Quelle donne in marcia. Ha sfilato l'odio contro Dio, la Patria e la Famiglia
La controprotesta di sinistra e femministe. Bestemmiano augurando la morte a Salvini
Non si capisce cosa voglia dire quella ragazza con il dito medio alzato al cielo, mentre l’amica le fa una foto davanti il Palazzo della Gran Guardia a Verona, la sede scelta per il XIII Congresso della Famiglia
Il Wcf. E non si capisce no. Messa al mondo da padre e madre. Come tutti gli altri.
Allora ieri a Verona è andata in scena la contro-protesta. La manifestazione delle femministe di «Non una di meno». La manifestazione della sinistra. Di quella sinistra che rinnega la famiglia, che odia la vita, che predica uguaglianza pace amore e libertà e poi grida nelle piazze. Lancia fumogeni, bestemmia, schernisce i poliziotti e augura la morte alle persone. «Salvini, Salvini, speriamo tu muoia», gridavano in coro. «Poliziotti, poliziotti ma che ci state a fare se a casa ci sono i piatti da lavare». Gridavano così davanti a quegli schieramenti di poliziotti, militari e carabinieri messi lì apposta per loro.



Una tempesta di fake news si è abbattuta sul Congresso Mondiale delle famiglie in corso a Verona. Mai vista una concentrazione così massiccia di false notizie, giudizi sprezzanti, boicottaggi, terrorismo e intimidazioni. La famiglia trattata come un nucleo eversivo, i suoi sostenitori presentati come negazionisti delle violenze alle donne, omofobi e sessisti, nemici della donna che lavora, fautori della penalizzazione dell’aborto, fascisti…
Roma, 8 nov – Ha ucciso la figlia di 18 mesi facendole sbattere la testa contro la parete, per poi lasciarla agonizzare quattro giorni prima di chiamare i soccorsi. L’autopsia aveva riscontrato tre emorragie cerebrali, una emoraggia retinale, fratture multiple al cranio e diverse costole rotte. Matthew Scully-Hicks è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso Elsie, la bambina adottata insieme con il marito Craig, e ora dovrà scontare l’ergastolo. È accaduto nel Galles e il fatto ha sconvolto l’intera Gran Bretagna, rompendo per una volta l’idilliaca retorica sull’amore che circonda le famiglie gay. I fatti sono avvenuti lo scorso maggio, ma non era la prima volta che la piccola subiva abusi.
Oggi saremo a questo specifico Work shop per sostenerne i relatori
Dopo la psicosi di 
L’annuncio della partecipazione e poi il passo indietro. Alla fine, Giancarlo Blangiardo non ci sarà, vittima della censura femminista