato. A Dijon, la chiesa di Notre-Dame le ostie consacrate sono state rimosse dal tabernacolo, sparse a terra e calpestate. Continua a leggere

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