La vera storia della legge 194 sull'aborto

Le responsabilità furono di Giulio Andreotti e Aldo Moro e di tutta la Democrazia Cristiana (e del moderato intervento della CEI e del Movimento per la vita)
di Roberto de Mattei

L’attenzione di tutti media in Italia si è concentrata in questi giorni sul quarantesimo anniversario del rapimento di Aldo Moro. Il 16 marzo 1978, in un agguato a via Fani, l’uomo politico democristiano venne sequestrato e la sua scorta sterminata dalle Brigate Rosse. Il 9 maggio, dopo una prigionia di 55 giorni, il suo corpo fu ritrovato crivellato di colpi nel bagagliaio di un’auto in via Caetani. Nessuno ha ancora ricordato però che, in quella stessa primavera del 1978 venne discussa e approvata dal Parlamento la legge 194 sull’aborto che, da allora, ha fatto sei milioni di vittime nel nostro Paese.
Nel 1991 il presidente onorario del Movimento per la Vita, Francesco Migliori, rivelò che era stato l’allora segretario della Democrazia Cristiana Aldo Moro che «nel Consiglio Nazionale del 1975 aveva espresso l’opinione che, per non impedire l’incontro con altri partiti popolari (ossia il Partito Socialista e il Partito Comunista n.d.r.) questi problemi dovessero restare nel chiuso delle coscienze», per cui fu proprio l’intervento di Moro che convinse la DC a non impegnarsi nella battaglia anti-abortista degli anni ’70. L’on.Aldo Moroera lo stratega del compromesso storico con il Partito Comunista di Enrico Berlinguer e l’accordo prevedeva il disimpegno della DC sull’aborto.
DETERMINANTI LE DEFEZIONI DELLA DC
Durante la prigionia di Moro, il 15 aprile 1978, la legge 194 sull’aborto fu promossa alla Camera con 308 voti a favore e 275 contrari «una maggioranza risicata formata da comunisti, socialisti, liberali, socialdemocratici, repubblicani e indipendenti di sinistra e rinforzata, si dice, dai voti di un drappello di democristiani che avrebbero così scongiurato il referendum» (la Repubblica, 15 maggio 1998). «Le cifre della votazione finale – scriveva Francesco Damato su Il Giornale del 10 maggio – dimostrano che gli abortisti, pur disponendo della maggioranza sulla carta, avrebbero perso la loro battaglia se il fronte opposto fosse stato tutto al suo posto». Continua a leggere

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Francia cancella mamma e papà. De Mari: «Spiegare subito ai bambini la menzogna»

 
La menzogna del “genitore 1” e “genitore 2” è di un’assurdità tale che neanche i bambini ci metteranno molto a smascherarla. L’essenziale, però, è che, già in età prescolare, in famiglia ricevano gli adeguati “anticorpi” per uscire indenni dai virus ideologici che si annidano anche a scuola. Lo sostiene Silvana De Mari, medico, blogger e scrittrice, secondo la quale la radice di questo inganno affonda in un terreno minato che prende il nome di “biopolitica”.

Dottoressa De Mari, cosa si intende per “biopolitica”?

«È un termine che fu coniato da Michel Foucault, che, per inciso, fu uno dei firmatari del celebre manifesto pro pedofilia, assieme a Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre, Daniel Cohn-Bendit e altri alla fine degli anni ‘70. La biopolitica nasce, allorché la politica inizia ad occuparsi dei nostri corpi. In precedenza, la politica non veniva certo a dirti se il tuo bambino doveva sopravvivere o morire. La mia allusione è ai casi terrificanti di Charlie Gard e Alfie Evans. Lo Stato può non disporre di risorse sufficienti per curare tutti i malati e questo è il prezzo che si rischia di pagare con la sanità pubblica. In quei due casi, le famiglie avevano i soldi necessari per curare i loro figli fuori dagli ospedali dove erano ricoverati, eppure lo Stato ha sentenziato la morte per quei due bambini. Lo Stato sta annientando la biologia e, con essa, anche i concetti di paternità e maternità». Continua a leggere

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L’avvocato italiano “anti gender", in Sud America a parlare di vita e famiglia

