Quelle donne in marcia. Ha sfilato l'odio contro Dio, la Patria e la Famiglia

La controprotesta di sinistra e femministe. Bestemmiano augurando la morte a Salvini
Non si capisce cosa voglia dire quella ragazza con il dito medio alzato al cielo, mentre l’amica le fa una foto davanti il Palazzo della Gran Guardia a Verona, la sede scelta per il XIII Congresso della Famiglia
Il Wcf. E non si capisce no. Messa al mondo da padre e madre. Come tutti gli altri.
Allora ieri a Verona è andata in scena la contro-protesta. La manifestazione delle femministe di «Non una di meno». La manifestazione della sinistra. Di quella sinistra che rinnega la famiglia, che odia la vita, che predica uguaglianza pace amore e libertà e poi grida nelle piazze. Lancia fumogeni, bestemmia, schernisce i poliziotti e augura la morte alle persone. «Salvini, Salvini, speriamo tu muoia», gridavano in coro. «Poliziotti, poliziotti ma che ci state a fare se a casa ci sono i piatti da lavare». Gridavano così davanti a quegli schieramenti di poliziotti, militari e carabinieri messi lì apposta per loro.

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Disponibile il numero 154 di Sursum Corda del giorno 31 marzo 2019

Sul sito è disponibile il numero 154 (del giorno 31 marzo 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
– Comunicato numero 154. Guarigione di un indemoniato;
– (Con) breve riflessione sui recenti “fatti di Verona”;
– Preghiera al Beato Amedeo IX, Duca di Savoia;
– Papa Pio XII sull’uso immorale del matrimonio e sulla contraccezione;
– Orazione a San Secondo di Asti, Martire;
– Papa Pio XII sull’aborto e sul valore della vita naturale e soprannaturale;
– Preghiera a San Giovanni da Capestrano;
– Teologia morale sull’aborto e risposte alle principali obiezioni;
– Preghiera a San Giovanni Damasceno, Dottore;
– Breve storia dell’Islam raccontata dal Dottore della Chiesa Sant’Alfonso.
Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio .
Ossequi, Carlo Di Pietro.

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Che resti in famiglia

Una tempesta di fake news si è abbattuta sul Congresso Mondiale delle famiglie in corso a Verona. Mai vista una concentrazione così massiccia di false notizie, giudizi sprezzanti, boicottaggi, terrorismo e intimidazioni. La famiglia trattata come un nucleo eversivo, i suoi sostenitori presentati come negazionisti delle violenze alle donne, omofobi e sessisti, nemici della donna che lavora, fautori della penalizzazione dell’aborto, fascisti… Continua a leggere

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"Papà" gay fracassa il cranio della bimba di 18 mesi adottata: ergastolo

Roma, 8 nov – Ha ucciso la figlia di 18 mesi facendole sbattere la testa contro la parete, per poi lasciarla agonizzare quattro giorni prima di chiamare i soccorsi. L’autopsia aveva riscontrato tre emorragie cerebrali, una emoraggia retinale, fratture multiple al cranio e diverse costole rotte. Matthew Scully-Hicks è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso Elsie, la bambina adottata insieme con il marito Craig, e ora dovrà scontare l’ergastolo. È accaduto nel Galles e il fatto ha sconvolto l’intera Gran Bretagna, rompendo per una volta l’idilliaca retorica sull’amore che circonda le famiglie gay. I fatti sono avvenuti lo scorso maggio, ma non era la prima volta che la piccola subiva abusi.
Elsie, infatti, era già stata portata in ospedale quattro volte per fratture ed abrasioni (in un caso la piccola si ruppe una gamba, in un’altra circostanza l’uomo l’avrebbe buttata giù dalle scale) ma i medici avevano sempre creduto alla versione dei genitori. Non solo: i servizi sociali di Vale of Glamorgan, su cui è ora partita un’inchiesta, avevano nel frattempo approvato l’adozione definitiva, solo due settimane prima del decesso della bambina, evidentemente senza fare troppe domande su quelle continue visite in ospedale.
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Congresso delle famiglie, oggi un workshop sulla difesa della vita

Oggi saremo a questo specifico Work shop per sostenerne i relatori

Poker d’assi di relatori, per il seminario “Legal defense of life and family”. Si parlerà di eutanasia e del concetto di famiglia come dato pre politico e pre giuridico.