Una “risorsa” che lavora tra Italia,  Cile, Messico e Costa Rica. Sarà uno dei protagonisti del Congresso mondiale della famiglia.
Il suo nome è Gianfranco Amato, ed è considerato uno dei massimi esperti mondiali di “ideologia gender”.  Sicuramente è stato uno dei primi in Italia a parlarne come pericolo per i nostri giovani e le famiglie.  Presidente dei “Giuristi per la Vita” e co-fondatore del movimento “Nova Civilitas”,  è stato in prima linea nel comitato organizzatore degli ultimi due family day. In entrambe le occasioni, i promotori sono riusciti a portare in piazza quasi un milione di persone, al grido di “no gender nelle scuole” e “no alle unioni civili omosessuali”.
Già l’anno scorso era stato chiamato in Cile ed in Messico dalla Conferenza Episcopale Messicana. Fra i tanti incontri organizzati da lui spiccano quello tenuto in Parlamento e la conferenza esclusiva per la CEM, dove è intervenuto davanti a 120 fra Vescovi e Cardinali.  Quest’anno oltre alle decine di interviste e conferenze che lo porteranno su e giù per il Messico, Gianfranco Amato raggiungerà anche la Costa Rica. Lo aspettano per parlare di “ideologa de género y su impacto en la familia”.
Al rientro in Italia è prevista la sua partecipazione al  XIII Congresso Mondiale della  Famiglia, che quest’anno si svolgerà  a Verona dal 29 al 31 marzo. Per organizzare la tre giorni si sono attivate le associazioni “Pro Vita onlus” di Toni Brandi, “Generazione famiglia” di Jacopo Coghe e gli stessi “Giuristi per la vita”.  L’evento radunerà diverse personalità, italiane e internazionali. Oltre ad Amato, ci saranno il vice premier Matteo Salvini, il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana e Sua Eccellenza, Ignazio Giuseppe III, patriarca della Chiesa Cattolica sira. Dall’estero giungeranno Igor Dodon, presidente moldavo e Katalin Noval, ministro per la Famiglia ungherese.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/lavvocato-italiano-anti-gender-in-sud-america-per-parlare-di-vita-e-famiglia/

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C'era una volta la Fiat

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Fiat fuit. Con la morte dell’ultima imperatrice, Marella Caracciolo-Agnelli, finisce la dinastia Fiat, tragicamente decimata dal destino. Nella sua figura regale si sintetizzava l’incontro della dinastia imperiale delle Auto e del Capitalismo nostrano con la dinastia principesca-editoriale dei Caracciolo, già proprietari de la Repubblica-l’Espresso. Per il mondo radical che l’ha salutata, la Signora era la sintesi perfetta dell’Impero Fiat e del mondo progressista-liberal. Così l’hanno ricordata Gianni Riotta, Nicola Caracciolo, Ezio Mauro ed altri. Marella Agnelli simboleggiava, con classe e sensibilità, va detto, l’incontro tra la saga padronale e il mondo della sinistra venuto dal comunismo, dalle lotte operaie contro i “padroni”. Fiat e Martello, auto, aiuti di Stato e stampa progressista. Poi, magari la signora aveva altre sensibilità, amava l’Oriente, Jung e Hillman, pativa con ammirevole self control, alcune intemperanze di suo Marito, il Re Gianni. Ma viene celebrata nel suo ruolo di cerniera tra il mondo dei ricchi e la sinistra, tra il piccolo mondo snob e la sinistra a mezzo stampa. Continua a leggere

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Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers 

Il 27 febbraio ricorre l’anniversario della morte di monsignor Umberto Benigni (1934) e di Mons. Guérard des Lauriers, o.p. (1988). Li ricordiamo con alcuni documenti che segnaliamo ai lettori.
Video: “Omaggio a mons. Umberto Benigni, fondatore del Sodalitium Pianum, nel 80° anniversario della sua morte”. Relatore: don Francesco Ricossa (Roma, 1° marzo 2014):
Video: “Omaggio a Monsignor Guérard des Lauriers, o.p.”: 
Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa
Ristampa della Storia Sociale della Chiesa:
fonte – http://www.centrostudifederici.org/mons-benigni-mons-guerard-des-lauriers/
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Guerra globale? Le fake news sulla Nord Corea. E ora che la minaccia non esiste più, via al nuovo nemico: l'Iran