Al Congresso delle Famiglie di Verona si terranno dei seminari di approfondimento con un alto profilo scientifico e culturale. Uno di questi è il workshop intitolato “Legal defense of life and family” in programma per venerdì 29 marzo dalle 15:00 alle 16:15.
I relatori rappresentano un vero e proprio poker d’assi del mondo pro-life e pro-family. Si tratta del dott. Giacomo Rocchi, magistrato Consigliere della prima sezione penale della Suprema Corte di Cassazione; del dott. Pino Morandini, magistrato del Tribunale Amministrativo Regionale, nonché fondatore fondatore del Movimento per la Vita trentino e Vice Presidente del Movimento per la Vita nazionale; del Prof. Mauro Ronco, Professore Ordinario di Diritto Penale nell’Università di Padova, nonché Presidente del Centro Studi Livatino; dell’avv. Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi e Presidente del movimento Nova Civilitas.
Il dott. Rocchi affronterà il tema del fine vita, parlando di eutanasia e legge sulle controverse “DAT”, disposizioni anticipate di trattamento. Si farà anche cenno al celebre caso Cappato. Il dott. Morandini parlerà, invece, della vita nascente, mentre il prof. Ronco tratterà il tema della guerra contro gli “unfit” che il socialdarwinismo ha scatenato nel mondo occidentale nella prima parte del XX secolo. L’avv. Amato, infine, relazionerà sul concetto di famiglia come dato pre-politico e pre-giuridico, anche alla luce del concetto di «società naturale» espressamente contemplato nell’art. 29 della Costituzione.
Questo workshop non è soltanto una preziosa opportunità da non perdere ma rappresenta, anche per l’alto valore dei relatori, la migliore risposta alle sterili polemiche sull’assenza di scientificità degli argomenti che verranno affrontati al Congresso di Verona

fonte – https://vocecontrocorrente.it/seminario-legal-defense-of-life-and-family-sulla-vita-e-la-famiglia/

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Lerner è inesauribile: “Non va tolta la cittadinanza all’autista dello scuolabus”

Dopo la psicosi di qualche giorno fa, la collezione di deliri di Gad Lerner non si ferma. La cittadinanza non è un regalo, è un diritto. E l’autista che voleva bruciare 51 bambini va punito ma non due volte, questa la sintesi del suo pensiero recente, la cui seguente dichiarazione è stata pubblicata da Il Giornale:
“Salvini ha un atteggiamento che oscilla fra il bullo e il paternalismo. Ma la cittadinanza non è un regalo, è un diritto. Allo stesso modo, anche se è un ragionamento più impopolare, dico che è pericoloso parlare di revoca della cittadinanza per l’autista. Verrà punito, quasi certamente, per le sua condotta criminale. Che senso ha invocare un’ulteriore punizione che consiste nella revoca della cittadinanza? È un provvedimento che non era contenuto neppure nelle leggi razziali del 1938 e la nostra Costituzione lo vieta esplicitamente”
Leggi razziali, ovviamente fascismo, ovviamente più ius soli. Aggiunge il giornalista:
“Erano trascorsi 30 anni dal mio arrivo in Italia. Nel frattempo avevo fatto le scuole e lavoravo qui come giornalista. Ma era a discrezione dello Stato italiano quando riconoscermi la cittadinanza a cui avevo diritto. Era un’ingiustizia e lo è ancora oggi. Ed è questo che distingue l’Italia da altri Paesi, che hanno anche politiche meno permissive sulla cittadinanza ma rispettano le tempistiche previste dalla legge”.
Spiegare al signor Lerner la differenza tra lui e l’autista appare inutile. Immaginiamo e speriamo che il lettore ci arrivi da solo. In ogni caso, la collezione di deliri del giornalista italiano ormai è così densa da poterne scrivere un libro.
(di Stelio Fergola)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/03/28/lerner-e-inesauribile-non-va-tolta-la-cittadinanza-allautista-dello-scuolabus/

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Bufera sul presidente Istat, voleva andare al Congresso delle famiglie

L’annuncio della partecipazione e poi il passo indietro. Alla fine, Giancarlo Blangiardo non ci sarà, vittima della censura femminista
Libertà di espressione? Assolutamente no. E’ una vicenda davvero triste quella che ha colpito il presidente dell’Istat nelle scorse ore. Giancarlo Blangiardo, infatti, era stato annunciato come uno dei relatori illustri al Congresso mondiale delle Famiglie, che inizierà domani a Verona. La notizia della partecipazione era trapelata ieri mattina, da alcuni ambienti del famoso istituto di statistica.
Poco è bastato per far scoppiare un vero e proprio caso. Sono insorte le lavoratrici di “Femministat”. “Un’assemblea spontanea di lavoratrici e lavoratori dell’Istat ha ritenuto opportuno chiedere direttamente al Presidente di smentire la sua partecipazione ritenendola incompatibile con il ruolo istituzionale da lui rivestito e fortemente lesiva dell’indipendenza e dell’immagine dell’Istituto. Il presidente Blangiardo ha invece confermato e rivendicato la sua presenza a Verona ‘come un qualsiasi privato cittadino che sceglie di andare al cinema o allo stadio”. Le dimostranti hanno organizzato addirittura un presidio per protestare contro la scelta libera del presidente.
A stretto giro, è arrivata anche la dichiarazione della Cgil :”I lavoratori e le lavoratrici dell’Istat non possono e non devono essere rappresentati dal loro presidente in un Convegno che si propone di discutere la soppressione di diritti fondamentali”.
Insomma, un polverone mediatico di censura, che ha spinto alla fine il presidente dell’Istat ad arrendersi e rinunciare alla sua partecipazione al Congresso: “A fronte del clamore che sta suscitando una sua eventuale presenza – peraltro come studioso – al congresso di Verona, ha rinunciato a prenderne parte. Non voglio che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente dell’Istat”.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/presidente-istat-obbligato-a-rinunciare-al-congresso-delle-famiglie/

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