Nord Corea: verso il conflitto globale?
Agosto 2017: Harry Kazianis, ovvero il direttore del Defence Center for the National Interest, illustra le conseguenze che scaturirebbero da un eventuale bombardamento nordcoreano. Kazianis fornisce persino una stima delle persone che potrebbero perdere la vita durante il conflitto (dagli 1,7 ai 3 milioni di vittime tra Asia e America, 8 milioni calcolando il contrattacco statunitense). Secondo le previsioni di Kazianis, Pyongyang ha intenzione di far esplodere tutte le sue testate, che comprendono anche armi biologiche e chimiche. Si tratterebbe quindi anche di un disastro per l’ecosistema. L’Occidente si deve preparare al conflitto globale.
Settembre 2017il regime di Pyongyang si starebbe avvicinando “alla fase finale” dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale, che potrebbe colpire il territorio statunitense. Il panico dilaga. Il leader nordcoreano sembra un super cattivo sgusciato da un romanzo di Ian Fleming.
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fonte – https://unoeditori.com/guerra-globale-le-fake-news-sulla-nord-corea-e-ora-che-la-minaccia-non-esiste-piu-via-al-nuovo-nemico-liran-2/

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Schiaffo dell'Egitto all'Ue: "Pena di morte è parte della nostra cultura"

Il vertice fra Unione europea e Lega araba in Egitto si è conclusa con una dichiarazione finale di 17 punti in cui si parla di “una nuova era di cooperazione”. Un annuncio importante che però non ha scaldato i cuori dei presenti. Questi incontri internazionali assumono sempre più le caratteristiche di grandi palcoscenici in cui si decide poco, almeno da un punto di vista multilaterale, ma si cerca di assumere posizioni di leadership.
E il presidente egiziano (nonché padrone di casa) Abdel Fattah al Sisi, l’ha fatto capire da subito con una dichiarazione su diritti umani che lascia poco spazio all’immaginazione. Chi pensava che cooperazione significasse rispetto degli standard occidentali, ha sbagliato. Ed è calato il gelo fra Unione europea ed Egitto. Nonostante la speranza sia quella di considerare proprio Il Cairo il vero Paese in grado di frenare la crisi migratoria in Nord Africa. Continua a leggere

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Lezioni di sesso trans e famiglie gay nelle scuole elementari: scatta la rivolta dei genitori

La grande riforma della scuola, firmata dal governo May, viene così spiegata dal più autorevole dei tablodi inglese, The Times: «Dal 2020, dopo una consultazione di sei mesi del Dipartimento per l’Istruzione, nelle classi elementari si parlerà di famiglie dello stesso sesso o di transessuali, oltre che su come chattare online in modo sicuro e a sviluppare delle relazioni sane e rispettose. Alle scuole medie gli studenti riceveranno informazioni sulle relazioni sessuali e su argomenti scottanti come  la catastrofe della mutilazione genitale, i rischi del sexting, della violenza domestica e dei matrimoni forzati.
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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/02/lezioni-di-sesso-trans-e-famiglie-gay-nelle-scuole-elementari-scatta-la-rivolta-dei-genitori/

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Le eresie di Giovanni XXIII

Roncalli e la massoneria.
Giovanni XXIII scriveva. “I Cattolici e gli Ortodossi non sono nemici, bensì fratelli. Noi abbiamo la medesima ‘Fede’… noi raggiungeremo l’unione fra le chiese, in modo da formare assieme la vera ed unica Chiesa di nostro Signore Gesù Cristo”.
Tale affermazione significava la bestemmia per cui la vera Chiesa non era stata ancora stabilita.
Maria Ball Martinez scrisse che, dalle loro postazioni, le guardie repubblicane Francesi notarono il nunzio Roncalli, lasciare la sua residenza in abiti civili, per frequentare gli incontri serali del giovedì, nella loggia massonica del Grande Oriente di Francia.

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